IL
PUNTO 257
del 14.12.08
SOMMARIO:
GIOVANI ITALIANI NEL MONDO - VERBANIA CENTER
- QUALE PUNTO QUESTIONE MORALE
PARLAMENTO SVEGLIA!
CONFERENZA
DEI GIOVANI ITALIANI NEL MONDO
La
calata dei papponi ha titolato Libero
per annunciare lavvenuta Conferenza dei
giovani italiani nel mondo, svoltasi nei giorni
scorsi a Roma. Perché ridurre in modo
così demagogico un evento lungamente
atteso e che credo invece sia stato utile? A
parte il fatto che si è cercato davvero
di ridurre al massimo i costi, perché
non porsi invece finalmente - il problema
di cosa voglia fare lItalia nei confronti
del mondo degli italiani allestero e delle
nuove generazioni di origine italiana che vengono
avanti? Ci sono infiniti problemi nelle nostre
comunità sparse per il mondo in situazioni
che cambiano in ciascun paese, ma io non voglio
qui considerare le questioni relative allassistenza
alle nostre comunità allestero,
i problemi consolari od organizzativi di una
macchina complessivamente in difficoltà
anche per tagli economici sconsiderati. Pongo
invece la questione dei giovani italiani che
crescono nel mondo, una delegazione dei quali
(circa 500) hanno partecipato a Roma ad una
settimana di incontri. La loro scelta doveva
essere fatta nel modo più democratico
possibile dai singoli Comites di provenienza,
ma è evidente che spesso vizio
italico! - sono arrivati a Roma figli o nipoti
di persone che già operano allestero
nelle strutture italiane, ma mi è parso
che comunque in modo genuino la gran parte di
loro fossero portatori di idee interessanti.
Ho notato che molti di loro litaliano
lo parlano male eppure si sentonoitaliani
al 100% anche se profondamente inseriti nelle
singole realtà nazionali. Ma per questi
figli o nipoti o addirittura pronipoti di emigrati,
come si estrinsecherà la loro italianità
tra ventanni? Con quali mezzi di comunicazione,
culturali, di lingua, di più o meno forti
distacchi dalle zone e regioni di origine? Lorigine
regionale era infatti determinante in passato,
oggi molto meno essendosi per loro recisi i
contatti con il paesello o la zona di provenienza
dei loro nonni. Se è cambiata completamente
la mentalità dellitaliano emigrato,
figuriamoci quella di chi è già
nato allestero. Dobbiamo sottovalutare
questo problema? Ma non è solo un problema,
è anche e soprattutto una grande opportunità:
oggi ci sono circa 4 milioni di italiani con
passaporto residenti allestero, ma sono
circa 60 i milioni di persone di recente origine
italiana e se allargassimo la discendenza ai
nomi italiani dovremmo inserirci
metà di Brasile ed Argentina! Tutte queste
persone sono un popolo, un mercato, una lingua
(spesso un dialetto) che è sciocco dimenticare.
Perché la Francia investe miliardi di
euro nella difesa della francofonia e nella
cultura francese e noi invece no? Ma non credete
che questi italiani siano anche
una risorsa economica, di sviluppo per le nostre
imprese, di viaggi turistici in Italia, legati
da un po di sano orgoglio nazionale? E
dal punto di vista politico pensate un po
se solo qualcuno dei 420 giovani delegati venuti
a Roma per la conferenza diventasse domani sindaco,
parlamentare, ministro o leader del suo nuovo
paese, quanto conterà la loro origine
italiana e che benefici potrà darne allItalia?
E parlamentari di origine italiana ce ne sono
già centinaia. Ecco perché era
importante parlarne ed ecco perché i
soldi spesi per la Conferenza credo siano stati
spesi bene. Oltretutto, oltre ai dibattiti ed
alla serietà dei documenti, credo che
nessuno di quei ragazzi dimenticherà
per tutta la vita la mattinata dell inaugurazione
ufficiale della Conferenza svoltasi a Montecitorio,
alla presenza delle massime cariche dello Stato
e che spontaneamente ha lungamente applaudito
Mirko Tremaglia: quei ragazzi seduti per un
giorno nei seggi di noi deputati (quello al
mio posto sono andato a conoscerlo: veniva da
San Paolo del Brasile, dottore in informatica,
antenati liguri) hanno vissuto unesperienza
commuovente e fortissima. Soprattutto rappresentavano
un seme che germoglierà, ma che va difeso
e conosciuto meglio perchè sarebbe davvero
sciocco nasconderlo o dimenticarlo. Altro che
papponi
VERBANIA CENTER
La
scorsa settimana vi avevo allegato la relazione
2008 dei VERBANIA CENTER, (27° anno di attività).
I VERBANIA CENTER sono piccole realizzazione
pratiche di solidarietà che con laiuto
di tante persone porto avanti da anni (la relazione
è comunque disponibile tra i documenti
su www.marcozacchera.it). Per errore ho però
pubblicato un riferimento sbagliato del codice
BBAN. Quello corretto infatti è: IT51U055
4822 4140 1457 00000 16 .
IL
PUNTO RESTA COSI
Pare
che IL PUNTO debba proprio restare così:
il 74% dei lettori che hanno risposto al sondaggio
che ho lanciato due settimane fa sui contenuti
e lunghezza di questa mia newsletter settimanale
confermano che gradiscono IL PUNTO in questa
forma, e tale resterà. Visto che il 16%
lo vorrebbe più dettagliato e completo
ricordo che desiderando avere notizie maggiori
sulla mia attività basta accedere al
mio sito www.marcozacchera.it. Come forse non
tutti sanno www.marcozacchera.it è un
sito multilingue, con il benvenuto
in 20 lingue diverse (latino compreso!) oltre
a raccogliere comunicati stampa, articoli, documenti,
inserti radio e TV, interviste sui più
diversi argomenti.
