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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera


IL PUNTO 268 del 15.03.2009
SOMMARIO: SINDACO TRA LA GENTE – SOLIDARIETA’ - GUADAGNI D’ORO – CONGRESSO AN – LA PAURA DEL DIVERSO

UN CANDIDATO - SINDACO TRA LA GENTE

Mi scuso se in queste settimane l'edizione "Esteri" del Punto è condizionata dalla mia campagna elettorale a candidato sindaco di Verbania, ma devo veramente dire grazie a chi sta lavorando con me in queste settimane per aiutarmi a diventare sindaco. Una partita molto difficile e che – se riuscisse – sarebbe una piccola rivoluzione nel panorama politico locale dove da 64 anni governa la sinistra. Ma vedo segnali evidenti: venerdì sera ad un incontro “ristretto” con i commercianti ad Intra c’erano tantissime persone, molti accettano la candidatura nel PDL, nella Lega o come indipendenti. Alcuni esponenti noti della attuale maggioranza di sinistra (come Marco Parachini) o del panorama politico del PD hanno abbandonato Zanotti, mentre il sindaco uscente dovrà assolutamente allearsi con la sinistra più estrema per restare a galla, in aperta contraddizione con la politica nazionale del PD. Dalla sua il sindaco ha però il quotidiano aiutino della “buona stampa” che a volte è acritica e veramente partigiana. Nessuno – per esempio - che lo incalzi con domande sulle sue tante contraddizioni. Per esempio: quanti sanno che il tanto decantato servizio di “Liberobus”(altro che gratis, quasi 600.000 euro all’anno!) va a scadere il 30 giugno e poi non è più finanziato? Oppure perché nascondere l’evidente marchetta pubblicitaria che sta alla base di certi sondaggi (e certi convegni) pagati dal pubblico a solo uso e consumo del sindaco uscente? Sono esempi che la gente dovrebbe conoscere, ma la verità troppo spesso viene minimizzata o nascosta. Ma - comunque andranno le cose - la vera gioia per me è il contatto quotidiano con la gente ed è questo che mi fa capire come abbia fatto bene a scegliere di candidarmi. Non mi faccio nessuna illusione, però credo davvero (e la mia città la conosco bene) che il clima sia cambiato e che anche per questo il 6 e 7 giugno possiamo farcela.
Lo ripeto sempre: per vincere serve però l’aiuto di tutti e in questo momento in cui stiamo preparando le liste chi avesse piacere a offrire una propria candidatura mi contatti che ne parliamo. Il sito www.cambiaverbania.it è quello dove tutti possono trovare informazioni, note programmatiche, appuntamenti. SU QUESTO STESSO SITO TROVATE LE BOZZE DI PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO, I MIEI PROFILI, LE MOTIVAZIONI DELLA MIA CANDIDATURA, ARTICOLI E DOCUMENTAZIONE.

Per contattarmi - oltre che farlo in maniera diretta collegandosi con il mio indirizzo marco.zacchera@libero.it - potete cercarmi al telefono (0323-403057, oppure 0323-501993) o via fax (0323-557473). Sul mio sito “storico” (www.marcozacchera.it) trovate altre foto, articoli, interviste.

Domani lunedì 16 marzo sarà in rete la 3° e più aggiornata versione del programma elettorale
Martedì scorso si è svolto intanto il primo “faccia a faccia” televisivo con il sindaco Zanotti: chi vuole rivederlo può farlo via internet entrando su www.vcosat.tv (e successivamente cliccando sulla parte destra, dove c’è il link della trasmissione “attenti a questi due”). Penso sia molto istruttivo per capire il taglio dei personaggi… sarà una bella campagna elettorale!

FONDO DI SOLIDARIETA’ : NON SBAGLIA FRANCESCHINI

Credo che in definitiva abbia anche ragione l’on.le Dario Franceschini – leader del PD - quando propone che per affrontare la crisi sociale e di molte famiglie sia giusto chiedere una qualche forma di contributo straordinario di solidarietà a chi guadagna più di 120.000 euro l’anno, parlamentari compresi. Franceschini settimanalmente lancia messaggi piuttosto demagogici (al PD non resta molto altro…), ma in questo caso mi trova sostanzialmente d’accordo. Fermo il principio, credo però che questa addizionale non dovrebbe comunque finire in un calderone generale di dubbia destinazione, ma essere integralmente girata ai comuni di residenza dei contribuenti e che gli stessi comuni si dovrebbero impegnare, una volta quantificato l’importo del nuovo introito, ad una specifica “iniziativa di scopo” a fini sociali.Una commissione comunale - cui partecipino le associazioni di volontariato e di categoria presenti sul territorio - potrà decidere poi come spendere questi fondi di cui si dovrà dare pubblico conto. Credo che un contribuente sopporti più volentieri un sacrificio fiscale straordinario se i suoi soldi sono spesi localmente ed in iniziative concrete. Per Verbania, per esempio, applicando un 1% di aumento IRPEF una tantum ai redditi sopra i 120.000 euro è possibile pensare a circa 150.000 euro di gettito straordinario che andrebbe allora finalizzato ad un progetto concreto, come sostenere un fondo sociale oppure per avere una somma disponibile per affrontare situazioni particolari, come per l’anticipo di bollette, affitti, spese straordinarie a chi è in difficoltà o – meglio ancora – spalmabili sulla “ Verbania Card”, una iniziativa che come candidato a sindaco propongo nel mio programma per coordinare i servizi sociali offerti dal Comune. Anche se è vero che il governo stia varando misure giuste per arginare la crisi, un po’ di solidarietà “mirata” può essere comunque senz’altro positiva.

