IL
PUNTO 261
del 23.01.2009
SOMMARIO:
DEBUTTO DI OBAMA LIBIA CREDIBILE?
PICCOLI E GRANDI SPRECHI ALLESTERO
SI PAGA // VERBANIA-VCO: MALPENSA & EXPO
2015 QUALE TEATRO? INTERVISTA
DA
WASHINGTON AL MONDO
Da
martedì scorso gli Stati Uniti dAmerica
hanno un nuovo Presidente ed il mondo
condizionato anche dai media, ma soprattutto
dalla evidente novità di un Presidente
così diverso dagli schemi del recente
passato attende ora di vedere se i fatti
seguiranno ai bellissimi e travolgenti discorsi
ed alle molte promesse elettorali.
Obama è comunque arrivato alla Casa Bianca
con una enorme consenso ed accompagnato da grandi
speranze, non solo negli USA. Laugurio,
sincero, è che tra 4 anni - al termine
del suo mandato - sia stato capace di migliorare
davvero almeno in parte la difficile situazione
mondiale e che venga quindi ricordato con altrettanto
affetto e simpatia come è avvenuto al
suo debutto.
Anche chi - come me - non crede che le cose
cambieranno in modo così evidente e pensa
che, al di là del colore della sua pelle,
in realtà Obama si dimostrerà
presto molto più conservatore e continuista
di quello che generalmente si pensa, credo che
oggi gli dobbiamo concedere credito, speranze,
possibilità.
Il sentimento, limpegno, il senso di appartenenza
che il nuovo Presidente può dare (e ha
dato) a tanti americani è comunque una
cosa importante, fondamentale quando si inizia
un nuovo percorso ed Obama ha quindi la forza
di avere un grande capitale umano dietro di
sé.
Mi auguro solo che la crisi economica non chiuda
lAmerica al mondo e che lAtlantico
non diventi più largo nei confronti dellEuropa.
Sono due timori che spero saranno smentiti dai
fatti. Certo comunque che lAmerica aveva
bisogno di una scossa, di un cambiamento, di
credere nuovamente in un grande suo sogno americano
che in questi anni si era appannato: insomma
è una grande occasione.
Al lavoro dunque, signor Presidente
e
che il Signore sul cui Libro lei ha giurato
davvero laiuti!
LIBIA
CREDIBILE ?
In
settimana alla Camera si è discusso a
lungo sul trattato di amicizia e di cooperazione
italo-libica firmato da Berlusconi a Bengasi
il 30 agosto scorso. Una ratifica che risulterà
molto onerosa per lItalia che si impegna
per 20 anni a costruire infrastrutture imponenti
in Libia, a collaborare nel controllo delle
coste ed a chiudere definitivamente la partita
del riconoscimento dei danni agli italiani che
furono cacciati da Gheddafi. E stato un
dibattito lungo e complesso, con il timore che
il Colonnello agisca come in passato
e cioè ignorando poi comunque accordi
e trattative, da buon imbroglione levantino,
tutelando solo i suoi interessi. Molti dubbi
quindi per la ratifica, ma una scelta che in
fondo era sgradita ma obbligata:
abbiamo bisogno del gas libico, di fermare il
flusso dellimmigrazione e di chiudere
una vertenza che va avanti da quasi 40 anni.
Va anche sottolineato che il trattato ha però
il grande vantaggio di realizzarsi a rate
nel senso che se Gheddafi non lo osserverà
per esempio impedendo limbarco
dei clandestini, come temo automaticamente
lItalia fermerà allora il pagamento
di quanto dovuto, in gran parte lavori pubblici
che imprese italiane realizzeranno in Libia.
Ho avuto la soddisfazione di vedere un mio fondamentale
emendamento presentato in Commissione Esteri
essere poi approvato e fatto proprio dal Governo
proprio per il riconoscimento dei danni agli
italiani che furono cacciati dalla Libia.
Intervenendo in aula non ho mancato di sottolineare
vantaggi e svantaggi di questo accordo che
se applicato dovrebbe avvicinare molto
la Libia allEuropa e allItalia in
particolare.
Vedremo se, non appena verrà ratificato
dal Senato, effettivamente la Libia rispetterà
il nuovo trattato.
