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Le Firme * Marco Zacchera

Quali Deputati ?

01.06.08 - Cari amici del Punto,

sono colpevole. Colpevole di essere stato assente dall’aula e di non aver votato martedì pomeriggio un emendamento sulla protezione delle uova della fauna selvatica in cui il governo è andato “sotto” di 2 voti. Apriti cielo: “assenteista” è il minimo che mi sono sentito dire. A questo punto, però, io non ci sto ad essere tacciato di fannullone - o peggio - da troppi giornali di facile demagogia e allora apriamo una sorta di sondaggio fra i lettori. Ditemi un po’ se preferite:

a) un deputato che stia in aula seduto compunto al suo posto, dalle 9.30 di mattina alla sera e che - non sapendo quando e come si vota - stia seduto a leggersi tutte le carte su qualsiasi argomento che venga in discussione, non mancando così a nessuna votazione (ma senza intervenire, perché se su ogni cosa intervenissero tutti perderemmo tre giorni per ogni votazione, e capita in un giorno che se ne facciano anche 200)

b) un deputato che cerca contemporaneamente di essere in aula, intervenire sugli argomenti di sua competenza, correre per quella decina (minima) di pratiche settimanali che gli vengono richieste di svolgere dagli elettori a casa e che poi – magari ricoprendo anche incarichi di partito – debba anche contemporaneamente svolgere il suo ruolo, incontrare gente, preparare gli interventi, dar retta a chi lo rincorre dall’Australia all’ultimo cantone Svizzero, si interessi della politica della propria zona, cerchi di aiutare i sindaci o le associazioni che glielo chiedono, ecc. ecc. Sono stato sempre un deputato “b)” e continuerò a farlo perché la coscienza mi dice che è più serio fare così e magari alla fine – come nella 15° legislatura – sarò uno di quelli che aver lavorato di più, ma facendolo terra-terra, senza clamori, senza comode scuse e infatti di me i grandi giornali non parleranno mai. Però non si può più essere sereni se a Montecitorio c’è chi dalla balaustra delle tribune aspetta ore e poi ti riprende con il teleobbiettivo se appoggi il capo, tiri su col naso, mandi un biglietto, parli con una collega. Martedì scorso - come i tanti di fuori Roma – per essere in aula alle 10 (per niente, perché poi non si è poi votato per ore) ci siamo alzati alle 4.30 di mattina ( sono i nuovi “non voli” da Malpensa, ragazzi!) e abbiamo perso un sacco di tempo per sciocchezze mentre l’opposizione si divertiva a tirar lungo e a perder tempo per Rete 4 (che non c’entrava nulla, ma fa sempre fino prendersela con il Cavaliere) e alla fine siamo stati anche bollati come “assenteisti”: tante grazie! Di più: “Dovete lavorare! Basta con solo tre giorni di seduta alla settimana, troppo comodo, anche il lunedì e il venerdì ci vuole”. Giusto, così la gente che da me fa la fila in studio in quelle giornate (e nelle quali si lavora molto di più che a Roma) la convocherò direttamente alla Camera.
Insomma: è DOVERE lavorare seriamente, non perder tempo, non imbrogliare gli elettori, ma – credetemi – c’è anche tanta gente che in Parlamento fa il suo dovere e che non è giusto tacciare di menefreghismo. Certo, piuttosto, che anche nel PDL bisogna essere un po’ più furbi: se mezzo parlamento è fuori perchè ci sono iscritti ancora 23 perditempo a parlare ed improvvisamente tutti questi rinunciano per passare subito al voto, ci deve pur essere qualcuno della maggioranza “di turno” che capisca l’agguato e parli per dieci minuti, giusto il tempo per dare il tempo alla gente di rientrare a votare...

