IL
PUNTO 295
del 24 ottobre 2009
SOMMARIO:
FINI A VERBANIA - RICORDO DI DAVIDE PISCOPO
FINI
A VERBANIA
Grazie
anche alla bellissima giornata, tiepida e piena
di sole, la visita a Verbania di Gianfranco
Fini credo sia stata un successo e un bel momento
per la nostra città. Molta gente, simpatia,
un cerimoniale sobrio ma bene organizzato hanno
fatto da sfondo alla intitolazione del lungolago
di Pallanza ai Caduti civili e militari italiani
nelle missioni di pace allestero. Qui
di seguito un riassunto del mio intervento di
benvenuto che pone qualche riflessione sul nostro
ruolo nel mondo e sul concetto di appartenenza
ad una comunità locale e nazionale.
Credo
però che la cerimonia di oggi non debba
cadere in una riaffermazione di principi logici
e scontati, quasi un lavarci la coscienza davanti
ad una responsabilità collettiva, ma
abbia un senso vero solo se ricordando
il sacrificio di queste persone ciascuno
di noi si sentirà coinvolto almeno in
un attimo di riflessione. Quasi 9.000 italiani
sono impegnati oggi in missioni militari di
pace allestero come componenti delle nostre
forze armate, ma - se riflettiamo - sono molti
di più gli italiani che hanno deciso
di impegnare nel mondo la propria vita per cercare
di aiutare delle popolazioni in difficoltà.
Desidero ricordare per esempio le decine di
migliaia di missionari cattolici che operano
in ogni parte del mondo, il loro sacrificio
quotidiano, e cosa esso rappresenti per la coscienza
del nostro paese, pur dimenticati dai più,
tanto da essere ricordati solo quando qualcuno
di loro viene ucciso o sequestrato. Ma molti
altri non sono che semplici cittadini che hanno
deciso in silenzio di partire, di andare per
aiutare altri uomini e tanti di loro sono anche
donne e uomini della nostra città, giovani
o più anziani. Come civili, militari,
religiosi ecco degli italiani che sono in fondo
accomunati dalla volontà non di imporre
un credo religioso o un sistema politico, ma
nel portare un messaggio di serenità,
di aiuto, di speranza. A loro va il nostro ricordo,
ma anche la nostra riflessione. Sono operativi
in aree della terrà dove sono proprio
loro spesso considerati i diversi,
gli stranieri, non sempre bene accetti dalla
comunità locale che a volte per ignoranza,
paura, diffidenza è difficile li accolgano
all'inizio con amicizia. Una volta, però,
che vengono conosciuti meglio, ecco che quasi
sempre sono stimati tanto che - nella stessa
gestione delle missioni militari - si parla
per esempio di metodo italiano come
sistema di coinvolgimento delle popolazioni
civili verso le quali - in Iraq come in Afghanistan
gli italiani hanno creato sinergie di
comprensione e di rispetto. Ovunque purtroppo
- una minoranza non accetta mai, però,
il diverso ed anzi spinge perché
siano esasperate le divisioni. Lo vediamo nelle
azioni di quei kamikaze indottrinati a seminare
morte e che spesso - per colpire uno straniero
- coinvolgono ed uccidono decine di loro connazionali
innocenti. Ma qualche volta ammettiamolo
lo vediamo purtroppo anche nel nostro
paese. Nel ricordare però gli italiani
che hanno rischiato e rischiano la loro vita
sia perché comandati a farlo sia per
loro scelta di vita chiediamoci allora che cosa
possiamo fare noi, ora, qui, anche in questa
città, per comprendere e capire chi
esprime elementi di vita diversi dai nostri.
