IL
PUNTO 293
del 10 ottobre 2009
SOMMARIO:
LEGGE UGUALE PER TUTTI? NOBEL
AD OBAMA INTEGRAZIONE: UNA INTERVISTA
SULLISLAM - CONSOLATO DIGITALE
MA
LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI
(oppure no
?)
Scontato
no della Corte Costituzionale al
lodo Alfano dove e su questo
ha ragione Berlusconi la maggioranza
dei giudici ha obbiettivamente il cuore
a sinistra. Se credo che le sentenze si debbano
accettare (o subire) comunque con rispetto,
in democrazia è legittimo il dissenso
ed io sottolineo il mio nel ricordare levidente
contraddittorietà di una Corte Costituzionale
che nel 2004 non accettò il Lodo
Schifani chiedendone modifiche, ma nulla
accennando alla possibile incostituzionalità
della norma. Ora dopo che era stata approvata
una nuova legge che risolveva i dubbi e le sue
precedenti richieste - ecco che la stessa Corte
ne rispolvera il concetto di incostituzionalità.
Perchè non lo aveva detto prima? Tutti
i cittadini sono uguali davanti alla Legge
ora si sostiene, un concetto sacrosanto e giustissimo...
Ma se la legge vale per Berlusconi
allora non dovrebbe valere anche per gli stessi
Magistrati ? Se il nostro Stato infatti è
basato e lo dice la Costituzione! - sulla
eguaglianza e reciproca indipendenza dei tre
poteri (Governo Parlamento Magistratura)
può allora la Magistratura condizionare
le scelte politiche del popolo sovrano che elegge
un Parlamento e di fatto anche il leader del
proprio governo, soprattutto dopo le ultime
riforme elettorali? Può altro
esempio - un singolo giudice monocratico (eletto
da nessuno) solo imponendo in una causa civile
un risarcimento stratosferico (e per molti commenti
del tutto assurdo e comunque discrezionale)
poter rovinare economicamente un leader politico
e così potenzialmente eliminarlo dalla
vita pubblica, annullando di fatto il voto di
40 milioni di persone? Queste sono questioni
costituzionali di fondo perché - di fatto
- la Magistratura (o, meglio, una piccola parte
di essa) sta condizionando il voto della gente
che a maggioranza aveva dato ed ancora si ritiene
darebbe la propria fiducia al premier. Quindi
il potere dei Magistrati (non eletti dal popolo,
ma nominati con concorsi a volte discutibili
e poi solo con promozioni interne) condiziona
oggi governo e parlamento in misura molto al
di là dei limiti fissati dalla Costituzione.
E poi se La legge è uguale per
tutti, perchè un Magistrato è
diverso dagli altri cittadini Berlusconi
compreso - ed è giudicato all'interno
della sua stessa corporazione? Il CSM non è
forse diventato una specie di consiglio comunale
dove le varie liste di magistrati
tutte politicamente orientate
eleggono i propri rappresentanti, gli stessi
che poi auto-giudicheranno i loro colleghi?
E come può allora il vice-presidente
dello stesso CSM sen. Nicola Mancino (che di
fatto ne è presidente, perché
solo formalmente a dirigere il CSM è
il Capo dello Stato) ovvero una persona che
tutti ricordano come ex Presidente del Senato
(e quindi carica politica per eccellenza) esprimersi
sempre con pesantezza di giudizio inaudita?
Berlusconi non può criticare la Magistratura,
ma Mancino invece può sparare a zero
sul premier: scusate, ma dovè lequità?
Anche perché è poi evidente come
Berlusconi sia stato attaccato in 15 anni infinite
volte dalla Magistratura (per ora uscendone
sempre assolto), ma lo stesso metro di comportamento
non è stato tenuto con centinaia di altri
imprenditori che in Italia potrebbero essere
accusati di reati molto simili. Sono solo esempi
che dimostrano semplicemente come la nostra
Costituzione, nata ormai oltre 60 anni fa, è
profondamente da aggiornare, anche perchè
nessuno nel 1948 avrebbe mai immaginato che
certi Magistrati sarebbero poi così apertamente
scesi in campo prendendo posizioni politiche
di assoluta impunità. Ma può continuare
a funzionare unItalia così, o è
lecito avere dei dubbi? Credo di sì,
e forse sono gli stessi dubbi di quei silenziosi
6 giudici costituzionali (contro 9) che hanno
votato comunque contro alla loro sentenza emessa
mercoledì.
