Intervista allon. Marco Fedi
25.06.07,
ROMA - Venerdì 15 giugno, lei, il senatore Edoardo
Pollastri e Mariza Bafile, avete avuto un faccia a faccia
con i massimi vertici dellInps, i risultati sembrano
essere confortanti.
Ribadisco
che lincontro è stato assolutamente positivo.
Peccato che non sia avvenuto prima. Avremmo avuto lopportunità
di evitare i disagi che si sono verificati allestero.
Penso soprattutto ai pensionati.
Inutile nascondercelo. E non lo nasconde neanche lInps
tanto è vero che nellincontro, cè
stato un impegno a rettificare, a portare tutti i miglioramenti
necessari a rendere efficace la nuova modalità di pagamento
direttamente su conto corrente. A giudizio di tutti, è
stato considerato un passo avanti. E una piccola rivoluzione
affidare tutto ad un singolo istituto di credito. In questo
modo si eviteranno quei problemi in ordine ad assegni smarriti,
agli anni di attesa per poter
ottenere una nuova emissione, alle frodi, agli assegni che,
in passato, sono stati incassati da persone che non avevano
alcun titolo e risultate poi decedute. Con laccredito
diretto sul conto corrente, ci saranno tanti vantaggi. Bisogna
rendere il sistema efficiente ed efficace e così non
è stato. LInps sta rettificando tutte le aree
in cui si sono verificati problemi, questo è sicuramente
positivo.
Immagino
che lincontro si sia articolato anche su altre problematiche.
Abbiamo
discusso della informatizzazione, degli ultimi passi avanti
che lInps intende fare verso linformatizzazione.
Conseguentemente anche il collegamento con i patronati, la
possibilità di dichiarare i propri redditi annualmente
così da ridurre, o ridurre al minimo, gli indebiti
che sono stati oggetto, tra laltro, di una nostra proposta
di legge di sanatoria. Noi siamo convinti che si debba partire
proprio da lì. Cioè evitare la formazione dellindebito.
Poi siamo altrettanto
convinti che la sanatoria sia ancora necessaria per la semplice
ragione che era responsabilità dellInps a causa
delle campagne red non espletate sistematicamente ed in tempi
utili. Senza contare che se i pensionati possono dimostrare
di aver fatto tutto quello che è umanamente possibile
per informare lInps e lInps non ne ha tenuto conto,
allora, la sanatoria è un atto dovuto. E per
questo che noi l abbiamo riproposta con una proposta
di legge chiedendo lintervento del
governo su questa materia.
Abbiamo toccato anche altri aspetti, quello della organizzazione
dell ufficio rapporti internazionali perché crediamo
che la stagione delle convenzioni bilaterali debba essere
ripresa con forza. Queste questioni riguardano sia gli italiani
allestero che gli immigrati in Italia. Ci sono convenzioni
con importanti paesi di immigrazione quali, ad esempio, il
Marocco, le Filippine che attendono di essere ratificate.
Questa stagione di ripresa verso le convenzioni bilaterali,
ha bisogno di un ufficio relazioni internazionali che sia
dotato di risorse sufficienti. Al momento, così non
è. Cè anche questo problema che intendiamo
affrontare.
Voi
eletti allestero siete stati tacciati di non contare
niente in più di una occasione, che sensazione ha percepito
al cospetto dei vertici dellInps?
Noi
abbiamo incontrato il Presidente Sassi ed il Direttore Generale
Crecco quindi, i vertici massimi dellIstituto. La sensazione
è stata del massimo rispetto riscosso. Noi abbiamo
lavorato con lInps nei mesi scorsi su altre questioni,
ci rendiamo conto delle difficoltà dell Istituto
in fase di applicazione delle norme. Anche noi abbiamo espresso
perplessità quando immediatamente dopo il decreto Bersani
e l eliminazione della no tax area, lInps è
andata avanti. Ha ridotto le
pensioni sulla base della eliminazione della no tax area ma
eravamo consapevoli che, essendo un decreto, lInps doveva
muoversi in quella direzione. Non eravamo daccordo sul
fatto che questa riduzione si fosse verificata per tante persone
allestero che vivono in paesi convenzionati contro le
doppie imposizioni fiscali e quindi, la no tax area non avrebbe
dovuto avere incidenza alcuna in quei paesi, invece, è
stato così. Quindi, cè un problema anche
di verifica delle esenzioni fiscali. LInps non sempre
ha i propri elenchi aggiornati. L eliminazione della
no tax area non doveva avere alcun affetto ed invece lo ha
avuto. Evidentemente cè un problema di registrazione
della esenzione dalla ritenuta irpef in alcune realtà.
