IL PUNTO 381
- del 6 Novembre 2011
Sommario: Casini, Maldipancia e Cavaliere - Sanità nel VCO - Genova e d' intorni
La lunga intervista di Casini al “Corriere della Sera” del 4 novembre credo debba essere meditata insieme ai crescenti malumori nel PDL circa gli sviluppi della situazione politica.
Furbo e scontato il tentativo di Casini per fare diventare l'UDC e il terzo polo il comodo “ago della bilancia” della politica italiana, in una sorta di pendolo che vada a destra o a sinistra dove più conviene, alla stregua del PSI di Craxiana memoria (parliamo del Partito Socialista Italiano di una volta, quello che a Roma stava al governo con la DC e in periferia spesso amministrava con il PCI, ricordandolo ai lettori “under 40”, il tempo vola...) ma altri ragionamenti di Casini meritano attenzione.
Ha ragione infatti il leader dell' UDC quando sostiene che in un momento così grave il Paese non può essere governato da un governo con una maggioranza risicata e che - se occorre imporre sacrifici generali per salvare l'economia - bisogna avere il coraggio di farlo, non rimandandoli sine die solo per compiacere l'elettorato o mascherare i dissidi con Tremonti.
Se ciò significasse davvero la volontà di una parte del “terzo polo” di collaborare con il governo queste aperture non dovrebbero essere rifiutate e quindi il PDL non dovrebbe rispondere “no” a questa possibilità anche in vista delle elezioni che prima o poi arriveranno.
Solo con un governo più ampio ed una alleanza consolidata e strategica con il “centro” politico PDL e Lega potranno infatti sperare di vincerle, ma soprattutto si potrà affrontare con più determinazione il difficile e straordinario momento economico.
In questo senso io non leggo la lettera inviata in settimana da alcuni colleghi parlamentari a Berlusconi come un atto di accusa contro il premier, ma piuttosto come un invito ad una riflessione affettuosa e sincera perché è un dato di fatto che non si può resistere all'infinito sul filo di ogni votazione blindando il governo alla presenza quotidiana in aula, a Montecitorio, di tutti i ministri e sottosegretari per non cadere su qualsiasi legge in discussione.
Credo che molti parlamentari del PDL condividano queste preoccupazioni e se non hanno firmato quella lettera è solo per evitare polemiche e strumentalizzazioni esterne: non ci sono infatti solo “traditori” come titola IL GIORNALE nelle solite campagne demagogiche, ma gente che si interroga seriamente sul futuro del nostro paese.
Capisco che dal punto di vista umano Berlusconi veda come una propria sconfitta personale ogni diversa formula di governo, ma la realtà è quella che è e il non volerlo ammettere non è prova di forza. Oltretutto non è colpa specifica né di Berlusconi né dell'attuale governo se la macchina Italia non “tira” e se la finanza internazionale specula con regole che abbattono qualsiasi singolo stato dell'area euro.
Certo che anche Berlusconi - come noi tutti - ha le proprie responsabilità, ma perchè il Cavaliere anziché arroccarsi nel suo fortino sempre più assediato non prepara invece a tutto campo il PDL ed il governo ad una sua successione “morbida” per un centro-destra che deve rafforzarsi nel tempo per continuare a governare l'Italia?
Il governo ha fatto e sta per fare (vedi il piano di rilancio economico) anche cose utili ed è un peccato che vengano dimenticate dalle polemiche quotidiane.
Non è logico nascondere i problemi, non è un atteggiamento serio né fa bene al paese. Se il PDL vuole davvero rilanciarsi con i congressi (e oltre un milione di nuovi iscritti sottolineano come nel PDL ci sia una base forte e radicata in tutto il paese) è necessario un rinnovamento della sua classe politica, con Angelino Alfano che deve assumere un ruolo più forte e anche di progressiva autonomia.
Berlusconi dovrebbe lealmente aiutarlo in questo.
Ha ragione il Cavaliere quando ricorda che è stato eletto premier dalla gente, ma non credo che tornare oggi a votare in un momento così difficile per la nostra Patria sarebbe una cosa saggia: rispetto ad una battaglia elettorale di qualche mese velenosa di polemiche, in piena emergenza economica meglio guidare il paese per un po' di tempo con una base allargata, superare le difficoltà finanziarie più prossime, cementare una più ampia alleanza e solo allora presentarsi al paese perché si esprima con il voto, oltretutto con più chances di successo.
Nel frattempo vedrete che a sinistra non mancheranno di moltiplicarsi liti e contraddizioni, perchè se la maggioranza è in fibrillazione l'opposizione lo è anche di più e - ad oggi - non è proprio in grado di rappresentare né idee di riforma economica né alternative serie.
Sono troppo distanti e contrapposti tra di loro: Renzi e Bersani stanno già come galli nel pollaio, ma soprattutto immaginereste Casini insieme a Vendola o a Di Pietro? No, io proprio non ce lo vedo.