(Se infine a qualcuno interessa io non ho votato perché in quel momento – con appuntamento fissato da tempo – incontravo la nuova “numero due” dell’Ambasciata di Israele in Italia dott.ssa Lironne Bar-Sadeh cui faccio i migliori auguri di benvenuto nel nostro paese e forse avrà capito perché ad un certo punto, leggendo gli sms che mi arrivavano, ero diventato un po’ nervoso. Capita…)

Stato contro Stato

Montanelli attribuiva a Mussolini una frase: “Non è impossibile governare l’Italia, è inutile”. Mi è venuta in mente vedendo il tempismo con cui la Magistratura napoletana, dopo mesi di silenziose indagini, ha arrestato 25 persone per lo smaltimento rifiuti, gestione 2005-2007. Camorristi, gestori abusivi di discariche, smaltitori senza scrupoli, trasportatori legati alla malavita? No, arresti nello staff del commissario Bertolaso ed avviso di garanzia addirittura al prefetto di Napoli. Come sempre le presunte intercettazioni telefoniche sono state immediatamente pubblicate dai giornali, nel solito “frullatore” di impalpabile verità. Colpisce il tempismo: mesi e mesi di indagini per arresti spiccati ad una settimana dall’inizio del “nuovo corso” e proprio il giorno dopo la positiva conclusione di un duro braccio di ferro con chi occupava le strade e nell’istante in cui il “decisionismo bertolasiano” sembrava aprire uno spiraglio nella crisi. Dobbiamo credere e pensare che se la Magistratura si è mossa una ragione fondata l’avrà, anche se è curioso che il tutto scoppi pochi giorni dopo la decisione del Governo di istituire una “superprocura ambientale” per gestire l’emergenza (e che ha scombinato gli equilibri interni alla Magistratura di Napoli) tanto che 55 sostituti procuratori dichiarano pubblicamente di opporsi a questa decisione, di fatto appoggiata anche dal Capo dello Stato che nel frattempo aveva firmato il decreto legge. Se sono state commesse delle gravi irregolarità è giusto che siano chiarite le responsabilità e saranno gli esperti giuridici a dire chi abbia ragione, certo le immediate conseguenze del “blitz” dei Magistrati partenopei sono state che la Germania vuol bloccare i treni-rifiuti, Bertolaso vuole andarsene, le soluzioni tornano in alto mare e – soprattutto – tutto ancora rischia di bloccarsi, mentre ancora una volta non si vede traccia di interventi energici e decisi della Magistratura napoletana contro la camorra che da quelle parti - e soprattutto su questi temi - la fa da padrone. Cerchiamo allora di essere realisti: quando c’è una emergenza non sempre è possibile osservare tutti i crismi delle norme (scritte fra l’altro, purtroppo, spesso per contraddirsi a vicenda) l’importante è risolvere i problemi e soprattutto bisogna decidere alla svelta o – come nel caso di Napoli – con il sopraggiungere dell’estate la situazione sarà insostenibile. Per questo, forse, prima di muoversi anche i Magistrati di Napoli dovrebbero valutare gli aspetti sostanziali e non solo i dettagli, inquadrando le cose – appunto – in una realtà di vera emergenza.. Anche perché non è un dettaglio sottolineare come regioni intere dello Stato siano demandate alla camorra e fa impressione che a demolire il lavoro di chi almeno cerca di cambiare le cose sia quella stessa Magistratura napoletana che certe volte mi sembra sorda, silente e cieca davanti alla realtà violenta e criminale del proprio territorio.

Italiani all' estero

L’amico sen. Alfredo Mantica è stato delegato dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini, come sottosegretario alle problematiche degli Italiani nel mondo. Faccio gli auguri ad Alfredo perché avrà tante cose da fare, ma poiché è una persona seria e in gamba sono certo le seguirà bene. Se in qualsiasi modo potrò collaborare con lui lo farò con piacere perché credo di conoscere abbastanza bene molti dei problemi di tanti nostri connazionali che chiedono risposte anche e soprattutto dal nuovo governo. Credo innanzitutto che serva una forte coesione sia tra i parlamentari eletti all’estero grazie alla “Legge Tremaglia” che con il CGIE, un organismo che – come la stessa legge elettorale – va adattato alle nuove realtà. Soprattutto, ci tengo comunque a confermare alle tante persone che mi conoscono e sono sparse in giro per il mondo che continuerò ad occuparmi di loro per i diversi temi che più volte abbiamo sottolineato anche sul “PUNTO”. Credo che i problemi legati alle scuole italiane all’estero e alla nostra cultura, a Rai International, all’assistenza - soprattutto per i più anziani - così come il funzionamento della rete consolare, la tutela degli italiani imprigionati o senza sufficiente sicurezza siano questioni vere e che vanno affrontate con il massimo impegno. Lo si farà, perché è giusto e doveroso farlo, convinto comunque che gli italiani all’estero non siano tanto “un problema” quanto “una risorsa” che molte volte viene sottovalutata. Auguri quindi al ministro Frattini, a Mantica ed ai loro collaboratori.

