Commemorazione
del due Giugno
06.06.08
- Sono stato invitato a portare il saluto del
Parlamento alla manifestazione del 2 Giugno
nella mia città. Mi permetto proporvi
quanto ho detto in quella occasione perché
credo rappresenti lauspicio che oggi potrebbe
essere condiviso da tutti gli italiani di buona
volontà. Per me queste non sono frasi
retoriche, ma vere.
Cittadini,
Lanno
scorso prendendo la parola in questa
stessa ricorrenza sottolineavo il momento
difficile per lItalia e il forte malessere
che attraversava tutta la nostra società.
Durante quest anno da una parte si è
acuito questo malessere e soprattutto lo scontento
verso molte Istituzioni a cominciare
dal Parlamento spesso giudicate insufficienti
a rispondere ai problemi della gente. Venire
poi a conoscere di tanti sprechi, errori, autentiche
ingiustizie della Casta politica
e di molti altri settori porta ad un senso di
allontanamento, di delusione, di sospetto che
molti cittadini avvertono verso le istituzioni,
tutte, dandone una generica responsabilità
a tutti i suoi rappresentanti. Da un altro verso,
però, avverto - soprattutto in queste
ultime settimane - un diffuso sentimento di
nuova assunzione di responsabilità: è
il rendersi conto, stando tra la gente e ascoltandola,
che chi rappresenta le Istituzioni non può
continuare senza tener conto dei sentimenti
degli italiani che chiedono una linea più
chiara ed autorevole nel gestire la cosa pubblica.
Da parlamentare sento particolarmente forte
questo concetto di rinnovato impegno e di più
forte responsabilità ma debbo dire
con molta sincerità che lavverto
anche tra tanti altri colleghi di qualsiasi
parte politica che si rendono conto come la
gente attende segnali, conferme, certezze.
Come
me, molti di noi che oggi siamo qui hanno -
a diverso titolo - obblighi di lealtà
e di impegno verso la nostra comunità
ed è quindi necessario che questa assunzione
di responsabilità non resti solo nel
campo dei buoni sentimenti e di un pizzico di
demagogia, ma si concretizzi in atti concreti,
in decisioni equilibrate, in sacrifici anche
perché prima di chiederli agli
altri i sacrifici dobbiamo farli tutti
noi che siamo stati eletti a rappresentare la
comunità. Sono sacrifici dovuti, anche
economici, ma soprattutto legati a modi di comportamento,
di impegno, di lealtà verso le Istituzioni,
di tempo dedicato, di onestà amministrativa
e politica. La gente non può più
tollerare discussioni fini a sé stesse,
diatribe inutile e dividenti, sprechi della
cosa pubblica. E un messaggio che le istituzioni
devono capire, accettare nei fatti o non si
servirebbe bene la Repubblica che oggi festeggiamo.
Non dobbiamo pensare che nulla mai cambierà:
quando non cè cura per la propria
casa, prima o poi la casa crolla e quando dei
valori fondamentali come la pace, la libertà,
la democrazia vengono dati troppo per scontati
ma non sono intimamente difesi e condivisi da
ciascuno significa che sono a rischio di offuscarsi
e di sparire, ed ancor di più se i cattivi
esempi arrivano dallalto... Quindi valori
da rendere credibili con gli atti e da difendere.
Ma oggi questi valori non si difendono da nemici
esterni o contro frange estremiste che possano
minacciarli, ma piuttosto dando anima a questi
valori attraverso uno Stato che deve funzionare
meglio e dove non dobbiamo mai più dare
la colpa a qualcun altro se non funziona, perché
siamo noi, ciascuno di noi, ad essere corresponsabile
del suo funzionamento E importante allora
non solo trovare ma rafforzare simboli, principi
ed occasioni condivise, valori in cui sia più
facile stare insieme al di là delle opinioni
o degli schieramenti politici avendo il coraggio
di guardarsi in faccia e capire che in qualche
modo si deve reagire in primo luogo allo scetticismo,
concretizzando quei valori per il bene di tutti.
