Ahmadinejad
accusa Israele
COMUNICATO STAMPA
20.04.09
- Nella Conferenza Durban II in corso a Ginevra
il Presidente iranìano Ahmadinejad ha
accusato Israele di essere uno Stato razzista
e i paesi occidentali di aver chiuso gli occhi
davanti ai massacri perpetrati dagli ebrei a
Gaza tra la fine di dicembre e le prime settimane
di gennaio, quando oltre millequattrocento persone,
per la maggior parte donne e bambini, furono
arsi vivi con le micidiali bombe al fosforo
sganciate dagli aerei con la stella di David
o freddati a bruciapelo dai soldati di Tel Aviv.
A fronte del coraggio del Presidente Amadinejad,
la viltà dei rappresentanti dell'Unione
Europea, ormai proni al sionismo come, agli
interessi del capitale e della finanza internazionale.
Onore al Presidente Amadinejad !
Onore alla verità e alla giustizia
!
Nicola Cospito
Ufficio Politico
MNP
********************
Discorso di
Mahmoud Ahmadinejad alla Durban Review Conference,
Ginevra, 20 aprile 2009
Da http://www.presstv.ir
Testo
del discorso pronunciato dal presidente iraniano
Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza sul razzismo
della Durban Review, tenutasi il 20 aprile a
Ginevra.
Signor
Presidente, onorevole segretario generale delle
Nazioni Unite, onorevole Alto Commissario delle
Nazioni Unite per i diritti umani, signore e
signori.
Ci
siamo riuniti a seguito della conferenza di
Durban contro il razzismo e la discriminazione
razziale per cercare di agire concretamente
in nome della nostra causa, che è sacra
e umanitaria.
Nel
corso degli ultimi secoli l'umanità ha
attraversato grandi dolori e grandi sofferenze.
Durante il Medio Evo, pensatori e scienziati
sono stati mandati a morte. A quell'epoca è
seguita l'era della schiavitù e della
tratta. Persone innocenti sono state prese prigioniere
a milioni, separate dalle loro famiglie e dai
loro cari e deportati in Europa ed in America
nelle peggiori condizioni di vita che si possano
immaginare. Un periodo oscuro, cui non furono
ignote le occupazioni, i saccheggi ed i massacri
di persone innocenti.
Sono
passati molti anni prima che le nazioni insorgessero
e combattessero per la loro libertà e
per la loro autodeterminazione: hanno pagato
un prezzo molto alto nel farlo. Milioni di persone
hanno perso la vita per cacciare le potenze
occupanti e per stabilire governi indipendenti
e nazionali. Tuttavia non trascorse molto tempo
prima che le potenze rapaci imponessero due
guerre all'Europa, due guerre che hanno afflitto
anche parte dell'Asia e dell'Africa. Queste
guerre terribili sono costate la vita a cento
milioni di persone ed hanno lasciato il retaggio
di devastazioni imponenti. Il fare tesoro della
lezione impartita dalle occupazioni, dagli orrori
e dai crimini di quelle guerre avrebbe senz'altro
rappresentato una luce di speranza per le epoche
a venire.
Ma
le potenze vincitrici si sono autonominate conquistatrici
del mondo, ignorando o minacciando i diritti
delle altre nazioni con l'imposizione di leggi
ed accordi internazionali oppressivi.
Signore
e signori, prendiamo un momento in esame il
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,
che è uno dei retaggi della prima e della
seconda guerra mondiale. Quale logica regola
un organismo i cui partecipanti hanno diritto
al veto incrociato? Una logica simile come può
non confliggere con i valori spirituali o umanitari?
Non contrasta con i principi accettati di giustizia,
uguaglianza davanti alla legge, amore e dignità
umana? Non rappresenta una discriminazione,
un'ingiustizia, una violazione ai diritti umani,
un'umiliazione che colpisce la maggioranza delle
nazionalità e dei paesi sovrani?
Per
quanto riguarda la salvaguardia della pace e
della sicurezza internazionali, il Consiglio
di Sicurezza è l'organo decisionale più
importante del mondo. Come possiamo aspettarci
una giustizia ed una pace effettive, quando
di fatto le discriminazioni sono legalizzate
e gli stessi organi legislativi sono in preda
alla coercizione e alla forza, piuttosto che
avere come guida la giustizia e i diritti?
