IL
PUNTO 288
del 23 agosto 2009
SOMMARIO:
APPUNTI PER IL PDL - UNITA DITALIA
CLANDESTINI ERITREA VERBANIA
NEWS
APPUNTI
PER IL PDL
La
politica dagosto è come il clima:
per rompere il caldo (e/o la noia politica)
servono i temporali e basta così una
frase di Bossi per gonfiare la polemica che
regolarmente poi si smonta alla svelta. Visto
che siamo un po tutti abituati alle frasi
roboanti del leader della Lega poi puntualmente
in gran parte ritrattate e sottolineata
la cattiveria di chi viviseziona una sua frase
solo per darci spesso significati che non ha,
resta il fatto che in modo a mio avviso sbagliato
la Lega sottolinea però efficacemente
un diffuso scontento di molti elettori del nord
che vorrebbero il PDL più deciso nel
prendere posizioni nette per una maggiore equità
fiscale e più trasparenza nella amministrazione
e negli investimenti pubblici. Ritorno sul tema
della volta scorsa: solo con i bilanci a posto
si possono pretendere altri fondi ed occorre
un controllo vero su come si spendano i soldi
entrando anche nel merito e non solo limitandosi
alla forma. Inoltre, bisogna sempre poter dare
il buon esempio: se il prefetto di Latina da
mesi chiede lo scioglimento del consiglio comunale
a Fondi per presunte collusioni con la malavita
locale, non importa se quel comune sia governato
dal centro-destra (anzi, a maggior ragione!)
e occorrono quindi chiarezza e tempismo assoluti.
Lo stesso vale per quelle amministrazioni -
a tutti i livelli - dove il buongoverno si deve
vedere dai fatti, non importa il loro colore
politico. Il PDL in cima alla lista delle tante
cose da fare deve quindi mettere sempre la trasparenza,
la correttezza, il rigore. Mi ha dato fastidio
vedere a luglio un gran bel volume in carta
patinata e pieno di foto di una ministro che
si è auto-incensata regalandolo
un po a tutti - per spiegare quello che
ha fatto in un anno: quanto è costato
quel volume, ed era proprio necessario? (A meno
che se lo sia pagato in proprio, in qual caso
complimenti e nulla da dire
). Insomma:
serve una certa sobrietà che bisogna
mantenere nei comportamenti, sempre, o alla
fine si perde anche in credibilità. Non
mi piace fare il grillo parlante, ma la gente
è preoccupata per la ripresa di settembre
e se prende atto con piacere di quanto di positivo
ha fatto il governo in molti frangenti, occorre
cercare di dare ancora di più. Le prime
risposte sono intervenire pesantemente sui lavori
pubblici perché non costino oltre il
dovuto, sugli sprechi perché effettivamente
si riducano, sui tempi di realizzazione delle
opere o nasce un senso di scetticismo ed abbandono.
Lo stesso vale nei rapporti con le banche, i
petrolieri, le assicurazioni: alla fine è
palpabile che abbiano sempre loro il coltello
per il manico mentre è necessario
imporre soprattutto a questi potenti
il rispetto delle regole, come si richiede quotidianamente
ai cittadini. Parliamo anche di questo nel PDL
e la gente convinta ci seguirà,
anche perché ha da tempo stufato tutti
la quotidiana litania di chi sa solo criticare
e da mesi non muove un dito in senso costruttivo
per la comunità nazionale.
UNITA
DITALIA
Ben
vengano le celebrazioni per festeggiare nel
2011 il 150° anniversario dellunità
dItalia, ma ditemi che cosa centra
con questo anniversario finanziare la costruzione
dellaeroporto internazionale di Perugina,
il nuovo campo sportivo di Isernia ed altre
opere pubbliche più o meno utili. Ma
possibile che questi fondi non possano essere
destinati o al recupero di beni storici legati
allUnità nazionale o ad affrontare
seriamente e senza fronzoli tanti problemi di
storia patria, soprattutto tra i giovani che
conoscono così poco della propria terra?