Anche
per questo la nostra nazione deve avere una
data-simbolo che interpreti il sentimento di
unità nazionale: lo è stato forse
il 4 novembre, ma per le generazioni prima della
mia, lo è stato e lo è il 25 aprile
che peraltro - se segnò il ritorno della
libertà - fu anche un momento di profonda
divisione e tanti lutti fra italiani. Anche
lo stesso 2 giugno nacque sullonda di
una divisione tra italiani monarchici e italiani
repubblicani. Un risultato incerto, con regioni
intere dItalia dove non si potè
votare, con la Venezia Giulia e Trieste invase,
la Dalmazia persa e migliaia di prigionieri
di guerra ancora dimenticati in giro per il
mondo. Ssuperate però presto le divisioni
di allora, in questi anni - sempre più
- il 2 giugno sta rappresentando non solo lanniversario
della nascita della Repubblica ma un segno di
vera unità consapevole tra italiani.
Oggi
- dopo 62 anni da quel 2 giugno del 46
quando la nostra Patria era a terra, distrutta
e divisa pur avendo riscattato da poco il Valore
della libertà - non cè dubbio
che questa data del 2 giugno possa allora sempre
di più rappresentare il giorno di una
profonda unità e solidarietà tra
italiani, in una realtà - la Repubblica
- oggi unanimemente accettata e cresciuta nella
coscienza di ciascuno. Una realtà dove
giuridicamente tutti sono uguali, dove tutti
devono avere uguali diritti, ma anche adeguati
doveri. Il senso della giornata è allora
in un momento nazionale di difficoltà
non solo di chiederci quello che la Repubblica,
lo stato, il parlamento, le amministrazioni
locali debbano darci come servizi, diritti individuali,
strutture, ma quanto ciascuno di noi abbia il
dovere di dare alla propria comunità.
E chiaro che questo DOVERE DI DARE
è maggiore per chi fa politica ad ogni
livello, amministrativa o parlamentare, ma proprio
per questo serve allItalia che si rafforzi
una società basata sui doveri di chi
amministra per dare più diritti a tutti
i cittadini. In tempi difficili colgo però
non solo la speranza ed un rinnovato senso di
responsabilità, ma anche alcune certezze:
i valori repubblicani, i principi fondamentali
della nostra Costituzione, le famiglie che compongono
la struttura basilare della società,
la necessaria e progressiva autonomia amministrativa
che nel quadro di una unità nazionale
è logico che cresca e si affermi. Questi
sono elementi positivi, quelle certezze che
cerchiamo perché sono man mano diventati
- o ritornati ad essere - caratteri e valori
condivisi, capaci di dare agli italiani più
giovani e che crescono qualche sicurezza. Tanti
italiani, in Italia e nel mondo, fanno il loro
dovere: in armi per difendere la pace nelle
missioni internazionali o per difendere in Patria
la sicurezza di tutti, oppure come silenziosi
testimoni di dedizione e di amore e penso ai
tanti religiosi o laici che hanno scelto la
strada del volontariato spesso in silenzio
e discrezione - per aiutare chi ha più
bisogno. Ma il 2 giugno penso anche a milioni
di italiani normali, anonimi, persone che fanno
semplicemente il loro dovere, cittadini per
bene, spina dorsale della nostra società.
Ricordando chi ha lottato e sofferto per la
nostra repubblica è a tutti loro, agli
italiani per bene, che va dedicato il 2 giugno,
oltre che ai giovani che vengono dopo di noi,
chiamati a continuare una strada che da sempre,
fatalmente, è faticosa ed in salita,
ma che può segnare sempre nuovi obbiettivi
positivi se saremo capaci di raggiungerli
tutti insieme costruendo il futuro della
nostra comunità . La nascita della Repubblica
e la progressiva condivisione di essa, è
stato uno dei successi piu grandi della
nostra comunità nazionale; è diventato
un valore di riferimento, è un valore
fondante e fondamentale. Allora
viva la
nostra Patria, lItalia, e viva la Repubblica
Italiana.
