Gli
italiani allestero
amano lItalia, la
Patria, non la Padania!
Intervista
allon. Gianni Farina
PD eletto in Europa
25.02.08
- Onorevole Farina, lei
si ricandida, perché?
Mi
sembra evidente, a causa
di una legislatura che è
durata nemmeno un anno e
mezzo di fatto. Periodo
nel quale abbiamo cercato
di seminare in un campo
non arato, nel contesto
di un parlamento repubblicano
ove lo scontro era quotidiano.
Questo fatto faceva in modo
da costringere la maggioranza
di cui facevo parte, di
cui faccio parte, a continui
voti di fiducia che hanno
impedito ai candidati eletti
dallestero di svolgere
un lavoro proficuo e concreto
sui temi che riguardano
le nostre comunità.
Per questo motivo, per un
lavoro interrotto, per una
semina che non ha ancora
prodotto risultati importanti,
per le nostre comunità,
io intendo candidarmi di
nuovo alla Camera dei deputati.
Quali
sono gli errori commessi
da non ricommettere in virtù
della esperienza maturata
nella passata legislatura?
Purtroppo non tutto è
nelle nostre mani. Come
ho detto la situazione era
drammatica. Noi presentavamo,
anche nel corso della finanziaria,
importanti proposte di legge
e modifiche che introducevano
sostanziali contributi per
le nostre comunità
nel mondo su una serie di
problemi, la scuola, la
ristrutturazione consolare,
la riduzione dellimposta
comunale sugli immobili
sui quali abbiamo ottenuto
una grande vittoria ecc.
Poi, naturalmente, nel momento
in cui questi emendamenti
venivano respinti, noi ci
proponevamo di ripresentarli
nellaltro ramo del
parlamento. Ma lo scontro
ce lo impediva perché
a forza di voti di fiducia,
liquidavano ogni possibilità
di cambiamento nellambito
della struttura della finanziaria.
Questo ci ha legato le mani.
Non è una questione
di nostri errori, era la
situazione del paese che
non ce lo permetteva.
Cosa
si auspica per la prossima
legislatura?
Innanzitutto
io auspico un risultato
netto. Certo, siamo di fronte
a questa legge elettorale
che è una meschinità
assoluta. Mi auguro tuttavia
che lentusiasmo attorno
a questo nuovo grande Partito
Democratico possa dare agli
italiani la fiducia e la
speranza. Che con un grande
suffragio popolare al Partito
Democratico si possa veramente
riuscire a governare e cambiare.
Quindi mi auguro che il
14 aprile assisteremo ad
un risultato elettorale
che permetta alle forze
progressiste di governare
il paese e quindi a noi
di svolgere un ruolo attivo
e consapevole nel contesto
del Parlamento.
In
Parlamento ci sono forze
ostili al voto e agli italiani
allestero. Faccio
un esempio, voi avete convissuto
con Rifondazione comunista
che più di una volta
ha espresso fortissime perplessità
e, dallaltro lato
la Lega Nord la quale abolirebbe
addirittura il voto per
gli italiani allestero.
Io
capisco la Lega Nord, le
loro meschinità,
il loro egoismo provinciale
gretto rinchiuso nelle loro
montagne. Io provengo dalle
loro montagne e li vorrei
invitare ad aprire gli occhi
verso il mondo, a vedere
cosa cè al
di là del colle.
La loro posizione la capisco.
E una posizione egoista
di gente che si crede arricchita
che difende privilegi e
non guarda al di là
dei loro colli. Non capisco
però Rifondazione
Comunista. Non capisco un
partito del movimento operaio
che esprime contrarietà
ad un voto democratico che
riguarda essenzialmente
il voto di milioni di emigrati
lavoratori vittime degli
esodi di massa che sono
andati per il mondo. Non
capisco un partito che non
considera il grande amore
che questi lavoratori allestero
hanno verso la patria, verso
la Repubblica. Non capisco
un partito che non appoggia
questa gente nel momento
in cui acquisisce un diritto
sempre desiderato non fosse
altro per una sorta di risarcimento
morale. Ebbene io vedo,
assisto con amarezza e lo
dico con tutto il rispetto,
a posizioni di partiti del
movimento operaio che assumono
delle posizioni assolutamente
sbagliate oserei dire contro
natura.
Ho
tentato disperatamente di
avvicinare il Senatore Stefani
responsabile degli italiani
allestero per la Lega
Nord a proposito delle interviste
rilasciatemi dallon.
Goisis e dal senatore Polledri
che sarebbero per labolizione
del voto allestero.
In campagna elettorale,
non se ne vuole parlare
perché perderebbero
voti. Ma se questa è
la politica, allora è
giusto che la gente sia
stufa di vedersi chiamare
in causa solo quando conviene
ai partiti.
Queste
cose bisogna farle sapere,
questo è il problema.
La Lega ottenne, più
o meno nelle passate elezioni
politiche in Europa, circa
undici o dodici mila voti,
altrettanti per il resto
del mondo e forse anche
di meno. Però se
gli elettori li conoscessero
bene i voti sarebbero solo
un centinaio. Il fatto poi
che ipocritamente non siano
neanche coraggiosi e non
vadano tra gli emigrati
a difendere le loro posizioni,
questo dimostra la piccineria
e lo scadimento della politica
in Italia. Adesso, naturalmente,
che si neghino addirittura
alle interviste, è
il segno evidente che vogliono
catturare qualche migliaio
di voti di ingenui. Di lombardi,
piemontesi o veneti che
però sono lavoratori
che sono andati allestero
e che amano il nostro paese,
lItalia, non la Padania.
Amano il nostro paese, la
nostra Repubblica, amano
la patria. Spesso piangono
quando vedono il tricolore.
Queste cose quelli della
Lega non le sanno.
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