IL
PUNTO 260
del 17.01.2009
SOMMARIO:
JAN PALACH VERSO IL PDL BRASILE
VERGOGNA FEDERALISMO IMMIGRAZIONE
// VERBANIA e VCO: VERSO LE ELEZIONI
NUMERI DA RIFLETTERE
40
ANNI
Praga,
16 gennaio 1969: Jan Palach, un giovane
studente cecoslovacco, si brucia vivo in Piazza
San Venceslao per protestare contro loccupazione
sovietica del suo paese. Sono passati 40 anni
e tutto è cambiato, ma quando ci chiediamo
di chi sia stato il merito della nuova Europa
che è nata e cresciuta in questi anni,
ricordiamoci anche del suo sacrificio. Ancora
oggi nel mondo si lotta e si muore per la libertà,
ma Jan Palach resta un simbolo dellanticomunismo
vero e dellopposizione contro ogni totalitarismo
soprattutto per i tanti che, come me, allora
erano solo ragazzi ma anche per lesempio
dato dal suo coraggio decisero di iniziare una
non facile - ma credo giusta - strada politica.
PDL:
NON SPRECHIAMO QUESTA OCCASIONE
Il
27 marzo ci sarà il congresso di fondazione
del Popolo delle Libertà e mai come ora
non dobbiamo sprecare questa occasione rendendoci
conto che un partito deve avere un programma
e una struttura solida, che vada ben al di là
della contingenza. Occorre una linea di azione
chiara sia dal punto di vista organizzativo
e strutturale, ma anche politico e valoriale.
Non sono parole al vento, perché dobbiamo
riflettere di come in queste settimane emergano
piccoli dissidi, polemiche tra questo o quel
leader o per spartire un incarico, ma non esca
il disegno di fondo di cosa si voglia fare per
cambiare questa Italia. E ovvio che ci
sono emergenze da affrontare, ma al di là
di queste un partito importante come il prossimo
PDL deve dare risposte su temi che trascendono
la quotidianità e queste scelte vanno
discusse, approfondite, non approvate
magari allunanimità - come necessaria
scocciatura. I mondi di FI, di AN e dei movimenti
minori sono molto simili tra di loro e come
composizione del proprio elettorato - che a
pelle è già una realtà
unitaria - ma questa realtà va coltivata,
armonizzata, spinta a confrontarsi per fondersi
convintamene e non solo prendendo atto
di quello che avviene.
Per favore: riflettiamo e pensiamoci!
CESARE
BATTISTI: UNA VERGOGNA.
Il
signor Cesare Battisti solo omologo
del più noto martire trentino della prima
guerra mondiale è un assassino.
Uno che ha ammazzato quattro persone (i poliziotti
Antonio Santoro e Andrea Campagna, il macellaio
Lino Sabbadin, lorefice Pierluigi Torregiani)
in altrettante rapine a mano armata, uno che
ha condannato il figlio di questultimo
a vivere per sempre su una carrozzella perché
colpite durante gli espropri proletari
che andavano di moda trentanni fa per
finanziare i gruppi di estrema sinistra.
Lex esponente dei Proletari armati
per il comunismo è stato condannato
più volte allergastolo in diversi
processi e in ogni grado di giudizio (da corti
dassiste composte da giudici popolari!)
con ogni crisma di legalità, condanne
tutte confermate e passate in giudicato. Ma
il signor Cesare Battisti dopo i suoi delitti
non ha pagato nulla perchè si è
rifugiato in Francia facendosi passare come
perseguitato politico, coccolato e riverito
come tanti altri brigatisti. Quando la lenta
giustizia italiana è finalmente arrivata
a chiederne l estradizione dalla Francia,
Cesare Battisti ha preso tranquillo laereo
ed è scappato in Brasile che ha ora rifiutato
di consegnarlo allItalia sostenendo che
la sua condanna fu dovuta a motivi politici.
E una vergogna, una schifosa vergogna
che va contro ogni regola morale, ogni logica.
Lo dico da italiano che si sente offeso dal
presidente brasiliano Lula che solo pochi mesi
fa era venuto in Italia da amico, ma ha ora
offeso anche l amicizia tra due nazioni.
