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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera


IL PUNTO 257 del 14.12.08
SOMMARIO: GIOVANI ITALIANI NEL MONDO - VERBANIA CENTER - QUALE “PUNTO” – QUESTIONE MORALE – PARLAMENTO SVEGLIA!

CONFERENZA DEI GIOVANI ITALIANI NEL MONDO

“La calata dei papponi” ha titolato “Libero” per annunciare l’avvenuta Conferenza dei giovani italiani nel mondo, svoltasi nei giorni scorsi a Roma. Perché ridurre in modo così demagogico un evento lungamente atteso e che credo invece sia stato utile? A parte il fatto che si è cercato davvero di ridurre al massimo i costi, perché non porsi invece – finalmente - il problema di cosa voglia fare l’Italia nei confronti del mondo degli italiani all’estero e delle nuove generazioni di origine italiana che vengono avanti? Ci sono infiniti problemi nelle nostre comunità sparse per il mondo in situazioni che cambiano in ciascun paese, ma io non voglio qui considerare le questioni relative all’assistenza alle nostre comunità all’estero, i problemi consolari od organizzativi di una macchina complessivamente in difficoltà anche per tagli economici sconsiderati. Pongo invece la questione dei giovani italiani che crescono nel mondo, una delegazione dei quali (circa 500) hanno partecipato a Roma ad una settimana di incontri. La loro scelta doveva essere fatta nel modo più democratico possibile dai singoli Comites di provenienza, ma è evidente che spesso – vizio italico! - sono arrivati a Roma figli o nipoti di persone che già operano all’estero nelle strutture italiane, ma mi è parso che comunque in modo genuino la gran parte di loro fossero portatori di idee interessanti. Ho notato che molti di loro l’italiano lo parlano male eppure si sentono”italiani” al 100% anche se profondamente inseriti nelle singole realtà nazionali. Ma per questi figli o nipoti o addirittura pronipoti di emigrati, come si estrinsecherà la loro “italianità” tra vent’anni? Con quali mezzi di comunicazione, culturali, di lingua, di più o meno forti distacchi dalle zone e regioni di origine? L’origine regionale era infatti determinante in passato, oggi molto meno essendosi per loro recisi i contatti con il paesello o la zona di provenienza dei loro nonni. Se è cambiata completamente la mentalità dell’italiano emigrato, figuriamoci quella di chi è già nato all’estero. Dobbiamo sottovalutare questo problema? Ma non è solo un problema, è anche e soprattutto una grande opportunità: oggi ci sono circa 4 milioni di italiani con passaporto residenti all’estero, ma sono circa 60 i milioni di persone di recente origine italiana e se allargassimo la discendenza ai nomi “italiani” dovremmo inserirci metà di Brasile ed Argentina! Tutte queste persone sono un popolo, un mercato, una lingua (spesso un dialetto) che è sciocco dimenticare. Perché la Francia investe miliardi di euro nella difesa della francofonia e nella cultura francese e noi invece no? Ma non credete che questi “italiani” siano anche una risorsa economica, di sviluppo per le nostre imprese, di viaggi turistici in Italia, legati da un po’ di sano orgoglio nazionale? E dal punto di vista politico pensate un po’ se solo qualcuno dei 420 giovani delegati venuti a Roma per la conferenza diventasse domani sindaco, parlamentare, ministro o leader del suo nuovo paese, quanto conterà la loro origine italiana e che benefici potrà darne all’Italia? E parlamentari di origine italiana ce ne sono già centinaia. Ecco perché era importante parlarne ed ecco perché i soldi spesi per la Conferenza credo siano stati spesi bene. Oltretutto, oltre ai dibattiti ed alla serietà dei documenti, credo che nessuno di quei ragazzi dimenticherà per tutta la vita la mattinata dell’ inaugurazione ufficiale della Conferenza svoltasi a Montecitorio, alla presenza delle massime cariche dello Stato e che spontaneamente ha lungamente applaudito Mirko Tremaglia: quei ragazzi seduti per un giorno nei seggi di noi deputati (quello al mio posto sono andato a conoscerlo: veniva da San Paolo del Brasile, dottore in informatica, antenati liguri) hanno vissuto un’esperienza commuovente e fortissima. Soprattutto rappresentavano un seme che germoglierà, ma che va difeso e conosciuto meglio perchè sarebbe davvero sciocco nasconderlo o dimenticarlo. Altro che “papponi”…

VERBANIA CENTER

La scorsa settimana vi avevo allegato la relazione 2008 dei VERBANIA CENTER, (27° anno di attività). I VERBANIA CENTER sono piccole realizzazione pratiche di solidarietà che con l’aiuto di tante persone porto avanti da anni (la relazione è comunque disponibile tra i “documenti” su www.marcozacchera.it). Per errore ho però pubblicato un riferimento sbagliato del codice BBAN. Quello corretto infatti è: IT51U055 4822 4140 1457 00000 16 .

IL PUNTO RESTA COSI

Pare che IL PUNTO debba proprio restare così: il 74% dei lettori che hanno risposto al sondaggio che ho lanciato due settimane fa sui contenuti e lunghezza di questa mia newsletter settimanale confermano che gradiscono IL PUNTO in questa forma, e tale resterà. Visto che il 16% lo vorrebbe più dettagliato e completo ricordo che desiderando avere notizie maggiori sulla mia attività basta accedere al mio sito www.marcozacchera.it. Come forse non tutti sanno www.marcozacchera.it è un sito multilingue, con il “benvenuto” in 20 lingue diverse (latino compreso!) oltre a raccogliere comunicati stampa, articoli, documenti, inserti radio e TV, interviste sui più diversi argomenti.