La
coercizione e l'arroganza sono all'orgine dell'oppressione
e della guerra. Anche se oggi molti sostenitori
di fatto del razzismo condannano con parole
e slogan la discriminazione razziale, un gruppo
ristretto di potenze può ancora decidere
per tutte le altre nazioni tenendo conto dei
propri interessi ed a propria discrezione, e
può facilmente violare tutte le leggi
e tutti i valori umani, cosa già verificatasi.
Dopo
la seconda guerra mondiale si è fatto
ricorso all'aggressione militare per privare
un popolo intero della propria terra, col pretesto
delle sofferenze patite dagli ebrei, e sono
stati inviati migranti dall'Europa, dagli Stati
Uniti e da altre parti del mondo al fine di
istituire un governo assolutamente razzista
nella Palestina occupata. In concreto, nel tentativo
di porre rimedio alle conseguenze del razzismo
in Europa, si è aiutata la costruzione
in Palestina della più crudele, repressiva
e razzista forma di governo.
Il
consiglio di Sicurezza ha contribuito a consolidare
il regime di occupazione e lo ha sostenuto per
sessant'anni, consentendo agli occupanti di
commettere ogni sorta di atrocità. Ancora
più deplorevole è il fatto che
molti governi occidentali e quello degli Stati
Uniti si siano impegnati a difendere questi
razzisti intenti a perpetrare un genocidio,
mentre le coscienze risvegliate e le menti più
libere del mondo condannano l'aggressione, le
brutalità ed i bombardamenti contro i
civili perpetrati a Gaza. I sostenitori di Israele,
a fronte di questi crimini, o approvano o tacciono.
Cari amici, illustri delegati, signore e signori.
Quali sono le cause prime delle guerre statunitensi
contro l'Iraq, o dell'invasione dell'Afghanistan?
Quali motivazioni hanno sostenuto l'invasione
dell'Iraq, se non l'arroganza del governo statunitense,
le crescenti pressioni esercitate dai ricchi
e dai potenti per espandere la propria sfera
di influenza per perseguire gli interessi di
gigantesche aziende produttrici di armi a scapito
di una nobile cultura con migliaia di anni di
storia alle spalle, la volontà di eliminare
tutte le minacce, potenziali o pratiche che
fossero, dei paesi arabi contro il regime sionista,
e quella di controllare e saccheggiare le risorse
energetiche del popolo iracheno?
Per
quale motivo quasi un milione di persone sono
state uccise o ferite, ed altri milioni sono
state strappate alla loro terra? Per quale motivo
il popolo iracheno ha avuto danni per centinaia
di miliardi di dollari? E perché il popolo
americano è stato tassato per miliardi
come risultato di queste azioni militari? L'aggressione
all'Iraq non è stata forse progettata
dai sionisti e dai loro uomini nel governo statunitense
di allora, insieme ai paesi produttori di armi
e ai detentori delle ricchezze? L'invasione
dell'Afghanistan ha forse riportato la pace,
la sicurezza e la prosperità economica
nel paese?
Gli
Stati Uniti e i loro alleati non si sono limitati
a fallire, nel loro intento di limitare la produzione
di stupefacenti in Afghanistan; negli anni della
loro presenza in Afghanistan le colture si sono
perfino moltiplicate. La questione essenziale
è: quali sono le responsabilità
e le colpe del governo statunitense che decise
l'invasione, e dei suoi alleati?
[Gli
statunitensi ed i loro alleati] rappresentano
forse tutti i paesi del mondo? Hanno ricevuto
un mandato? Sono stati autorizzati dai popoli
del mondo ad intromettersi ovunque, ed in modo
particolare nella nostra regione? Questi comportamenti
non sono forse un chiaro esempio di egocentrismo,
di razzismo, di discriminazione, di prevaricazione
nei confronti della dignità e dell'indipendenza
delle nazioni?
Signore e signori, chi è responsabile
per la crisi economica mondiale attualmente
in atto? Da dov'è cominciata la crisi?
