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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera


IL PUNTO 253 del 15.11.08

Chi paga i danni ? – Universita’ Usa – Un“Vaffa” a Agrillo – Attivita' Parlamentare - Staffette

Cari neo-lettori del “PUNTO”,

Ad inizio anno erano 23.650 i dipendenti Alitalia in odore di fallimento. Scappati i francesi (che non sono stati “cacciati” da Berlusconi perché allora c’era Prodi, semmai lo hanno fatto i sindacati) il nuovo governo ha promosso il piano CAI che a me sembra intelligente: liquidare il “peso morto” di Alitalia, conservare quello che c’è di buono in mani italiane cambiandole nome e farla volare in termini economicamente sostenibili. Trovare (facendosi pagare) un buon partner internazionale e tornare poi a crescere e far utili con una compagnia competitiva e più leggera di soli 12.300 dipendenti. Discussioni, assemblee, proteste ma alla fine la gran maggioranza della gente capisce ed accetta, perfino i sindacati CISL UIL UGL aderiscono, la CGIL prima dice no per questioni politiche, poi anche lei firma gli accordi, restano i sindacati autonomi. Tira tira la corda anche gli “autonomi” firmano e restano solo gli irriducibili.
Lunedì quei pochi che restano votano con 130 voti contro 87 di continuare la protesta. Grazie a 130 persone su 23.650, così, da una settimana i trasporti del paese sono nel caos, la perdita quotidiana della compagnia (ma in generale, dell’Italia) è di decine di milioni di euro, l’immagine estera del nostro paese catastrofica. Ma è possibile che in pratica non ci sia stato un arresto, una denuncia giudiziaria conclamata, una generale e pubblica sollevazione contro questi pochi imbecilli che in buona sostanza vogliono solo difendere i loro privilegi assurdi ed anacronistici in una situazione mondiale di difficoltà e crisi del trasporto aereo?
E come giudicare alla guida dei protestatari arringanti la (piccola) folla non tanto un comunista estremo extra d.o.c. come Ferrando ma proprio il populista Antonio Di Pietro, quello che alla Camera ogni giorno fa poi comizi demagogici contro gli sprechi della “casta” ? Questa settimana per andare e venire da Roma ho impegnato esattamente 14 ore: all’andata il comandante ha preteso di far controllare tutti i giubbotti di salvataggio sotto i sedili (tra Milano e Roma, come noto, si sorvola l’oceano) perdendo così un ora e mezzo di tempo, mentre al ritorno nessuno era in sciopero, ma non si riusciva a trovare chi doveva sbarcare dall’aereo i bagagli di chi era arrivato con il volo precedente. Insomma, il caos. Mi prende una rabbia sorda, cattiva, comprendendo che in Italia per odio al centro-destra c’è chi quotidianamente blocca, ritarda, insulta, fa danni.
A loro non interessa la situazione economica terribile, milioni di persone in difficoltà, la necessità di dover risparmiare e selezionare gli investimenti pubblici avendo ereditato uno stato allo sfascio: no, bisogna solo distruggere. Metteteci pure che la Gelmini o Berlusconi a volte non sapranno comunicare, che a volte si faranno sbagli, ma – in definitiva – quando la barca affonda vanno prese decisioni nette per salvarla e non è giusto dover rovinare tutto per una minoranza di arroganti che in definitiva non vogliono accettare un chiaro responso elettorale.
La filosofia del “Tanto peggio tanto meglio” di un pugno di lavoratori (?!) di Alitalia (ma in fondo bene accettata anche dalle parti del PD) che non pagano mai di persona, oppure di chi va in piazza per l’Università (ovvero contro una riforma che ancora non c’è!) bloccando città e trasporti pubblici non meriterebbe sanzioni più pesanti?

