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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera


IL PUNTO 259 del 04.01.2009
SOMMARIO: ARRIVA IL 2009 CON TANTI PROBLEMI IN AGENDA, LA CRISI IN MEDIO ORIENTE E TROPPI DISCORSI INUTILI

E’ ARRIVATO IL 2009

Grazie a chi mi ha scritto augurandomi un buon 2009 o che ha commentato i miei “auguri” un po’ amari dell’ultimo numero de IL PUNTO dell’anno scorso. Il 2009 sarà un anno importante a livello politico internazionale, in Italia ed anche in chiave locale per le elezioni amministrative. A fine inverno nascerà il PDL e speriamo di vederlo vivere con contenuti programmatici chiari, seri, che vadano al di là della cronaca. Per crescere un partito politico deve ancorarsi a questioni vere, non solo a delle persone-simbolo, perché altrimenti il rischio è che si costruisca soprattutto una struttura auto-gratificante ma che non ha solide radici di base. Intanto lo scenario internazionale è inquieto, i problemi del mondo aumentano mentre la crisi economica di fine 2008 non accenna a calmarsi: ce n’è - e ne avanza - per cercare di lavorare con impegno e con coscienza per costruire qualcosa di buono.

AGENDA 2009

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. Male ho fatto a lamentarmi l’altra volta perché pochi lettori fossero intervenuti scrivendomi a proposito del dibattito sulla riforma questione morale e quindi non posso ora lamentarmi per essere stato letteralmente sommerso dalle mail. Mi sembra però che in larga maggioranza i lettori condividano il concetto di come la qualità della trasparenza pubblica si stia sempre più abbassando e che una riforma seria della Giustizia sia da fare e presto, perché la Magistratura italiana e più in generale tutta la struttura a non dà oggi certezze ai cittadini. Continuo a pensare, però, che se sono giusti i principi della divisione delle carriere, la certezza della pena, carceri adeguate e/o pene realmente alternative non si possa per questo nascondere che il grande problema sono la lunghezza dei processi e il fatto che – sostanzialmente – chi la tira in lungo alla fine non paga (quasi) mai.

In questo senso la raccolta delle prove è fondamentale e continuo a pensare che non si possano non utilizzare le intercettazioni ambientali per accertare la verità. Ci vogliono nuove regole soprattutto sulla pubblicazione del materiale intercettato (che non va in alcun modo reso pubblico prima dei processi) a tutela degli indagati e colpire penalmente chi diffonde stralci o brani delle intercettazioni. Ciò premesso non si può però accettare un “colpo di spugna” per chi corrompe o comunque approfitta del suo ruolo politico per guadagnare, appaltare, amministrare in modo scorretto. Non è giusto criminalizzare prima ed assolvere poi, ma occorre indagare seriamente, fino in fondo, senza generalizzare ma colpendo con durezza – ed eliminando dal contesto politico – chiunque venga preso ad approfittare della propria carica. Credo che su queste cose destra e sinistra possano (debbano!) condividere.

DISCORSI (INUTILI) DI FINE D’ANNO. E’ logico che a fine anno tutti dicano la loro e con rispetto ho anche ascoltato il discorso del presidente Giorgio Napolitano ma – permettetemi – raramente ho sentito parole così ovvie, scontate, prive di mordente. Notato il “taglio” perfino dell’inno nazionale prima e dopo il discorso (perché?) mi sono sembrate infatti quelle del presidente parole scivolose come gocce su una tegola e che subito si perdono nel nulla. Insomma acqua fritta e ancora più scontata la lunga, interminabile successiva serie dei commenti dei “politici” tutti a dire “bene, bravo, bis”…continuando a fare come prima. Certo, Napolitano non poteva forse dire di più, ma permettetemi di dire che quando c’era Ciampi riusciva ad essere un poco più convincente.