Questo deve essere il senso di una celebrazione,
non approfittarne (come per i mondiali di calcio,
le Colombiadi, le Olimpiadi ecc.ecc.) a costruire
di tutto e di più, oltretutto di solito
male, a pezzi, in ritardo e troppe volte sprecando
risorse
CLANDESTINI
Il
dramma dei disperati che avrebbero vagato per
giorni nel Canale di Sicilia senza ricevere
assistenza ha riportato lattenzione su
questi drammi umanitari per i quali era sceso
il silenzio perché nellassoluto
disinteresse dei media pochi
avevano sottolineato che dopo le cattive
leggi contro limmigrazione clandestina
e colpendo alla radice il fenomeno dei moderni
mercanti di carne umana il problema degli sbarchi
sulle isole e coste siciliane si era improvvisamente
sgonfiato. Eppure i numeri parlano chiaro: negli
ultimi tre mesi siamo passati da oltre 10.000
sbarchi a Lampedusa e dintorni nel 2008 a poco
più di mille questanno, con un
calo di oltre il 90%. Anche nel caso spaventoso
di questi cinque poveracci a bordo di un gommone
perché a livello europeo
non si fa finalmente chiarezza su obblighi e
responsabilità dando un metodo di comportamento
in mare che valga per tutti? Giustamente la
Chiesa si appella al senso di solidarietà,
ma perché prendersela con il Governo
italiano e non con chi vedi Malta
non osserva il diritto internazionale che lItalia
comunque garantisce ed assicura? Perché
semmai occorrerebbe intervenire in Libia nel
controllo dei campi-profughi aiutando chi è
rinchiuso, ma non insistere a dire che la legge
non funziona, quando invece ha raggiunto il
suo scopo ovvero scoraggiare questi assurdi
viaggi della speranza che sono un indegno sfruttamento
della povertà e della miseria. E
stato duro dover discutere con Gheddafi che
appena può alza il prezzo della sua collaborazione,
ma il sistema dimostra (per ora) di funzionare
e funzionerebbe meglio se lOccidente con
Gheddafi avesse un atteggiamento comune e pragmatico,
senza permettergli quelle sue odiose smargiassate
fatte da chi sa di avere il bastone dalla parte
del manico. Ecco allora che forse, prima di
rilasciare il terrorista responsabile dellattentato
allaereo della PAN-AM, bisognava per esempio
concordare ed accertarsi che in patria almeno
non passasse per eroe visto che era e resta
un assassino. Tornando allimmigrazione
clandestina la legge funziona in termini di
maggior rigore, necessario davanti allemergenza,
così come la più lunga detenzione
nei centri di accoglienza fa scoprire la nazionalità
di chi non vuole comunicarla perché sa
benissimo di aver commesso un reato. Certo cè
il problema dellaffollamento carcerario,
ma se continuiamo sulla strada dei rapporti
bilaterali con larrivo preordinato di
contingenti di immigrati controllati e concordati
e il rimpatrio dei clandestini (oltrechè
dei detenuti stranieri) le cose si avvieranno
sulla strada giusta. Tornare a casa a scontare
la pena è infatti un grande deterrente
a non delinquere in Italia e le esperienze con
alcuni paesi danno frutto e vanno potenziate.
Non manchi poi mai la solidarietà umana
per chi ha bisogno, ma se finalmente i barconi
non partono e/o chi li guida va finalmente in
galera (e ci resta) alla fine sarà meglio
per tutti, anche per tanti disperati inutilmente
mandati allo sbaraglio.
ERITREA
In
questi ultimi anni moltissimi eritrei hanno
lasciato il loro paese e, attraversato mezzo
continente africano, hanno disperatamente cercato
quasi sempre clandestinamente
di entrare in Italia. Pochi hanno unidea
di cosa stia succedendo in questo paese, già
colonia italiana dal 1879 allultima guerra.
Se lItalia se ne occupasse un po
di più denunciando a chiare lettere la
realtà terribile della dittatura socialista
del presidente Isaias Afewerki non
solo renderebbe giustizia a decine di migliaia
di rifugiati e a migliaia di ammazzati, ma tutti
comprenderebbero che serve a poco cercare di
fermare la gente sui gommoni se i paesi occidentali
non hanno il coraggio di intervenire con fermezza
in una situazione drammatica, dove i diritti
umani sono un optional e dove non
si contano gli episodi di violenza e repressione
in un paese in mano ad una dittatura sanguinaria.