NB: l’ho già scritto una volta su IL PUNTO, ma lo ricordo ancora vedendo lo scempio di Fiumicino: per aver bloccato mezz’ora un vicolo di Verbania con la mia auto per protestare contro un discutibile nuovo senso unico il 7 aprile 1983, mi sono beccato una condanna a un anno di reclusione per blocco stradale, ridotti perché incensurato e per “aver agito per alti motivi morali e sociali”, al netto 5 mesi e 20 giorni di reclusione confermati anche in Cassazione: al confronto, quanti ergastoli dovrebbero essere inflitti in queste settimane?

RICERCATORI IN USA E UNIVERSITA’

Come sanno i lettori dell’ultimo PUNTO, mentre in Italia si manifestava per scuola ed università ero la settimana scorsa a Houston, in Texas, ad un interessante convegno organizzato dal COMITES locale – presieduto da Vincenzo Arcobelli – sui perché della fuga negli USA di tanti “cervelli” italiani. Molti ricercatori hanno presentato il proprio lavoro ed è seguita una lunga tavola rotonda. Un dibattito che mi ha molto colpito perché ho incontrato gente che ha lasciato l’Italia non tanto per mancanza di fondi quanto perché da noi non c’era la possibilità di essere presi sul serio e giudicati da professori universitari adeguati, in università e istituti qualificati, con borse di studio adeguate.
Perché gli USA ?
Perché qui – a parte una società bene organizzata – i criteri sono quelli del merito, delle capacità, della selezione. Chi crede in quello che fa e lo dimostra può andare avanti, mentre in Italia quasi sempre no. Anche sulla bocca di alcune persone chiaramente di sinistra ho riascoltato due termini (“meritocrazia”, “selezione”) che erano il mio pane quotidiano quando combattevo le mie battaglie studentesche e che sono elementi di vita in cui ho sempre creduto, molto spesso sconfessato dai fatti (anche in politica!) dove purtroppo altri sono i criteri per emergere. Finalmente ho riascoltato chiari concetti di destra, la “mia” Destra (volutamente in maiuscolo!) di chi crede che devono partire tutti sullo stesso piano e che lo Stato ha il dovere di dare a tutti una “base” di partenza, ma poi cresca chi merita! Mi ha colpito che mentre in Italia si moltiplicano le proteste contro la riforma della scuola giustificandole per i tagli finanziari, all’università americana di Harward i professori e i dirigenti si auto-ridurranno gli stipendi perché gli investimenti in azioni del fondo universitario quest’anno non daranno utili dopo la crisi finanziaria e “comunque” vanno garantite le borse di studio per gli studenti a basso reddito. Ve lo immaginate una auto-riduzione dello stipendio dei rettori per certe università italiane “baronali” ? A prescindere che in tempi di crisi questo esempio dovrebbe venire ANCHE E PRIMA DEGLI ALTRI da parte di noi deputati, comprendete il diverso taglio morale e civico di gestire una difficoltà? Un altro aspetto “rivoluzionario” tipico dell’altra sponda dell’oceano è che in USA sei sempre verificato, non dormi sugli allori.
Guardate che è dura: un Obama può diventare il primo presidente nero, ma non c’è cassa integrazione o stato sociale, creando spesso situazioni socialmente aberranti. Anche un professore che non va si cambia, il manager inconcludente viene cacciato, il banchiere “furbo” che ruba viene arrestato e condannato, così come non c’è la Guardia di Finanza, le aliquote sono basse (circa 2/3 dell’Italia) ma chi ruba al fisco e viene scoperto sta dentro due anni, senza sconti ed amnistie.
Per questo non ci prova quasi nessuno, il gioco non vale la pena.
Meritocrazia e selezione, quindi, ma anche serietà.

Un “Vaffa..” a Grilo

Non ho mai nascosto una certa antipatia che “a pelle” provo per Beppe Grillo. Non solo per la sua ben nota demagogia nell’affrontare i problemi – di solito limitandosi ai facili slogan – ma anche per la sua incongruenza personale che si concretizza nel parlare ben, ma razzolare male. Da un po’ di tempo è un po’ sparito dalle cronache, guarda caso dopo la pubblicazione della sua dichiarazione dei redditi e la bolletta dei suoi consumi energetici, ma si scopre ora che le sue proposte di referendum sono state bocciate perché presentate in Cassazione con firme insufficienti o “taroccate”, oltre che per essere state depositate in termini diversi da quelli previsti dalla legge. Il solito bluff, insomma, e spero che qualcuno che gli ha dato troppo credito capisca come - per un po’ di teatro e non certo gratis conoscendo il soggetto – si è fatto bellamente prendere in giro.