E assurdo sostenere che in Italia Battisti
non avrebbe avuto un processo equo, che è
un perseguitato politico,
che Il Brasile concede lo status di
rifugiato politico ogni volta che esista il
fondato timore di una persecuzione per razza
o opinione politica.
Perfino REPUBBLICA scrive Il ministro
brasiliano Genco dice che in Italia Battisti
potrebbe essere eliminato dalla mafia o dalla
CIA o meglio ancora da tutte e due insieme:
sembra un delirio ma è proprio quello
che il ministro ha detto. Sostenere
da parte brasiliana che ciò avverrebbe
nellItalia di oggi è allora unoffesa
al nostro popolo, ma soprattutto allintelligenza,
alla logica, alla Giustizia.
Ma perché improvvisamente il Brasile
si è comportato così, dopo che
solo due mesi fa lestradizione era data
per scontata, votata anche da ben tre corti
di giustizia brasiliane? Perché con ogni
probabilità nelle ultime settimane la
Francia e segnatamente la première
dame Carla Bruni in Sarkozy
ha fatto pressioni inaudite per ottenere questo
plaisir ed è stata
accontentata.
Mi sembra giusto: lex italiana Carla Bruni
quando era ragazza - essendo la sua famiglia
chic, ricca e spendereccia - nel timore di sequestri
ed attentati che proprio ai tempi di Battisti
e delle Brigate Rosse erano dattualità
se ne partì per precauzione nel dorato
esilio francese, con soste a Saint Moritz e
in Costa Azzurra, che non fanno mai male.
Ma poi, da buona radical-chic sinistrorsa, intimamente
simpatizzando da sempre per questi poveri compagni
che sbagliano, dopo aver recentemente
bloccato lestradizione in Italia dellaltra
ex brigatista assassina Marina Petrella, non
poteva restare insensibile anche a Battisti
per ragioni umanitarie.
Ma
lei, illustre signora Bruni-Sarkozy, che da
ricca borghese non ha mai vissuto da proletaria,
che non è mai andata in fabbrica a lavorare
un minuto e forse nemmeno per un giorno ha mai
vissuto i problemi di milioni di famiglie che
non sanno come arrivare alla fine del mese non
si vergogna almeno un po? Non ha mai pensato
di incontrare una persona a cui il suo buon
amico Battisti ha lucidamente ammazzato un famigliare?
Si immagini magari i loro occhi: è laltra
versione delle ragioni umanitarie
FEDERALISMO
FISCALE, SUBITO !
Credo
che dobbiamo parlarci chiaro sul fatto che non
sia possibile che le amministrazioni locali
serie siano penalizzate da chi vive sprecando
le risorse di tutti e poi non debba mai pagare
il conto. Non è giusto che in Piemonte
si chiudano gli ospedali per risparmiare e in
altre regioni si spenda di più con peggiori
servizi, o che tanti comuni che lavorano sodo
per i loro cittadini tagliando gli sprechi vengano
poi mortificati a danni di altri. Non è
una questione territoriale (o solo del
nord), ma di giustizia e lealtà
contributiva. E un problema che si pone
e il governo non può e non deve eluderlo.
Il federalismo fiscale DEVE diventare presto
realtà o come le mele marce rovinano
quelle buone le cose andranno sempre
peggio.
TASSA
IMMIGRAZIONE?
Chissà
perchè la proposta di far pagare una
tassa sui permessi di soggiorno ha scatenato
tante proteste ed implicite accuse di razzismo
e nessuno si sia chiesto cosa succede negli
altri stati dEuropa. Quanti sanno che
il permesso annuale di soggiorno si paga in
Svizzera come in Germania ecc.ecc.?
Soprattutto, volete spiegarmi perché
ci si indigna tanto per gli immigrati, ma nessuno
ricorda che tuttora gli italiani emigrati allestero
devono pagare la tassa sul loro passaporto,
anche se non sono espatriati per andare in vacanza
alle Maldive, ma per lavorare?
