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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera


IL PUNTO 261 del 23.01.2009
SOMMARIO: DEBUTTO DI OBAMA – LIBIA CREDIBILE? – PICCOLI E GRANDI SPRECHI – ALL’ESTERO SI PAGA // VERBANIA-VCO: MALPENSA & EXPO 2015 – QUALE TEATRO? – INTERVISTA

DA WASHINGTON AL MONDO

Da martedì scorso gli Stati Uniti d’America hanno un nuovo Presidente ed il mondo – condizionato anche dai media, ma soprattutto dalla evidente novità di un Presidente così diverso dagli schemi del recente passato – attende ora di vedere se i fatti seguiranno ai bellissimi e travolgenti discorsi ed alle molte promesse elettorali.
Obama è comunque arrivato alla Casa Bianca con una enorme consenso ed accompagnato da grandi speranze, non solo negli USA. L’augurio, sincero, è che tra 4 anni - al termine del suo mandato - sia stato capace di migliorare davvero almeno in parte la difficile situazione mondiale e che venga quindi ricordato con altrettanto affetto e simpatia come è avvenuto al suo debutto.
Anche chi - come me - non crede che le cose cambieranno in modo così evidente e pensa che, al di là del colore della sua pelle, in realtà Obama si dimostrerà presto molto più conservatore e “continuista” di quello che generalmente si pensa, credo che oggi gli dobbiamo concedere credito, speranze, possibilità.
Il sentimento, l’impegno, il senso di appartenenza che il nuovo Presidente può dare (e ha dato) a tanti americani è comunque una cosa importante, fondamentale quando si inizia un nuovo percorso ed Obama ha quindi la forza di avere un grande capitale umano dietro di sé.
Mi auguro solo che la crisi economica non chiuda l’America al mondo e che l’Atlantico non diventi più largo nei confronti dell’Europa. Sono due timori che spero saranno smentiti dai fatti. Certo comunque che l’America aveva bisogno di una scossa, di un cambiamento, di credere nuovamente in un grande suo sogno americano che in questi anni si era appannato: insomma è una grande occasione.
Al lavoro dunque, signor Presidente… e che il Signore sul cui Libro lei ha giurato davvero l’aiuti!

LIBIA CREDIBILE ?

In settimana alla Camera si è discusso a lungo sul trattato di amicizia e di cooperazione italo-libica firmato da Berlusconi a Bengasi il 30 agosto scorso. Una ratifica che risulterà molto onerosa per l’Italia che si impegna per 20 anni a costruire infrastrutture imponenti in Libia, a collaborare nel controllo delle coste ed a chiudere definitivamente la partita del riconoscimento dei danni agli italiani che furono cacciati da Gheddafi. E’ stato un dibattito lungo e complesso, con il timore che il “Colonnello” agisca come in passato e cioè ignorando poi comunque accordi e trattative, da buon imbroglione levantino, tutelando solo i suoi interessi. Molti dubbi quindi per la ratifica, ma una scelta che in fondo era “sgradita ma obbligata”: abbiamo bisogno del gas libico, di fermare il flusso dell’immigrazione e di chiudere una vertenza che va avanti da quasi 40 anni.
Va anche sottolineato che il trattato ha però il grande vantaggio di realizzarsi “a rate” nel senso che se Gheddafi non lo osserverà – per esempio impedendo l’imbarco dei clandestini, come temo – automaticamente l’Italia fermerà allora il pagamento di quanto dovuto, in gran parte lavori pubblici che imprese italiane realizzeranno in Libia.
Ho avuto la soddisfazione di vedere un mio fondamentale emendamento presentato in Commissione Esteri essere poi approvato e fatto proprio dal Governo proprio per il riconoscimento dei danni agli italiani che furono cacciati dalla Libia.
Intervenendo in aula non ho mancato di sottolineare vantaggi e svantaggi di questo accordo che – se applicato – dovrebbe avvicinare molto la Libia all’Europa e all’Italia in particolare.
Vedremo se, non appena verrà ratificato dal Senato, effettivamente la Libia rispetterà il nuovo trattato.

