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Le Firme * Marco Zacchera

Governo: partenza OK

Ai lettori all'estero

Volutamente, in queste ultime edizioni de IL PUNTO non ho trattato specifici temi legati ai problemi delle comunità italiane all'estero. Attendo infatti che siano ben definite le responsabilità di questo settore all'interno del Governo per cominciare a lavorare seriamente con chi ne sarà delegato, in spirito di collaborazione ma anche senza riserve nel segnalare eventuali mancanze o problemi. Spero che ciò possa realizzarsi nei prossimi giorni ed intanto segnalo che ho ripresentato atti ed interrogazioni parlamentari su tematiche legate a questi temi, scaricabili dal mio sito o da quello della Camera

24.05.08 - Cari amici del Punto,

Il governo Berlusconi è partito bene approvando una serie di decreti e progetti di legge che tentano di dare risposte concrete a problemi – dalla sicurezza, ai mutui, ai rifiuti – di drammatica attualità. Colpisce che a questo nuovo governo (che lavora raccogliendo una ben difficile eredità) l’Europa - su queste cose di solito sempre silente – risponda ”ringhiando” . Certamente c’è una buona dose di preconcetto politico, vedendo in Berlusconi un avversario prima che il rappresentante, liberamente eletto, di uno stato sovrano. Non dimentichiamoci comunque che al Parlamento Europeo è il PSE (partito socialista europeo) ad avere la maggioranza. Certo che ci vuole faccia tosta: come può permettersi la Spagna, per esempio, di fare le pulci all’Italia sull’immigrazione quando da anni tiene comportamenti molto più duri e spesso addirittura violenti contro gli immigrati? O che alzino la voce paesi dove gli accampamenti rom sono impensabili, anche perché sarebbero sbaraccati dalla polizia dopo poche ore? Nelle ore in cui a Strasburgo l’Italia era messa sotto accusa dai deputati socialisti e di estrema sinistra, leggevo al dipartimento esteri di AN (c’è ancora!) gli atti dell’espulsione dalla Germania di una coppia italo-tedesca residente in Brasile (ma con passaporto anche uno tedesco e l’altra italiana) espulsa appunto dalla Germania sembra senza alcuna motivazione se non che per Berlino “prevaleva” il passaporto brasiliano su quello italiano della moglie, senza che queste persone – in visita temporaneamente a parenti - avessero chiesto nulla, nè tanto meno commesso reati.

Perché piuttosto l’Europa non ha battuto ciglio quando il governo Prodi non ha imposto le allora possibili restrizioni di movimento verso i cittadini dei nuovi paesi entrati nell’Unione Europea, come invece hanno fatto altri paesi europei? Fu un errore, ma che rende necessario oggi agire per creare in qualche modo un argine, un filtro, soprattutto rendere noto – alla partenza e alla radice dei viaggi della speranza, gestiti da un evidente giro di criminalità - che arrivare in modo irregolare e clandestino nel nostro paese vorrà dire d’ora in poi essere e rimanere a rischio. Perché l’Europa deve accusarci di razzismo quando basta provare ad atterrare in un aeroporto francese o tedesco dall’area extra Schengen usando un aeromobile non europeo per vedere che all’uscita dell’aereo (e ancora prima di arrivare in aerostazione) vengono controllati i documenti a tutti quelli che non hanno la faccia “giusta”. Così chi è senza visto – che poi verrà comunque accuratamente controllato – neppure lo lasciano sbarcare. Ecco perché serve anche una politica delle responsabilità: dalle sanzioni vere per chi sfrutta l’immigrato irregolare o affitta topaie a prezzi da grand hotel al trattamento dei rifiuti. A questo proposito come i piemontesi o i lombardi trattano i propri a casa loro, così non si può dire “no” a tutto in Campania, dalle discariche agli inceneritori che - se funzionano bene - non danno problemi ambientali. Ecco perché servono velocità, concretezza, disciplina. Solo se il governo italiano saprà fare applicare le nuove leggi sarà credibile e soprattutto avrà dimostrato di mantenere la parola data. Se invece si finirà impantanati con qualche altra sanatoria all’italiana, con migliaia di espulsioni comminate, ma che (come in passato) rimangono poi senza esito, se tutti continueranno a buttare tutto per strada o a bruciare cassonetti senza sanzioni non sarà solo un duro colpo all’immagine, ma alla stessa credibilità del “nuovo corso”. Per questo Berlusconi e Maroni non diano troppo credito a qualche pelosa critica interna o internazionale, tirino dritto, risolvano…e vedrete che la gran parte gli italiani applaudirà.

