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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Marco Zacchera

IL PUNTO 269 del 22.03.2009
SOMMARIO: ADDIO AN, ORA IL PDL ! – PARLAMENTO: SONO UNO DEI 101

NASCE IL PARTITO DEGLI ITALIANI

Si è chiuso poche ore fa l’ultimo congresso di AN, debbo dire senza il pathos e l’atmosfera di Fiuggi, alla sua fondazione di 14 anni fa, ma comunque con una certa commozione. Allora si era preoccupati del futuro, ma coscienti di affrontare una traversata insidiosa per portare la Destra alla guida del Paese mentre oggi la scelta del PDL è ormai logica, scontata, nell’ordine delle cose.
Mi è piaciuto Fini – sulle cui opinioni o comportamenti a volte non mi ero ultimamente ritrovato – perché è stato capace di motivare un discorso rigoroso, logico, programmatico e soprattutto “politico”. Niente retorica e molta concretezza delineando le sfide del prossimo decennio: in un’Italia che sarà sempre più multirazziale, multireligiosa ed interetnica dobbiamo preparare risposte e soluzioni concrete se vogliamo vincere questa sfida epocale, ma con risposte che siano coerenti ai valori forti dei nostri temi di sempre comprendendo la necessità di saper dialogare con tutti.
Una scelta, quella del PDL, che deve essere fatta pensando al futuro, con unità di idee e di principi fondati sulla dignità della persona, ma partito che deve nascere con regole chiare, unitario ma pluralista nella sua interezza, in una “etica repubblicana dei doveri”.
Un PDL che deve quindi crescere non alimentando la paura del “diverso” ma con il consenso dovuto a chi dimostra di avere le idee chiare su come affrontare i problemi epocali di un mondo che cambierà sempre più velocemente sia dal punto di vista economico che sociale e religioso.
Se i nostri padri politici dovevano fare i conti con il loro passato, noi siamo chiamati a preparare l’Italia di domani e ciò che è cresciuto prima nel MSI e poi in AN trova ora in un’area politica più vasta non solo la sua più completa legittimazione ma la possibilità di tradurre in pratica idee e programmi.
Fin qui le tesi di Gianfranco Fini che ha la statura del leader e credo guardi già al di là dei confini del PDL.
Se il congresso è stata poi anche una bella occasione per rivedere tanti amici, mi resta però una preoccupazione che bene ha sottolineato Roberto Menia nel suo applaudito intervento: i metodi di selezione e della scelta della classe dirigente.
Il rischio è che il PDL sia domani gestito da una mega-struttura interna che lo immobilizzi, ma dall’altra che sia soggetto ad un eccessivo egocentrismo del Cavaliere che ama troppo gli “yesman” che – a loro volta – possano poi portare avanti in periferia persone di poco valore, ma agganciate a logiche di potere.
Anch’io – come Menia – vorrei essere un deputato “eletto” e non “nominato” e chiedo che nel PDL vi siano quindi regole trasparenti dove elettori, iscritti e dirigenti abbiano una investitura dal basso perché cresca chi effettivamente vale. Ma nella politica italiana ci sarà mai spazio per la qualità, la serietà e la trasparenza? Già da venerdì, con il congresso di fondazione del PDL, ascolteremo le prime risposte e – mi auguro – vedremo anche le prime scelte di questa nuovo, grande “Partito degli Italiani”..


LA CARICA DEI 101

Sono stato – e lo sottolineo con orgoglio e chiarezza – uno dei 101 deputati che ha scritto a Berlusconi sottolineando la necessità di un chiarimento sul “Decreto Sicurezza” per alcuni aspetti – come la possibilità di denuncia dei medici in presenza di immigrati illegali – che vanno rivisti perché altrimenti rischiano di rendere controproducenti le molte cose positive che vengono previste in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e per la sicurezza.
Credo che con questo atto – che ho notato come Fini e Berlusconi abbiano apprezzato – abbiamo ribadito che i parlamentari servono per discutere ed approfondire e che non sono solo dei silenziosi esecutori.
Nessuna “fronda” e nessuna polemica: il Governo ha il dovere di fare i decreti, ma il Parlamento ha il dovere di esaminarli a fondo e – se del caso – esprimere eventuali perplessità perché non è con gli slogan e la demagogia che si affrontano problemi seri ed importanti come immigrazione e sicurezza, ma facendo leggi giuste, severe, credibili, applicabili e soprattutto spiegate bene alla pubblica opinione.

Un Saluto


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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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