Credo che il miglior mezzo per superare gli
steccati e vincere la diffidenza sia la conoscenza
reciproca, nel reciproco rispetto. Ecco limportanza
allora di questo piccolo monumento e di questa
dedicazione di oggi: chi è morto non
era di solito un eroe, non ha cercato di immolarsi
in nome di chissà quale ideale o supremazia,
ma ha affrontato con coscienza un impegno che
sapeva in partenza che poteva essere rischioso
convinto come lo siamo tutti che
alla fine il nostro sistema di vita basato su
concetti e principi di pluralismo e libertà
sia effettivamente il migliore. Ma se riflettiamo
su queste cose ci accorgiamo che solo condividendo
dei valori diamo un senso al sacrificio di queste
persone. E uno di questi è il senso di
appartenenza ad una comunità che sia
cittadina, provinciale, nazionale. Quando a
Ciampino scendono delle bare avvolte nel tricolore
ci sentiamo tutti vicini a quelle famiglie distrutte
dal dolore e ci chiediamo il perchè di
quei caduti. Molti dicono tornate a casa,
lasciate perdere.. Ma se i nostri padri
avessero sempre lasciato perdere non avremmo
l'Italia con le libertà di oggi, non
avremmo l'Europa, non avremmo forse una città
dove il livello di qualità della vita
è tra i più alti d'Italia. Ma
lo spirito di appartenenza come quello
di sacrificio è poco amato, non
fa notizia: non è più un modello
vincente ripreso dai media, non è proposto
alle giovani generazioni. Credo che questo sia
un errore profondo, come quello di chiudersi
in sé stessi davanti ai propri nemici
e alle nostre paure che spesso non esistono
se non in noi stessi
Ma essere una comunità
spiritualmente forte è, ed implica responsabilità,
consapevolezza, è appartenenza, è
condivisione collettiva e il ricordo di oggi
è e deve essere, quindi, un ricordo
collettivo, una partecipazione, la volontà
forte di ritrovarci tutti insieme per qualche
cosa che conti veramente. Questo è lo
spirito di questa cerimonia perchè
come è scritto nella targa che verrà
scoperta - il loro sacrificio non sia
dimenticato e in quel sacrificio mettiamoci
tutti i sacrifici della nostra gente, del nostro
popolo... anche i nostri, che al confronto sono
così piccoli...ma con la consapevolezza
che vale la pena di impegnarsi ai più
diversi livelli - tutti insieme se si vuole
veramente costruire una comunità. Allora
non si intitola oggi solo un lungolago ma ci
si stringe la mano, si guarda avanti, ci si
ritrova per crescere. Allora avrà anche
senso la profonda volontà di pace che
c'è tra le gente, ma come ho scritto
nel messaggio che per la prima volta, come nuovo
sindaco, indirizzerò ai miei cittadini
per il 4 Novembre sia una pace che prima
di tutto deve crescere nei nostri cuori. Una
pace di comunità dove ci
sono sì le differenze, ma che abbiamo
il dovere di superare insieme, anche nel rispetto
dei nostri caduti. Solo allora avrà un
senso ed un valore questa nostra bella giornata
ed avrà un senso pronunciare parole antiche
ma che suonino sincere come
W l'Italia!
RICORDO
DI DAVIDE PISCOPO
E'
mancato improvvisamente pochi giorni fa Davide
Piscopo, storico rappresentante del CTIM e di
Alleanza Nazionale in Svizzera. Era un attento
e puntuale lettore de IL PUNTO che quasi ogni
settimana commentava mandandomi riflessioni
e commenti. Lo ricordo con affetto e simpatia
e lo rivedo nei numerosi incontri a Berna, Zurigo
e in altre località svizzere, sempre
attento e disponibile per i problemi della nostra
comunità, così come attraverso
tanti articoli ed iniziative da lui promosse
in lunghi anni di impegno politico e sindacale.
Ogni
maggiore informazione sulle mie attività
politiche ed amministrative sono rintracciabili
sul mio sito www.marcozacchera.it mentre sul
sito www.comune.verbania.it (aggiornato quotidianamente)
trovate tutte le novità del nostro comune.
UN
SALUTO A TUTTI ! MARCO ZACCHERA