PdL: mi preoccupa il metodo

I lettori sanno che sono favorevole alla nascita del “Popolo Delle Libertà” che credo sia fortemente voluto dalla gran parte dei nostri elettori, così come è positivo che sia nato alla Camera il gruppo unico del PDL, ma sarei scorretto con loro se dicessi che sono contento dei metodi. E’ giusto che alla fine qualcuno decida su chi debba assumere i diversi incarichi, così come è giusto ubbidire, ma non si può decidere tutto senza nemmeno ascoltare il parere di chi ne ha diritto. Non si cresce seriamente se tutto viene sempre imposto dall’alto senza criteri e meriti obbiettivi, e questo vale anche per la prossima nascita del PDL che deve invece coinvolgere anche emotivamente le persone. Sono preoccupato per come AN stia affrontando – sottovalutandola - questa situazione, anche perchè i massimi esponenti del Partito hanno tutti ottenuto un posto di governo o di prima grandezza e nessuno di loro sembra avere ora tempo, voglia e testa per pensare a come organizzare il passaggio verso la nuova forma politica. Si rischia di lasciare tutto all’improvvisazione di un’ultima mano di vernice, senza curarsi delle questioni di fondo che non si esauriscono – lo dicevo la scorsa settimana – con la buona amministrazione o gli slogan perché coinvolgono profondamente le coscienze, almeno per chi fa politica seriamente. Mi auguro che in AN qualcuno cominci a porsi queste domande, perché le fondamenta sono importanti nella costruzione di qualsiasi nuova casa: da fuori non si vedono, ma se non ci sono o se non sono ben piantate per terra alla prima scossa la casa crolla. Una casa comune, se non si vuole poi farla crollare, bisogna costruirla bene.

Forze dell' Ordine: detassiamo i loro straordinari !

Proprio nell’ottica delle nuove necessità imposte dall’applicazione del “PACCHETTO SICUREZZA” promosso dal Governo credo che meritino un riconoscimento speciale le ore di lavoro straordinario effettuate dagli appartenenti delle Forze dell’Ordine che abbiano compiti operativi. Per questo vanno detassate come per i lavoratori privati e non considerandoli straordinari assimilabili a quelli degli altri dipendenti statali. Una richiesta che nella nostra zona è stata ripresa sia da AN che FI e sarà un mio impegno presentare adeguati emendamenti in Parlamento per dare un segnale di attenzione ai sacrifici ed ai rischi che gli appartenenti a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ma anche alla Polizia Penitenziaria e spesso ai Vigili del Fuoco o ai Forestali quando impegnati in compiti non amministrativi devono affrontare impegni eccezionali per rendere operative le norme per la sicurezza o gestire altre emergenze.

Energia nucleare, finalmente!

Forse, finalmente, per l’Italia si apre un nuovo spazio per una discussione seria sul nucleare con la speranza che cadano ipocrisie e falsità. Dopo un ventennio di demagogia pseudo ambientalista siamo l’unico paese del G8 che non ha centrali nucleari pur importando l’85% della nostra energia, buona parte della quale prodotta proprio da centrali nucleari realizzate pochi chilometri al di là dei nostri confini. Certo che la sicurezza e l’ambiente sono importanti, ma è sciocco dare dei “no” preconcetti ad affrontare il problema. Energia eolica, solare, geotermica e fotovoltaica possono dare una mano e vanno potenziate (a parte, anche qui, altri assurdi divieti), ma non sono sufficienti a coprire lo spaventoso deficit energetico italiano che impedisce lo sviluppo e ci rende troppo dipendenti dall’estero. Costruiamo alla svelta centrali ben fatte, sicure, moderne e - come avviene ovunque da ormai 50 anni - riprendiamo quindi uno sviluppo controllato del nucleare con vantaggi per tutti. Il gasolio a 1,50 € al litro è la più macroscopica conferma del fallimento energetico nazionale.

Recensione

Tra i numerosi testi usciti sulla 2a guerra mondiale merita attenzione un recente, nuovo libro del novarese Giannetto Bordin ( “ Spia del ‘Buro-marine’ ” – editrice Scarabeo - € 17.80) in cui l’autore con molta semplicità - ma altrettanta immediatezza - racconta le sue esperienze di giovanissima aspirante spia militare nelle formazioni della RSI. Un racconto vivace ed affascinante per conoscere realtà sconosciute e scelte mai rinnegate dall’autore che sottolinea di essere orgoglioso e fiero di averle vissute “fermamente convinto che quanto è ancora valido di quelle radici - oggi solo immateriali - sopravvissute al ferro ed al fuoco sessanta anni or sono, sono la chiave della rinascita non solo spirituale della nazione italiana”.

www.marcozacchera.it anche in Georgiano

Dopo la campagna elettorale il mio sito www.marcozacchera.it è stato nuovamente ristrutturato: il benvenuto ed il mio curriculum vitae si è arricchito questa settimana di una nuova versione (la 13a lingua, il georgiano), oltre al recente testo in latino. Ricordo che sul mio sito troverete comunque un sunto del programma elettorale del PDL per doverose verifiche a “futura memoria” con la documentazione sul lavoro da me svolto durante questa e le scorse legislature, la galleria fotografica (aggiornata!), i più recenti comunicati stampa ed i numeri arretrati del PUNTO. Numerosi i link di collegamento con miei articoli, interviste, documentazione filmata, il sito della Camera per scaricare proposte di legge e documenti. Un invito ai lettori: conoscete qualche lingua straniera e volete tradurmi il curriculum-vitae? Contattatemi per accordi, mentre aspetto che qualche lettore (magari leghista) lo proponga anche in dialetto. In questo caso,però, sarà ammesso solo nel lombardo-piemontese parlato sul mio Lago Maggiore, le radici non si tradiscono!


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Marco Zacchera
On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a
marco.zacchera@libero.it







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