Litalia
vista dal mondo
Nei
giorni scorsi ero a Parigi per lannuale
assemblea della UEO ed ho notato una cosa che
pochi considerano: la pessima immagine che lItalia
offre oggi nel mondo. Da una parte molti media
internazionali che si sono schierati a
prescindere contro Berlusconi e non hanno
digerito il suo ritorno, ma dallaltra
sembra che facciamo di tutto per farci del male.
Ricordiamoci che se cè poca gente
che si occupa effettivamente di politica estera
(dove lItalia ha comunque una posizione
un po marginale) le notizie italiane viste
da fuori sono quasi sempre legate
a fatti di costume e di cronaca e la cronaca
italiana haimè parla soprattutto
di spazzatura e di camorra. Il risultato è
innescare una spirale che rischia di soffocarci
sia perchè ad esempio comprime
il turismo, sia perchè fa dimenticare
i pochi comparti deccellenza dove la nostras
nazione può giocare un ruolo di prima
grandezza danneggiando ancor di più il
Made in Italy. Ma non cè
dubbio che solo gli italiani possano fare il
grande passo per rilanciare il proprio paese
e possono farlo prima di tutto credendo in loro
stessi e riprendendo quelle serie abitudini
che sono lingrediente indispensabile per
ritornare a crescere. Un po di esempi?
Prima ancora di cominciare chiacchiere inconcludenti
sul si o no al nucleare dovremmo renderci conto
che un paese che importa quasi tutta la propria
energia dovrebbe risparmiarla e non sprecarla,
dando tagli decisi a tutti i consumi non indispensabili.
Lo stesso per lambiente: non possiamo
più sprecarlo ma centellinarlo, usarlo
al meglio, difenderlo, razionalizzando le nuove
costruzioni e costruendole bene e rispettando
criteri eco-compatibili, ricordandoci che ristrutturare
è comunque meglio che cementificare un
oprato. Altro capitolo disperato i trasporti
ed i servizi: non possiamo continuare a dire
no a infrastrutture moderne e meno
inquinanti, ma poi i servizi pubblici vanno
usati perchè i treni che circolano vuoti
non servono a nulla. Su tutto, però,
la necessità assoluta di cambiare il
metodo di legislazione e lamministrazione
pubblica che è una palla al piede pazzesca,
ma dove prima di tutto ci vuole senso di responsabilità
e non solo garantismo. Tutte parole, lo so,
ma da dove cominciare un lavoro di ricostruzione
profonda senza il quale non possiamo sopravvivere
come stato moderno ed europeo? Credo dal vertice,
e quindi il nuovo governo non può perdere
tempo, sbagliare i passaggi, anteporre interessi
personali alle priorità nazionali.
Ma
gli italiani devono soprattutto tornare a sentirsi
parte di una comunità, di uno stato,
di una nazione profondamente europea e per farlo
devono tornare a rispettare e difendere questi
valori o tutto resterebbe senza sostanza. Credere
in sè stessi e comportarsi bene ciascuno
nel proprio campo: sembra facile e non lo è.
Lunica è sperare almeno nella Ferrari
e nella nazionale: non servirà direttamente,
ma aiuta!
ERRATA
CORRIGE
Molti
commenti allo scorso numero del PUNTO
sulla questione dellenergia nucleare ed
i suoi pro e contro, oltre che sulla questione
del rispetto del territorio ma anche della necessità
di tornare ad intervenire con urgenza sui greti
dei fiumi che non più scavati
come un tempo di sabbie e ghiaie rischiano
di tracimare dagli argini alla prima piena perché
molto più alti di qualche anno fa. Invitavo
a visitare un sito che ne dà una prova
ben documentata, ma involontariamente ho riportato
male lindirizzo che correttamente è
invece www.fontamara.org Fateci una visita..