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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Roberto Marchesi

Moralità pubblica: il caso Weiner e il Berlusconi-gate

24.06.2011 - Non è un Adone Anthony Weiner (lo si vede subito dalla foto). La sua vicenda però è apparsa sulle prime pagine di tutti i giornali, non solo in America. Il rappresentante democratico nel Congresso USA (per lo Stato di New York, nono distretto) è stato costretto alle dimissioni perchè ha fatto circolare privatamente online sue immagini discinte nelle quali probabilmente si illudeva di accendere la fantasia di una femmina grazie alla sua prestanza virile. Si tratta in sostanza di una semplice goliardata!
In realtà le uniche femmine che poteva conquistare con la sua fisionomia (dopo sua moglie), erano solo fanciulle di facili costumi attratte dalla sua posizione nel Congresso degli Stati Uniti. Bisogna dire che è stato anche un pò scemo a far circolare certe cose online dopo che solo pochi mesi fa un altro congressista (stavolta repubblicano) ci aveva lasciato le penne (politiche) più o meno nello stesso modo.
Però, che volete farci, certipersonaggi non si accontentano mai di quello che hanno. Non si rendono conto che, per quanto potenti, non sono onnipotenti. Così persistono nel rischio di approfittare sempre più della loro posizione privilegiata finchè cadono nel precipizio. Questo è il motivo per cui, negli USA, è imposto ai politici di assolvere in modo assolutamente limpido e con totale dedizione e integrità morale al supremo incarico di fiducia che ricoprono.
Non sono stati gli avversari del partito repubblicano a costruire la “campagna” d'informazione e di protesta per chiedere le dimissioni di Weiner, non ce n'è stato bisogno, sono stati i suoi stessi compagni di partito a metterlo con le spalle al muro: “ hai sbagliato platealmente, ti devi dimettere!” hanno detto in coro.
Nessuno (dico nessuno!), salvo i suoi avocati ovviamente, lo ha difeso.
Eppure non ha fatto niente di particolarmente grave sul piano civile (a parte il tradimento di sua moglie). Non ha fatto nulla di penalmente rilevante, eppure il suo comportamento lascivo, e immorale nei confronti della moglie, è bastato a renderlo immediatamente inadatto all'incarico pubblico.
Era già capitato tre anni fa al governatore dell'Illinois Blagoievich: il congresso dell'Illinois lo depose immediatamente con voto unanime dopo che lui manovrò (in cambio di soldi) il posto vacante di senatore lasciato libero da Obama (appena eletto presidente). Persino peggio è andata a Tom DeLay, che al tempo del presidente Clinton era il numero uno dei repubblicani nel Congresso. Lui è attualmente in carcere nel Texas (con una condanna a tre anni) per aver riciclato a suoi compagni di partito che non ne avrebbero avuto diritto poche migliaia di dollari raccolti per altra destinazione
Sicuramente si è già capito che voglio arrivare a mettere in relazione questo incidente di percorso di Mr. Weiner, già pagato con le dimissioni, con gli infausti “balletti rosa” di stampo berlusconiano ormai conosciuti in tutto il mondo sotto il divertente titolo di “bunga-bunga” e con tanti altri episodi di malaffare di cui veniamo a conoscenza quasi quotidianamente.
I fans inossidabili di Berlusconi, quelli che lo giustificano in tutto e per tutto, a questo punto storceranno il naso, dicendo che Berlusconi ha già pagato molto cara la propaganda negativa contro di lui (non solo per il bunga-bunga). È vero, gli elettori hanno già punito Berlusconi in buona misura, e gli hanno fatto mancare in numero significativo e determinante il loro consenso alle recenti elezioni e al referendum. Tuttavia, anche se questo potrebbe bastare a far cadere il governo Berlusconi, potrebbe non bastare a terminare quel sistema di imbrogli mediatici e politici che hanno permesso non solo a lui ma a tutta la politica italiana di arrivare così in basso.
Infatti, ancora troppe persone, nonostante la sconfitta di Berlusconi, sono convinte che Berlusconi è in crisi perchè (quasi) tutti gli altri si sono messi contro di lui. La realtà è che la gente ne ha piene le tasche di questo andazzo, e non vuole mandare a casa Berlusconi per trovarsi qualcun altro che ripristina sotto altra bandiera questo squallore.
Benchè il sistema americano sia tutt'altro che da copiare in toto, su questo punto è necessario che in Italia prendano esempio dai politici americani: quando uno sbaglia deve essere messo fuori senza tanti complimenti, non dalle proteste degli avversari, ma dai suoi stessi compagni di partito. È l'unico modo per salvare l'etica della politica, in italia arrivata a livelli davvero infimi.
Il garantismo, che deve valere per tutti i cittadini in modo assolutamente egualitario, vale certamente anche per le persone elette ad incarichi pubblici, ma ciò deve essere inteso solo per quanto riguarda il loro piano di cittadini comuni. Non può valere invece sul loro piano di rappresentatnti politici eletti, in quanto come tali dispongono già di un potere (e di privilegi) assolutamente superiori a qualunque semplice cittadino. L'elezione ad un incarico pubblico è un incarico fiduciario inteso a ricoprire un ruolo di grande potere nell'interesse degli elettori.
È proprio su questo piano che avviene il distacco rispetto alla presunzione di innocenza fino al giudizio che riguarda il semplice cittadino.
L'amministratore pubblico che vuole godere di questo inalienabile diritto di civiltà e di giustizia deve prima dimettersi dall'incarico di fiducia che aveva ottenuto dai cittadini, altrimenti si possono verificare tutte le deviazioni, strumentalizzazioni, vittimismi e quant'altro vien fuori da queste casistiche che rendono al comune cittadino impossibile capire dove sta la verità.
Può infatti succedere, e in Italia tutti ne sono consapevoli, di giudici che possono prendere di mira il politico per motivi politici, o di politici che si fanno schermo del privilegio parlamentare per non essere giudicati, o addirittura di esponenti ai massimi livelli delle istituzioni che si costruiscono leggi “ad personam” per evitare di rispondere alle accuse che vengono loro rivolte.
Bisogna subito togliersi dalla testa che sia possibile imbastire accuse di rilievo contro personaggi potenti basate sul niente. Bisogna per forza che qualcosa di rilevante ci sia, altrimenti verrebbero immediatamente smontate e si rivelerebbero un boomerang. Allora il miglior rimedio per restituire la politica alla sua funzione vitale è la tolleranza zero, come in America.
Non aspettiamoci che lo facciano i politici di loro iniziativa. Devono essere i cittadini a pretenderlo a gran voce, se no non l'avranno mai e continuerà questo marciume di cui sono proprio i cittadini stessi a farne le spese.

http://www.rinascita.eu/?action=news&id=9076



 
 

Scrivono per Voi

Cav. Roberto Marchesi

Giornalista e scrittore

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Allen (Dallas), Texas 75002 U.S.A.

Tel. 972-727-3507

marchesi@tx.rr.com

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