Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Marco Zacchera

IL PUNTO 293 del 10 ottobre 2009
SOMMARIO: LEGGE “UGUALE PER TUTTI”? – NOBEL AD OBAMA – INTEGRAZIONE: UNA INTERVISTA SULL’ISLAM - CONSOLATO DIGITALE

MA LA LEGGE “E’ UGUALE PER TUTTI” (oppure no…?)

Scontato “no” della Corte Costituzionale al “lodo Alfano” dove – e su questo ha ragione Berlusconi – la maggioranza dei giudici ha obbiettivamente il “cuore” a sinistra. Se credo che le sentenze si debbano accettare (o subire) comunque con rispetto, in democrazia è legittimo il dissenso ed io sottolineo il mio nel ricordare l’evidente contraddittorietà di una Corte Costituzionale che nel 2004 non accettò il “Lodo Schifani” chiedendone modifiche, ma nulla accennando alla possibile incostituzionalità della norma. Ora – dopo che era stata approvata una nuova legge che risolveva i dubbi e le sue precedenti richieste - ecco che la stessa Corte ne rispolvera il concetto di incostituzionalità. Perchè non lo aveva detto prima? “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge” ora si sostiene, un concetto sacrosanto e giustissimo... Ma se “la legge” vale per Berlusconi allora non dovrebbe valere anche per gli stessi Magistrati ? Se il nostro Stato infatti è basato – e lo dice la Costituzione! - sulla eguaglianza e reciproca indipendenza dei tre poteri (Governo – Parlamento – Magistratura) può allora la Magistratura condizionare le scelte politiche del popolo sovrano che elegge un Parlamento e di fatto anche il leader del proprio governo, soprattutto dopo le ultime riforme elettorali? Può – altro esempio - un singolo giudice monocratico (eletto da nessuno) solo imponendo in una causa civile un risarcimento stratosferico (e per molti commenti del tutto assurdo e comunque discrezionale) poter rovinare economicamente un leader politico e così potenzialmente eliminarlo dalla vita pubblica, annullando di fatto il voto di 40 milioni di persone? Queste sono questioni costituzionali di fondo perché - di fatto - la Magistratura (o, meglio, una piccola parte di essa) sta condizionando il voto della gente che a maggioranza aveva dato ed ancora si ritiene darebbe la propria fiducia al premier. Quindi il potere dei Magistrati (non eletti dal popolo, ma nominati con concorsi a volte discutibili e poi solo con promozioni interne) condiziona oggi governo e parlamento in misura molto al di là dei limiti fissati dalla Costituzione. E poi se “La legge è uguale per tutti”, perchè un Magistrato è diverso dagli altri cittadini – Berlusconi compreso - ed è giudicato all'interno della sua stessa corporazione? Il CSM non è forse diventato una specie di consiglio comunale dove le varie “liste” di magistrati – tutte politicamente orientate – eleggono i propri rappresentanti, gli stessi che poi auto-giudicheranno i loro colleghi? E come può allora il vice-presidente dello stesso CSM sen. Nicola Mancino (che di fatto ne è presidente, perché solo formalmente a dirigere il CSM è il Capo dello Stato) ovvero una persona che tutti ricordano come ex Presidente del Senato (e quindi carica politica per eccellenza) esprimersi sempre con pesantezza di giudizio inaudita? Berlusconi non può criticare la Magistratura, ma Mancino invece può sparare a zero sul premier: scusate, ma dov’è l’equità? Anche perché è poi evidente come Berlusconi sia stato attaccato in 15 anni infinite volte dalla Magistratura (per ora uscendone sempre assolto), ma lo stesso metro di comportamento non è stato tenuto con centinaia di altri imprenditori che in Italia potrebbero essere accusati di reati molto simili. Sono solo esempi che dimostrano semplicemente come la nostra Costituzione, nata ormai oltre 60 anni fa, è profondamente da aggiornare, anche perchè nessuno nel 1948 avrebbe mai immaginato che certi Magistrati sarebbero poi così apertamente scesi in campo prendendo posizioni politiche di assoluta impunità. Ma può continuare a funzionare un’Italia così, o è lecito avere dei dubbi? Credo di sì, e forse sono gli stessi dubbi di quei silenziosi 6 giudici costituzionali (contro 9) che hanno votato comunque contro alla loro sentenza emessa mercoledì.