Abbiamo segnalato
questi problemi allInps.Posso dire che abbiamo riscosso
il massimo ascolto. LInps è uno degli
istituti con il quale, storicamente, abbiamo lavorato meglio.
Ci rendiamo conto dei passi avanti fatti negli anni anche
se cè molto lavoro ancora da fare.
Gli
italiani allestero aspettano la legge sulla cittadinanza.
La
discussione si è bloccata in sede di Commissione affari
costituzionali della Camera. Liter è partito
dalla Camera. Cè stato un disegno di legge del
governo, poi un testo unificato del relatore
Bressa che ha tenuto conto delle altre proposte di legge presentate
alla Camera tra cui alcune di parlamentari eletti allestero.
Personalmente, ne avevo presentata una in particolare sul
tema dell acquisto della cittadinanza italiana. La discussione
è stata intensa, diciamo, da febbraio a maggio e poi
si è bloccata. Ora tocca al governo illustrare i costi
legati a questa nuova normativa. Qui ho avuto modo, sia col
sottosegretario competente Lucidi del Ministero dellInterno
e con il Viceministro Danieli, di dire che bisogna essere
molto chiari. Ci sono dei costi che riguardano lapplicazione
eventuale del testo unificato Bressa, del testo di cui stiamo
parlando, e ci sono dei costi che invece possono essere connessi
a questo testo ma che non sono parte integrante del procedimento
che stiamo discutendo. Sono quelli relativi alla sanatoria
delle 800.000 pratiche giacenti già nei Consolati dell
America latina. Cioè quelle situazioni create in base
a leggi molto vecchie: quella del 1912 addirittura, la n.
555 che riconosce la possibilità, in base alla discendenza,
di avere la cittadinanza italiana, e la legge n. 91 del 1992
che ha abrogato la legge del 1912 ma che non ha certo abrogato
le conseguenze che abbiamo di fronte a noi. Ci sono domande
di riconoscimento della cittadinanza italiana che, di fatto,
bloccano lattività dei Consolati su questa materia.
Se noi
vogliamo affrontare quel problema e risolverlo affinché
ci sia più personale nei Consolati dobbiamo dirlo in
maniera chiara. Questo non può gravare sul provvedimento
che è attualmente in discussione perché il provvedimento
che è attualmente in discussione, non ha nulla a che
vedere con questa sanatoria. Dobbiamo essere, quanto meno,
chiari. Le due questioni possono procedere insieme, anche
in una ipotesi di cui si è parlato di limitare il riconoscimento
delle cittadinanza a due generazioni e quindi fare salva la
situazione già in corso. Se tutto questo vogliamo farlo
entrare in questa discussione, nella riforma della legge sulla
cittadinanza possiamo farlo ma dobbiamo però essere
chiari sia con lopinione pubblica, sia con la Commissione
affari
costituzionali e quindi con il Parlamento.
Un
anno di legislatura, un anno particolare pieno di polemiche
e difficoltà, e tempo di bilanci
positivi?
Se
avessi potuto scegliere la legislatura sapendo quello cui
saremmo andati incontro, non avrei scelto proprio questa.
Diciamo che un insieme di cose ci hanno portato ad avere questa
esperienza così complessa. Il fatto è che cè
uno scontro promosso dalla destra nel paese. Richiedono elezioni
anticipate pur sapendo che esiste una maggioranza sino a prova
contraria, la maggioranza cè. Questo scontro
promosso dalla destra è arrivato addirittura nelle
aule parlamentari con le posizioni squadriste della Lega Nord.
