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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Marco Zacchera

IL PUNTO 295 del 24 ottobre 2009
SOMMARIO: FINI A VERBANIA - RICORDO DI DAVIDE PISCOPO

FINI A VERBANIA

Grazie anche alla bellissima giornata, tiepida e piena di sole, la visita a Verbania di Gianfranco Fini credo sia stata un successo e un bel momento per la nostra città. Molta gente, simpatia, un cerimoniale sobrio ma bene organizzato hanno fatto da sfondo alla intitolazione del lungolago di Pallanza ai Caduti civili e militari italiani nelle missioni di pace all’estero. Qui di seguito un riassunto del mio intervento di benvenuto che pone qualche riflessione sul nostro ruolo nel mondo e sul concetto di appartenenza ad una comunità locale e nazionale.

“…Credo però che la cerimonia di oggi non debba cadere in una riaffermazione di principi logici e scontati, quasi un lavarci la coscienza davanti ad una responsabilità collettiva, ma abbia un senso vero solo se – ricordando il sacrificio di queste persone – ciascuno di noi si sentirà coinvolto almeno in un attimo di riflessione. Quasi 9.000 italiani sono impegnati oggi in missioni militari di pace all’estero come componenti delle nostre forze armate, ma - se riflettiamo - sono molti di più gli italiani che hanno deciso di impegnare nel mondo la propria vita per cercare di aiutare delle popolazioni in difficoltà. Desidero ricordare per esempio le decine di migliaia di missionari cattolici che operano in ogni parte del mondo, il loro sacrificio quotidiano, e cosa esso rappresenti per la coscienza del nostro paese, pur dimenticati dai più, tanto da essere ricordati solo quando qualcuno di loro viene ucciso o sequestrato. Ma molti altri non sono che semplici cittadini che hanno deciso in silenzio di partire, di andare per aiutare altri uomini e tanti di loro sono anche donne e uomini della nostra città, giovani o più anziani. Come civili, militari, religiosi ecco degli italiani che sono in fondo accomunati dalla volontà non di imporre un credo religioso o un sistema politico, ma nel portare un messaggio di serenità, di aiuto, di speranza. A loro va il nostro ricordo, ma anche la nostra riflessione. Sono operativi in aree della terrà dove sono proprio loro spesso considerati i “diversi”, gli stranieri, non sempre bene accetti dalla comunità locale che a volte per ignoranza, paura, diffidenza è difficile li accolgano all'inizio con amicizia. Una volta, però, che vengono conosciuti meglio, ecco che quasi sempre sono stimati tanto che - nella stessa gestione delle missioni militari - si parla per esempio di “metodo italiano” come sistema di coinvolgimento delle popolazioni civili verso le quali - in Iraq come in Afghanistan – gli italiani hanno creato sinergie di comprensione e di rispetto. Ovunque – purtroppo - una minoranza non accetta mai, però, il “diverso” ed anzi spinge perché siano esasperate le divisioni. Lo vediamo nelle azioni di quei kamikaze indottrinati a seminare morte e che spesso - per colpire uno straniero - coinvolgono ed uccidono decine di loro connazionali innocenti. Ma qualche volta – ammettiamolo – lo vediamo purtroppo anche nel nostro paese. Nel ricordare però gli italiani che hanno rischiato e rischiano la loro vita sia perché comandati a farlo sia per loro scelta di vita chiediamoci allora che cosa possiamo fare noi, ora, qui, anche in questa città, per comprendere e capire chi esprime elementi di vita diversi dai nostri. Credo che il miglior mezzo per superare gli steccati e vincere la diffidenza sia la conoscenza reciproca, nel reciproco rispetto. Ecco l’importanza allora di questo piccolo monumento e di questa dedicazione di oggi: chi è morto non era di solito un eroe, non ha cercato di immolarsi in nome di chissà quale ideale o supremazia, ma ha affrontato con coscienza un impegno che sapeva in partenza che poteva essere rischioso convinto – come lo siamo tutti – che alla fine il nostro sistema di vita basato su concetti e principi di pluralismo e libertà sia effettivamente il migliore. Ma se riflettiamo su queste cose ci accorgiamo che solo condividendo dei valori diamo un senso al sacrificio di queste persone. E uno di questi è il senso di appartenenza ad una comunità che sia cittadina, provinciale, nazionale. Quando a Ciampino scendono delle bare avvolte nel tricolore ci sentiamo tutti vicini a quelle famiglie distrutte dal dolore e ci chiediamo il perchè di quei caduti. Molti dicono “tornate a casa, lasciate perdere..” Ma se i nostri padri avessero sempre lasciato perdere non avremmo l'Italia con le libertà di oggi, non avremmo l'Europa, non avremmo forse una città dove il livello di qualità della vita è tra i più alti d'Italia. Ma lo spirito di appartenenza – come quello di sacrificio – è poco amato, non fa notizia: non è più un modello vincente ripreso dai media, non è proposto alle giovani generazioni. Credo che questo sia un errore profondo, come quello di chiudersi in sé stessi davanti ai propri nemici e alle nostre paure che spesso non esistono se non in noi stessi…Ma essere una comunità spiritualmente forte è, ed implica responsabilità, consapevolezza, è appartenenza, è condivisione collettiva e il ricordo di oggi è e deve essere, quindi, un ricordo collettivo, una partecipazione, la volontà forte di ritrovarci tutti insieme per qualche cosa che conti veramente. Questo è lo spirito di questa cerimonia perchè – come è scritto nella targa che verrà scoperta - “ il loro sacrificio non sia dimenticato” e in quel sacrificio mettiamoci tutti i sacrifici della nostra gente, del nostro popolo... anche i nostri, che al confronto sono così piccoli...ma con la consapevolezza che vale la pena di impegnarsi – ai più diversi livelli - tutti insieme se si vuole veramente costruire una comunità. Allora non si intitola oggi solo un lungolago ma ci si stringe la mano, si guarda avanti, ci si ritrova per crescere. Allora avrà anche senso la profonda volontà di pace che c'è tra le gente, ma – come ho scritto nel messaggio che per la prima volta, come nuovo sindaco, indirizzerò ai miei cittadini per il 4 Novembre – sia una pace che prima di tutto deve crescere nei nostri cuori. Una “pace di comunità” dove ci sono sì le differenze, ma che abbiamo il dovere di superare insieme, anche nel rispetto dei nostri caduti. Solo allora avrà un senso ed un valore questa nostra bella giornata ed avrà un senso pronunciare parole antiche ma che suonino sincere come… “ W l'Italia!”

RICORDO DI DAVIDE PISCOPO

E' mancato improvvisamente pochi giorni fa Davide Piscopo, storico rappresentante del CTIM e di Alleanza Nazionale in Svizzera. Era un attento e puntuale lettore de IL PUNTO che quasi ogni settimana commentava mandandomi riflessioni e commenti. Lo ricordo con affetto e simpatia e lo rivedo nei numerosi incontri a Berna, Zurigo e in altre località svizzere, sempre attento e disponibile per i problemi della nostra comunità, così come attraverso tanti articoli ed iniziative da lui promosse in lunghi anni di impegno politico e sindacale.

Ogni maggiore informazione sulle mie attività politiche ed amministrative sono rintracciabili sul mio sito www.marcozacchera.it mentre sul sito www.comune.verbania.it (aggiornato quotidianamente) trovate tutte le novità del nostro comune.

UN SALUTO A TUTTI ! MARCO ZACCHERA



 
 
Scrivono per Voi

On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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