Ripristiniamo la libertà in Eritrea e
nessuno dovrà più scappare! Lo
dobbiamo a quella nazione: nel 1939 a LAsmara
erano censiti 53.000 italiani su 98.000 abitanti,
oggi sono quasi tutti scappati, eppure ancora
oggi questa è una città italiana
dove (almeno gli anziani) parlano la nostra
lingua e larchitettura, le case, la disposizione
delle piazze richiama le cittadine italiane
di mezzo secolo fa. Ma il presidente Isaias
nel frattempo - pur governando un paese ridotto
ad essere tra i più poveri del mondo
- è riuscito a litigare e far la guerra
con tutti i vicini: Sudan, Etiopia, perfino
con Gibuti e in Eritrea regna con il terrore.
Un regime che insegue anche gli emigrati che
sono fuggiti dal paese e sarebbe interessante
che la Farnesina verificasse quanto si deve
pagare - più o meno ufficialmente - un
visto presso le autorità eritree in Italia
Anche lambasciatore dItalia tempo
fa è stato espulso perché aveva
osato protestare per atteggiamenti
contrari ad ogni forma di diritto internazionale.
Eppure lEritrea è membro dellONU,
ma non risultano iniziative in materia di richiamo
al rispetto di diritti umani né tanto
meno adeguate sanzioni. Eppure lItalia
dovrebbe avere più affetto verso questo
paese, più attenzione non fosse perché
decine di migliaia di eritrei in anni passati
hanno combattuto, lottato, vissuto con gli italiani
che avevano portato il paese non solo ad una
certa floridezza economica, ma soprattutto realizzato
opere pubbliche imponenti e creato un rapporto
non da dominatori ma di aperta collaborazione
che infatti è proseguita per decenni
anche dopo lindipendenza e perfino la
guerra con lEtiopia negli anni 80.
Ho conosciuto alcuni ascari che ancora pochi
anni fa vivevano grazie ad una magra pensione
di guerra e che amaramente ripetevano (in italiano!)
Ci avete abbandonati
Ma al
mondo ci sono tiranni che godono del benevolo
silenzio dei media e lEritrea ne è
un esempio: perfino su Wikipedia, illustrando
il paese, non si fa neppure parola di quello
che da anni laggiù sta purtroppo avvenendo.
VERBANIA
NEWS
Accusato
da alcuni lettori di occuparmi troppo della
mia città su queste note, per questa
volta solo pochi cenni ad alcune iniziative
che abbiamo varato in queste due settimane.
Nei giorni scorsi, per esempio, abbiamo disposto
un contribuito per favorire lacquisto
di un computer ad ogni studente in prima media,
mentre a fine settimana partirà liniziativa
Libro per libro dedicata
sotto i portici municipali a far incontrare
gli studenti in un mercatino di libri usati.
Altre iniziative di carattere sociale, sportivo,
di rilancio economico... il beneamato ex sindaco
Zanotti si è pubblicamente lamentato
Si parla troppo di questa giunta, troppo
bene
Miglior complimento, insomma,
non poteva venire mentre in consiglio comunale
probabilmente l 8 di settembre
porteremo le nostre proposte
per il nuovo teatro comunale. Scommettiamo che
parte della sinistra si farà di tutto
per non farcelo realizzare? E noi li stupiremo,
anche se qualcuno di loro MAI ammetterà
che Verbania, in meglio, forse stia già
cambiando
Sul
mio sito www.marcozacchera.it è possibile
vedere ed ascoltare la registrazione del mio
primo consiglio comunale da sindaco con il giuramento,
il mio intervento di saluto e quelli degli altri
consiglieri comunali. Sul sito www.comune.verbania.it
(aggiornato quotidianamente) tutte le novità
del nostro comune, le statistiche, le manifestazioni.
Un
Saluto