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SANITA': RAGIONAMENTI E NON POLEMICHE
Premesso che i problemi socio-sanitari di un territorio non si esauriscono nei servizi ospedalieri e che la passata scelta di avere formalmente un unico ospedale nel VCO ma diviso su due sedi a Verbania e Domodossola comporta fatalmente un aumento dei costi e in parte una duplicazione dei servizi (scelta della sinistra, ricordiamocelo, perché se oggi avessimo un ospedale unico tutte queste grane non ci sarebbero...) resta da capire come sarà organizzata la sanità della nostra provincia anche alla luce dei problemi finanziari a livello regionale dove la Giunta della signora Bresso ha lasciato in eredità un maxi-buco di centinaia di milioni di euro.
Tre mesi fa il Commissario dell'ASL Corrado Cattrini presentò un documento ponderato (dopo sette mesi di lavoro!) che – almeno a mio avviso – mi sembrava coerente indicando nell'ospedale di Dopo il polo “chirurgico” mentre a Verbania sarebbero rimasti i servizi più direttamente legati alle specialità mediche. Apriti o cielo: alcuni sindaci ossolani hanno minacciato sfracelli se si fosse chiuso il locale punto-nascite (che in totale ha un numero di parti pari a meno di un terzo del minimo previsto dalle norme) e ora, sostanzialmente, “in cambio” in caso della sua logica chiusura, chiedono sia a Domodossola il nuovo servizio di Emodinamica che - legato strettamente a cardiologia – è una indubbia specialità medica e tutta volta al futuro.
Io non difendo l'ospedale di Verbania per logiche territoriali pur considerando che sono il sindaco della città, ma chiedo una spiegazione tecnica del perché un servizio indicato in un luogo se ne vada ora a 35 km. di distanza in una località decentrata e da dove – in caso di emergenze – ci vuole più di un'ora per raggiungere Novara dove una unità di cardiochirurgia può (e per legge deve poter intervenire) sui pazienti che avessero problemi con emodinamica.
Quando due mesi fa ho capito che i fratelli Cattrini (il prof. Mariano Cattrini è il sindaco di Domo) si erano di fatto messi d'accordo per queste nuove scelte l'ho detto pubblicamente e sono stato subito isolato e tacciato di visionario, provocatore, perturbatore della quiete sociale ecc. ecc. “Zacchera ha visto un film” si è ironizzato, invece - giorno dopo giorno - il “film” sta diventando realtà a tutto scapito dell'ospedale di Verbania.
Si invoca il dialogo ed è cosa giusta, ma se Cattrini (il sindaco) esce pubblicamente al grido “Emodinamica DEVE andare a Domodossola!” come si fa a costruirlo ?
Venerdì 11 novembre è convocata una riunione della Rappresentanza dei sindaci e ascolteremo il Commissario ASL Cattrini (il medico) e vedremo come giustificherà il preannunciato voltafaccia rispetto ai piani da lui stesso presentati ad inizio di agosto.
Mi auguro che i cittadini del VCO e soprattutto del Verbano e del Cusio con i loro Amministratori si rendano conto di quanto va delineandosi e tutti si assumano chiaramente – a cominciare dai consiglieri regionali del territorio – le proprie responsabilità.
Ringrazio chi sta lavorando a Torino, pur in un momento di crisi, per portare Emodinamica nel VCO ricordando che io non “voglio” che tutto venga a Verbania, ma che nel nostro ospedale ci siano almeno due reparti d'avanguardia: Oncologia e Cardiologia che oltretutto - localizzati a Verbania - limiterebbero la mobilità passiva (altro dramma economico della nostra ASL) facendo diminuire gli innumerevoli trasferimenti dei pazienti in Lombardia a tutto danno dell'intera sanità piemontese.
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GENOVA E ALLUVIONI
Incrociamo le dita: sembra che la nostra zona questa volta sia stata risparmiata dell'ondata alluvionale e voglio esprimere un “grazie” a tutti quelli che hanno lavorato per prevenire i guai monitorando comunque il lago e i fiumi per tre giorni, giorno e notte, liberando tombini e intervenendo dove possibile. Solidarietà per le vittime in Liguria, ma non ho trovato giusti urla e insulti alla sindaco di Genova. Che cosa avrebbe mai dovuto fare? Non ho capito dove abbia responsabilità, visto che non è chiudendo le scuole che la gente resta chiusa in casa, anzi, dove sarebbero andati tanti ragazzi e a chi sarebbero stati affidati durante quelle terribili ore?
Quello che mi ha scocciato è comunque il TG 3 che - pur nella disgrazia - ha comunque ironizzato (ovviamente) su Berlusconi accennando ai suoi condoni edilizi. Scusate, ma Genova non è amministrata da decenni dalla sinistra? Allora quei i permessi edilizi che hanno causato i disastri chi li ha mai concessi? Berlusconi?!
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UN CALOROSO SALUTO A TUTTI !
MARCO ZACCHERA