IL DRAMMA DI GAZA. Sono triste e furioso per quanto sta accadendo in medio Oriente: una crisi che si poteva evitare se solo l’ONU, l’Occidente, l’Unione Europea fossero intervenuti con forza e con coerenza PRIMA della reazione israeliana, logica e comprensibile dopo che per settimane, ogni giorno, il territorio di Israele è stato – e tuttora è - colpito da una serie ininterrotta di lanci di missili. Purtroppo nessuno PRIMA ha avuto il coraggio di dire chiaramente che sarebbe finita così, che Hamas non rappresenta lo Stato palestinese, che è da incoscienti che il presidente iraniano continui a provocare ma anche (non da solo) a finanziare i terroristi. Una escalation che ha portato alla ovvia, preannunciata reazione israeliana. Una replica pesante, tragica con il suo numero impressionate di morti spesso innocenti. Una reazione che appare esagerata a chi non conosce a fondo le cose e se non nota la cattiveria di chi lancia razzi da luoghi pubblici, affollati di gente, semoventi, sapendo che la reazione arriva pochi secondi dopo, tecnologicamente micidiale sul luogo di sparo e fa aumentare il numero delle vittime. Continua così una spirale infernale di odio in cui si giocano le contraddizioni e gli odi fratricidi tra palestinesi, come l’imminente campagna elettorale israeliana dove il parlamento è sciolto. Ma anche una volta di più una crisi costruita a tavolino, lucidamente, da chi vuole spargere morte ed è veramente nemico della pace, del dialogo, della coesistenza tra due popoli. Eppure c’era una tregua in atto: chi l’ha violata? Non certo Israele! Forse se vivessimo in una cittadina israeliana che per settimane è colita da razzi capiremmo di più quello che a prima vista non si capisce ovvero la durezza della reazione israeliana che però non è indiscriminata ma vuole colpire chi “comunque” vuole la cancellazione di Israele. Estremisti che poi si truccano da noi magari da pacifisti e per questo spesso sono molto applauditi da chi in Italia parla sempre di pace, ma neppure si informa di quanto succede in Palestina. Attenti però perché Israele sta facendo il “lavoro sporco” di quelle potenze occidentali che hanno capito il rischio di un estremismo islamico sempre più pericoloso che cresce sotto la cenere, che mette in crisi i paesi islamici moderati dove ogni morto palestinese è un martire da vendicare. Assistiamo infatti ad una escalation di provocazioni ed odi dove – per esempio - il presidente iraniano può liberamente andare alla TV inglese per Natale e minacciare di annientamento totale Israele ed intanto foraggia gli estremisti islamici in Libano come a Gaza. Da qualche mese c’era una pace fragile che si doveva annientare – anche perchè dava spazio ai palestinesi moderati - ed infatti ecco che si innesca e si inasprisce il circuito dell’odio che mette ancora più in difficoltà chi vorrebbe costruire un dialogo, unico mezzo per uscire dalla crisi. Certo, anch’io spero che Israele sospenda la rappresaglia per ragioni umanitarie, ma denuncio che finchè il mondo, la diplomazia, tutte le grandi potenze non saranno in grado di fermare subito ( e VOLER fermare subito) chi spara i missili su Israele quando è ancora possibile - dando finalmente sicurezza a tutti - la pace non verrà mai.

MALPENSA: NON CI STO. Trovo che sia suicida e sbagliato per la stessa Alitalia abbandonare lo scalo di Malpensa. Mentre sono favorevole alla manovra che tramite CAI ha permesso la sopravvivenza della nostra compagnia di bandiera (anziché entrare gratis, Air France ne compra ora il 25% per 310 milioni di euro) e purchè adesso si possa continuare con criteri veramente di mercato e non assistenziali, credo che perdere il bacino di utenza intercontinentale del Nord Italia sia una colpevole sciocchezza che farà fare solo affari ai concorrenti stranieri. Né può funzionare il “ricatto”- per tutelare Air France - di non concedere agli altri l’uso delle rotte. Alla fine non ci rimette solo il nord, la Lombardia (il Piemonte se ne è colpevolmente disinteressato..) ma l’intera economia nazionale. Per questo vedevo molto meglio la scelta di Lufthansa. Spero che la scelta di Air France – se confermata – non sia un prezzo pagato alla politica della capitale e farò molta attenzione ai passaggi parlamentari.

CI MANCAVA LA MARINI ! Tra un brindisi e l’altro di fine anno, l’attrice Valeria Marini annuncia che “Magari si, mi butto in politica, se Berlusconi mi vuole…” Effettivamente mancava la Marini a chi considera la politica come uno spettacolo simile a tanti altri e dove quindi attrici, cabarettisti, pornostar ecc.ecc. si trovano a loro agio. Giustamente, d'altronde, perché la Parietti nei DS sì, e la Marini no? In giro per il mondo mi chiedono ancora se Cicciolina sia tuttora in parlamento, dove forse la Marini avrebbe effettivamente un futuro. Mi chiedo per come mai, se per aprire un bar devi superare un esame alla Camera di Commercio, puoi invece diventare sindaco o deputato così, come si sceglie un vestito. Se poi le liste sono “bloccate” ci si ritrova perfino eletti: che volete di più?

…E UN ALTRO VALERIO.. A parte Valeria Marini c’è un altro Valerio che si fa notare, ovvero Valerio Morucci, ex delle brigate Rosse ed omicida reo confesso. E’ stato infatti invitato all’ università “La Sapienza” di Roma a portare il suo contributo con una “lezione” sul perché negli anni ’70 divenne un terrorista. Forse alla fine la lezione non ci sarà perché molti stanno protestando ricordando che – giusto poco più di un anno fa – fu impedito di parlare, pur invitato, a Papa Benedetto XVI… quando si dice dov’è la sapienza!

Poichè assente nel prossimo fine settimana dall'Italia, il prossimo numero del "IL PUNTO - ESTERI" verrà inviato verso il 15 gennaio -

A tutti un saluto !

MARCO ZACCHERA


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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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