Dall'Africa, dall'Asia o dagli Stati Uniti,
paese dal quale si è diffusa in Europa
e nei paesi alleati?
Per
molto tempo il loro potere politico ha imposto
all'economia internazionale regolamentazioni
economiche inique. Hanno imposto un sistema
finanziario e monetario privo di autentici meccanismi
di supervisione internazionali a nazioni e governanti
che non avevano alcun ruolo nelle campagne o
nelle politiche repressive. Non permettevano
neppure ai loro cittadini di supervisionare
o controllare le politiche finanziarie messe
in atto. Hanno introdotto una quantità
di leggi e di regolamenti contrari a tutti i
valori morali, al solo scopo di proteggere gli
interessi dei detentori di ricchezze e di potere.
Gli
Stati Uniti, inoltre, hanno imposto una visione
dell'economia di mercato e della concorrenza
che negava molte opportunità economiche
cui invece sarebbe giusto accedessero anche
gli altri paesi del mondo. Hanno scaricato i
loro problemi sugli altri, mentre l'ondata della
crisi imperversava infliggendo alla loro economia
migliaia di miliardi di dollari di perdite.
In questi stessi giorni, stanno iniettando centinaia
di miliardi di dollari di denaro liquido preso
dalle tasche dei loro cittadini e da quelli
di altre nazioni in banche, compagnie ed istituzioni
finanziarie sulla via del fallimento, complicando
ulteriorimente la situazione per la loro economia
e per il loro popolo. Stanno semplicemente pensando
a come mantenere il loro potere e la loro ricchezza.
Non potrebbe importargliene meno dei popoli
del mondo; non si interessano neppure del loro.
Signor
Presidente, signore e signori, l'origine del
razzismo sta nell'ignorare che l'essenza dell'esistenza
umana è data dal fatto che l'uomo è
la creatura prediletta di Dio. Il razzismo è
anche il risultato dell'allontanamento dall'autentico
percorso della vita umana e dagli obblighi che,
nel mondo creato, spettano al genere umano;
un allontanamento che impedisce una consapevole
devozione verso Dio rendendo incapaci di pensare
al significato profondo della vita o al percorso
verso la perfezione che sono i principali testimoni
della presenza divina, e di valori immanenti
che hanno ristretto l'orizzonte delle prospettive
umane ad interessi effimeri e limitati, divenuti
l'unico campo di azione. Ecco perché
il potere del Male ha preso forma ed ha esteso
il suo dominio, togliendo a tutti la possibilità
di accedere ad opportunità di sviluppo
eque e giuste.
Il
risultato di tutto questo è stato lo
scatenarsi di un razzismo che rappresenta ora
una serissima minaccia per la pace tra le nazioni
e che ha disseminato di ostacoli ovunque, nel
mondo, il cammino verso la costruzione di una
convivenza pacifica. Senza dubbio il razzismo
simboleggia un'ignoranza profondamente radicata
nella storia ed è segno indubitabile
di frustrazione nello sviluppo della società
umana.
Per
questo è importantissimo identificare
le manifestazioni del razzismo nelle situazioni
o nelle società afflitte dall'ignoranza
deliberata o dalla mancanza di conoscenza. Questa
crescente consapevolezza generale, insieme alla
comprensione del significato profondo dell'esistenza
umana, è il principale strumento per
combattere le manifestazioni razziste, e testimonia
sia la centralità del genere umano nel
creato, sia il fatto che la soluzione del problema
del razzismo passa dalla riscoperta dei valori
morali e spirituali ed in definitiva dalla propensione
alla devozione verso un Dio onnipotente.
La
comunità internazionale deve cominciare
a muoversi collettivamente per stimolare questa
consapevolezza nelle società più
depresse, laddove l'ignoranza data dal razzismo
ancora prevale, in modo da fermare la diffusione
di questo malevolo contagio.
Cari amici, il razzismo che la comunità
universale si trova ad affrontare oggi sta offuscando,
in questo inizio del terzo millennio, l'immagine
dell'umanità.