IL NOBEL DI OBAMA

Francamente non capisco che cosa abbia fatto di particolare Obama, nei suoi pochi mesi di presidenza, per meritare il Nobel per la pace. Ancora una volta questo premio si piega alla politica, alle sue tendenze radical-chic, alla demagogia spicciola per cui più che Obama conta il colore della sua pelle. Non mi sembra infatti che Barak abbia maturato successi di pace in Iran, in Afghanistan o che la sua politica (al di là di tante chiacchiere e di troppe idolatrie dei media) sia stata per ora incisivamente operativa nel creare occasioni di pace. Mi vengono in mente tantissime persone nel mondo che in silenzio lavorano per la pace e vi dedicano la vita, eppure mai riceveranno un premio. Circa poi l’onestà intellettuale di Obama da notare il fatto che solo pochi giorni fa – per non urtare i cinesi, campioni mondiali nel calpestare i diritti umani in Tibet e non solo – ha perfino rifiutato di incontrare a Washington proprio un altro premio Nobel per la pace, quel Dalai Lama che quotidianamente dimostra uno stile di vita ben diverso dal presidente americano. Mi sembra che il Nobel scada sempre di più verso l’ipocrisia politica e morale, anche se pochi hanno il coraggio di ammetterlo.

RIFLESSIONI SERIE SUI RAPPORTI CON L’ISLAM

La scorsa settimana sono stato intervistato dal settimanale locale di Verbania ECO-RISVEGLIO sui problemi dell’immigrazione e di integrazione con i musulmani, un problema in zona molto sentito. Avevo chiesto come condizione all’intervista che le mie risposte, di lunghezza concordata, fossero pubblicate integralmente, il che purtroppo non è avvenuto. Anzi, i titoli hanno poi enfatizzato sulla mia difformità di vedute con alcuni esponenti della Lega Nord, mentre il mio obbiettivo era invece di approfondire con serietà una tematica così complessa. Una volta di più spiace rilevare come – pur capendo che è con titoli e un pizzico di scandalismo che si vendono i giornali – ci sia poca volontà di dare spazio a riflessioni serie su questioni che non vanno più affrontate con superficialità, ma più seriamente. Ripropongo così le domande fondamentali dell’intervista con le mie risposte integrali sperando che su questo tema si sviluppi tra i lettori del PUNTO un dibattito che vada al di là della cronaca spicciola.

Sulla nascita di un centro culturale islamico a Verbania per ora lei ha preferito non sbilanciarsi. La Lega al contrario non ha nascosto il suo disappunto, per usare un eufemismo. Può finalmente dirci se è favorevole o meno a questo progetto? Una volta per tutte cerchiamo di intenderci: se non mi sono sbilanciato è perchè ad oggi non è giunta alcuna richiesta né per costituire un centro islamico né tanto meno per costruire una moschea. Quindi, non posso dare giudizi su cose che per ora non esistono.

Il sindaco può impedire la nascita di una associazione culturale? E di una moschea?

Credo che nessuno verrà mai a chiedere di realizzare una moschea (impossibile anche dal punto di vista urbanistico), ma può darsi che si voglia aprire anche a Verbania un centro culturale riconducibile alla comunità islamica. Credo che a quel punto varranno alcuni punti fermi, il primo dei quali è che la nostra Costituzione lascia liberi i cittadini di esprimersi e li parifica in base al sesso, al livello sociale, alla fede politica e religiosa. Credo nella legge e nella libertà quindi su questi principi non si transige. Se poi un gruppo di persone vuole aprire un ritrovo pubblico dovrà osservare le leggi perché se le opinioni sono libere le forme vanno rispettate fino in fondo e lo saranno nel modo più serio, sereno ma rigoroso, per tutti. A Verbania abbiamo circoli e comunità di estrema destra e di estrema sinistra, di cattolici e evangelici, di buddisti e dei testimoni di Geova: non vedo lo scandalo se vi fosse anche un circolo musulmano. Andrà valutato il suo statuto e chi vi partecipa: se in una sede ci possono ad esempio entrare 20 persone non ne possono arrivare cento, o lo si chiude. Inoltre uno statuto non dovrà essere discriminatorio, per esempio nei confronti delle donne.

Alla festa della Lega nord il senatore (e consigliere comunale di Verbania) Enrico Montani ha detto: "gli immigrati ci vogliono morti" (mia nota: in realtà Montani aveva detto “non voglio morire musulmano…”. Lei invece ha organizzato le giornate della solidarietà. Possono convivere sotto lo stesso tetto posizioni così distanti?

