Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pubblicita'

Marco Zacchera


IL PUNTO 264 del 14.02.2009

SOMMARIO: CANDIDATURA – BASTA, OSCAR LUIGI! - NUOVO PDL - ATTIVITA’ PARLAMENTARE ed ESTERA

MI CANDIDO A SINDACO

Ho deciso di candidarmi a sindaco di Verbania, la mia città, alle prossime elezioni di giugno. E’ un passo per me molto importante, meditato e difficile, ma credo fosse ora di farlo. A Verbania la sinistra governa dal 2 maggio 1945 e – senza voler nascondere quanto di positivo è stato fatto – penso che la nostra città abbia bisogno di un cambiamento profondo prima di tutto culturale e di mentalità, ma anche nelle scelte politiche ed amministrative che l’hanno guidata. Nelle prossime settimane avrò la possibilità di spiegare nei dettagli un programma – in preparazione da tempo - che sarà molto preciso e concreto, nella convinzione di poter offrire con gioia e responsabilità tutto me stesso alla comunità cittadina che mi ha visto crescere.

34 anni fa ero un ragazzo, votavo per la prima volta, mi candidai e fui eletto consigliere comunale e da allora sono sempre stato all’opposizione: credo che una persona - per essere credibile - debba mettersi in gioco e saper anche rischiare se è convinta di poter fare qualcosa di valido e allora non contano i sacrifici, le immancabili delusioni, le difficoltà. Continuerò il mio impegno in Parlamento per questa legislatura, so che se sarò eletto non potrò più ricandidarmi, ma non ho fatto questa scelta per calcoli di potere, di visibilità o – peggio – economici o d’affari.

A qualche collega di Roma che mi ha detto “Ma chi te lo fa fare?” ho risposto che è un atto di testimonianza, di amore per la mia terra, nella volontà di dimostrare che è cresciuto un mondo politico ed umano nuovo e diverso che può proporsi con successo alla guida della mia città. Non sarà facile né prima né dopo il 7 giugno, ma con umiltà, giorno per giorno, cercheremo di dare concretezza alle nostre speranze nel trasmettere un messaggio politico che – proprio nel momento in cui nasce il PDL e finisce l’esperienza storica che fu del MSI-DN e di AN – non deve andare disperso né dimenticato, ma condiviso con tante altre persone che pur vengono da esperienze politiche diverse o si affacciano solo ora alla vita politica. Sarà dura, ma ce la faremo e grazie a chi - nelle forme più diverse - avendo fiducia in me vorrà darmi una mano.

(in allegato un’intervista apparsa in questi giorni sul principale settimanale locale)

E BASTA, OSCAR LUIGI!

Quando Oscar Luigi Scalfaro si mette a parlare io mi sento nelle viscere una ribellione che è difficile trattenere. Non posso dimenticare i girotondi che hanno accompagnato la vita del “Presidente emerito” che nel 1944 iniziò la carriera di magistrato nella Repubblica Sociale fascista ma già nel ‘45 era a fare il pubblico ministero chiedendo la morte ( pardon: “la suprema pena” come la chiamava lui, già allora con ineffabile ipocrisia) di fascisti o presunti tali. Neanche due anni magistrato e poi subito il parlamento per una carriera tutta DC, anticomunismo e comunioni, andando in giro per il Piemonte con in tasca la scomunica per quelli che poi sono diventati suoi compagni di strada. Ha difeso le cause più impossibili (ricordate i suoi insabbiamenti per gli scandali del terremoto in Irpinia, o i fondi neri dei servizi segreti?) stando sempre sulla breccia dove meglio tirava il vento. Arrivato – per caso, per sua fortuna e nostra disgrazia - alla Presidenza della Repubblica non ha mai accettato che la maggioranza del paese la pensasse in maniera diversa dalla sua, ha apertamente osteggiato nel ’94 il voto popolare, ha fatto cadere l’allora governo Berlusconi, ha tramato per rimandare le elezioni. Quando finalmente è uscito di scena, con la dorata carica di senatore a vita, ha cominciato a virare sempre più a sinistra fino ad abbracciare apertamente i suoi ex nemici come è avvenuto in questi anni. Eletto da anticomunista, senza più passare al vaglio di un voto popolare, ne ha approfittato per fare e difendere l’esatto contrario. Da senatore a vita pur di difendere Prodi ( e dimentico del suo ruolo di ex presidente costituzionalmente “super partes”) non ha mancato ad una votazione, ma ora riappare solo alle manifestazioni del PD come quella dell’altra sera a Roma, atteggiandosi a unico e santo “difensore della Costituzione”.
Quanta ipocrisia nell’identificare il centro destra come “colpevole” di voler attentare alla Costituzione pur sapendo che non è vero, che nessuno vuole mutare i principi nobili, fondamentali ed immutabili della nostra Carta costituzionale, che però deve essere assolutamente aggiornata ad una realtà ben diversa da quella del 1948.

