IL
PUNTO 253
del 15.11.08
Chi
paga i danni ? Universita Usa
UnVaffa a Agrillo Attivita'
Parlamentare - Staffette
Cari
neo-lettori del PUNTO,
Ad
inizio anno erano 23.650 i dipendenti Alitalia
in odore di fallimento. Scappati i francesi
(che non sono stati cacciati da
Berlusconi perché allora cera Prodi,
semmai lo hanno fatto i sindacati) il nuovo
governo ha promosso il piano CAI che a me sembra
intelligente: liquidare il peso morto
di Alitalia, conservare quello che cè
di buono in mani italiane cambiandole nome e
farla volare in termini economicamente sostenibili.
Trovare (facendosi pagare) un buon partner internazionale
e tornare poi a crescere e far utili con una
compagnia competitiva e più leggera di
soli 12.300 dipendenti. Discussioni, assemblee,
proteste ma alla fine la gran maggioranza della
gente capisce ed accetta, perfino i sindacati
CISL UIL UGL aderiscono, la CGIL prima dice
no per questioni politiche, poi anche lei firma
gli accordi, restano i sindacati autonomi. Tira
tira la corda anche gli autonomi
firmano e restano solo gli irriducibili.
Lunedì quei pochi che restano votano
con 130 voti contro 87 di continuare la protesta.
Grazie a 130 persone su 23.650, così,
da una settimana i trasporti del paese sono
nel caos, la perdita quotidiana della compagnia
(ma in generale, dellItalia) è
di decine di milioni di euro, limmagine
estera del nostro paese catastrofica. Ma è
possibile che in pratica non ci sia stato un
arresto, una denuncia giudiziaria conclamata,
una generale e pubblica sollevazione contro
questi pochi imbecilli che in buona sostanza
vogliono solo difendere i loro privilegi assurdi
ed anacronistici in una situazione mondiale
di difficoltà e crisi del trasporto aereo?
E come giudicare alla guida dei protestatari
arringanti la (piccola) folla non tanto un comunista
estremo extra d.o.c. come Ferrando ma proprio
il populista Antonio Di Pietro, quello che alla
Camera ogni giorno fa poi comizi demagogici
contro gli sprechi della casta ?
Questa settimana per andare e venire da Roma
ho impegnato esattamente 14 ore: allandata
il comandante ha preteso di far controllare
tutti i giubbotti di salvataggio sotto i sedili
(tra Milano e Roma, come noto, si sorvola loceano)
perdendo così un ora e mezzo di tempo,
mentre al ritorno nessuno era in sciopero, ma
non si riusciva a trovare chi doveva sbarcare
dallaereo i bagagli di chi era arrivato
con il volo precedente. Insomma, il caos. Mi
prende una rabbia sorda, cattiva, comprendendo
che in Italia per odio al centro-destra cè
chi quotidianamente blocca, ritarda, insulta,
fa danni.
A loro non interessa la situazione economica
terribile, milioni di persone in difficoltà,
la necessità di dover risparmiare e selezionare
gli investimenti pubblici avendo ereditato uno
stato allo sfascio: no, bisogna solo distruggere.
Metteteci pure che la Gelmini o Berlusconi a
volte non sapranno comunicare, che a volte si
faranno sbagli, ma in definitiva
quando la barca affonda vanno prese decisioni
nette per salvarla e non è giusto dover
rovinare tutto per una minoranza di arroganti
che in definitiva non vogliono accettare un
chiaro responso elettorale.
La filosofia del Tanto peggio tanto meglio
di un pugno di lavoratori (?!) di Alitalia (ma
in fondo bene accettata anche dalle parti del
PD) che non pagano mai di persona, oppure di
chi va in piazza per lUniversità
(ovvero contro una riforma che ancora non cè!)
bloccando città e trasporti pubblici
non meriterebbe sanzioni più pesanti?
NB:
lho già scritto una volta su
IL PUNTO, ma lo ricordo ancora vedendo lo scempio
di Fiumicino: per aver bloccato mezzora
un vicolo di Verbania con la mia auto per protestare
contro un discutibile nuovo senso unico il 7
aprile 1983, mi sono beccato una condanna a
un anno di reclusione per blocco stradale, ridotti
perché incensurato e per aver agito
per alti motivi morali e sociali, al netto
5 mesi e 20 giorni di reclusione confermati
anche in Cassazione: al confronto, quanti ergastoli
dovrebbero essere inflitti in queste settimane?
RICERCATORI
IN USA E UNIVERSITA
Come
sanno i lettori dellultimo PUNTO, mentre
in Italia si manifestava per scuola ed università
ero la settimana scorsa a Houston, in Texas,
ad un interessante convegno organizzato dal
COMITES locale presieduto da Vincenzo
Arcobelli sui perché della fuga
negli USA di tanti cervelli italiani.
Molti ricercatori hanno presentato il proprio
lavoro ed è seguita una lunga tavola
rotonda. Un dibattito che mi ha molto colpito
perché ho incontrato gente che ha lasciato
lItalia non tanto per mancanza di fondi
quanto perché da noi non cera la
possibilità di essere presi sul serio
e giudicati da professori universitari adeguati,
in università e istituti qualificati,
con borse di studio adeguate.
Perché gli USA ?
Perché qui a parte una società
bene organizzata i criteri sono quelli
del merito, delle capacità, della selezione.