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Segnalo in settimana i miei interventi in aula sulla legge finanziaria e in ricordo del compianto collega di AN Gaetano (Nino) Colucci. Sono intervenuto anche in commissione sui finanziamenti agli Istituti ed Enti di ricerca per l’estero. Segnalo con soddisfazione l’approvazione del governo a un mio ordine del giorno sulla necessità di un rifinanziamento ai capitoli di bilancio relativi all’assistenza e tutela degli italiani nel mondo e per le scuole italiane all’estero. Ho presieduto anche il Comitato parlamentare permanente per gli italiani nel mondo (con l’audizione del consiglio di presidenza del CGIE) e partecipato ai lavori della segreteria generale della ormai prossima Conferenza dei giovani italiani all’estero. (a Roma, dall’ 8 al 12 dicembre p.v.)

AVETE LETTO IL MIO LIBRO “ STAFFETTE” ?

Segnalo – soprattutto ai nuovi elettori del VCO - che è in distribuzione la IIa edizione del mio libro ‘STAFFETTE’ DAL MaNGIADISCHI AL cD: “Politica, fede, storia, idealità: un confronto tra generazioni” – con prefazione di Gianfranco Fini – Press Grafica Edizioni, pag. 216 – 13 € (in omaggio ai lettori del “PUNTO”). Richiedetemi il libro mandandomi il vostro indirizzo postale scrivendo a marco.zacchera@libero.it E’ un volume in cui racconto la mia vita e le cose in cui credo, ma anche tante curiosità della nostra storia recente e passata politica locale.

Ricordo anche che sono disponibili alcuni documenti via internet o su cartaceo: numerose mie interviste apparse su giornali o riviste, una ricerca sulla NASCITA DELLA REPUBBLICA PARTIGIANA DELL’OSSOLA, il mio recente RAPPORTO SULL’ALLARGAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA presentato il giugno scorso a Parigi. Li trovate anche nella sezione “documenti” su www.marcozacchera.it

IL PUNTO è la newsletter settimanale dell´on.le Marco Zacchera, deputato piemontese del “Popolo delle Libertà” e responsabile del Dipartimento Esteri di AN, che saluta i nuovi lettori ed invita al dibattito e al libero confronto tutti coloro che lo ricevono. Per tenere contatti via mail, inviare nuovi indirizzi di persone interessate a ricevere IL PUNTO contattatemi sempre al mio indirizzo mail marco.zacchera@libero.it - Sul sito www.marcozacchera.it trovate ogni informazione e chiarimento sulla mia attività politica ed anche la possibilità di leggere i numeri arretrati de IL PUNTO. Prego tenere presente che se questa mail non viene aperta per alcune settimane automaticamente il vostro indirizzo mail viene cancellato come lettore. IL PUNTO è liberamente riproducibile su altre fonti di stampa, ma è gradita la citazione della fonte con l´ impegno morale - se il testo viene condensato - a non distorcere il significato di quanto qui scritto. CHI INVECE NON DESIDERASSE INVECE PIU’ RICEVERE “IL PUNTO” BASTA LO COMUNICHI a marco.zacchera@libero.it E VERRA’ IMMEDIATAMENTE CANCELLATO DALLA MAIL-LIST . Chiedendo la cancellazione prego controllare l’indirizzo al quale si riceve IL PUNTO e chiarire se si desidera sia cancellata l’edizione “Italia” o “Esteri”. Ad evitare incomprensioni, infatti, verificate appunto l’esatto indirizzo tramite il quale vi arrivano queste news.

A tutti un saluto !

MARCO ZACCHERA



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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