LA QUESTIONE MORALE

Non credo che la “questione morale” di cui tanto si torna a parlare in questi giorni sia questione di destra o di sinistra, ma semmai è legata ad un sistema di corruzione che travalica i confini politici. Ho conosciuto tante persone che fanno politica a sinistra e sono integerrime come (purtroppo) ne vedo altre di destra non trasparenti. E’ chiaro che più si è vicini al potere – nazionale o locale – e più puoi essere soggetto a “tentazioni”, come è altrettanto vero che spesso è l’ambiente intorno che ti corrompe e ti obbliga. Forse in alcune parti d’Italia è impossibile rimanere staccati da un intreccio di contatti tra politica, società, pressioni, appalti, malasanità, mafie che ti costringono per quieto vivere o solo per sopravvivere a tenere atteggiamenti non graditi, ma necessari. Non sta a me giudicare né pontificare eppure un passo più forte da parte di tutti per ridurre in Italia malcostume e corruzione è necessario. Certo, tante situazioni da Firenze a Napoli, da Roma alla Calabria sottolineano come il PD non sia meglio degli altri, ma non è bello che i fatti sfatino purtroppo una leggenda che vedeva una volta il PCI del “compagno Greganti” rubare – al massimo – “per il partito”. Sono passati oltre 15 anni da “mani pulite” che uccisero il PSI, ferirono in modo determinante la DC ma lasciarono sostanzialmente intatto l’allora PCI. Oggi di quei tempi resta Di Pietro urlare in parlamento (con molta demagogia, ipocrisia e parecchi scheletri in casa propria…) mentre molti altri, abituati all’area grigia e fangosa del compromesso, sono comunque allocati di qui o di là nello schieramento politico, a volte risorti dopo un periodo di opportuno silenzio. Ripeto: non è questione né di etichetta né di partito, ma proprio per questo chi come me stava allora a Destra (e ci resta ancora oggi, perché non sono le confluenze di partito a dover mutare i convincimenti personali, anzi) deve porsi con un minimo di coerenza davanti alla propria coscienza ed avere la serenità, la volontà di dire “no” quando è giusto dirlo. Essere corretti in politica è un affare di coscienza, come la carità che il Vangelo ci ricorda come non debba essere esternata, ma fatta e sostenuta in silenzio. Ecco perché questo tema della moralità nella politica va rilanciato e difeso. Può costare (ed essere costato) farlo perché a volte significa non raggiungere risultati sperati o meritati, però se si decide di farlo deve andare bene così: sono le regole del gioco. Certo, sarebbe bello che - siano di destra, centro o sinistra - ci fosse sempre più forte un impalpabile arco tra le persone corrette quasi a darsi, in silenzio, vicendevolmente una mano. Permettetemi però una confidenza dopo tanti anni di amministrazione locale, regionale e in parlamento: è proprio così. Io non lo so il perché, ma alla fine si creano sempre amicizie, sguardi, stime personali che vanno ben al di là dei confini di partito e quasi sempre coinvolgono persone che - ciascuno nel proprio campo - fa il proprio dovere, senza fare agli altri prediche inutili. Proprio questo mi fa sperare che valga ancora la pena di impegnarsi perché credo che anche gli elettori capiscano queste cose e quindi - alla lunga - sappiano sempre scegliere bene.

ATTIVITA’ PARLAMENTARE: COSI’ NON VA

Posso dire che - come ormai mi capita di sovente - sono molto deluso dalla scorsa settimana parlamentare? In pratica alla Camera in questa legislatura si conclude poco o nulla perdendo il tempo in maniera sconclusionata. E’ il gioco della politica perchè da sempre (lo facevamo anche noi) l’opposizione rallenta e fa perder tempo, ma è triste vedere che non si prendano misure adeguate e magari condivise per ridurre i tempi e alla fine produrre di più. In pratica in questa legislatura il lavoro lo fa il Governo che prepara e approva decreti legge da convertire. Decreti importanti che in aula non vengono quasi mai modificati sia perchè ormai in scadenza sia perché scatta un ostruzionismo sciatto non su dei punti qualificanti e chiari ma solo teso a ritardare il lavoro di tutti. Questa settimana il decreto sui rifiuti di Napoli ha tenuto occupata l’intera settimana con poche ed inutili votazioni mentre si sarebbero potute affrontare altre questioni più rilevanti. Soprattutto manca così il tempo per discutere leggi (anche dell’opposizione, è nel regolamento) di iniziativa parlamentare e non solo governativa come dovrebbe essere la prassi e non l’eccezionalità.

Credo che tra i vari gruppi serva una maggiore intesa “produttiva” ma anche più dialettica interna perché i deputati non vogliono essere solo dei “votifici organizzati” ma coscientemente dire la loro (prima nei gruppi e poi in aula) soprattutto se sono persone di qualche esperienza e non vengano in Parlamento solo per prendersi lo stipendio più o meno meritato.

Anche per questo cerco di occuparmi di iniziative parlamentari che vadano al di là dei voti d’aula e ad esempio allego il rapporto da me preparato che è stato approvato la scorsa settimana all’assemblea della UEO di Parigi sulle problematiche legate all’indipendenza del Kossovo. Rapporto Cossovo

 

A tutti un saluto !

MARCO ZACCHERA



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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