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identità del P.D.L. (e dintorni)
17.02.08
- Sul numero scorso del PUNTO ho cercato di
fare alcune riflessioni sulla nascita del POPOLO
DELLE LIBERTA ricevendo più di
200 mail di commento alle quali ho risposto
una per una. Nelle prime ore sono arrivate mail
soprattutto di critica alla scelta di Fini e
Berlusconi ed inviatemi per lo più da
persone che conosco, dirigenti o militanti di
AN. E invece iniziato poi un sorprendente
flusso sempre più rilevante di adesioni
al progetto, a volte contenendo alcune critiche,
ma con un sostanziale apprezzamento. Limpressione
è stata che - dopo un momento di sbandamento,
soprattutto di chi è organico in un partito
(e che quindi è comprensibilmente più
restio ad abbandonare il suo simbolo
e la sua specifica scelta)
la grande maggioranza dei lettori abbia però
compreso e accettato il messaggio di Berlusconi
e Fini, in più di 150 mail delle 200
ricevute. Lo stesso dato lho colto venerdì
sera a Verbania nel corso di una affollatissima
riunione dove avevo iniziato il mio intervento
facendo notare non solo che quella era la più
affollata assemblea mai tenuta da AN nella nostra
città, ma che non conoscevo oltre metà
dei presenti, persone che evidentemente
- non avevano mai prima partecipato ad una riunione
di partito.
CONFERMO LA MIA IMPRESSIONE: LA GENTE E
PIU AVANTI DEI PARTITI E CERCA NOVITA,
semplificazioni politiche, chiarezza, responsabilità,
risparmi da parte della Casta che
altrimenti non è più sopportabile.
Ho già spiegato i meccanismi degli apparentamenti
e come ci sia oggi la fondata probabilità
che il PDL possa domani contare in Parlamento
su di una base parlamentare solida e che possa
decidere senza dover sottostare al ricatto di
partiti e partitini. Per questo mi dispiace
che CASINI abbia scelto con lUDC di non
farne parte, ma forse è meglio così.
Non dimentico le tante volte in cui questo partito
ha rallentato le decisioni di tutta la CDL,
così come ha tenuto per mesi posizioni
a volte equivoche e che poi sono sfociate nelle
scissioni prima di Follini (che ha tenuto in
piedi Prodi), poi di Giovanardi, poi di Baccini
e Tabacci e a seguire quelle in Sicilia.
Più di tutto ricordiamoci che mentre
il Popolo del 2 dicembre sfilava
compatto a Roma lUDC si ritrovava invece
a Palermo perdendo (allora come ora) una grande
occasione. Casini si richiama alla propria identità
comè giusto, ma allora visto che
IL PROBLEMA DELLA IDENTITA E IMPORTANTE
- soprattutto per chi fa e ha fatto politica
da tempo - ragioniamo su cosa sia questa benedetta
identità. E difficile
farlo in poche righe, mentre senzaltro
approfondirò questi aspetti nei tanti
incontri pubblici che avrò nelle prossime
settimane.
Per me IDENTITA è innanzitutto
come ti comporti, difendi e rispetti a livello
personale e politico quei valori di base per
cui hai iniziato, hai deciso, hai continuato
a fare politica. Io ho cominciato a farlo nel
MSI, poi nel MSI-DN, poi in AN ed ora (forse)
nel PDL
Anche solo leggendo le sigle si
vede un percorso lineare, di evoluzione logica,
che non può fermarsi mai perché
da sempre il mondo è tutto un divenire.
MA LE SIGLE NON SOLO LIDENTITA.
Lidentità sono infatti i valori
per cui ti sei mosso e nei quali credi. Se io
credo nella LIBERTA non nascondo che nel
1969 urlavo Praga Libera e così
per la prima volta mi hanno schedato,
così come oggi difendo la libertà
del Tibet o della Birmania, ma anche ritengo
che la base di Guantanamo sia una vergogna.
Se negli anni 70 sostenevo che la guerra
partigiana non era stata solo quello che ci
dicevano, oggi posso finalmente ricordare i
Martiri delle Foibe e lo faccio senza odio,
ma voglio che i giovani sappiano quello che
avvenne e - con la stessa carica di allora -
protesto e mi indigno con i Gendarmi della
Memoria, storici arteriosclerotici e faziosi
che spesso hanno ancora il monopolio in Italia
della gestione della Resistenza.
Se ho cominciato a far politica prima a scuola
e poi nella vita lho sempre fatta in prima
persona e in mezzo alla gente. E infatti anche
oggi continuo a fare la fila in posta o al supermercato
solo per sentire cosa dicono e come la pensano
i miei concittadini, per cercare di capire meglio
i problemi veri degli anziani o delle famiglie
che credo non possono essere messi dopo (o dimenticati)
in parlamento rispetto a mille discussioni sulla
legge elettorale.
Ho poco spazio, ma cercate di capirmi: la Fiamma
Tricolore io lho e lavrò
sempre nel mio cuore come cosa preziosa, ma
non posso pretendere che allo stesso modo ce
labbiano tanti altri che hanno avuto storie
diverse dalla mia, devo capire anche gli altri
punti di vista. Ma serve una sintesi, un progetto,
un programma, devo collaborare a mettere insieme
donne e uomini che con me vogliano far crescere
e difendere lItalia e litalianità
perché lamore per la mia terra
è e resta al primo punto delle mie radici,
oggi come allora. Ma per contribuire a far cambiare
in meglio le cose devo rappresentare la maggioranza
della gente o conto poco, pochissimo. Credo
che il modo migliore per difendere, però,
Valori ed Identità sia il comportarsi
bene a livello personale, in tutte le sue declinazioni,
sempre. Identità è allora la mia
fede religiosa, la mia Patria, la mia lingua,
la mia italianità, la gente che voglio
rappresentare, la Staffetta che
devo trasmettere a chi verrà dopo di
me. Non ho mai polemizzato sul Punto
con LA DESTRA né voglio farlo, però
è triste vedere che propongono ora un
simbolo elettorale che - se non verrà
cambiato - è un aperto tentativo di confondere
gli elettori sulla scheda elettorale tirando
forse in inganno persone anziane che crederanno
di votare così per Alleanza Nazionale.
Credetemi: il simbolo conta, certo, e mi dispiace
che in futuro lo si possa perdere ma non facciamolo
contare più della sostanza e lavoriamo
perché nel nuovo PDL siano chiari i punti
programmatici e politici, soprattutto quelli
legati al senso trascendente della vita, non
solo guardando al contingente ma alla storia,
alla Verità, ai codici di comportamento.
Se come credo - nulla del programma di
questo nuovo movimento sarà contro quei
principi ma anzi ne saranno il fondamento allora
avrò salvaguardato la mia IDENTITA
indipendentemente dai simboli elettorali.