I problemi dell’immigrazione e della integrazione non si risolvono con le battute. Condivido con Montani che bisogna cercare di integrare le comunità straniere, ma per farlo bisogna volerlo davvero. L’integrazione si attua rispettando i diritti delle persone ma anche imponendo loro dei doveri chiari, uno dei quali è il rispetto delle leggi ma anche delle caratteristiche della nostra comunità civile e religiosa. Mi spiego: ogni musulmano è libero di non mangiare il prosciutto, ma alla mensa scolastica si deve continuare a proporlo normalmente ai bambini senza condizionamenti, non siamo noi a dover cambiare le nostre abitudini! Tra l’altro va detto che – come i cristiani – molti musulmani non sono praticanti e se fosse studiata meglio la storia e la cultura islamica (Zacchera è laureato anche in Storia delle civiltà – ndr) si scoprirebbe innanzitutto un grande mondo sconosciuto e di grande spessore culturale, ma anche come fino a pochi decenni fa gli integralisti islamici fossero un’infima minoranza. Chiediamoci perché oggi non sia più così e comprenderemo anche i grandi errori di molti stati europei verso il Medio oriente, ma scopriremo anche che se vi sono sicuramente dei musulmani terroristi, milioni di loro non lo sono. Evitiamo che si sentano emarginati e che qualcuno di loro diventi per disperazione simpatizzante o complice del terrorismo. Quando ero ragazzo sono stato all'estero per lavoro e studio e so cosa significa sentirsi discriminati e non integrati. Se poi voglio giustamente difendere la mia civiltà cristiana innanzitutto devo credere davvero in valori condivisi e proporli come esempio di vita. Sinceramente, ma lo facciamo oppure no? Perché credo che siamo un po' tutti troppo tiepidi nel dirci e comportarci da cristiani, mentre si dovrebbe professare la propria religione con più serietà e coerenza se – ma solo a parole – si dice poi di volerla difendere. Sono convinto che l’integrazione si crei con cose concrete e il “Mondialito” di calcio è stato un esempio positivo. D'altronde, cosa c’è di più interetnico delle nostre squadre di serie A ? Non possiamo sottrarci dalla realtà: visitavo nei giorni scorsi le nostre scuole elementari dove molte classi sono diventate quasi del tutto multietniche, ma capivo anche che - per fortuna - quei bambini si stanno ormai integrando tra loro. Ma in quelle stesse classi il Comune – ne parlavo nei giorni scorsi con l’Assessore Lidia Carazzoni – proporrà un concorso natalizio per il miglior presepio: è anche così che si ripropongono e difendono le nostre tradizioni culturali. E le giornate della solidarietà di questi giorni non aiutano forse la Caritas, la San Vincenzo, le nostre parrocchie? Queste sono risposte concrete e non urlate, credo più utili.

Quindi lei sta con Fini per la cittadinanza?

Non condivido il suo concetto che contino soprattutto gli anni di residenza in Italia per ottenere la cittadinanza e che vadano ridotti. Credo che conti di più “come” l’immigrato viva questo soggiorno e che quindi serva un serio esame finale di lingua e di cultura generale: la cittadinanza va data a chi la desidera e se la merita, ma solo se lo dimostra nei fatti. La cittadinanza non deve essere un”diritto acquisito” ma un premio ed un traguardo, irraggiungibile se non ci si vuole integrare e se non si rispettano le nostre regole.

E' vero che è in corso una verifica degli equilibri di maggioranza? E' vero che la Lega vuole avere più peso? C'è in vista qualche cambiamento all'interno della giunta?

A me proprio non risulta: incontro ogni giorno gli assessori leghisti e sottolineo che sia De Magistris che Pella lavorano molto bene: con loro c'è un ottimo rapporto e quindi non vedo problemi. La Lega a Verbania ha preso meno del 10% alle elezioni, è equamente rappresentata, ma soprattutto ogni decisione fin qui è stata sempre presa in giunta nella massima concordia. Spero si continui così ed ho fiducia nel senso di responsabilità di tutti e anche nelle cose positive che la Lega può e deve rappresentare e portare avanti.

Teatro all'arena, ordinanza antiaccattonaggio, ora il centro islamico. Cosa risponde a chi dice che la maggioranza è ostaggio del Carroccio? E a Montani che dice che lei è troppo autoritario?

Il teatro all’ arena è stata una scelta da me promossa, voluta e condivisa e vedrete come sarà ben realizzato. Idem per l’ordinanza antiaccattonaggio coordinata insieme a De Magistris e che si è dimostrata utile. Se verrà la richiesta di un centro islamico (e non certo di una moschea!) la valuteremo insieme: mi sembra la cosa più saggia. Autoritario? Sono un sindaco che ascolta tutti, valuta bene ma che poi deve anche decidere, sempre cercando di rispettare il mandato e la volontà dei cittadini.


CONSOLATO DIGITALE

Martedì 27 ottobre il Comitato per gli italiani all'estero della Camera, da me presieduto, visiterà a Bruxelles il nuovo "consolato digitale" ovvero il progetto-pilota di informatizzazione delle procedurte consolari cher dovrebbe permettere ai nostri connazionali di non doversi più recare fisicamente nei consolati per risolvere la maggior parte delle proprie pratiche burocratiche. Consideriamolo una buona iniziativa del governo per venire in contro ai problemi, a parziale contropartita della riduzione degli uffici consolari all'estero. Ne darò ovviamente relazione ai lettori del PUNTO.

UN SALUTO A TUTTI ! MARCO ZACCHERA



 
 
Scrivono per Voi

On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a
marco.zacchera@libero.it







Aiutaci
Grazie !