Perché la legge per non obbligarli a
pagare la tassa cè da tanti anni,
ma solo se emigrati per esercitare un
lavoro manuale e forse non lo sa quasi
nessuno. Ricordiamoci allora un po più
di sovente anche dei nostri connazionali emigrati
allestero, tanti dei quali stanno in diversi
paesi stanno molto peggio rispetto a chi viene
in Italia (e purtroppo non sempre con buone
intenzioni).
IL PUNTO DI VERBANIA E VCO VERSO LE ELEZIONI
Venerdì
sera unaffollata assemblea dei quadri
e degli iscritti di Forza Italia e di Alleanza
Nazionale di Verbania mi ha chiesto di candidarmi
a sindaco della nostra città. Ho cercato
di spiegare senza riuscire a nascondere
un po di emozione i problemi che
avrei a raccogliere questo invito. E comunque
unipotesi che valuterò, condizionandola
però ad una convergenza degli altri alleati
di centro destra (la Lega Nord, un gruppo di
indipendenti e mi auguro anche
lUDC) su nome, programma, persone che
devono partecipare a questa avventura, senza
dimenticare la necessità di tener conto
dei miei impegni parlamentari. Al di là
di questo ho cercato di far capire che io non
accetterei mai una carica impegnativa come quella
di Sindaco se eventualmente eletto
non fossimo ben chiari nel volere un profondo
rinnovamento della città, non nelle parole
ma con i fatti e in occasione dellassemblea
di venerdì sera ho spiegato chiaramente
alcuni punti programmatici di fondo
che considero indispensabili. Vedremo quindi
cosa fare, ma fin da ora chiedo ai lettori la
loro opinione e soprattutto di intervenire,
di collaborare, di dare una mano. Da 63 anni
a Verbania cè una giunta di sinistra
e se sarebbe epocale un cambiamento
non cè dubbio che il compito sarebbe
poi davvero impegnativo, sfiancante, a contatto
con una realtà consolidata che non sarebbe
facile gestire. Aspetto i vostri commenti
VCO
CHE CAMBIA
Il
67,5% delle famiglie di Verbania sono al massimo
composte da due persone (la maggior parte da
una sola) e questo dato la dice lunga sullevoluzione
della nostra società. Una provincia dove
- se non ci fosse un ondata migratoria, soprattutto
extracomunitaria - la popolazione calerebbe
alla grande, ma che comunque è sempre
più anziana e composta da persone sempre
più sole.
Su
159.000 abitanti lavorano, secondo i dati della
Camera di Commercio, solo 43.300 persone (di
cui 27.700 sono lavoratori dipendenti) ovvero
meno del 30% degli abitanti. E ricordiamoci
che nel VCO neppure la metà delle imprese
arriva a 6 addetti e il 30,7% non supera i due.
Ci rendiamo conto allora di quanto siamo piccoli?
Si dirà che piccolo è bello,
ma se non stiamo attenti resterà piccolo
e basta.
Il
dato che più deve preoccupare è
comunque linvecchiamento della popolazione
con la conseguente necessità di indirizzare
i servizi e non solo quelli sociali
a tenere conto di più di questa realtà.
Occorrono più letti nelle strutture di
sostegno ed assistenza, ma anche più
servizi domiciliari e soluzioni abitative dove
lanziano quasi sempre una donna
rimasta sola non sia emarginata nei paesi
e dalla città ma resti il più
possibile integrata nella sua comunità.
Pensiamo anche a quanti locali abitativi restano
vuoti, a quanto costa riscaldarli, a come sarebbe
utile un turnover nelledilizia
pubblica sistemando gli anziani con soluzioni
autonome, relativamente piccole ma efficienti,
liberando appartamenti più grandi per
le famiglie che ancora possono crescere. Il
pensiero corre ai costi di alcune grandi iniziative
come non ricordare il potenziale nuovo
teatro di Verbania? che forse dovrebbero
tener conto anche di altre priorità quando
nella stessa città nellultimo bando
di case popolari pare ci fossero 279 richieste
di famiglie senza casa, ma nessuna opportunità
disponibile. Ricordare questi aspetti non sarebbe
sbagliato per qualche amministratore
Un
Saluto
MARCO ZACCHERA