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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera


IL PUNTO 256 del 06.12.08
SOMMARIO: VERBANIA CENTER - QUALE “PUNTO” ? – IL CORAGGIO DEL DIALOGO - MISURE ANTICRISI – ATTIVITA’ PARLAMENTARE - VERBANIA/VCO: PROVINCE CANCELLATE ?

Permettetemi di dedicare l’apertura del PUNTO ad un tema che non c’entra nulla con la politica. In allegato trovate la relazione del 27° anno di attività del VERBANIA CENTER, una piccola organizzazione che ho fondato tanti anni fa e che cerca concretamente di aiutare la gente. Credo sia un mezzo semplice ma utile per trasformare le chiacchiere in fatti.

Grazie a chi, leggendo il rapporto, ne condividerà il fine e magari vorrà dare un mano.

Cari Amici del “ PUNTO”,

Pare che IL PUNTO debba restare così… Il 77% dei lettori che hanno risposto al sondaggio che ho lanciato la scorsa settimana sui contenuti e lunghezza di questa mia newsletter settimanale confermano che gradiscono IL PUNTO in questa forma. Il 5% la vorrebbe in forma più ridotta, il 16% invece vorrebbe maggior spazio e più. (il 2% “detesta” le news: non capisco perché non abbiano chiesto di essere cancellati…) Il sondaggio resta ancora aperto una settimana: perché voglio capire bene: come preferireste questo appuntamento settimanale? Vi invito ad andare sulla home page del mio sito www.marcozacchera.it ed esprimervi con il sondaggio che viene proposto: ci tengo a non disturbare troppo appesantendo la vostra posta elettronica ma, nello stesso tempo, credo sia giusto dare un certo spazio a qualche tema. Entrando nel mio sito potrete anche farvi un’idea delle sue novità: troverete comunicati aggiornati on line, interventi, video, interviste, collegamenti. Come forse non tutti sanno www.marcozacchera.it è un sito multilingue, con il “benvenuto” in 20 lingue diverse (latino compreso!). Fateci una visita e attendo commenti!

NB: chi non desidera ricevere IL PUNTO deve invece solo comunicarmelo e verrà depennato.

Politica, Stampa, Magistratura: E’ ora di parlarsi

Credo che la serietà della crisi imponga a tutti un attimo di riflessione sul ruolo che ciascuno deve assumersi. Non ho condiviso l’eccessivo attacco di Berlusconi ai media: è evidente che una parte della stampa, ampi settori della Rai come della Magistratura sono stati e sono contro di lui anche in modo preconcetto, ma non serve alzare il tono dello scontro come non mi piacciono certe urlate di “Libero”. Invece ogni giorno le cronache trasformano in “risse” le semplici discussioni, in “guerre” le opinioni diverse o qualsiasi dichiarazione, alzando quotidianamente il tono dello scontro. Capisco che tutti debbano cercare notizie e - con i titoli - vendere più copie, ma in un momento di difficoltà come questo andrebbero moltiplicate le voci per cercare in qualche modo un dialogo tra tutti o ad uscirne a pezzi sarà l’Italia. Non sottovaluterei la crisi del PD ma anche le disponibilità di D’Alema, gli inviti di Fini e di Napolitano. La stessa Magistratura - davanti alle guerre in atto tra Salerno e Catanzaro - deve chiedersi se non sia ora di dare finalmente meno spettacoli e riformarsi sul serio. Un paese dove la Giustizia è lenta anche per una certa indolenza generale diventa ingiustizia, così come la politica non deve dividere i magistrati in buoni e cattivi a seconda di come la pensino (ed i magistrati dovrebbero per proprio costume impegnarsi sempre ad evitare di esprimere preferenze politiche…). Dal centro alla periferia la politica urlata non paga a lungo termine e fa solo dei danni. Lo so che questo discorso scontenterà i “tifosi” ma credo che sia apprezzato dalla grande maggioranza degli italiani che hanno bel altri problemi a cui pensare.

Il Governo e le misure anticrisi

Certo l’Italia è uno strano paese: il governo lancia una serie di proposte per contenere la crisi muovendo diversi miliardi di euro ed interessando milioni di famiglie ma - dopo poche ore - tutto si riduce ad una polemica sul fatto che Sky avrebbe perduto il “bonus” fiscale dell’IVA ridotta tre anni fa dal 20 al 10%. Un fiorire di dichiarazioni, accuse, spot antigoverno, polemiche: “Conflitto di interessi” tuonano a sinistra. Passano 48 ore e si scopre che la norma è stata imposta dall’Europa e che il governo Prodi si era già impegnato in proposito: non ci si poteva documentare prima? Sciocchezze a parte è invece ben più seria la critica per la cancellazione del bonus fiscale per i lavori o l’acquisto di attrezzature volte al risparmio energetico. Credo che le proteste qui siano state giuste, soprattutto sul proporre norme retroattive e bene ha fatto il governo subito a cancellarle. Resta però aperto il problema futuro: i bonus saranno ridotti e contingentati. E’ un peccato, ma va anche spiegato il perché della decisione: non solo gli incentivi sono stati utilizzati per realizzare gli impianti solari o di energia rinnovabile (come era nell’idea dei proponenti) ma si sono ottenute detrazioni fiscali per tutti i tipi di risparmio energetico: anche con la fattura per una finestra con i doppi vetri. Risultato: un amplissimo ricorso al “bonus” con un onere insostenibile per le finanze pubbliche. Capisco i problemi di Tremonti, ma insisto: mi sembra sbagliato complicare l’accesso al bonus (magari si potrebbe ridurlo percentualmente nel generale, privilegiando la conversione degli impianti) perché comunque questa norma muove l’artigianato e l’attività delle imprese di costruzione e quindi fa girare un settore in crisi e dall’indotto molto importante. Niente abusi, sia chiaro, ma credo che la norma debba restare anche perché così è incentivata l’emissione delle fatture e c’è uno stop al potenziale lavoro in “nero”.

