Il
futuro della scuola italiana ?
Allievi nelle aule stipati come maiali nelle
stalle
30.06.08
- I tagli alla scuola annunciati qualche giorno
fa da Maria Stella Gelmini, tagli che prevedono
la riduzione di 150.000 posti di lavoro tra insegnanti
e personale ATA (bidelli, assistenti amministrativi
ecc.) confermano quanto ho avuto modo di scrivere
qualche giorno fa circa il dilettantismo e il
pressappochismo dei cosiddetti ministri del governo
Berlusconi. In primo luogo non si può non
osservare che la Gelmini non fa che continuare
la linea dei suoi predecessori al dicastero di
Viale Trastevere, i quali hanno sostanziato la
loro azione governativa con tagli a non finire
e provvedimenti inutili e dannosi. Se i maturati
agli esami di Stato ancora in corso, quest'anno
non potranno leggere sui quadri il risultato raggiunto
in centesimi ma dovranno accontentarsi della dizione
"diplomato", dovranno ringraziare quella
volpe di Fioroni - ex ministro del PD - che pure
ha pensato bene di equiparare tutti gli studenti
delle classi intermedie che hanno ricevuto il
debito formativo sotto la dizione "sospensione
dal giudizio", impedendo loro e ai loro
genitori di prendere visione dei voti nelle singole
discipline. Per Fioroni infatti erano questi i
problemi della scuola da risolvere con urgenza....
E la Gelmini continua sulla stessa linea, magari
consultandosi con Fiorella Farinelli, direttore
generale in carica per gli studi e la programmazione,
esponente di primo piano di Rifondazione Comunista.
Fermo restando che la nostra parvenu dell'istruzione
non ha tenuto conto dei problemi relativi all'edilizia
- tantissime aule infatti, ricavate da ambienti
destinati originariamente a uffici e laboratori,
non possono contenere più di 15-18 alunni
- i tagli annunciati alla scuola con un aumento
esponenziale del numero degli alunni per classe,
là dove sarà possibile, appesantiranno
l'attività didattica penalizzandone la
qualità. Già la maggior parte delle
classi sono costituite da trenta alunni. Immaginate
fare lezione in classi di 35-40 studenti, magari
stipati gli uni sugli altri. Chi conosce la scuola
perchè vi lavora, sa che oggi non è
più come una volta quando bastava battere
una mano sulla cattedra per ottenere l' assoluto
silenzio. Oggi, prima di poter cominciare la sua
lezione il docente deve combattere dai cinque
ai dieci minuti per stabilire un minimo di ordine.
Il profitto scolastico non potrà che calare
ulteriormente di livello e a nulla potrà
l' INVALSI se non registrare risultati ampiamente
negativi. Tant'è.
I corsi di recupero destinati agli studenti che
hanno riportato il debito si sono poi rivelati
un autentico bluff. Anche e soprattutto per la
mancanza delle risorse economiche promesse e poi
ridotte. E intanto in molti istituti studenti
e insegnanti dovranno ritornare a scuola il 25
agosto con grande danno per le famiglie che avevano
programmato vacanze a costi più accettabili
- si sa che nell'ultima settimana d'agosto i prezzi
diminuiscono - e per il settore alberghiero ulteriormente
penalizzato. Con una delle sue circolari insensate
la Gelmini ha confermato la linea Fioroni imponendo
l'ultimazione delle verifiche dei debiti entro
il 31 agosto. Tapina, come ha fatto a non ricordarsi
che anche quando c'erano gli esami di riparazione
che pure si svolgevano a partire dal 1 settembre,
la scuola cominciava regolarmente tra il 13 e
il 18 dello stesso mese ?
Provvedimenti stupidi o vessatori ? O probabilmente
tutti e due ?
Del resto la miopia della dirigenza di viale Trastevere
si può constatare anche in altri campi
della P.I. laddove alla faccia di ogni programmazione
veramente seria, nulla viene fatto per aggiornare
e meglio organizzare l'insegnamento delle lingue
straniere. Niente laboratori, pochi insegnanti
madre lingua, esperti di conversazione ridotti
praticamente a zero. Gli studenti italiani fanno
finta di imparare l'inglese e non conoscono una
parola di tedesco o di russo. Alla faccia dell'integrazione
europea e di tutte le direttive comunitarie.
Dulcis in fundo, la Gelmini promette riforme
che daranno ai dirigenti scolastici maggiori poteri,
fino a consentire loro l'assunzione dei docenti
(sic !) e che in ogni caso contribuiranno a consolidare
la "corte" del capo, all'insegna di
servilismi e vassallaggi ripagati con pochi spiccioli
di incarichi e progetti inutili. Ovviamente per
evitare controlli e contestazioni, la RSU, la
rappresentanza sindacale di base, dovrà
sparire.
Ecco dunque il futuro della scuola pubblica italiana:
Un serraglio di maiali in attesa che crolli definitivamente,
per far largo alle private e a chi se le potrà
permettere.
Ditemi se non è questo il trionfo del liberismo....
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