Se
non verrò rieletto,
oltre a non essere più
deputato, non sarò
neanche più operaio
11.02.08,
ROMA - Intervista
allon. Antonio Razzi
Italia dei Valori
Per
le prossime elezioni politiche,
si ricandiderà nella
circoscrizione estero?
Si,
siamo in fase di compilazione
della lista. Avevo già
anticipato la mi candidatura
in quanto la mia coscienza
è a posto. Ho lavorato,
ho fatto tanto per gli italiani
allestero e adesso
sono loro che devono valutare
la qualità del mio
lavoro. Non ho nulla da
recriminarmi. Ho presentato
cinque progetti di legge
dove sono primo firmatario
e tanti emendamenti tutti
inerenti alle questioni
dei nostri connazionali
residenti allestero.
Di
cosa va più orgoglioso?
La
proposta di riduzione dellICI
del 50% per quegli italiani
che, non essendo proprietari
allestero di alcun
immobile, posseggono invece
la casa in Italia. Sarebbe
stato compito dei Comuni,
operare la riduzione in
questi casi. Il governo
ci stava lavorando quando
è sopravvenuta la
crisi di governo. E poi
altre due proposte cui tengo
particolarmente. La prima
riguarda il sostegno alle
scuole che diffondono la
cultura e la lingua italiana
attraverso linsegnamento
a proposito della riforma
della legge 153. Per gli
italiani allestero
è un punto cruciale.
La nostra lingua è
amata in tutto il mondo
allora è necessario
che i nostri figli mantengano
queste conoscenze. Mi sono
battuto per avere la gratuità
fino alletà
di sedici anni per tutti
i figli di italiani per
insegnare loro la lingua
e la cultura italiana. E
un segno di riconoscimento
verso quelle famiglie che
per motivi di lavoro sono
stati costretti ad emigrare.
Agevolare la divulgazione
della lingua e della cultura
italiana può rappresentare
anche un ritorno importante
in termini di rapporti,
relazioni e di lavoro tra
nazioni. Ritornerò
allattacco se verrò
rieletto.
Inoltre non trovo giusto
che lusucapione per
i proprietari lontani residenti
allestero, sia di
venti anni. Venti anni devono
diventare trenta. Non è
possibile che la stessa
regola valga per gli italiani
in Italia e per quelli residenti
allestero. Sarebbe
una ulteriore protezione
per la casa che li dovrà
accogliere al loro rientro.
In
base alla sua esperienza
maturata in venti mesi di
legislatura, cosa crede
che prema di più
agli italiani della circoscrizione
estero?
Guardi,
nella prossima legislatura,
qualora fossi rieletto,
mi batterò per ridurre
se non abbattere del tutto
gli oneri di nettezza urbana
a carico di tutti quei proprietari
che risiedono allestero.
Il problema è molto
sentito da tutti. Le sembra
giusto che, nonostante lei
non produca rifiuti di alcun
genere perché non
vive in quella casa, debba
essere costretto a pagare
gli oneri delle Nettezza
Urbana? E questa è
una cosa che riguarda tutti
gli emigrati. Si tratta
di una voce comune. Da consultore
della Regione Abruzzo, ho
presentato allattenzione
del Sindaco questo problema.
Mi risulta che ci sono diversi
Comuni dove si pratica la
riduzione dove del 15%,
dove del 10% ma non è
sufficiente. Non è
giusto tassare tutti allo
stessa stregua chi, come
i ristoratori consumano
quantità enormi di
rifiuti e chi invece non
produce nulla. Sarebbe bene
introdurre anche in Italia
il sistema adottato dalla
autorità Svizzere.
Nel mio Comune di residenza,
infatti, la tassa della
nettezza urbana consiste
nella vendita dei sacchi
marchiati e vidimati: tanti
sacchi, tanti soldi e guai
ad usare sacchetti alternativi.
In questi casi le autorità
sono molto severe contro
i trasgressori. Il sistema
è ottimo anche per
la raccolta differenziata.
Questo è uno di quei
casi in cui un eletto allestero,
importa nel suo paese costumi
ed abitudini di altri paesi
buone e già collaudate.
Lei
è deputato uscente
di questa Repubblica, prima
faceva loperaio. Ammesso
per assurdo che lei non
sia rieletto, il posto in
fabbrica dove lavorava ce
lha ancora?
No.
Per venire a Roma ho dovuto
rinunciare al posto di lavoro.
In Svizzera non esiste listituto
dellaspettativa per
incarichi istituzionali
come in Italia. Allora sono
stato costretto a dimettermi.
Sicuramente è una
cosa ingiusta. Ecco, questa
sarebbe invece una cosa
buona da esportare in Svizzera.
Ora, alletà
di sessanta anni che compirò
il 22 di febbraio prossimo,
mi trovo in mezzo in un
mare di guai. Se non verrò
rieletto, oltre a non essere
più deputato, non
sarò neanche più
operaio. Chi prenderebbe
a lavorare un uomo a sessanta
anni? Ho lavorato quarantuno
anni per la stessa fabbrica
di filatura industriale.
Pensi che, nonostante la
nomina a deputato, da deputato,
ho continuato a fare loperaio
per ben due mesi nel pieno
delle mie mansioni per insegnare
il mio lavoro specifico
a quello che avrebbe preso
il mio posto in fabbrica.
Anche volendo, non sarebbe
giusto, se mai fosse possibile,
scalzare quel lavoratore
per riprendermi il posto.
Lei
ha girato un film sulla
sua vita di operaio, film
molto apprezzato. Ha messo
in luce anche quanto fosse
benvoluto dai colleghi e
dai dirigenti stessi, se
lei chiedesse di rientrare,
non pensa che dovrebbero
accettare se non altro per
il ritorno in pubblicità
di cui hanno beneficiato?
In
verità lonorevole
operaio è stato
un film che ha fatto il
giro del mondo facendo anche
pubblicità alla fabbrica
presso la quale ho lavorato.
Non so se ci sarà
questa possibilità.
Non ho mai parlato di questo
con i vertici della fabbrica
pur avendo avuto sempre
contatti con il direttore
e gli amici operai. Quando
sono in Svizzera, mi sono
sempre premurato di fare
loro una visita. Credo che
mi accetterebbero, ma cosa
andrò a fare? Questo
e il problema perché
nellufficio dove lavoravo
io ci sono altri ormai.
Se
la riprendessero lei farebbe
loperaio? Lei una
volta mi disse che dei suoi
colleghi deputati nessuno
sa attaccare un chiodo al
muro, si ricorda?
Certo.
Mica è vergognoso!
Fare loperaio significa
lavorare e chi lavora è
una persona onesta. Non
ci sarebbe nulla di male
in questo. Si, è
vero che dissi che pochi
sanno attaccare un chiodo
al muro tra i miei colleghi
deputati. Mica chiamo i
commessi per fare qualche
lavoretto. Quando si è
trattato di attaccare un
quadro al muro del mio ufficio,
lho fatto io personalmente.
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