Ma rendiamoci anche conto – e qui Berlusconi e Tremonti hanno proprio ragione – che conta anche lo spirito con cui si affrontano le difficoltà: non serve a nulla enfatizzare la crisi ma piuttosto va combattuta e superata selezionando gli investimenti, riducendo la spesa pubblica e toccando tanti privilegi (a cominciare da quelli dei parlamentari) che vanno ridotti. Certo che si scontenterà della gente, ma se non restano riserve adeguate per sostenere l’occupazione e l’economia i danni – e ancora più gravi – saranno per tutti. Il governo abbia anche autorevolezza di imporre alle banche di non chiudere il credito e di tagliare anche loro stipendio e “benefit” a super-manager che non sempre lo sono.

Attivita' Parlamentare

Questa settimana ho partecipato a Parigi alla assemblea della UEO dove ho presentato un rapporto sulla evoluzione della situazione in Kossovo e l’atteggiamento che i diversi governi e parlamenti europei hanno avuto verso questa nuova ed autoproclamata repubblica. Chi lo desiderasse può richiedermi copia del rapporto al mio indirizzo marco.zacchera@libero.it Da lunedì inizia inoltre a Roma la CONFERENZA DEI GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO che mi auguro produca qualche risultato concreto sul futuro delle nostre comunità. Faccio parte della segreteria generale della conferenza e mercoledì avremo una sessione alla presenza del presidente Napolitano.

V.C.O. E VERBANIA NEWS

IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE

Con l’incontro con numerosi commercianti verbanesi ed il prossimo appuntamento sulla cultura si è chiuso il primo ciclo di approfondimenti programmatici in vista delle prossime elezioni comunali. Decine di persone diverse – ed è stata la prima volta da sempre – si sono ritrovate durante tutto l’autunno per discutere di un rilancio della città dal punto di vista economico, sociale, urbanistico, sportivo, culturale e per offrire quindi un supporto programmatico serio al futuro della nostra città. Si apre ora la seconda fase, quella dell’individuazione degli esperti, dei tecnici, dei candidati. Chi è interessato è ora che si faccia avanti per dare il proprio potenziale contributo ben sapendo che in comune e alla provincia si riuscirà a vincere solo mettendo insieme opinioni politiche e partiti, ma anche – e soprattutto - idee concrete ed alternative di sviluppo.

Province cancellate?

Si parla di abolire le province ma credo che questa idea potrebbe avere un senso solo se prima si definisse chiaramente di cosa debbano occuparsi i cosiddetti “enti intermedi”. Là ove esiste una grande città, per esempio, ha senso ci sia anche una “provincia” ma la città ed i sobborghi diventino semmai un’unica “città metropolitana” vista l’unicità dei problemi e dei servizi. Per dare un senso invece alle altre province dovrebbero essere le regioni a cedere loro nuove competenze proprio perché le 20 regioni italiane - nate come enti legislativi decentrati - sono in realtà diventati anche enti di gestione, spesso doppioni di quello stato dal quale hanno ricevuto i fondi ma non hanno assorbito il relativo personale, con conseguente moltiplicarsi dei costi. Ma perché invece non assegnare proprio alle province competenze esclusive su ambiente, rifiuti, acqua, energia, cave, occupazione, turismo, ovvero a tutto quanto può essere gestito localmente in ambito comprensoriale e di dimensione sovra comunale? Allora sì che il cittadino avrebbe risposte veloci e facilità di accesso. Ma le regioni vogliono finalmente decentrare qualcosa o invece si arroccano sempre su tutto, visto che siamo passati dal centralismo romano a 20 centralismi regionali? E’ questo il decentramento e il federalismo che vuole la gente? Perché invece, predeterminando i limiti di spesa complessivi, non cerchiamo di far scegliere “dal basso” quali siano i migliori strumenti per amministrare singole aree - spesso molto diverse tra loro - convinti che in un federalismo vero un’unica ricetta non può essere adatta per tutti? Anche perché se cancelliamo le province ed i dipendenti diventano comunali o regionali non si risparmia niente, mentre oggi il costo complessivo di un consiglio provinciale (con giunta e presidente) vale in rimborsi e stipendi un infinitesimo dei consigli regionali dei cui sprechi – pur in tempi di crisi – non parla nessuno.

A tutti un saluto !

MARCO ZACCHERA



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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