PICCOLI
GRANDI SPRECHI
I
Radicali si sono opposti al trattato con Gheddafi
e, per fare ostruzionismo, hanno presentato
qualcosa come 6.600 emendamenti al testo di
base. In realtà tutti emendamenti-fotocopia
nel senso che erano del tipo La percentuale
di cui allart. 2 comma 3, pari al 30.15%
viene modificata al 30,151%.. e così
via a salire e scendere con seimila percentuali
diverse. Opporsi è un diritto ed è
il sale della democrazia, ma nelle forme lo
diventa un po meno se si considera il
fatto che 6600 emendamenti tutti debitamente
stampati hanno comportato la redazione
di un fascicolo di 1200 pagine che, moltiplicate
per il numero delle copie per deputati ed uffici,
devono aver superato il mezzo milione di fogli.
Avete idea di cosa sia un cumulo di mezzo milione
di pagine? Sarà pure carta riciclata,
ma alla Camera è forse è il momento
di darci una regolata anche su queste cose
PERMESSI
A PAGAMENTO
Le
polemiche in Italia passano presto e subito
escono dallinteresse collettivo. Così
nessuno sembra più interessarsi alla
proposta di far pagare le spese per lemissione
del permesso di soggiorno ai neo-immigrati in
Italia, ma segnalo che quanto da me denunciato
la scorsa settimana (ovvero che i permessi di
lavoro allestero si pagano, e anche bene)
mi è stato confermato dalla Germania
alla Svizzera allAustralia. Così
come, purtroppo, gli italiani emigrati allestero
non solo pagano il permesso di soggiorno (in
alcuni stati addirittura annualmente) ma anche
i bolli sul loro passaporto italiano, in una
evidente anomalia che andrebbe definitivamente
rivista stante il loro stato di necessità.
Credo comunque che gli immigrati pagherebbero
volentieri una tassa pur di avere tempi certi
per risolvere le loro pratiche perché
la vera ingiustizia non sono i 50 o 100 euro
eventualmente richiesti quanto i tempi per avere
a posto le carte. Mesi passati in attese snervanti
e senza certezze, situazioni che precipitano
per la scadenza dei visti temporanei, difficoltà
di rientro in patria.
Insisto: la Bossi-Fini è una buona legge,
ma va aggiornata ed applicata sul serio per
un numero ragionevole di persone, non per numeri
infiniti o la macchina si inceppa ed i risultati
sono degradanti per tutti, basta guardare la
coda davanti ad una qualsiasi Questura italiana
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IL PUNTO di VERBANIA e VCO
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MALPENSA
ED EXPO 2015
Il
fatto che qualcuno voglia candidarmi a sindaco
di Verbania ha già fatto saltare i nervi
al PD che è uscito in questi giorni sulla
TV locale con uno spot personalizzato contro
di me accusandomi di non aver difeso
Malpensa.
Una bella faccia tosta: i lettori del PUNTO
sanno cosa ne penso su Malpensa ed Alitalia
e mi sembra un po eccessivo darmi addirittura
la colpa dellaccordo con Air France!
A parte il fatto che la trattativa del marzo
2008 con i francesi non era saltata per colpa
di Berlusconi ma per i sindacati che non la
vollero e che alcuni di quegli stessi sindacati
hanno la responsabilità di aver fatto
di tutto in questi mesi per distruggere Alitalia,
resta che un anno fa Air France avrebbe comprato
gratis TUTTA lAlitalia mentre oggi ha
pagato 320 milioni di euro per il suo 25%.
Io voglio sperare che in Alitalia ci sia in
futuro un nuovo stile di lavoro (è questo
il punto fondamentale!) e che a Malpensa ci
sia libertà di rotte e di slot per poterla
rilanciare.
Curiosa invece laltra polemica - sempre
del PD - su EXPO 2015 con la Moratti accusata
di aver sottoscritto accordi con Novara, Varese
e addirittura la città svizzera di Locarno
e non con Verbania e il VCO. Diamine, ma è
colpa della Moratti o dei nostri amministratori
delle varie giunte locali (di sinistra) che
non sanno guardare a un palmo dal loro naso
ed evidentemente non contano assolutamente nulla?
Forse cè bisogno davvero di cambiare
marcia
TEATRO
Presentato
il (bel) progetto per il nuovo teatro di Verbania:
13,5 milioni di euro (per cominciare) realizzando
un teatro di 500 posti ed un piano di gestione
che già in partenza prevede di perdere
1000 euro al giorno.
Non sono daccordo: credo davvero nellutilità
di un nuovo teatro per la città, ma che
sia una struttura flessibile e quindi
possa anche fungere da palazzo per meeting e
congressi, utile anche al rilancio economico
cittadino. Avremo modo di approfondire.
INTERVISTA
In
allegato lintervista che mi è stata
fatta da LA STAMPA e pubblicata domenica scorsa
Leggi
Un
Saluto
MARCO ZACCHERA