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Le Firme * Marco Zacchera

Berlusconi, Magistrati, polemiche e rischio corto corcuito

Cari amici del PUNTO,

21.06.08 - La manovra economica di Tremonti è articolata e valida, prevede riforme e nessuna tassa in più, così come forte è l’impegno del governo per i rifiuti di Napoli e la criminalità. Mantenuti gli impegni sull’ICI e con un pacchetto di riforme che stanno arrivando. Il centro-destra sta insomma macinando lavoro e vedremo i risultati.

In allegato vi invio – in forma stringata, ma in un italiano comprensibile e non burocratico – le “linee guida” di questa manovra, anche perché così chi lo desidera potrà farsene un’idea più concreta.
Trovo però giusto far notare anche alcune cose che non vanno in questo momento politico. In primo luogo il rischio di cadere ancora una volta nella trappola dell’eterno dissidio Berlusconi-Magistrati che il premier credo dovrebbe affrontare senza polemiche verbali ma a viso aperto, tranquillo, ben sapendo che la maggioranza degli italiani lo ha votato sapendo benissimo dei suoi problemi giudiziari e sui quali da tempo tutti si sono fatti un’opinione ben sapendo della obbiettiva pressione giudiziaria cui è oggetto. Immaginatevi un po’ se ci fosse stato analoga “attenzione” dei giudici contro la camorra, la mafia, tanti altri grandi nomi della finanzia… La polemica serve solo alla sinistra e a Veltroni che tentano di risalire dall’abisso in cui sono precipitati dando spazio ad una opposizione che vive solo di “antiberlusconismo acuto”. Ma serve anche a nascondere i tanti limiti di una Magistratura italiana che troppo spesso non accetta critiche, senza accorgersi di essere diventata essa stessa una “Casta” come quella di molti politici. Vogliamo ricordarci che una procedura di fallimento in Italia dura mediamente otto anni, mentre una causa civile oltre i dodici anni? E quante centinaia di criminali sono a spasso perché non c’è stato tempo di chiudere le indagini? I Magistrati (quelli italiani sono i più numerosi d’Europa) non ritengono di avere qualche responsabilità generale?

Nel “piano” del Governo ci sono tanti spunti utili per un miglior funzionamento della Giustizia, ma di queste cose non si parla: perché?. Berlusconi allora tiri avanti diritto, sfidi il giudizio di una Corte anche se preconcettamente ostile, tanto gli italiani sanno benissimo giudicare i fatti nel loro complesso, anche “politico”. Attenti soprattutto perché - enfatizzando le polemiche – si perde l’attenzione sulle tante cose giuste che il governo sta facendo in queste settimane che così trovano meno spazio tra l’opinione pubblica e sui media.
Secondo appunto, importante: bene per il governo, ma il PDL dov’è? La mia non è una critica astiosa, ma una tristezza di coscienza: quando comincia la costruzione del nuovo partito politico? Perché – organizzativamente – per ora tutto è nel limbo e politicamente una linea programmatica non c’è, sempre ammesso che la si voglia costruire.
La prima fila di FI e di AN è tutta schierata al governo od occupa poltrone importanti, ma dietro c’è il vuoto e si rischia un corto circuito tra governo e partiti o – meglio – nel funzionamento dei partiti in vista del traguardo comune, dando al nord ancora più spazio alla Lega che è più pronta ad intercettare “a pelle” l’insofferenza della gente verso la politica. Attenti, perchè tra un anno si voterà già per le amministrative e le europee, tra due anni per le regionali. Per vincere bisogna assolutamente allearsi a Lega ed UDC ma le alleanze vanno preparate, i candidati proposti e scelti, i programmi locali discussi e scritti: se non si impara a parlare un linguaggio comune non si cresce (e non si vince).
Credo infine che nella maggioranza e in Parlamento sia utile una maggiore dialettica interna, l’ organizzazione politica, strategie d’aula e nei rapporti con l’opposizione, anche per sottolineare le sue forti contraddizioni politiche e relative lotte intestine.
Abbiano vinto, dobbiamo governare…facciamolo con impegno e con stile: l’Italia approverà.

