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Le Firme * Marco Zacchera


Perche' votare per il PdL

11.04.08- Cari amici del “Punto”, siamo al termine di una campagna elettorale complessivamente molto serena, tranquilla, che mi ha permetto di incontrare migliaia di persone della mia zona e del Piemonte oltre ai connazionali degli USA e del Sudadfrica. Una campagna senza grandi scosse ma utile e preziosa per i contatti umani e personali, per l’aver parlato con tanta gente che chiede “si cambi”, delusa dall’esperienza della sinistra. E’ il momento quindi DI ASSUMERCI UNA RESPONSABILITA’ pesante, consci che il momento è difficile ma certi che lavorando bene e con impegno sui possano risolvere molte delle difficoltà italiane di oggi. E’ un impegno politico e personale e a sottolineare la serietà di questo impegno sta la mia militanza politica ormai di alcuni decenni con la speranza di poter continuare a dare un contributo alla crescita della mia Patria e del mio paese. Credo che ci sia poco da aggiungere a quello che ci siamo scritti in questi mesi, ma nell’imminenza del voto ricordo alcune motivazioni del perché credo sia utile all’Italia un voto sia alla Camera che ancor di più al Senato alle liste del POPOLO DELLE LIBERTA’.

- Perché l’Italia ha bisogno di un governo che duri e faccia le riforme. In questo senso i sondaggi (tutti confermati) sottolineano che il PDL vincerà queste elezioni e se avrà una maggioranza assoluta dei seggi all’interno della coalizione di centro destra cui si aggiungeranno i seggi della Lega Nord e del MPLA avremo la certezza di una maggioranza stabile e unita. Credo che per governare non servono gli slogan né il minacciato ricorso ai “fucili” per difendere le schede quanto la volontà e la tranquillità di governo.

- Perché questa legge impone di non sprecare i voti e scegliere quindi Casini e l’ UDC – così come “La Destra” e tante altre piccole liste minori - significa indebolire il centro-destra visto che al Senato l’UDC sicuramente non raggiungerà l’8% (ed è sul filo del 4% alla Camera) mentre “La Destra” è molto più giù. Chi li vota fa obbiettivamente un piacere a Veltroni che proprio grazie a queste divisioni spera di salvarsi!

- A chi comunque vota a sinistra (sfiorando il masochismo, dopo l’esperienza del Governo Prodi) sostenendo che “Veltroni è il nuovo” - così come il PD – ricordo che semmai Veltroni è il vecchio visto che è in politica da molto prima perfino di Silvio Berlusconi e che il PD non è che la riproposta dell’UNIONE del 2006 (manca solo Mastella!) mentre a livello locale restano tutti gli ambigui rapporti con l’estrema sinistra. A Roma, ad esempio, il candidato a sindaco Rutelli del PD è sostenuto da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi ecc.ecc... Ecco allora perché il declamato “strappo” è solo strumentale, di facciata, quando non “costa” in termini di seggi.


Voto Estero: quanti non hanno potuto votare?

Si è intanto già chiusa la campagna elettorale all’estero ed alle 16 di ieri, giovedì, “chi ha votato ha votato”. Per centinaia di migliaia di persone temo che questo voto sia stato una farsa ed una ingiustizia in quanto TANTI ELETTORI NON HANNO RICEVUTO LE SCHEDE ELETTORALI o il loro voto è finito in qualche angolo di ufficio postale ed è rimasto in giro senza poter essere stato recapitato a tempo ai vari Consolati. A complicare le cose ci si sono messi scioperi in diversi paesi (come in Brasile), ritardi, impossibilità di adeguare in tempo le liste elettorali, comuni italiani che - non rispondendo ai consolati all’estero che chiedevano aggiornamenti - hanno di fatto impedito l’esercizio del voto a tantissimi cittadini. PIACEREBBE SAPERE QUANTI VOTI SONO ARRIVATI ED ARRIVERANNO DOPO IL TERMINE E PERCHE’ NON SI SIA VOLUTO DARE ALMENO 48 ORE DI TEMPO IN PIU’ PER LE VOTAZIONI, VISTO CHE GLI SCRUTINI INIZIERANNO SOLO LUNEDI! Ad una grande ideale fortemente voluto e realizzato da Mirko Tremaglia e rispettando finalmente il sacrosanto principio che gli italiani devono poter votare anche se residenti all’estero, si contrappone una legge che nelle sue scelte tecniche è da riformare, nella logica di far votare solo gli italiani “veri”, ma garantendo che il loro voto sia correttamente contabilizzato ed espresso, senza trucchi e senza ritardi. Così non è stato, anche questa volta. Cambiare questa legge deve essere un impegno per la prossima legislatura!


Pechino: no alla repressione !

Si moltiplicano in tutto il mondo le proteste per le repressioni cinesi contro i tibetani ed i dissidenti interni. Credo che sia impegno di tutte le persone libere protestare per questo atteggiamento del governo cinese, chiedendo libertà di espressione e boicottando almeno politicamente le Olimpiadi, ma anche sottolineando come certi “pensatori” e scrittori di sinistra che li difendono – guarda che caso, schierati con Veltroni… - siano veramente delle squallide persone. Perché costoro non provano a protestare in Cina?

 



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Scrivono per Voi


On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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