GUADAGNI D’ORO

A spingermi a scrivere quanto sopra sono anche alcuni dati come quelli del reddito di Pier Francesco Guarguaglini, presidente ed amministratore di Finmeccanica, che l’anno scorso ha avuto un incremento di stipendio – leggo su Repubblica – del 31% passando a 5,56 milioni di euro. E’ giusto che guadagni così tanto il manager di una azienda pubblica che nel 2008 ha visto crollare in borsa il titolo della sua società del 40% ? E lo stesso vale per certi dirigenti di banca, di quelle stesse banche che poi dicono di non avere fondi da mettere a disposizione delle imprese. Signori, un “tetto” ci vuole, anche agli stipendi d’oro di manager o presunti tali.

AN: ARRIVA L’ULTIMO CONGRESSO

Il 21 e 22 marzo si terrà a Roma l’ultimo congresso di Alleanza Nazionale che sancirà il passaggio ufficiale del partito nel nuovo PDL che - la settimana successiva - terrà sempre a Roma il suo congresso di costituzione. In questi giorni si stanno riunendo in tutta Italia i vari congressi provinciali di AN che eleggono i delegati al congresso. Un copione in fondo già scritto ma con la consapevolezza di fare un passo necessario ed in continuità con un lungo percorso. Insisto, però, a sottolineare una certa differenza di opinioni tra elettorato ed apparato di partito: gli elettori hanno già scelto il PDL e in grandissima parte lo appoggiano, molti iscritti – almeno in AN – temono invece questo passaggio temendo di perdere la propria identità e di diventare una “corrente” minore nell’oceano berlusconiano. Credo che per nuotare in un mare più grande occorrano buone braccia e così solo chi ha i numeri e allenamento ce la farà. Credo però anche che AN possa dare molto al PDL in termini programmatici, di contenuto, di idee, di militanza. Sono convinto che se oggi AN avesse il “valore aggiunto” della militanza e dell’organizzazione di qualche anno fa del MSI-DN in poco tempo potrebbe essere egemone nel PDL. Purtroppo queste caratteristiche si sono perse man mano e la realtà l’abbiamo ogni giorno davanti quindi – anziché prendersela con gli altri- prima di tutto ciascuno di noi dovrebbe con onestà guardare in sé stesso. Certo che oggi fare politica è diverso da qualche decennio fa: la militanza non si esprime più con i cortei, gli assalti, la difesa “fisica” delle nostre sezioni, ma quante volte il nostro mondo politico è inadeguato davanti ai problemi dell’oggi, alle richieste della società. Allora non serve criticare il PDL dichiarandosi “puri”, “fascistissimi traditi” o così via, quanto invece essere coerenti ed impegnati ogni giorno facendo politicamente il proprio dovere. Ricordo che proprio questa era la linea che Almirante ci ha insegnato, quella che abbiamo deciso a Fiuggi e che oggi portiamo in dote al centro-destra italiano costituendo uno dei più grandi partiti europei. “La Destra è divenire o non è, concretezza o non è, lealtà e onestà o non è, Italia ed Europa o non è” ripeteva Giorgio Almirante ed allora entro nel PDL convinto di fare la cosa giusta, resto critico magari su come ci si arrivi, ma sicuro che possiamo interpretare da vincenti questa nuova ed affascinante sfida politica.

LA PAURA DEL DIVERSO

Mi capita spesso di partecipare a incontri o manifestazioni, ma raramente mi sono sentito coinvolto come nei giorni scorsi quando – invitato dall’associazione Agedo e dall’Arcigay - ho assistito alla proiezione di un lungometraggio (“Due volte genitori”) che affronta il tema della scoperta in famiglia di figli omossessuali da parte di genitori ovviamente “normali”. Qualcuno si chiederà perché ne parlo sul “Punto” ma credo che queste tematiche debbano essere affrontate con intelligenza ed onestà intellettuale anche nei nostri ambienti e soprattutto quando abbiamo la responsabilità di amministrare. Un film interessante ed emblematico (e che credo sarebbe molto utile proiettare in tutte le scuole superiori) che delinea con serietà una tematica difficile e che rischia troppe volte di finire ridicolizzata o nascosta. E’ quanto cerca di fare Agedo, associazione di genitori che nata proprio a Verbania circa 15 ani fa si è man mano estesa in tutta Italia. La scoperta dell’omossessualità crea infatti in tante famiglie – molto più numerose di quello che si pensa – non solo imbarazzi ma violenze, terribili sensi di colpa, incomprensioni e comunque dubbi ed infelicità. Aspetti che in parte potrebbero essere superati se genitori e figli sapessero come parlarsi. Perché tutti noi, in fondo, abbiamo timore e paura nell’affrontare i rapporti con i “diversi”, qualsiasi essi siano e non solo se sono persone diverse per inclinazioni sessuali ma anche solo per il colore della pelle. Alla fine sono le nostre insicurezze che generano questo disagio, ma quando la realtà è affrontata seriamente ecco che le cose si semplificano e trovano una loro dimensione prima di tutto umana e di reciproco rispetto. Ma troppe volte invece non sappiamo come affrontare questo tipo di rapporti e realtà sicuramente difficili, ma che non possono per questo essere nascoste. Lo vedo anche quando incontro malati terminali o persone che hanno avuto negative esperienze di vita (penso a tanti ex detenuti) ma che a volte in perfetta buonafede vorrebbero ricominciare davvero in maniera diversa la propria vita, ma – pur avendo pagato il proprio debito - si ritrovano davanti ad un muro di chiusura assoluta. Ciascuno di noi dovrebbe allora porsi in maniera più aperta davanti a molti problemi sociali e comportamentali rimanendo magari dubbiosi o prudenti, ma non sordi ad affrontare il discorso, a porsi delle domande. In definitiva a cercare di capire perché il mio prossimo sia qualche volta diverso da me.

Un Saluto


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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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