IL
PUNTO 254
del 22.11.08
SOMMARIO:
UNA SERATA A MONTEVERDE, PER RISCOPRIRE LA POLITICA
ASSENZE BANCHE - ATTIVITA
PARLAMENTARE
Cari
Amici del PUNTO,
Il
gruppo giovanile RES mi ha
invitato mercoledì sera a tenere un dibattito
sui giovani e il loro impegno in politica nella
sede di AN del mitico quartiere
di Monteverde, a Roma.
Mitico
per chi come me ha avuto un passato nel MSI
e conosce questo quartiere romano per la sua
fortissima connotazione ideologica e politica,
rappresentando da sempre una sorta di presidio
politico di destra fortemente radicato sul territorio.
Sede
strapiena e gente fino in strada, per ascoltare
la mia piccola storia personale ma soprattutto
a dibattere con domande, dubbi, proteste sul
come in Italia si vive oggi la politica. Ho
rivisto manifesti, bandiere, segni di identità
ma soprattutto volti attenti, impegnati, sensibili
al confronto, con un approccio alla politica
militante simile a come - da ragazzo
li ho affrontati anchio.
Ho
riflettuto, prima tra me e poi a voce alta,
di quanto poco noi politici
riusciamo a dare oggi a questi ragazzi. Quante
poche prospettive economiche e sociali vengano
trasmesse, ma soprattutto quanta scarsa idealità
viene comunicata anche a chi sarebbe apertissimo
ad ascoltare, a muoversi, a discutere, ad approfondire.
Conta poco credere nel proprio animo di fare
personalmente il proprio dovere quando è
una classe politica ad essere complessivamente
insufficiente e non solo per i numeri della
Casta ma per una sempre più
evidente carenza di qualità, di stimoli,
di ancoraggi ideologici che siano da piattaforma
per comportamenti conseguenti a livello politico
e strategico.
Negli
anni 70 i partiti erano costruiti su base
piramidale, dove se eri in gamba salivi man
mano in incarichi elettivi per meriti e voti.
La tua strada te la costruivi infatti giorno
per giorno con la militanza, limpegno,
la presenza politica. Era una strada dura: anche
allora con ingiustizie, ma chi cresceva doveva
per forza avere dei numeri, almeno nel giudizio
di chi ti conosceva e quindi ti votava, con
un forte senso di appartenenza. Oggi invece
sei nominato visto che il
tuo successo dipende da come sei sistemato in
una lista elettorale. Troppe volte, così,
il politico ha magari una
buona preparazione professionale (non sempre:
a volte non cè neanche quella e
contano di più altre qualità
)
ma spesso il nominato non
ha nessun retroterra ideologico o culturale.
Troppe volte scambiamo poi la Politica
con lamministrazione o la gestione del
potere e perdiamo il senso della discussione
e del confronto. Resta il surrogato della platea
televisiva (dove peraltro è un sistema
clientelare chiuso a decidere chi possa andare
in video e chi no) nel concetto che Se
ti fai vedere, allora esisti (magari anche
solo per una figuraccia con le Iene
o a Striscia la Notizia),
altrimenti rischi di non contare nulla nellimmaginario
collettivo. Certo non cè quasi
più la politica dei comizi e dei giornali
parlati, dei megafoni e dei manifesti, ma alla
fine ti ritrovi davanti ragazzi come quelli
di Monteverde che chiedono disperatamente idee,
testimonianze, conferme perchè sentono
la necessità di motivare una loro scelta.
Riflettiamo
su questo, in cammino verso il PDL: il futuro
dellItalia non può essere determinato
solo da atteggiamenti legati ai sondaggi elettorali,
oppure dagli infiniti teatrini delle nomine
e alle spietate leggi dei posti e del potere.
In un sistema politico che dimostra tutti i
suoi limiti e quando cade in crisi il rapporto
tra le generazioni sia nelle famiglie che nella
scuola e quindi anche nel pubblico
è indispensabile ritrovare o difendere
un anima nel far politica.
Chi ha letto il mio libre Staffette
forse ha capito il senso del mio messaggio verso
i ragazzi di oggi che non hanno vissuto la nostra
stagione di politica ideologica e quindi sono
ancora più facilmente senza esempi, senza
schemi, senza riferimenti chiari.