Il
sionismo mondiale impersona un tipo di razzismo
che falsamente si richiama alla religione, e
che abusa dei sentimenti religiosi per mascherare
il proprio odioso ed orribile volto. E' molto
importante dunque mettere in luce gli obiettivi
politici di alcune tra le potenze mondiali e
di coloro che controllano enormi ricchezze ed
enormi interessi in tutto il mondo. Costoro
mobilitano tutte le loro risorse, la loro influenza
economica e politica e tutti i media del mondo
per sostenere, invano, il regime sionista e
per diminuirne in piena malafede l'indegnità
e la vergogna.
Qui
non si tratta di una semplice questione di ignoranza,
e questo brutto modo di agire non può
essere contrastato semplicemente con l'azione
dei consolati. Occorre fare sforzi concreti
perché gli abusi dei sionisti e dei loro
sostenitori politici ed internazionali arrivino
alla fine, nel rispetto della volontà
e delle aspirazioni dei popoli. I governi devono
ricevere incoraggiamento e sostegno nella loro
lotta vòlta a stadicare questo razzismo
barbaro ed a promuovere una riforma globale
nei meccanismi che regolano le relazioni internazionali.
Non
c'è dubbio che tutti voialtri siate consapevoli
delle cospirazioni intessute da alcune potenze
e dalle conventicole sioniste contro i traguardi
e contro gli obiettivi di questa conferenza.
Purtroppo esistono una vasta opera letteraria
e molte prese di posizione in sostegno dei sionisti
e dei loro crimini. Ed è vostro compito,
onorevoli rappresentanti delle nazioni, svelare
queste macchinazioni che vanno contro ogni valore
ed ogni principio umano.
Deve
essere chiaro che boicottare quest'assemblea,
che ha un'enorme importanza internazionale,
significa sostenere nei fatti questo palese
esempio di razzismo. Difendere i diritti umani
significa innanzitutto difendere il diritto
di tutti i popoli di partecipare alla pari in
tutti i processi decisionali internazionali
di una qualche importanza, senza subire l'influenza
di questa o di quella potenza mondiale.
In
secondo luogo, è necessario ripensare
le organizzazioni internazionali esistenti ed
i regolamenti che le fanno funzionare. Questa
conferenza è una specie di esperimento
e l'opinione pubblica mondiale di oggi e di
domani trarrà precise conclusioni sulle
nostre decisioni e sulle nostre azioni.
Signor Presidente, signore e signori, il mondo
sta attraversando mutamenti rapidi ed epocali.
Le relazioni di potere sono diventate deboli
e fragili. Possiamo sentire scricchiolare i
pilastri del sistema mondiale. Le istituzioni
politiche ed economiche più importanti
sono sull'orlo del collasso. Si sta avvicinando
una crisi mondiale per la politica e per la
sicurezza. Il peggiorare della crisi economica
mondiale, per la quale non si intravedono prospettive
di miglioramento, dimostra la montante ondata
di cambiamenti globali di portata molto ampia.
Ho spesso sottolineato l'importanza di correggere
la rotta sulla quale il mondo viene a tutt'oggi
mantenuto ed ho anche messo in guardia sulle
conseguenze che qualunque ritardo nell'affrontare
questo compito di fondamentale responsabilità
potrebbe portare con sé.
Oggi,
in questa preziosa occasione, vorrei ribadire
a tutti i leader politici, a tutti i pensatori
e a tutti i popoli del mondo rappresentati in
questo incontro, a tutti coloro che desiderano
la pace e la prosperità economica che
le politiche economiche mondiali basate sull'ingiustizia
sono giunte alla fine del loro cammino. Lo stallo
cui si è giunti era inevitabile, a causa
della logica vessatoria che sta alla base di
queste politiche.
Alla base del controllo condiviso degli affari
mondiali ci sono invece aspirazioni nobili,
incentrate sugli esseri umani e sul primato
d'Iddio Onnipotente, che rendono vano ogni politica
ed ogni piano che vada contro la volontà
vera dei popoli. La vittoria del giusto sull'ingiusto
e l'instaurazione di un sistema globale basato
sulla giustizia costituisce la promessa d'Iddio
Onnipotente e dei suoi profeti, ed ha rappresentato
un obiettivo comune per tutti gli esseri umani
nelle diverse società e nelle diverse
generazioni che si sono succedute nella storia.
