Concretezza
Cari amici del Punto,
04.04.08
- Ad otto giorni dal voto del 13-14 aprile penso
che alla gente bisogna parlare con molta chiarezza
e semplicità: è il tempo delle
responsabilità. LItalia ha un bisogno
estremo di un governo serio, coeso, che duri
cinque anni, che abbia la forza e il coraggio
di imporre delle scelte, le applichi, ne colga
i risultati e poi si ripresenti al giudizio
elettorale. Per tirare fuori il paese dalla
crisi si impongono scelte difficili e magari
anche impopolari, ma se non si prendono alla
svelta andiamo tutti alla deriva. LEuropa
è in coda al mondo per quanto riguarda
lo sviluppo economico, noi siamo in coda allEuropa:
sono fatti e dati veri, altrimenti non saremmo
qui a votare, e avremmo avuto ancora per tre
anni Prodi a (s)governare con il suo solito
ghigno stordito e triste sulle labbra. Invece
il sistema intero della sinistra è andato
in crisi, lItalia si è ribellata
dalle fondamenta e Berlusconi lo ha capito prima
degli altri: sta sul ponte di comando nel momento
della tempesta ma indica la rotta e Fini è
con Lui, mentre Casini si è perso a discutere
sui colori della moquette in sala da pranzo,
mentre fuori soffia la bufera. Per governare
servono allora poche idee ma chiare, una maggioranza
autonoma e forte, possibilmente che non stia
sotto ricatto di nessuno. La Lega, per esempio,
è ottima alleata e condivide i programmi,
ma starebbe molto più tranquillo un governo
che avesse con i soli seggi del PDL la maggioranza
assoluta di Camera e Senato.
Cinque
anni di rilancio italiano e poi un voto: alla
fine non ci sarebbero dubbi sulle responsabilità,
ovunque. Il Piemonte, per esempio - ma vale
per tutte le regioni dItalia - o torna
a diventare il crocevia dEuropa o non
ha futuro. Non possiamo fermare le grandi opere,
non possiamo non utilizzare il traino della
grande occasione dellExpo 2015 per saldare
tutto il nord-ovest del paese: vorrebbe dire
perdere lultimo treno. Allo stesso modo
dobbiamo pretendere un rilancio del trasporto
aereo con Caselle e soprattutto Malpensa e tagliare
brutalmente i costi della politica regionale
per selezionare solo spese produttive, messe
a disposizione in modo diretto e veloce per
aiutare per chi vuole rischiare ed intraprendere:
il resto può, deve attendere. Tra laltro
siamo una regione che diventa sempre più
anziana, ma i servizi non sono sufficienti e
non possiamo dividerli con tutti quelli che
arrivano e non partecipano ad assumersene il
costo in quota-parte. Anche qui scelte chiare,
priorità e tanto coraggio. Proprio nel
momento più buio della recente storia
italiana, però, quasi per caso è
cominciata la rivoluzione, la riscossa: chi
se ne è accorto la vincerà, chi
si aggrappa al passato e come la sinistra
- ripropone vecchie formule, simboli, buonismi
melensi non solo perderà il 14 aprile,
ma soprattutto sarà fuori dalla storia.
Credo
però che in politica le questioni non
siano solo di carattere amministrativo o gestionale
ma debbano anche essere legate a valori veri
scolpiti nel cuore e che non vanno mai traditi
nei comportamenti, perché è troppo
facile riempirsi la bocca solo di parole. Ecco
perché, soprattutto, bisogna poi avere
il coraggio di applicarli sul serio nei principi
di governo per guidare la nave nella tempesta
o si finisce tutti dritti sugli scogli. Chi
ama lItalia davvero lo ha capito ed ha
già scelto: Il Popolo delle libertà
che, unito, è la risposta per unItalia
che vuole finalmente rialzarsi.