Senatrice
Rame, non si dimetta, per
favore!
di
Salvatore Viglia
09.12.07 , ROMA - Intervista
alla Senatrice Franca Rame
Sulla
questione del voto sullabolizione
della società dello
stretto di Messina, con
lUnione, in dissenso
con lItalia dei Valori,
lasciando poi il gruppo.
Molti dicono che lei non
avrebbe capito la questione
e cioè che non andava
votata la soppressione perché
si sarebbero risparmiati
molti miliardi.
Il
ponte di Messina non si
può fare. In un articolo
di Curzio Maltese dellanno
scorso, si spiegavano le
ragioni del perché:
il Giappone ha costruito
un ponte come questo di
1960 metri per le sole automobili,
ma non cè materiale
al mondo che possa reggere
anche il peso dei treni.
Questo significa che il
ponte di Messina non si
potrà mai realizzare.
Ragion per cui qualcuno
mi deve spiegare perché
questa società continui
ad esistere da un ventennio.
Ha mangiato miliardi e miliardi
di lire, milioni e milioni
di euro e continua a mangiarne.
Non
cè possibilità
di un ritorno nellIdV
dopo un chiarimento?
No,
mi dispiace, ma sono anche
altre scelte politiche su
cui mi trovo in disaccordo.
Ad esempio Di Pietro ha
dichiarato di essere contro
i manifestanti del G8 (Genova)
ed in difesa della polizia
dimenticandosi dei provocatori
al servizio delle forze
dellordine.Io cero,
non ho preso le botte perché
stavo con Don Gallo, conosciuto
e rispettato da tutti a
Genova, compresi polizia
e carabinieri . Ho visto
con i miei occhi i black
block. che venivano addirittura
trasportati di qua e di
là dalle camionette
della polizia.Un mio amico,
Sergio Cusani, è
stato picchiato duramente
ed ha avuto la macchina
fracassata.
Perché
nel gruppo misto e non con
Rifondazione Comunista?
Io
sono stata iscritta al PCI
per tanti anni. Ero molto
attiva, militante, ed ero
felice di trovarmi fra tante
compagne e compagni. Cera
affetto, rispetto, amicizia,
solidarietà. Cera
il comunismo. Poi le cose
sono cambiate. E cambiata
laria che si respirava.
Me ne sono uscita con grande
malinconia. No, non voglio
più legarmi ad un
partito. Sono indipendente
e resto indipendente. Lo
ero anche nellIdV
perché mai nessuno
mi ha obbligato a fare qualcosa.
Più di una volta,
su emendamenti su cui non
ero daccordo, quando
dicevo allamico Senatore
Formisano che non li avrei
votati, ha sempre rispettato
le mie scelte.
Sembra
essere molto vicina alle
posizioni di Rifondazione
per la propensione ai meno
abbienti, ai più
deboli, contro la guerra
Vado
daccordo con i colleghi
di Rifondazione. Ho molta
simpatia per loro come ho
simpatia per i comunisti
italiani ed anche per i
verdi, ma quelli a cui mi
sento più vicina
sono i Senatori Rossi e
Turigliatto. Purtroppo,
essendo spesso il mio lunico
voto che ci permette di
non far cadere la maggioranza,
devo sempre mandare giù
il boccone amaro e votare
sì, o
no altrimenti
il governo salta. Più
di una volta, riflettendo,
mi sono detta: Loro
possono dissentire, perché
sanno che poi ci sono io,
che voto come decide lUnione.
Ha
intenzione di dimettersi
da senatrice, ma non crede
che così facendo
deluderà moltissimi
suoi elettori che aspettano
da lei non i miracoli ma
almeno una presenza costante?
I
miei elettori devono capire
che la mia è una
presenza che non serve a
nulla, non posso fare altro
che ubbidire,
come ho già detto.
Sono mesi che pesa sulle
mie scelte questa spada
di Damocle. Comunque, io
non ho nessuna intenzione
di fare qualcosa di negativo
contro questo governo; lo
sosterrò fino allultima
ora che siederò in
questaula. Anche se
non mi trova daccordo.
Non sono state mantenute
le promesse fatte in campagna
elettorale. Ogni tanto qualcuno
per strada mi ferma e ironicamente
mi dice: Vada a palazzo
Chigi, a controllare che
non ci sia ancora Belusconi!.
Non ce lho con Prodi,
la realtà è
che è accerchiato,
come fosse in galera. Ha
15 partiti intorno al collo.
15 anime, 15 ideologie.
Come si fa a mettere daccordo
lUdeur e Rifondazione?Che
può fare Prodi? Deve
accettare di tutto, anche
i ricatti. Penso che per
il Professore questa sia
una pessima stagione, perchè
non può essere contento
di come vanno le cose.Lo
stimo e mi dispiace per
lui.