La realizzazione di un futuro come questo dipende
dalla consapevolezza della creazione e dalla
fede dei credenti.
La
costruzione di una società globale rappresenta
infatti il raggiungimento di un nobile obiettivo,
rappresentato dall'instaurazione di un sistema
comune globale che dovrà funzionare con
la partecipazione di tutti i popoli del mondo
ai processi decisionali più importanti;
la costruzione di una società globale
è anche la radice stessa di questo sublime
obiettivo.
Le
competenze scientifiche e tecniche e le tecnologie
di comunicazione hanno prodotto una capacità
di comprensione comune e diffusa ovunque nella
società mondiale, ed hanno anche fornito
il terreno necessario all'edificazione di un
sistema comune. Adesso tocca agli intellettuali,
ai pensatori ed ai politici del mondo farsi
carico delle proprie responsabilità storiche,
credendo fermamente nella base di cui dispongono.
Voglio anche porre l'accento sul fatto che il
liberalismo occidentale ed il capitalismo sono
arrivati alla fine, perché non sono riusciti
a percepire la vera essenza del mondo e degli
esseri umani.
Hanno
imposto i loro obiettivi e le loro direttive
agli esseri umani. Non esiste in essi alcun
riguardo per i valori umani e per quelli divini,
per la giustizia, la libertà, l'amore
e la fratellanza; hanno basato la vita sulla
competizione estrema, ponendo avanti a tutto
gli interessi materiali individuali e di gruppo.
Adesso
dobbiamo fare tesoro del passato sforzandoci
tutti insieme di affrontare le sfide del presente,
e a questo proposito, in conclusione, vorrei
guidare la vostra gentile attenzione su due
questioni importanti.
In
primo luogo, è assolutamente possibile
cambiare in meglio la situazione mondiale presente.
Sarà possibile farlo soltanto attraverso
la cooperazione di tutti i paesi, che permetterà
di ottenere il meglio dalle competenze e dalle
risorse esistenti. Partecipo a questa conferenza
perché sono convinto dell'importanza
delle questioni affrontate, del fatto che è
nostra comune responsabilità difendere
i diritti dei popoli a fronte del sinistro fenomeno
del razzismo, e perché è importante
che io stia con voi, i responsabili del mondo.
In
secondo luogo, tenendo conto dell'inefficienza
del sistema politico, economico e di sicurezza
internazionale, è necessario non perdere
di vista i valori divini ed umani, facendo costante
riferimento ad un'autentica definizione di essere
umano basata sulla giustizia e sul rispetto
dei diritti di tutti i popoli in ogni parte
del mondo e riconoscendo gli errori commessi
in passato da chi controllava il pianeta. Occorre
intraprendere azioni comuni per la riforma dei
sistemi esistenti.
Sotto
questo aspetto è fondamentale riformare
rapidamente il funzionamento del Consiglio di
Sicurezza, eliminando l'istituto discriminatorio
rappresentato dal diritto di veto, e cambiare
il sistema finanziario e monetario mondiale.
E'
evidente che il non comprendere quanto questi
cambiamenti siano urgenti significherà
affrontare ritardi a caro prezzo.
Cari
amici, fate attenzione al fatto che muoversi
in direzione favorevole alla giustizia e alla
dignità umane è come seguire la
corrente rapida di un fiume. Non dimentichiamo
l'essenza dell'amore e degli affetti. La prospettiva
del futuro promesso all'umanità rapprsenta
una grande risorsa che può tenerci uniti
nella costruzione di un mondo nuovo.
Per
fare del mondo un posto migliore, pieno di amore
e di benedizioni, un mondo privo di povertà
e di odio, che raccolga la crescenti benedizioni
d'Iddio Onnipotente e la retta gestione operata
da esseri umani nella loro completezza, stringiamoci
tutti le mani, per l'amicizia e per la costruzione
di un mondo nuovo.
La
ringrazio signor Presidente, ringrazio il Segretario
Generale e tutti i signori partecipanti per aver
avuto la pazienza di starmi ad ascoltare. Molte
grazie.