IL
PUNTO 294
del 17 ottobre 2009
SOMMARIO:
GIUSTIZIA - RIFORMA PROVINCE FINI A VERBANIA
- AMMINISTRATORI ASL - RIORGANIZZAZIONE CONSOLATI
GIUSTIZIA:
SERVE UN A TREGUA ?
Sul
fatto che Berlusconi sia o meno da anni oggetto
di un forte attacco da una parte politicizzata
della Magistratura credo che ciascuno si sia
fatto una propria opinione. Resta ora da vedere
se convenga o meno al paese ed allo stesso
Berlusconi - continuare in una rissa quotidiana
che rischia di incrinare seriamente i rapporti
tra le istituzioni. Occorre smorzare i toni,
capire la necessità di darci tutti delle
regole. Così per una volta non diamo
colpe ma constatiamo i fatti: o
la Magistratura si rende più autonoma
dalla politica e si dà regole di comportamento
interno ed esterno di obbiettiva imparzialità
o rischia di non essere più credibile
e - allo stesso modo - se il Governo e il Parlamento
decidono finalmente di varare leggi di riforma
sulla carriera dei giudici devono farlo sul
serio e non limitarsi a parlarne. Ma la crisi
della giustizia italiana non è solo nella
sua politicizzazione, ma nella lenta agonia
del sistema giudiziario: una giustizia lenta,
ferraginosa, forte con i deboli e debole con
i forti, con aree del paese dove mancano strutture,
cancellieri, mezzi, e soprattutto quando occorrono
troppi anni per ottenere giustizia, oppure quando
si tutelano più i diritti dei colpevoli
che quelli delle vittime. Far funzionare meglio
la giustizia italiana è dovere di tutti,
con senso di responsabilità e della misura,
senza arroccamenti corporativi come invece purtroppo
vediamo tutti i giorni
IL
NODO DELLE PROVINCE
La
Camera ha bocciato in settimana la proposta
di IDV ed UDC di sopprimere le province. Una
proposta a freddo presentata in
modo un po demagogico e senza serie discussioni
preventive né soprattutto
dando proposte alternative. Per questo anchio
convintamene ho votato contro, sottolineando
che prima bisogna decidere quali debbano essere
i compiti istituzionali delle sicuramente troppe
(e costose) strutture dello stato e solo dopo
avrebbe senso abolire enti che invece possono
essere utili, almeno in molte parti dItalia.
Ho fatto il consigliere provinciale per tanti
anni, vivo in un territorio che lautonomia
provinciale lha sostenuta per anni ed
anche per questo credo che alle province andrebbe
invece dato più spazio, progressivamente
eliminando invece le comunità montane
(come sta nei fatti succedendo), accorpando
comuni e togliendo piuttosto competenze alle
regioni che sono diventate, anziché essere
un organo legislativo così come previsto
dalla Costituzione, delle grandi strutture burocratiche,
moltiplicando per venti i vizi della burocrazia
romana. Perché non lasciare quindi alle
province compiti primari ed esclusivi su ambiente,
rifiuti, consorzi, trasporti, montagna, caccia,
pesca, cave e miniere, viabilità provinciale,
motorizzazione, sgombero neve, protezione civile,
accorpamento di comuni e enti sovra-comunali,
consorzi, ecc. considerandole come unico intermedio?
Quando si parla demagogicamente del costo delle
province e dei risparmi che ci sarebbero per
la loro abolizione bisognerebbe anche intendersi
prima su dove andrebbero poi a finire quei dipendenti
oggi provinciali, perché non si può
scrivere si risparmierebbero miliardi
di euro e poi scoprire che semplicemente
quei fondi sarebbero spesi da altri enti, magari
in modo peggiore. E facile fare demagogia,
ma la realtà di moltissime province italiane
è ben diversa da come è percepita
in alcune redazioni. Semmai si potrebbe lavorare
invece per abolire subito quelle province che
di fatto sono diventate aree metropolitane
e quindi doppioni dei comuni maggiori. Infine
bisogna impedire che ogni regione vedi
la Sardegna, che ne ha istituite 4 in un colpo
solo - abbia la possibilità di creare
nuove province, ma per questo basterebbe seguire
ed applicare la legge nazionale che cè
già e di nuove province non se ne parlerebbe
più.