ICI e Euromediterraneo: Si ricomincia

E’ ripresa alla Camera anche l’attività di commissione (io sono ritornato agli Esteri) e segnalo nella scorsa settimana due miei interventi. Il primo per ottenere che anche sulla prima casa “italiana” degli italiani residenti all’estero non si applichi l’ICI (ed ho ottenuto il sostanziale ok del governo), la seconda per chiedere più concretezza nella politica Euromediterranea e chiarezza sui relativi contributi, compresi quelli per l’Autorità palestinese. Segnalo anche (vedi sul sito www.camera.it) la presentazione di alcune interessanti proposte di legge tra le quali quella di una regolamentazione (anche ai fini della sicurezza) delle nuove imprese edili, proposta stesa insieme alle Associazioni artigiane. Ho già presentato – fino ad oggi – anche 13 interrogazioni parlamentari.

Sito: ne parla “Republica”

La simpatica giornalista Alessandra Longo, nella sua “striscia” quotidiana su Repubblica, martedì scorso ha fatto una bella pubblicità – anche se un po’ ironica – al mio sito, sottolineando che ormai è tradotto in 18 lingue, dal latino al romeno. Facile la battuta sulla traduzione latina della pesca a mosca, resta il fatto che così sono aumentati anche i lettori più o meno occasionali che lo hanno visitato. Comunque “Repubblica” mi sembra un pizzico in crisi: vedendo il numero degli accessi al sito dopo la pubblicazione dell’articolo di Alessandra ho notato che sono però ben più numerose le visite dopo una mia puntata alla radio di “Caterpillar”. Da questa settimana il sito è tradotto anche in greco (moderno)

ALLEGATA: LA MANOVRA FINANZIARIA

LA MANOVRA FINANZIARIA
La manovra varata dal governo, con notevole anticipo su tempi e riti della vecchia Finanziaria (che si concludeva con l'"assalto alla diligenza"), avrà un positivo effetto di cambiamento e di modernizzazione su molteplici settori della vita italiana. È una svolta, mobilita tutte le energie del Paese per rilanciarlo, incide con decisione su spesa pubblica improduttiva e pastoie burocratiche. Ma innanzitutto la manovra dà un aiuto concreto alle famiglie italiane in difficoltà, strette fra inflazione e pressione fiscale.

Social card - A un milione e 200 mila pensionati indigenti sarà consegnata, al momento di ritirare l'assegno vitalizio, una carta prepagata del valore di 400 euro all'anno con la quale potranno fare acquisti per i generi di prima necessità. Nei supermercati convenzionati otterranno uno sconto del 10 per cento; potranno usare la carta anche per pagare le bollette, nel qual caso lo sconto arriverà al 20 per cento. Per non umiliare questi italiani meno fortunati, la social card sarà anonima, ma, come la tessera del Bancomat, avrà un codice.
È un'innovazione che punta a sostenere i redditi dei meno abbienti: è una misura squisitamente sociale, ma contribuirà a aiutare la ripresa dei consumi, del mercato interno.

Sanità - Per quest'anno non sarà introdotto nessun ticket sulle prestazioni specialistiche; nel 2009 ciascuna Regione deciderà se introdurre o meno un contributo a carico degli assistiti. Ad ogni modo, fino al 2010 non ci sarà alcuna riduzione della spesa sanitaria, anzi aumenteranno gli stanziamenti per il servizio sanitario nazionale grazie a un'intesa fra Stato e Regioni che si raggiungerà entro il 31 luglio prossimo.
Sono stati stanziati 322 milioni di euro, poi, per il rinnovo del contratto dei medici di base e per realizzare il collegamento telematico in rete degli stessi sanitari, così da arrivare alla "ricetta elettronica".

Giovani coppie - A conferma dell'attenzione che l'esecutivo di centrodestra riserva alla famiglie, sono previste agevolazioni per le giovani coppie che desiderano acquistare casa.

Buoni prepagati per i lavori occasionali - Una parte rilevante della manovra punta alla riduzione degli adempimenti burocratici che ostacolano l'utilizzo dei lavori saltuari, occasionali, stagionali. Per favorire le famiglie e le piccole imprese, saranno introdotti i "voucher" prepagati, comprensivi di tasse e contributi. Si impiegheranno per retribuire baby-sitter, il lavoro occasionale di giovani sotto i 25 anni, i lavori stagionali come la vendemmia. Famiglie e imprese saranno affrancate dall'obbligo di code negli sedi dell'Inps o in altri uffici pubblici.