Abbiamo una situazione in cui, con la prossima finanziaria,
abbiamo dovuto fare fronte ad una vera e propria emergenza
nei conti pubblici e, nonostante ciò, abbiamo salvaguardato
i capitoli degli italiani allestero e questo è
un fatto, secondo me, straordinario. Esistono ora le condizioni
per fare qualcosa di più e credo che riusciremo a farlo.
Insomma, io credo che nonostante le difficoltà, esistano
ancora le condizioni per poter governare bene con il sostegno
degli eletti allestero tra le forze dellUnione.
Stiamo verificando, in questi giorni, la buona volontà
anche di chi con noi vive questa esperienza con altre responsabilità.
Responsabilità di governo. Responsabilità a
livello di gruppi parlamentari. Responsabilità a livello
di forze politiche. Occorre lavorare insieme per riprendere
il percorso delle riforme, per fissare le priorità
e lavorarci tutti. A partire dal Dpef, ci sono obiettivi che
possono essere raggiunti, basta scegliere le priorità.
Mi permetto di dire che, tra le priorità che noi stiamo
indicando al governo, per quello sulla cittadinanza ci siamo
impegnati dallinizio, lattenzione nelle convenzioni
bilaterali e sulla sicurezza sociale, nella protezione dei
nostri lavoratori allestero. Abbiamo parlato in maniera
molto chiara di tutela delle fasce sociali indigenti, dei
più deboli ovunque essi vivano perché vi sono
fasce di povertà ed indigenza anche nelle parti più
economicamente più avanzate delle realtà degli
italiani nel mondo. Non solo in America latina anche se lì
la situazione è sicuramente più complessa rispetto
ad altri paesi. Abbiamo indicato informazione, pluralismo,
maggiori risorse per la stampa di lingua italiana allestero
ma non solo per la stampa perché crediamo
che vadano modificati quei criteri che attualmente precludono
lacceso a quei contributi, cioè i media elettronici,
pensando anche ad ulteriori risorse. Abbiamo posto poi laccento
sulla promozione della lingua e della cultura italiana. La
riforma della legge 153 è una assoluta necessità.
Qui non si tratta di decidere quanto statalistici o privatistici
vogliamo essere perché lintervento è dello
Stato. Si tratta di vedere chi può svolgere lintervento
dello Stato con le
risorse dello Stato nel modo migliore possibile. Allora non
si comprende per quale ragione alcuni ritengono, ad esempio,
per quanto riguarda la rete dei servizi, la rete consolare,
che si debba in
qualche modo pensare ai contrattisti, con contratti locali
perché costano meno, poi, quando invece si parla di
insegnamento ci si arrocca su posizioni molto rigide quando
anche allestero abbiamo persone qualificate in grado
di insegnare la lingua italiana, capaci di fare
anche formazione. Abbiamo docenti universitari, rettori presenti
all estero che già operano nei nostri paesi e
che possono fare anche formazione. E impossibile tornare
ad una soluzione romanocentrica dove da Roma si decida qual
è il percorso linguistico e culturale che si
deve adottare, per esempio, a Melbourne in Australia o in
Svizzera. Credo che il coinvolgimento nella costruzione del
piano paese, dei Comites, degli enti di gestione, di tutti
coloro che operano sul territorio, sia importante. La proposta
di legge che abbiamo presentato va in quella direzione.
Quindi, ancora ottimista sulle possibilità di fare
governo, sulle possibilità di costruire le riforme,
di metterle in cantiere e di portarle a soluzione. Naturalmente,
come parlamentare, ho la libertà di
fare anchio le mie verifiche personali, di prendere
le mie decisioni una volta che vedrò i risultati che
saremo in grado di raggiungere.
Cosa
lha indignata, per così dire, della politica
italiana sino ad oggi?
Sui
costi della politica, sono convinto che bisogna avere il coraggio
di uscire da questa situazione di stallo in cui ci siamo messi
per cui non riusciamo a fare le riforme che sono indispensabili.