FINI
A VERBANIA
Il
presidente della Camera dei Deputati On. le
GIANFRANCO FINI sarà a Verbania sabato
24 ottobre alle ore 10.30 per inaugurare un
monumento e lintitolazione del lungolago
di Pallanza ai Caduti italiani nelle missioni
di pace allestero. Dopo il ricevimento
in municipio la cerimonia ufficiale avrà
inizio alle ore 11 in piazza Garibaldi - che
dalle ore 8 sarà chiusa al traffico -
dove verrà posato il cippo commemorativo.
Tutti sono cordialmente invitati a partecipare.
ASL:
LA FORMA E LA SOSTANZA
Tra
le varie incombenze che ho come sindaco di Verbania,
cè anche quella di presiedere lAssemblea
dei sindaci dellASL 14 e il relativo comitato
ristretto di rappresentanza. Un mesetto fa siamo
stati convocati per esprimere lannuale
giudizio sul direttore generale dellASL
che secondo la legge regionale
deve essere anche giudicato dal
territorio. Quando ho chiesto in che termini
si poteva farlo - per cercare di non esprimere
un giudizio guidato solo dalla amicizia o dalla
diversa opinione politica - ho scoperto quintalate
di moduli da riempire dai quali si dovrebbero
trarre degli indici di raggiungimento o meno
degli obbiettivi assegnati al direttore. In
una sublimazione del concetto di burocrazia
(nel senso che la montagna di moduli, indici,
segnalatori, rapporti ecc.ecc. erano praticamente
incomprensibili per i profani) sono andato a
vedere i giudizi dei miei predecessori negli
anni scorsi scoprendo che di fatto
quelli di sinistra alla fine dicevano sempre
no al direttore se messo dal dentro-destra
e allopposto facevano quelli di centro-destra
quando la giunta regionale era ( o è
come ora) di sinistra perché nessuno
poteva obbiettivamente giudicare la modulistica
proposta. Non sono invece riuscito a capire
quanti siano i dipendenti regionali assegnati
in periferia ed in assessorato a riempire moduli
che temo nessuno leggerà
perché, comè noto, i direttori
regionali sono scelti in base a questioni squisitamente
politiche, non da oggi ma da sempre. Finale:
a maggioranza (con me hanno votato i sindaci
di Omega e Domodossola) si è detto di
no alla riconferma del direttore generale, per
quanto mi riguarda valutando soprattutto la
cattiva situazione dellospedale Castelli.
Ma, visto che il dott. Robotti è stato
nominato dalla giunta regionale di sinistra
che tuttora governa, nei giorni scorsi è
giunta conferma che è stato comunque
riconfermato, il che non mi ha minimamente stupito
appunto perché la cosa era scontata.
Quando per pur sfizio - ne ho chiesto
il motivo, considerato che la maggioranza dei
sindaci era contraria alla riconferma del direttore
generale, mi è stato risposto che il
nostro parere era obbligatorio ma non
vincolante. In altre parole non contava
assolutamente nulla. Mi chiedo allora a che
cavolo serva far perder tempo, riempire i moduli,
fare la statistiche, muovere una folta pattuglia
(costosa) di personale alluopo specificatamente
designato se tanto poi a Torino ( ripeto, da
sempre !) fanno quello che vogliono. Alla fine
una volta di più si vuole
salvare la forma, ma non si guarda quasi mai
alla sostanza!
RISTRUTTURAZIONE
CONSOLATI
Si
è tenuto in Commissione Esteri alla Camera
un primo dibattito sulla riforma dei consolati,
con speciale attenzione alla riorganizzazione
e semplificazione dei loro bilanci. Ma sarà
veramente riforma? Ho qualche dubbio, perchè
credo che si dovrebbe avere il coraggio di incidere
di più tagliando maggiormente la burocrazia,
riducendo i costi e in buona sostanza dando
maggiore autonomia decisionale a chi regge localmente
le strutture e che conosce certamente meglio
della Farnesina le realtà locali in cui
opera. Intanto il prossimo 27 ottobre vedremo
in azione a Bruxelles il nuovo "consolato
digitale" per capire come l'informatica
possa o meno risolvere i problemi consolari
dei nostri emigrati.
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