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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Roberto Marchesi

Goldman Sachs, Blankfein costretto in trincea

03.09.2011 - Nonostante la multa di 550 milioni di dollari pagati lo scorso anno alla SEC (Security Exchange Commission) per evitare di essere indagati più profondamente dalla stessa SEC, i guai per la Goldman Sachs e per i suoi top managers sembrano non essere ancora finiti. Adesso è infatti il dipartimento di Giustizia americano a farsi direttamente carico di indagare per verificare se è vero che Goldman Sachs ha collaborato, all'inizio della crisi nel 2007 e poi successivamente ancora per almeno un anno intero, con alcuni suoi Hedge Funds clienti per speculare in modo illegale sui titoli “subprime mortgages”.
A suo tempo abbiamo già trattato a fondo questo argomento (vedasi articolo “Goldman, ecco la madre di tutte le speculazioni” del 24 aprile 2010: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=1743). Ci si ricorderà perciò che John Paulson, il fondatore e principale azionista dei famigerati Hedge Fund “Abacus”, si rivolse proprio a Goldman Sachs per ottenere i fondi necessari a concedere centinaia di mutui a chiunque fosse disposto a sottoscriverli, per poi convertirli, grazie alla mediazione della banca d'affari, in titoli al portatore venduti in borsa come “merce buona” agli ignari risparmiatori, tra i quali anche diversi clienti della banca stessa.
Si sa come funziona questo raggiro: i risparmiatori, attratti da rendimenti più alti della media, comprano quei titoli anche se facilmente, ad un breve analisi, risulterebbero subito molto rischiosi. Poi quando si accorgono di essere caduti in una trappola è troppo tardi. La velocità operativa dei ribassisti non dà ai malcapitati nessuna possibilità di fuga. Quando si rendono conto di avere sottoscritto titoli spazzatura non possono far altro che guardare allibiti il loro sudato risparmio andare in fumo.
La banca (in questo caso la Goldman Sachs) ha però l'obbligo di vigilare affinché le operazioni di cui cura le emissioni (e incassa le commissioni), ancorché speculative non scendano al livello di autentica truffa a danno dei risparmiatori. E questo sembra invece essere proprio il caso di queste operazioni, poiché Mr. Paulson, il numero uno dei Fondi Abacus, era noto nell'ambiente come specialista delle operazioni “short”, cioè al ribasso. E sembra anche che l'ambiente bancario fosse a conoscenza del fatto che Paulson andava a distribuire mutui con grande facilità proprio nelle zone dove il valore delle case era più alto (ovvero dove la “bolla” era più prossima a scoppiare). Appare pertanto molto difficile poter credere che degli autentici professionisti della speculazione creditizia, come quelli della Goldman Sachs, non avessero intuito il gioco di Paulson, che preparava accuratamente il “terreno” per le sue micidiali operazioni al ribasso. Che infatti hanno funzionato benissimo quando la bolla è scoppiata, e hanno fatto guadagnare ai fondi Abacus di Paulson centinaia di milioni di dollari.
Ora però tutta questa manfrina tra la Goldman Sachs e gli Hedge Funds suoi clienti è sotto indagine. Se ne sta occupando, su richiesta della Commissione Senatoriale del Congresso Usa, il Dipartimento di Giustizia americano. Se l'indagine condotta dalla SEC ha procurato lo scorso anno solo grossi fastidi ai top executives della banca (nonostante i 550 milioni di multa), le 650 pagine redatte dall'indagine della commissione senatoriale guidata dal senatore democratico Carl M. Levin procureranno certamente dei forti mal di testa a Blankfein e ai suoi principali subordinati, perché se l'indagine dovesse concludersi con prove sufficienti e il processo terminasse con una sentenza di colpevolezza, per Blankfein e gli altri terminerebbero gli agiati giorni da top executive e comincerebbero quelli di eminenti carcerati.
A indagare ora e sostenere l'accusa nella veste di procuratore distrettuale di Manhattan (New York) non c'è un procuratore qualunque, c'è Cyrus Vance Yr., figlio di quel Cyrus Vance che fu segretario di Stato col presidente Carter. E' lui che ha inviato l'avviso di garanzia a Mr. Blankfein, ma l'indagine è condotta anche dal procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, che indaga su un campo più vasto di operazioni anomale condotte nell'ambito dei “mutui facili”. Un campo che comprende le maggiori banche del settore e che da segnalazioni confidenziali includerebbe J.P. Morgan Chase, UBS, Deutsche Bank, Bank of America, Morgan Stanley e la Royal Bank of Scotland, più alcune compagnie di assicurazione del credito.
Naturalmente, un avviso di garanzia non è ancora una prova di colpevolezza, tuttavia stavolta la paura è forte, e ciò è dimostrato dal fatto che Blankfein si è subito affrettato a chiamare in sua difesa uno dei più noti penalisti di New York, il celebre Reid Weingarten, che è già stato difensore di imputati eccellenti tra i quali anche Bernard J. Ebbers (ex capo di WorldCom, portata al fallimento), a cui peraltro è andata male, essendo stato nel processo riconosciuto colpevole e condannato a 25 anni di carcere.
Non appena la notizia è trapelata in borsa il titolo GS (Goldman Sachs) è crollato di oltre 5 punti percentuali scendendo sotto i 107 dollari, ovvero pressappoco lo stesso valore che aveva nel marzo del 2009, poco dopo i ripetuti crolli di borsa dell'autunno precedente.



http://www.rinascita.eu/?action=news&id=10108

 



 
 

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Cav. Roberto Marchesi

Giornalista e scrittore

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