IL
NOBEL DI OBAMA
Francamente
non capisco che cosa abbia fatto di particolare
Obama, nei suoi pochi mesi di presidenza, per
meritare il Nobel per la pace. Ancora una volta
questo premio si piega alla politica, alle sue
tendenze radical-chic, alla demagogia spicciola
per cui più che Obama conta il colore
della sua pelle. Non mi sembra infatti che Barak
abbia maturato successi di pace in Iran, in
Afghanistan o che la sua politica (al di là
di tante chiacchiere e di troppe idolatrie dei
media) sia stata per ora incisivamente operativa
nel creare occasioni di pace. Mi vengono in
mente tantissime persone nel mondo che in silenzio
lavorano per la pace e vi dedicano la vita,
eppure mai riceveranno un premio. Circa poi
lonestà intellettuale di Obama
da notare il fatto che solo pochi giorni fa
per non urtare i cinesi, campioni mondiali
nel calpestare i diritti umani in Tibet e non
solo ha perfino rifiutato di incontrare
a Washington proprio un altro premio Nobel per
la pace, quel Dalai Lama che quotidianamente
dimostra uno stile di vita ben diverso dal presidente
americano. Mi sembra che il Nobel scada sempre
di più verso lipocrisia politica
e morale, anche se pochi hanno il coraggio di
ammetterlo.
RIFLESSIONI
SERIE SUI RAPPORTI CON LISLAM
La
scorsa settimana sono stato intervistato dal
settimanale locale di Verbania ECO-RISVEGLIO
sui problemi dellimmigrazione e di integrazione
con i musulmani, un problema in zona molto sentito.
Avevo chiesto come condizione allintervista
che le mie risposte, di lunghezza concordata,
fossero pubblicate integralmente, il che purtroppo
non è avvenuto. Anzi, i titoli hanno
poi enfatizzato sulla mia difformità
di vedute con alcuni esponenti della Lega Nord,
mentre il mio obbiettivo era invece di approfondire
con serietà una tematica così
complessa. Una volta di più spiace rilevare
come pur capendo che è con titoli
e un pizzico di scandalismo che si vendono i
giornali ci sia poca volontà di
dare spazio a riflessioni serie su questioni
che non vanno più affrontate con superficialità,
ma più seriamente. Ripropongo così
le domande fondamentali dellintervista
con le mie risposte integrali sperando che su
questo tema si sviluppi tra i lettori del PUNTO
un dibattito che vada al di là della
cronaca spicciola.
Sulla
nascita di un centro culturale islamico a Verbania
per ora lei ha preferito non sbilanciarsi. La
Lega al contrario non ha nascosto il suo disappunto,
per usare un eufemismo. Può finalmente
dirci se è favorevole o meno a questo
progetto? Una volta per tutte cerchiamo
di intenderci: se non mi sono sbilanciato è
perchè ad oggi non è giunta alcuna
richiesta né per costituire un centro
islamico né tanto meno per costruire
una moschea. Quindi, non posso dare giudizi
su cose che per ora non esistono.
Il
sindaco può impedire la nascita di una
associazione culturale? E di una moschea?
Credo
che nessuno verrà mai a chiedere di realizzare
una moschea (impossibile anche dal punto di
vista urbanistico), ma può darsi che
si voglia aprire anche a Verbania un centro
culturale riconducibile alla comunità
islamica. Credo che a quel punto varranno alcuni
punti fermi, il primo dei quali è che
la nostra Costituzione lascia liberi i cittadini
di esprimersi e li parifica in base al sesso,
al livello sociale, alla fede politica e religiosa.
Credo nella legge e nella libertà quindi
su questi principi non si transige. Se poi un
gruppo di persone vuole aprire un ritrovo pubblico
dovrà osservare le leggi perché
se le opinioni sono libere le forme vanno rispettate
fino in fondo e lo saranno nel modo più
serio, sereno ma rigoroso, per tutti. A Verbania
abbiamo circoli e comunità di estrema
destra e di estrema sinistra, di cattolici e
evangelici, di buddisti e dei testimoni di Geova:
non vedo lo scandalo se vi fosse anche un circolo
musulmano. Andrà valutato il suo statuto
e chi vi partecipa: se in una sede ci possono
ad esempio entrare 20 persone non ne possono
arrivare cento, o lo si chiude. Inoltre uno
statuto non dovrà essere discriminatorio,
per esempio nei confronti delle donne.
Alla
festa della Lega nord il senatore (e consigliere
comunale di Verbania) Enrico Montani ha detto:
"gli immigrati ci vogliono morti"
(mia nota: in realtà Montani aveva
detto non voglio morire musulmano
.
Lei invece ha organizzato le giornate della
solidarietà. Possono convivere sotto
lo stesso tetto posizioni così distanti?
I
problemi dellimmigrazione e della integrazione
non si risolvono con le battute. Condivido con
Montani che bisogna cercare di integrare le
comunità straniere, ma per farlo bisogna
volerlo davvero. Lintegrazione si attua
rispettando i diritti delle persone ma anche
imponendo loro dei doveri chiari, uno dei quali
è il rispetto delle leggi ma anche delle
caratteristiche della nostra comunità
civile e religiosa. Mi spiego: ogni musulmano
è libero di non mangiare il prosciutto,
ma alla mensa scolastica si deve continuare
a proporlo normalmente ai bambini senza condizionamenti,
non siamo noi a dover cambiare le nostre abitudini!