Ma
la gente che la segue molto
da vicino, quelli del suo
blog, non vogliono una Franca
Rame vinta, battuta dai
fatti. Non li deluda.
Quando
la tua presenza in un posto
non può dare niente,
oltre al Sì
NO. Che ci sto a fare? Non
cè dialogo.
Vai in aula, trovi la pappa
fatta: vota si, vota no.Stop.
La passione che ha sempre
accompagnato la mia vita
si è lentamente spenta.
Più passa il tempo
e più sono indifferente.
Mi dispiace un sacco. Mi
dà grande malinconia
e scontentezza. Chi prenderà
il mio posto sarà
sicuramente più a
suo agio di me. Lunica
volta che ho avuto la possibilità
di non sputarmi in faccia
è stato quando ho
votato contro lindulto.
Ma erano talmente in tanti
a volerlo che è stata,
una ben misera soddisfazione.
La gente si aspetta da me
chissà che cosa.
Io sono solo un colore,
rosso, verde o violetto,
i colori delle lampadine
che indicano come hai votato.
Ho maturato la coscienza
di non poter fare niente.
Non sono nulla, non posso
fare nulla, ho presentato
DISEGNI DI LEGGE interessanti
che se ne staranno saranno
dimenticati in qualche cassetto,
ho presentato emendamenti,
ho fatto interrogazioni
?
Non ti risponde nessuno.
Spendo tante di quelle energie
che potrei veramente con
le stesse forze, senza presunzioni,
sollevare il mondo. Corro
dalla mattina alla sera!.
Ho quattro commissioni,
ho ore e ore in aula, ho
la posta da evadere, il
blog, un sacco di istanze
da parte della gente. Per
fortuna che cè
la mia adorata Carlotta
Nao, che non solo mi aiuta,
ma mi tira anche su di morale.
Le sono molto riconoscente!
Lei
ha messo a disposizione
100.000€ in opere di
beneficenza, soldi suoi
è vero?
Dai
denari dello stipendio,
sottraggo solo le spese
vive, affitto di casa a
Roma, stipendi, vitto ecc.
Il resto, lho impegnato
bene. Cè gente
che ha problemi serissimi,
ed ho talmente tante richieste
che non so proprio a che
santo votarmi!. Ammalati
con pensioni miserabili,
vittime delluranio
impoverito, disabili
.
Diciamo:nessuna novità:
il mio lavoro di sempre.
Mi sono occupata di carceri,oltre
800 detenuti per reati politici
e comuni (Soccorso Rosso,
1969-1985) licenziati, disoccupati,
fabbriche occupate, sfrattati,
donne violentate, ammalati
di AIDS, con Dario ci siamo
impegnati molto. Questo
lo dico con grande gioia.
perché quando vado
a letto la sera, a volte
penso a quanti momenti di
disperazione ho avuto la
fortuna di condividere.
A quanta gente ho dato amore,
amicizia, concreta solidarietà
E in tanti (non tutti) hanno
contraccambiato. Sono più
di mille gli spettacoli
che abbiamo fatto in sostegno
a fabbriche in occupazione.
Ci sono state anche vertenze
vinte dagli operai , grazie
agli incassi dei nostri
spettacoli che gli permettevano
di non mollare.
Anche il nostro pubblico
li sosteneva concretamente:
arrivavano alla fabbrica
con vino, pasta, riso ecc.
Bello no? Mi addormento
felice e mi faccio sogni
bellissimi. Quella si che
era vita!
Cè
un esempio di cui le va
di parlare?
Ricordo
una donna straordinaria:
Eva.
Questa signora brasiliana
nel nostro Paese faceva
la lavapiatti in una pizzeria.
Aveva due figli, cinque
e sei anni e un altro di
sedici In Brasile avevano
una vita davvero misera,
vivevano in una favelas,
andavano a raccogliendo
tra le immondizie qualcosa
da mangiare, stracci per
vestirsi. In Italia speravano
di trovare lEldorado.
La Vidi Eva in televisione
da Santoro: bellissima,
sui 35 anni con le fotografie
in mano dei suoi due bambini
. Stava raccontando la sua
storia terribile: era venuta
in Italia con i suoi figli
perché il suo datore
di lavoro le aveva assicurato,
oltre al lavoro, ospitalità.
Bella ospitalità!
Madre e figli stavano in
un solaio, senza acqua,
su due brandine. Un corto
circuito sviluppò
un incendio nel solaio.