Se riduciamo il numero dei parlamentari, ridurremo automaticamente
anche i bisogni che i parlamentari hanno. Pensare oggi che
si possa discutere dei costi della politica perché
io ho un ufficio qui a palazzo Marini, è pretestuoso,
demagogico. Penso al servizio fatto ultimamente da Anno zero
per dimostrare gli sprechi della politica, su quante risorse
pesano nei bilanci e non vengono sfruttate. Personalmente
non so davvero quanti parlamentari utilizzano o non utilizzano
questi uffici ma se vi sono degli sprechi, mi indigno e sarei
scioccato nell apprendere che pochi li utilizzano. Io
non posso farne a meno. In Italia non avrei altra sede. Ma
tutti noi eletti allestero li
utilizziamo e non possiamo certamente rinunciarvi. Sui costi
della politica si fa molta demagogia, questo è sicuro.
Noi 18 eletti all estero non stiamo facendo più
azione coordinata per chiedere, ad esempio, lorganizzazione
dei lavori a sessione. Subito fu polemica perché fummo
tacciati di non voler lavorare abbastanza mentre lavorare
a sessione avrebbe significato lavorare meglio e di più.
Godiamo di un tetto di spesa di 35-36.000 € lanno
per i nostri viaggi. Risorse che non riusciamo mai ad utilizzare
perché siamo incollati qui alla Camera per il numero
legale, gli altri, per assicurare la maggioranza risicata
al Senato. Noi eletti allestero siamo penalizzati.
In
Australia quanto costa un parlamentare?
Ho
fatto dei riscontri oggettivi. Stranamente cè
più libertà nella gestione delle risorse qui
in Italia rispetto a Camberra, per esempio. Perché
ti danno queste quote forfetarie che ognuno può utilizzare
nel modo che ritiene più opportuno e sono esentasse,
ma il costo complessivo di un parlamentare australiano è
decisamente superiore.
Perché ha diritto ad un ufficio nella sede del Parlamento,
ha diritto ad un ufficio elettorale, ha diritto a tre persone
che lavorano in quellufficio, ha diritto a tutte le
spese: fotocopiatrici, telefono
ecc. In Italia cè questa possibilità molto
strana e molto sospetta per cui ognuno può utilizzare
queste risorse nel modo che ritiene più opportuno senza
nessun controllo. Non per ultimi, gli scandali dei porta borse
pagati in nero.
Bisogna avere il coraggio di dire che la politica costa, ma
i costi devono essere compatibili con lesercizio delle
funzioni di un parlamentare e devono produrre risultati e
per produrre risultati,
occorre fare non solo le riforme istituzionali, ma modificare
anche i regolamenti di Camera e Senato. Siamo in una situazione
bloccata. Per sbloccarla, qualcuno deve avere il coraggio
di parlare. Mi pare che, ora, anche il cammino delle riforme
istituzionali si sia bloccato a
causa della situazione di scontro nel paese. Spero solo che,
per le riforme urgenti per la riforma della legge elettorale,
si trovi almeno una convergenza responsabile tra i due schieramenti.
Secondo me, il governo Prodi, ha ancora la capacità
di andare avanti e di rimanere al governo.
Di
Partito Democratico si parla dalle sue parti? Che ne pensano?
Le
attese sono molte perché chi vive in Australia da molti
anni, chi vive anche la politica australiana, si rende conto
di quanto complicato sia il quadro politico italiano. Vero è
che non si risolve tutto con le formule che tendono verso il
bipolarismo o la riduzione del numero dei
partiti. Non tutto si risolve in quel modo. Il PD sta andando
verso la direzione opposta alla frammentazione. Sta unendo le
forze politiche che in questi ultimi anni hanno lavorato insieme
nel centrosinistra. Non si sta cercando di mettere insieme qualcosa
che non lo è mai stato
prima. Cè un solo rischio e cioè che il
PD non si riveli un partito nuovo. Lesperienza delle primarie,
si ripeterà per il PD. Deve essere una operazione aperta,
dove non ci siano posizioni precostituite. Questo stato di cose
si ripeterà anche allestero Non ho ragione di dubitare
che andrà così.
Salvatore
Viglia / Eureka
Giornalista
a Montecitorio per gli italiani nel mondo
Dir. Di www.politicamentecorretto.com
Vice Direttore www.lideale.it
Via Veneto, 108 - 00187 - Roma
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