LA
QUESTIONE MORALE
Non
credo che la questione morale di
cui tanto si torna a parlare in questi giorni
sia questione di destra o di sinistra, ma semmai
è legata ad un sistema di corruzione
che travalica i confini politici. Ho conosciuto
tante persone che fanno politica a sinistra
e sono integerrime come (purtroppo) ne vedo
altre di destra non trasparenti. E chiaro
che più si è vicini al potere
nazionale o locale e più
puoi essere soggetto a tentazioni,
come è altrettanto vero che spesso è
lambiente intorno che ti corrompe e ti
obbliga. Forse in alcune parti dItalia
è impossibile rimanere staccati da un
intreccio di contatti tra politica, società,
pressioni, appalti, malasanità, mafie
che ti costringono per quieto vivere o solo
per sopravvivere a tenere atteggiamenti non
graditi, ma necessari. Non sta a me giudicare
né pontificare eppure un passo più
forte da parte di tutti per ridurre in Italia
malcostume e corruzione è necessario.
Certo, tante situazioni da Firenze a Napoli,
da Roma alla Calabria sottolineano come il PD
non sia meglio degli altri, ma non è
bello che i fatti sfatino purtroppo una leggenda
che vedeva una volta il PCI del compagno
Greganti rubare al massimo
per il partito. Sono passati oltre
15 anni da mani pulite che uccisero
il PSI, ferirono in modo determinante la DC
ma lasciarono sostanzialmente intatto lallora
PCI. Oggi di quei tempi resta Di Pietro urlare
in parlamento (con molta demagogia, ipocrisia
e parecchi scheletri in casa propria
)
mentre molti altri, abituati allarea grigia
e fangosa del compromesso, sono comunque allocati
di qui o di là nello schieramento politico,
a volte risorti dopo un periodo di opportuno
silenzio. Ripeto: non è questione né
di etichetta né di partito, ma proprio
per questo chi come me stava allora a Destra
(e ci resta ancora oggi, perché non sono
le confluenze di partito a dover mutare i convincimenti
personali, anzi) deve porsi con un minimo di
coerenza davanti alla propria coscienza ed avere
la serenità, la volontà di dire
no quando è giusto dirlo.
Essere corretti in politica è un affare
di coscienza, come la carità che il Vangelo
ci ricorda come non debba essere esternata,
ma fatta e sostenuta in silenzio. Ecco perché
questo tema della moralità nella politica
va rilanciato e difeso. Può costare (ed
essere costato) farlo perché a volte
significa non raggiungere risultati sperati
o meritati, però se si decide di farlo
deve andare bene così: sono le regole
del gioco. Certo, sarebbe bello che - siano
di destra, centro o sinistra - ci fosse sempre
più forte un impalpabile arco tra le
persone corrette quasi a darsi, in silenzio,
vicendevolmente una mano. Permettetemi però
una confidenza dopo tanti anni di amministrazione
locale, regionale e in parlamento: è
proprio così. Io non lo so il perché,
ma alla fine si creano sempre amicizie, sguardi,
stime personali che vanno ben al di là
dei confini di partito e quasi sempre coinvolgono
persone che - ciascuno nel proprio campo - fa
il proprio dovere, senza fare agli altri prediche
inutili. Proprio questo mi fa sperare che valga
ancora la pena di impegnarsi perché credo
che anche gli elettori capiscano queste cose
e quindi - alla lunga - sappiano sempre scegliere
bene.
ATTIVITA
PARLAMENTARE: COSI NON VA
Posso
dire che - come ormai mi capita di sovente -
sono molto deluso dalla scorsa settimana parlamentare?
In pratica alla Camera in questa legislatura
si conclude poco o nulla perdendo il tempo in
maniera sconclusionata. E il gioco della
politica perchè da sempre (lo facevamo
anche noi) lopposizione rallenta e fa
perder tempo, ma è triste vedere che
non si prendano misure adeguate e magari condivise
per ridurre i tempi e alla fine produrre di
più. In pratica in questa legislatura
il lavoro lo fa il Governo che prepara e approva
decreti legge da convertire. Decreti importanti
che in aula non vengono quasi mai modificati
sia perchè ormai in scadenza sia perché
scatta un ostruzionismo sciatto non su dei punti
qualificanti e chiari ma solo teso a ritardare
il lavoro di tutti. Questa settimana il decreto
sui rifiuti di Napoli ha tenuto occupata lintera
settimana con poche ed inutili votazioni mentre
si sarebbero potute affrontare altre questioni
più rilevanti. Soprattutto manca così
il tempo per discutere leggi (anche dellopposizione,
è nel regolamento) di iniziativa parlamentare
e non solo governativa come dovrebbe essere
la prassi e non leccezionalità.
Credo
che tra i vari gruppi serva una maggiore intesa
produttiva ma anche più dialettica
interna perché i deputati non vogliono
essere solo dei votifici organizzati
ma coscientemente dire la loro (prima nei gruppi
e poi in aula) soprattutto se sono persone di
qualche esperienza e non vengano in Parlamento
solo per prendersi lo stipendio più o
meno meritato.
Anche
per questo cerco di occuparmi di iniziative
parlamentari che vadano al di là dei
voti daula e ad esempio allego il rapporto
da me preparato che è stato approvato
la scorsa settimana allassemblea della
UEO di Parigi sulle problematiche legate allindipendenza
del Kossovo.
Rapporto Cossovo
A
tutti un saluto !
MARCO ZACCHERA