Tra laltro va detto che come i
cristiani molti musulmani non sono praticanti
e se fosse studiata meglio la storia e la cultura
islamica (Zacchera è laureato anche in
Storia delle civiltà ndr) si scoprirebbe
innanzitutto un grande mondo sconosciuto e di
grande spessore culturale, ma anche come fino
a pochi decenni fa gli integralisti islamici
fossero uninfima minoranza. Chiediamoci
perché oggi non sia più così
e comprenderemo anche i grandi errori di molti
stati europei verso il Medio oriente, ma scopriremo
anche che se vi sono sicuramente dei musulmani
terroristi, milioni di loro non lo sono. Evitiamo
che si sentano emarginati e che qualcuno di
loro diventi per disperazione simpatizzante
o complice del terrorismo. Quando ero ragazzo
sono stato all'estero per lavoro e studio e
so cosa significa sentirsi discriminati e non
integrati. Se poi voglio giustamente difendere
la mia civiltà cristiana innanzitutto
devo credere davvero in valori condivisi e proporli
come esempio di vita. Sinceramente, ma lo facciamo
oppure no? Perché credo che siamo un
po' tutti troppo tiepidi nel dirci e comportarci
da cristiani, mentre si dovrebbe professare
la propria religione con più serietà
e coerenza se ma solo a parole
si dice poi di volerla difendere. Sono convinto
che lintegrazione si crei con cose concrete
e il Mondialito di calcio è
stato un esempio positivo. D'altronde, cosa
cè di più interetnico delle
nostre squadre di serie A ? Non possiamo sottrarci
dalla realtà: visitavo nei giorni scorsi
le nostre scuole elementari dove molte classi
sono diventate quasi del tutto multietniche,
ma capivo anche che - per fortuna - quei bambini
si stanno ormai integrando tra loro. Ma in quelle
stesse classi il Comune ne parlavo nei
giorni scorsi con lAssessore Lidia Carazzoni
proporrà un concorso natalizio
per il miglior presepio: è anche così
che si ripropongono e difendono le nostre tradizioni
culturali. E le giornate della solidarietà
di questi giorni non aiutano forse la Caritas,
la San Vincenzo, le nostre parrocchie? Queste
sono risposte concrete e non urlate, credo più
utili.
Quindi
lei sta con Fini per la cittadinanza?
Non
condivido il suo concetto che contino soprattutto
gli anni di residenza in Italia per ottenere
la cittadinanza e che vadano ridotti. Credo
che conti di più come limmigrato
viva questo soggiorno e che quindi serva un
serio esame finale di lingua e di cultura generale:
la cittadinanza va data a chi la desidera e
se la merita, ma solo se lo dimostra nei fatti.
La cittadinanza non deve essere undiritto
acquisito ma un premio ed un traguardo,
irraggiungibile se non ci si vuole integrare
e se non si rispettano le nostre regole.
E'
vero che è in corso una verifica degli
equilibri di maggioranza? E' vero che la Lega
vuole avere più peso? C'è in vista
qualche cambiamento all'interno della giunta?
A
me proprio non risulta: incontro ogni giorno
gli assessori leghisti e sottolineo che sia
De Magistris che Pella lavorano molto bene:
con loro c'è un ottimo rapporto e quindi
non vedo problemi. La Lega a Verbania ha preso
meno del 10% alle elezioni, è equamente
rappresentata, ma soprattutto ogni decisione
fin qui è stata sempre presa in giunta
nella massima concordia. Spero si continui così
ed ho fiducia nel senso di responsabilità
di tutti e anche nelle cose positive che la
Lega può e deve rappresentare e portare
avanti.
Teatro
all'arena, ordinanza antiaccattonaggio, ora
il centro islamico. Cosa risponde a chi dice
che la maggioranza è ostaggio del Carroccio?
E a Montani che dice che lei è troppo
autoritario?
Il
teatro all arena è stata una scelta
da me promossa, voluta e condivisa e vedrete
come sarà ben realizzato. Idem per lordinanza
antiaccattonaggio coordinata insieme a De Magistris
e che si è dimostrata utile. Se verrà
la richiesta di un centro islamico (e non certo
di una moschea!) la valuteremo insieme: mi sembra
la cosa più saggia. Autoritario? Sono
un sindaco che ascolta tutti, valuta bene ma
che poi deve anche decidere, sempre cercando
di rispettare il mandato e la volontà
dei cittadini.
CONSOLATO DIGITALE
Martedì
27 ottobre il Comitato per gli italiani all'estero
della Camera, da me presieduto, visiterà
a Bruxelles il nuovo "consolato digitale"
ovvero il progetto-pilota di informatizzazione
delle procedurte consolari cher dovrebbe permettere
ai nostri connazionali di non doversi più
recare fisicamente nei consolati per risolvere
la maggior parte delle proprie pratiche burocratiche.
Consideriamolo una buona iniziativa del governo
per venire in contro ai problemi, a parziale
contropartita della riduzione degli uffici consolari
all'estero. Ne darò ovviamente relazione
ai lettori del PUNTO.
UN
SALUTO A TUTTI ! MARCO ZACCHERA