PICCOLI GRANDI SPRECHI

I Radicali si sono opposti al trattato con Gheddafi e, per fare ostruzionismo, hanno presentato qualcosa come 6.600 emendamenti al testo di base. In realtà tutti emendamenti-fotocopia nel senso che erano del tipo “La percentuale di cui all’art. 2 comma 3, pari al 30.15% viene modificata al 30,151%..” e così via a salire e scendere con seimila percentuali diverse. Opporsi è un diritto ed è il sale della democrazia, ma nelle forme lo diventa un po’ meno se si considera il fatto che 6600 emendamenti – tutti debitamente stampati – hanno comportato la redazione di un fascicolo di 1200 pagine che, moltiplicate per il numero delle copie per deputati ed uffici, devono aver superato il mezzo milione di fogli.
Avete idea di cosa sia un cumulo di mezzo milione di pagine? Sarà pure carta riciclata, ma alla Camera è forse è il momento di darci una regolata anche su queste cose…

PERMESSI A PAGAMENTO

Le polemiche in Italia passano presto e subito escono dall’interesse collettivo. Così nessuno sembra più interessarsi alla proposta di far pagare le spese per l’emissione del permesso di soggiorno ai neo-immigrati in Italia, ma segnalo che quanto da me denunciato la scorsa settimana (ovvero che i permessi di lavoro all’estero si pagano, e anche bene) mi è stato confermato dalla Germania alla Svizzera all’Australia. Così come, purtroppo, gli italiani emigrati all’estero non solo pagano il permesso di soggiorno (in alcuni stati addirittura annualmente) ma anche i bolli sul loro passaporto italiano, in una evidente anomalia che andrebbe definitivamente rivista stante il loro stato di necessità. Credo comunque che gli immigrati pagherebbero volentieri una tassa pur di avere tempi certi per risolvere le loro pratiche perché la vera ingiustizia non sono i 50 o 100 euro eventualmente richiesti quanto i tempi per avere a posto le carte. Mesi passati in attese snervanti e senza certezze, situazioni che precipitano per la scadenza dei visti temporanei, difficoltà di rientro in patria.
Insisto: la Bossi-Fini è una buona legge, ma va aggiornata ed applicata sul serio per un numero ragionevole di persone, non per numeri infiniti o la macchina si inceppa ed i risultati sono degradanti per tutti, basta guardare la coda davanti ad una qualsiasi Questura italiana

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IL PUNTO di VERBANIA e VCO
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MALPENSA ED EXPO 2015

Il fatto che qualcuno voglia candidarmi a sindaco di Verbania ha già fatto saltare i nervi al PD che è uscito in questi giorni sulla TV locale con uno spot personalizzato contro di me accusandomi di non aver “difeso” Malpensa.
Una bella faccia tosta: i lettori del PUNTO sanno cosa ne penso su Malpensa ed Alitalia e mi sembra un po’ eccessivo darmi addirittura la colpa dell’accordo con Air France!
A parte il fatto che la trattativa del marzo 2008 con i francesi non era saltata per “colpa” di Berlusconi ma per i sindacati che non la vollero e che alcuni di quegli stessi sindacati hanno la responsabilità di aver fatto di tutto in questi mesi per distruggere Alitalia, resta che un anno fa Air France avrebbe comprato gratis TUTTA l’Alitalia mentre oggi ha pagato 320 milioni di euro per il suo 25%.
Io voglio sperare che in Alitalia ci sia in futuro un nuovo stile di lavoro (è questo il punto fondamentale!) e che a Malpensa ci sia libertà di rotte e di slot per poterla rilanciare.

Curiosa invece l’altra polemica - sempre del PD - su EXPO 2015 con la Moratti accusata di aver sottoscritto accordi con Novara, Varese e addirittura la città svizzera di Locarno e non con Verbania e il VCO. Diamine, ma è colpa della Moratti o dei nostri amministratori delle varie giunte locali (di sinistra) che non sanno guardare a un palmo dal loro naso ed evidentemente non contano assolutamente nulla? Forse c’è bisogno davvero di cambiare marcia…

TEATRO

Presentato il (bel) progetto per il nuovo teatro di Verbania: 13,5 milioni di euro (per cominciare) realizzando un teatro di 500 posti ed un piano di gestione che già in partenza prevede di perdere 1000 euro al giorno.
Non sono d’accordo: credo davvero nell’utilità di un nuovo teatro per la città, ma che sia una struttura “flessibile” e quindi possa anche fungere da palazzo per meeting e congressi, utile anche al rilancio economico cittadino. Avremo modo di approfondire.

INTERVISTA

In allegato l’intervista che mi è stata fatta da LA STAMPA e pubblicata domenica scorsa Leggi

Un Saluto

MARCO ZACCHERA


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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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