Leggi inutili - La semplificazione non si ferma qui: la manovra porterà anche all'eliminazione di 6 mila leggi inutili, circa il 30 per cento del totale. Le norme che cadranno sono tutte quelle che attualmente complicano la vita degli italiani: ad esempio, la tassa sulle bilance. Imprenditori e privati cittadini non dovranno più perdere tempo e denaro per compilare
moduli e fare code in più di un ufficio.

Enti inutili - Con la stessa decisione, la scure calerà su molti enti che abbiano un organico inferiore alle 50 unità. La misura comporterà ulteriori semplificazione nella jungla delle competenze incrociate, ma determinerà anche innegabili risparmi.

Statali - Occorre tagliare la spesa pubblica qualificando, nel contempo, l' operatività e la produttività della pubblica amministrazione. Il governo avvierà presto la trattativa per il rinnovo del contratto degli statali, però varerà una serie di norme per colpire i "fannulloni". Sarà ridotto il ricorso al lavoro flessibile e alle consulenze esterne agli enti pubblici;
sarà possibile licenziare i dipendenti che presentano certificati medici falsi o false attestazioni di presenza. Avrà vita dura chi arreca "gravi danni al funzionamento degli uffici" per "incompetenza professionale oinefficienza. Inoltre, anche contro la pubblica amministrazione sarà possibile la "class action".

Infrastrutture - Le infrastrutture e le grandi opere si faranno. Secondo stime attendibili, la congestione del traffico costa al sistema Italia 19 miliardi di euro, quindi via all'alta velocità fra Milano-Verona, via alla Tav Torino-Lione, via al Ponte sullo Stretto e alle nuove autostrade in
Lombardia e alla Roma-Formia. L'impegno finanziario per la realizzazione di queste opere è rilevante, le risorse pubbliche non sono sufficienti, si coinvolgeranno gruppi di finanziatori privati e gli enti locali nei cui territori ricadono le opere. Il precedente governo aveva cancellato alcune delle infrastrutture già in programma, ma la manovra ha rimosso le cancellazioni. L'ammodernamento del Paese s'ha da fare.

Liberalizzazioni - Riparte il programma delle liberalizzazioni vere, comprese quelle dei servizi pubblici locali. E per rendere meno pesante il rincaro dei carburanti, oltre alla riduzione degli oneri fiscali, sarà razionalizzata e ristrutturata la rete distributiva, consentendo che anche
al supermercato si possa fare il pieno.

Giustizia più rapida - Nel nostro Paese c'è un arretrato di quasi 5 milioni di processi civili. È un dato che si ripercuote negativamente sul sistema economico e scoraggia gli investimenti esteri. La manovra contiene misure volte ad accelerare i processi: sanzioni e decadenza per chi rallenta le procedure o non si presenta in udienza per due volte; la possibilità di eseguire notifiche per posta elettronica. Inoltre, previsto il rito sommario per le cause che hanno per oggetto una somma di denaro, la possibilità di rendere testimonianza per iscritto, senza recarsi all'udienza, l'ampliamento della competenza dei giudici di pace.

Robin Hood tax - Le risorse per la manovra saranno reperite principalmente, come s'è visto tagliando e razionalizzando la spesa pubblica, eliminando gli sprechi, riducendo gli oneri degli apparati burocratici. Ma sarà attuata subito, per finanziare il sostegno ai cittadini più deboli, anche la "Robin Hood tax" sugli utili realizzati dai petrolieri. Il nuovo meccanismo farà emergere le plusvalenze sugli stock di greggio acquistati a basso prezzo, prima che cominciasse la corsa al rialzo del barile. La nuova tassa agisce infatti sulle scorte di magazzino, sull'entità dei diritti minerari e sull' Ires (l'imposta sul reddito delle società) che passa dal 27,5 al 33 per
cento.

Evasione fiscale - Sarà potenziato il contrasto all'evasione fiscale: la manovra prevede un giro di vite contro i cosiddetti "paradisi fiscali".
Tanti cittadini italiani, Vip e non solo, eleggono residenza all'estero, in Paesi più morbidi in materia di tasse, per sfuggire al nostro sistema fiscale. Nel disegno di legge sulla manovra c'è un articolo che recita: "Gli italiani residenti nei paradisi fiscali devono essere considerati
fiscalmente italiani".



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Marco Zacchera
On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a
marco.zacchera@libero.it







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