(dis)ONOREVOLI
ASSENZE
Ha
fatto clamore, in settimana, la pubblicazione
delle pagelle di assenti
e presenti alla Camera in questo primo scorcio
di legislatura. Sciolgo subito la vostra legittima
curiosità: risulto presente al 90,08%
delle votazioni (157 assenze su 1586 voti espressi
da inizio legislatura al 13 novembre) ma
credetemi è questo un modo molto
sciocco per esprimere il valore e il lavoro
di un parlamentare. Innanzitutto perché
sono numeri teorici: se uno è malato
di tumore risulta assente,
mentre chi è in missione
(capita spesso anche a me, quando sono a Strasburgo)
risulta giustificato e quindi migliora la sua
media di presenza. Con questo sistema Rosy Bindi
(vicepresidente dellassemblea) che in
aula non cè e non vota quasi mai
è sempre giustificata e quindi risulta
presente al 100% ! Onore invece a Gaetano Nastri
(deputato PDL di Novara) che è stato
presente fisicamente a tutte le votazioni dallinizio
della legislatura. Ciò premesso, però,
sarebbe molto più serio che anziché
assumere il semplice dato numerico di un deputato
per giudicarne il lavoro si guardi anche la
sua attività complessiva svolta in aula
e in commissione ovvero numero e qualità
degli interventi, gli atti parlamentari e di
sindacato ispettivo, le sue proposte di legge.
Voi preferite un parlamentare che sia sempre
immobile e silenzioso al suo posto o qualcuno
che corra, si ingegni, riceva gente, si muova
nei ministeri per il proprio territorio? Ecco
perché è a volte sconfortante
il nostro lavoro: ore e ore perse nellascolto
di interventi perditempo (come è avvenuto
durante tutta questultima settimana) per
non mancare a una votazione insignificante e
che non arriva mai solo per non risultare assenti,
ma chiedendosi perché mai bisogna operare
in questo modo. Riforme per migliorare il lavoro
parlamentare? Credo necessario il passaggio
del grosso del lavoro dallaula alle commissioni
(dove ciascuno ha la possibilità di distinguersi
e fare proposte, anche se è allopposizione,
in un dibattito che è sempre interpersonale
e propositivo) e approvare lì tutte le
leggi di poca importanza. Si potrebbero così
ridurre il numero delle votazioni elettroniche
e comunque fissando un orario prefissato delle
sedute e delle votazioni. Oltre, naturalmente,
ad una notevole riduzione nel numero dei parlamentari
e lo stesso dovrebbe valere, a scalare, per
regioni e province. E ridicolo bloccare
centinaia di persone per intere giornate (immaginate
il costo
) soprattutto quando il dibattito
è sterile, preconcetto, oppure votando
centinaia di emendamenti stupidi, ripetitivi
e presentati a fotocopia solo per
intralciare il lavoro (la critica a questo atteggiamento
vale per ogni opposizione, perché facevamo
lo stesso anche quando allopposizione
ceravamo noi). Le discussioni andrebbero
insomma più concentrate nei tempi e nei
contenuti. Peccato che - anziché discutere
di queste cose - i giornali si limitino invece
ai soliti titoli ad effetto ed a statistiche
che spesso non danno unidea esatta della
realtà.
A
PROPOSITO DI BANCHE
Ben
venga liniziativa del governo per difendere
le banche italiane ma senza paura bisogna contemporaneamente
IMPORRE di non usare poi il credito loro concesso
per salvare i propri dirigenti, ma dando nuova
spinta e fiducia alle imprese e al mercato:
è drammatico il numero degli imprenditori
che mi documentano levidente contrazione
del credito alla produzione, ovvero strangolando
la linfa vitale del paese!
ATTIVITA
PARLAMENTARE
Segnalo
in settimana alcuni interventi in aula e lapprovazione
di un mio Ordine
del giorno
(Leggi) sulla libertà religiosa,
impedita soprattutto in Afghanistan. Credo che
nel momento in cui lItalia invia in un
paese i propri soldati in missioni di pace non
possa accettare che in quello stesso paese i
governanti non permettano la libera espressione
dei sentimenti religiosi, come purtroppo avviene
invece in alcune nazioni musulmane ai danni
dei cristiani. Ho avuto la soddisfazione di
vedere che il mio odg è stato approvato
e in allegato al PUNTO trovate anche un sunto
del mio intervento. Ho presentato anche alcune
interrogazioni, tra le quali una riguardante
il problema dellemissione dei passaporti
ai lavoratori italiani emigrati allestero
che spesso non avviene come prevede la
legge a titolo gratuito essendo la normativa
ancora legata al concetto della manualità
del lavoro. Di questo argomento me ne ero già
occupato durante la scorsa legislatura, ma non
è ancora chiaro il pronunciamento in
merito del Consiglio di Stato, che va quindi
sollecitato.
A
tutti un saluto !
MARCO ZACCHERA