Eva era sotto a lavare i
piatti, mentre i suoi filgi
morivano bruciati. Ho visto
le loro foto nelle piccole
bare: I bimbi erano.. come
dire
affumicati. Morti
asfissiati. E questa madre
disperata, convinta dal
figlio maggiore ebbe la
forza di donare gli organi
dei due figli ad altri bimbi.
Ascoltando questa tragica
vicenda, ho avuto immediatamente
il desiderio di conoscere
Eva e il suo ragazzo Tramite
Santoro lho contattata,
ci siamo incontrate. Mentre
mi raccontava la sua tremenda
disperazione piangeva, senza
un singhiozzo. Insopportabile.
Non aveva dove stare con
suo figlio. Li ho tenuti
per due anni presso di me.
Non volevo si sentissero
ospiti, quindi
lho assunta come aiuto
domestica, anche se non
era in grado di lavorare,
Era la disperazione vivente.
Si stava insieme, si mangiava
insieme, spesso mi stendevo
a letto vicino a lei. La
tenevo abbracciata sino
a che non si addormentava.
Lho mandata anche
da un compagno psicologo
fai attenzione,
è sullorlo
del suicidio, mha
detto.
La sera quando si guardava
la televisione, ad un certo
punto, lei si alzava e se
ne andava in camera sua.
Io, preoccupata, la spiavo
dal buco della serratura
timorosa che si buttasse
dalla finestra (siamo al
V° piano). la vedevo
lì, piangere in silenzio
con le fotografie dei figli.
Ad un certo punto ho pensato
con Dario, che forse a Eva
occorreva, per ritrovare
il suo equilibrio, avere
la responsabilità
di una casa sua.
Una
persona di cui avrò
sempre grande rispetto è
lex Ministro degli
interni Sen. Mantovano;
che oltre al permesso di
soggiorno promesso e mantenuto
nella trasmissione di Santoro,
mi aiutò a trovare
un appartamento nella periferia
di Milano per la piccola
famiglia, non solo, fece
in modo il sindaco pagasse
pure laffitto al padrone
di casa. Siamo andate a
comprare i mobili e lì
ci hanno anche regalato
un televisore grandino
che io, da sfacciata, ho
chiesto al negoziante quale
premio per aver comprato
tanta roba. La gente mi
conosce
sa del mio
impegno nel sociale, mi
aiuta volentieri.
Poi con laiuto di
un avvocato, siamo riusciti
ad ottenere dall assicurazione
del pizzaiolo un risarcimento
di 600 milioni. Sono tornati
in Brasile, là, con
tutti quei denari sono ricchissimi!
Questa è una delle
tante belle storie che ho
avuto la fortuna di vivere.
Le
difficoltà che lei
prova da senatrice, in effetti,
non sono le difficoltà
di Franca Rame, sono le
difficoltà, grosso
modo, di tutti i senatori.
Ciascuno di voi è
una pedina
Questo
lo so benissimo. Non è
che mi aspetti niente. E
un grande disagio che sto
vivendo, anche per i numerosi
viaggi tra Roma e Milano.
Volo quando posso con Air
One, spesso più economica
di Alialia. Utilizzo denari
dello stato e bisogna, a
mio modo di vedere, stare
attenti con le spese.
Senatrice,
non si dimetta. Abbiamo
bisogno di persone come
lei
Sono
determinata. Non servo più
a niente qua. E una
presenza inutile la mia.
La prima volta che gli altri
senatori mi hanno dimostrato
amicizia, con
pacche sulle spalle e sorrisi,
è stato quando sono
uscita dallItalia
dei Valori. Prima ero trasparente.
Non per tutti ovviamente.
Un lunedì stavo a
Milano e dal giovedì
precedente ero in fibrillazione.
Il medico scrive un certificato
che diceva: A letto,
certificato inviato al Presidente
Formisano. Il giorno dopo,
martedì, ubbidisco
al Prof. Pozza e non mi
alzo. Arrivano numerose
telefonate dal Senato a
ritmo serrato: Come
stai? Come
va? Come
ti senti? Quando
torni? Mamma mia quanta
preoccupazione. Mi stavo
montando la testa. Nel pomeriggio
vengo a sapere che Andreotti
aveva votato con lUnione,
- altrimenti il governo
sarebbe andato sotto, Decisi
preoccupata di partire la
sera alle 21.00, Dario non
ne voleva sapere: non
stai bene, parti domani,
ma mi aveva preso una tale
ansia di essere responsabile
della caduta del governo
che... sono arrivata a Roma
alle 23. Mi sono fatta una
dormita memorabile, mai
stata tanto serena in vita
mia. Domani ci sarò,
tranquilli. Sto bene, sto
bene.
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