Lo vuole la gran parte degli italiani, ma Lui “non ci sta” e neppure per il caso di Eluana ha mancato di tacere schierandosi all’opposto della gran maggioranza del mondo cattolico: le bandiere del PD valgono bene una messa! Giovedì sera, davanti a una piazza semivuota, solo sul palco, seduto su una traballante seggiola in plexiglass, ha pontificato dando lezioni a tutti perche Lui, solo Lui era il Garante, il Giusto, l’Eletto. Non si critica il presidente, il Quirinale è sacro è i suoi inquilini pure. Ma il destino, beffardo, ha voluto che davanti agli occhi avesse per mezz’ora proprio le bandiere sventolanti dell’ “Italia dei Valori” il cui leader, Tonino Di Pietro, solo dieci giorni fa dava del “mafioso” al presidente Napolitano. Ancora una volta, caro Oscar Luigi, quando si dice la coerenza…

PDL: MA DOV’E’ L’ANIMA ?

Mancano 40 giorni alla nascita del Popolo delle Libertà ma non si vedono grandi segnali che il nuovo partito nasca con un’anima, una volontà, un dibattito corale, delle regole stabilite, delle certezze. Il PDL nasce come scelta elettorale giusta ed ineluttabile, ma non c’è in giro sufficiente passione, condivisione, strategia. Si rischia di far crescere più un patto elettorale che un partito, ed è un peccato perché credo invece che il PDL sia molto più apprezzato a livello di singoli elettori che “sentito” dagli iscritti e dalle strutture di vertice dove semmai c’è la corsa ad occupare i posti strategici. Speriamo che il nuovo partito cresca allora sul territorio, tra le gente, negli enti locali, ma peccato che la sua fondazione – il 27 marzo a Roma – non veda coinvolti nell’intimo milioni di persone che ne sono e ne saranno il corpo e le braccia.

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Segnalo, nella scorsa settimana, il mio intervento in aula a Montecitorio su quanto sta accadendo in Venezuela dove il presidente Chavez tenta di farsi di fatto proclamare presidente a vita, con molti timori anche nella nostra vasta e numerosa comunità italiana. Mentre l’Europa – ed anche il PPE – hanno mandato in Venezuela osservatori internazionali a vigilare sull’imminente referendum, l’Italia tace e sembra sostanzialmente disinteressata agli eventi. Già l’anno scorso Chavez è stato bocciato nelle urne, ma stavolta si ripresenta dopo aver imbavagliato gran parte dell’opposizione e fatto occupare molte amministrazioni locali – come il municipio di Caracas – conquistate dai suoi avversari nelle ultime elezioni amministrative.

****
Sottolineo anche la presentazione di diversi atti ispettivi: dalla richiesta di riconoscimento agli ex frontalieri in Svizzera dei benefici INPS al sollecito dei fondi assegnati al Piemonte per la ripresa industriale (con colpevoli ritardi regionali nel chiederne la liquidazione) dopo le alluvioni degli anni scorsi.
Una curiosità invece dalla provincia di Novara per la quale ho chiesto notizie al ministro: in una scuola, per cavilli, ci si rifiuta di accettare il dono di alcuni computer da parte di privati per ripristinare quelli rotti: una vittoria della burocrazia o una sconfitta del buonsenso?

****
Ho presieduto infine in settimana l'audizione del direttivo del CGIE presso il comitato per gli Italiani nel Mondo della Camera. Al di là delle opinioni di ciascuno si avverte un allarme vero, genuino e generalizzato per i tagli del Governo al mondo dell' emigrazione. Credo che la questione sia da proporsi: non si possono chiudere scuole di italiano un po' ovunque, limitare i corsi di lingua, ridurre i fondi per l'assistenza in modo così drastico.
E' in forse il futuro stesso delle comunità italiane nel mondo e soprattutto i contatti con i giovani di origine italiana.
Il nostro paese non può dimenticarsi di queste realtà perchè, mentre gli altri principali paesi nel mondo "investono" sullo spirito di appartenenza delle proprie comunita all' estero, noi - per motivi economici - siamo costretti a fare l' esatto contrario.

Un Saluto


Pubblicita'
 
 
Scrivono per Voi


On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a
marco.zacchera@libero.it







Aiutaci
Grazie !