Chi crede in quello che fa e lo dimostra può
andare avanti, mentre in Italia quasi sempre
no. Anche sulla bocca di alcune persone chiaramente
di sinistra ho riascoltato due termini (meritocrazia,
selezione) che erano il mio pane
quotidiano quando combattevo le mie battaglie
studentesche e che sono elementi di vita in
cui ho sempre creduto, molto spesso sconfessato
dai fatti (anche in politica!) dove purtroppo
altri sono i criteri per emergere. Finalmente
ho riascoltato chiari concetti di destra, la
mia Destra (volutamente in maiuscolo!)
di chi crede che devono partire tutti sullo
stesso piano e che lo Stato ha il dovere di
dare a tutti una base di partenza,
ma poi cresca chi merita! Mi ha colpito che
mentre in Italia si moltiplicano le proteste
contro la riforma della scuola giustificandole
per i tagli finanziari, alluniversità
americana di Harward i professori e i dirigenti
si auto-ridurranno gli stipendi perché
gli investimenti in azioni del fondo universitario
questanno non daranno utili dopo la crisi
finanziaria e comunque vanno garantite
le borse di studio per gli studenti a basso
reddito. Ve lo immaginate una auto-riduzione
dello stipendio dei rettori per certe università
italiane baronali ? A prescindere
che in tempi di crisi questo esempio dovrebbe
venire ANCHE E PRIMA DEGLI ALTRI da parte di
noi deputati, comprendete il diverso taglio
morale e civico di gestire una difficoltà?
Un altro aspetto rivoluzionario
tipico dellaltra sponda delloceano
è che in USA sei sempre verificato, non
dormi sugli allori.
Guardate che è dura: un Obama può
diventare il primo presidente nero, ma non cè
cassa integrazione o stato sociale, creando
spesso situazioni socialmente aberranti. Anche
un professore che non va si cambia, il manager
inconcludente viene cacciato, il banchiere furbo
che ruba viene arrestato e condannato, così
come non cè la Guardia di Finanza,
le aliquote sono basse (circa 2/3 dellItalia)
ma chi ruba al fisco e viene scoperto sta dentro
due anni, senza sconti ed amnistie.
Per questo non ci prova quasi nessuno, il gioco
non vale la pena.
Meritocrazia e selezione, quindi, ma anche serietà.
Un
Vaffa.. a Grilo
Non
ho mai nascosto una certa antipatia che a
pelle provo per Beppe Grillo. Non solo
per la sua ben nota demagogia nellaffrontare
i problemi di solito limitandosi ai facili
slogan ma anche per la sua incongruenza
personale che si concretizza nel parlare ben,
ma razzolare male. Da un po di tempo è
un po sparito dalle cronache, guarda caso
dopo la pubblicazione della sua dichiarazione
dei redditi e la bolletta dei suoi consumi energetici,
ma si scopre ora che le sue proposte di referendum
sono state bocciate perché presentate
in Cassazione con firme insufficienti o taroccate,
oltre che per essere state depositate in termini
diversi da quelli previsti dalla legge. Il solito
bluff, insomma, e spero che qualcuno che gli
ha dato troppo credito capisca come - per un
po di teatro e non certo gratis conoscendo
il soggetto si è fatto bellamente
prendere in giro.
ATTIVITA
PARLAMENTARE
Segnalo
in settimana i miei interventi in aula sulla
legge finanziaria e in ricordo del compianto
collega di AN Gaetano (Nino) Colucci. Sono intervenuto
anche in commissione sui finanziamenti agli
Istituti ed Enti di ricerca per lestero.
Segnalo con soddisfazione lapprovazione
del governo a un mio ordine del giorno sulla
necessità di un rifinanziamento ai capitoli
di bilancio relativi allassistenza e tutela
degli italiani nel mondo e per le scuole italiane
allestero. Ho presieduto anche il Comitato
parlamentare permanente per gli italiani nel
mondo (con laudizione del consiglio di
presidenza del CGIE) e partecipato ai lavori
della segreteria generale della ormai prossima
Conferenza dei giovani italiani allestero.
(a Roma, dall 8 al 12 dicembre p.v.)
AVETE
LETTO IL MIO LIBRO STAFFETTE ?
Segnalo
soprattutto ai nuovi elettori del VCO
- che è in distribuzione la IIa edizione
del mio libro STAFFETTE DAL MaNGIADISCHI
AL cD: Politica, fede, storia, idealità:
un confronto tra generazioni con
prefazione di Gianfranco Fini Press Grafica
Edizioni, pag. 216 13 € (in omaggio
ai lettori del PUNTO). Richiedetemi
il libro mandandomi il vostro indirizzo postale
scrivendo a marco.zacchera@libero.it E
un volume in cui racconto la mia vita e le cose
in cui credo, ma anche tante curiosità
della nostra storia recente e passata politica
locale.
Ricordo
anche che sono disponibili alcuni documenti
via internet o su cartaceo: numerose mie interviste
apparse su giornali o riviste, una ricerca sulla
NASCITA DELLA REPUBBLICA PARTIGIANA DELLOSSOLA,
il mio recente RAPPORTO SULLALLARGAMENTO
DELLUNIONE EUROPEA presentato il giugno
scorso a Parigi. Li trovate anche nella sezione
documenti su www.marcozacchera.it
IL
PUNTO è la newsletter settimanale dell´on.le
Marco Zacchera, deputato piemontese del Popolo
delle Libertà e responsabile del
Dipartimento Esteri di AN, che saluta i nuovi
lettori ed invita al dibattito e al libero confronto
tutti coloro che lo ricevono. Per tenere contatti
via mail, inviare nuovi indirizzi di persone
interessate a ricevere IL PUNTO contattatemi
sempre al mio indirizzo mail marco.zacchera@libero.it
- Sul sito www.marcozacchera.it trovate ogni
informazione e chiarimento sulla mia attività
politica ed anche la possibilità di leggere
i numeri arretrati de IL PUNTO. Prego tenere
presente che se questa mail non viene aperta
per alcune settimane automaticamente il vostro
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A
tutti un saluto !
MARCO ZACCHERA