Energia nucleare, che forza quel Berisha!

Conosco bene il presidente dell’Albania Sali Berisha, furbissimo politico levantino – ed apprezzato ex cardiologo – che ha subito fiutato l’occasione. “Energia nucleare difficile da realizzare in Italia? No problema, le centrali fatele qui!” E’ un’idea che solo in un primo istante sembra fantasiosa, perché l’Albania dista meno dalla Puglia che Napoli da Roma e soprattutto perché l’Italia è circondata dalle centrali nucleari estere che noi non vogliamo, anzi, una bella fetta dell’energia elettrica che consumiamo è proprio prodotta da queste centrali e che noi, importandola, paghiamo salata. Qui sta il punto: se una centrale è “sicura” in Francia o in Svizzera, perché da noi non deve esserlo? Eppure mi immagino già le dimostrazioni, le proteste dei “verdi-ambientalisti-democratici- difensori-di-tutto” che , come al solito, sanno solo dire “no”. Ribadisco: io credo che in Italia servano ricerche e sviluppo di tutte le energie: eolica, solare, fotovoltaica, geotermica, ma “anche” nucleare. Ovviamente calcolando bene i costi/benefici nel senso che in Italia non abbiamo uranio e quindi dipenderemmo anche da queste importazioni: servono accordi precisi. Piuttosto, qualunque cosa succeda, impegniamoci un po’ a RISPARMIARE energia perché ne dissipiamo troppa: milioni di lampadine inutili accese, milioni di auto che si muovono non sempre in modo indispensabile: non sono solo un gigantesco affare per chi vende energia, ma un salasso all’economia nazionale. Risparmiare energia si può, soprattutto si deve.

Montecatini: un esempio

(ANSA) - MONTECATINI (PISTOIA), 28 MAG - Gli stranieri che vorranno prendere la residenza nel comune di Montecatini Terme, famoso centro termale in provincia di Pistoia, dovranno avere almeno 5.142 euro di reddito certificato, una casa decente e, per romeni o bulgari, anche un nulla osta dello sportello unico per l'immigrazione. È il contenuto dell'ordinanza del sindaco Ettore Severi (An) nell'ambito del progetto sicurezza. La notizia è riportata dal quotidiano Il Tirreno. L'ordinanza fissa i parametri per l'accoglimento delle domande di residenza da parte degli stranieri. Un tetto minimo di reddito pari a 5.142 euro per una persona e un familiare, 10.285 euro per un titolare e due familiari, 15.428 euro con più di due familiari. Tra i documenti da presentare, busta paga per i dipendenti e documentazione attestante il reddito per gli autonomi. La Guardia di finanza controllerà le situazioni patrimoniali dei richiedenti e il Comune certificherà la liceità della fonte delle risorse economiche. L'ordinanza stabilisce anche la superficie minima per la casa (9 metri quadri per persona) che non potrà ospitare più di 6 abitanti. Una scelta simile era già stata fatta dal vicino comune di Altopascio, amministrato da una lista civica sostenuta dal centrodestra, nei mesi scorsi. (ANSA).

Inondazioni ed alvei dei fiumi

Le piogge dei giorni scorsi hanno immediatamente creato serie situazioni alluvionali soprattutto nella valle del Po. Uno dei motivi è anche che per la solita demagogia pseudo-ecologista imperante in Italia da anni non si possono più dragare i fiumi i cui alvei si alzano quindi man mano sugli argini. E’ ovvio il conseguente business di costruire argini nuovi e sempre più alti, ma perché non si ritorna al vecchio sistema di raccogliere in modo intelligente e controllato le sabbie e le ghiaie dei fiumi anziché bucare il territorio da tutte le parti? Oltretutto lo Stato guadagnerebbe somme enormi dalla vendita di questo materiale inerte che giace pericoloso ed inutilizzato. Guardate il sito www.fontamara.it e fatevi un’opinione su cosa sta avvenendo.



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Marco Zacchera
On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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marco.zacchera@libero.it







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