Abbiamo
ottenuto parità di
diritti tra tutti gli italiani
sulla questione ICI
Intervista
allon. Gino Bucchino
America settentrionale e
centrale PD-Ulivo
03.03.08
- LICI per gli
italiani allestero,
un risultato concreto.
Sì,
finalmente un risultato
concreto del quale siamo
orgogliosi. Io in particolare
mi sento orgoglioso non
solo di aver lavorato in
squadra con gli altri deputati
del Partito Democratico
ex Unione ma sono particolarmente
orgoglioso e soddisfatto
perché mi attribuisco
il merito di aver insistito
tantissimo su questa questione
incalzando il governo. Prima
con una interrogazione parlamentare,
poi con un emendamento,
poi ancora con un ordine
del giorno ed infine con
una lettera diretta al ministro
Padoa Schioppa.
Una
palese disparità
tra italiani stanziali e
residenti allestero.
Un assurdo tutto italiano?
Una
cosa che non stava né
in cielo né interra.
Una norma apposita di legge
del 2003 aveva riconosciuto,
in merito allICI sulla
prima casa, lassoluta
parità tra italiani
residenti in Italia ed italiani
residenti allestero.
Una detrazione che si aggirava
intorno ai cento euro. Ci
è sembrato un atto
dovuto lautomatico
riconoscimento di questo
nuovo diritto sancito nellultima
finanziaria di una ulteriore
detrazione fino ad un massimo
di altri 200 euro che, automaticamente,
doveva essere estesa anche
agli italiani allestero.
Ho attribuito questa incongruenza
del non riconoscimento automatico
ad una svista, una dimenticanza
delle esigenze degli italiani
allestero. Questo
la dice lunga sul livello
di attenzione. Si trattava
di sapere quando ci saremmo
resi conto che esistevano
anche gli italiani allestero
che godono di parità
di diritti. Bocciato lemendamento,
immediatamente ho presentato
un ordine del giorno allegato
alla finanziaria che è
stato accolto in pieno dal
governo. Il governo ha detto
sì. A quel punto
si sa che un ordine del
giorno nella politica italiana
non si nega a nessuno e
non significa certo che
andrà a buon fine.
Il Parlamento è pieno
di ordini del giorno rigettati.
Per
un provvedimento di questo
tipo non era necessario
alcun passaggio parlamentare,
non occorreva cioè
nessuna decisione legislativa,
non è vero?
Vero.
Forte di questo accoglimento
da parte del governo, mi
sono permesso, insieme agli
altri parlamentari con i
quali avevamo iniziato questa
campagna, di scrivere direttamente
al ministro Padoa Schioppa.
Grazie anche allinteressamento
di funzionari del ministero
delleconomia e finanze
che hanno capito che si
sarebbe potuta risolvere
la questione con un semplice
atto amministrativo e non
legislativo tanto era automatica
lapplicazione della
richiesta, si è arrivati
alla soluzione. Con la disposizione
n. 5 del ministero delleconomia
e finanze del 15 febbraio,
è stato sancito che
anche gli italiani allestero
hanno diritto a questa agevolazione
sulla prima casa.
E
un risultato politico importante
che rassicura. E un
po la prova della
utilità degli eletti
allestero che vigilano
sui diritti violati degli
italiani allestero.
Cosa comporta questa vittoria?
Due
conseguenze importanti.
Una economica. Gli italiani
allestero posseggono
di solito piccole casette
di campagna lasciate al
momento di partire. Tanto
piccole che, nella maggior
parte dei casi, non pagheranno
proprio nulla. Berlusconi
dice che abolirà
lICI sulla prima casa
ebbene noi, per gli italiani
allestero, lo abbiamo
già fatto. Unaltra
squisitamente politica quella
che il governo ha mostrato
di prendere atto della esistenza
di questa realtà
rappresentata dagli italiani
allestero sancendo
la parità con i cittadini
residenti in Italia. Fosse
stato anche per mezzo euro,
il fatto ha un significato
politico importante. Di
questo siamo estremamente
soddisfatti. E dato che
il governo resterà
in carica fino ad avvenute
elezioni politiche, si spera
che, aperta questa porta,
se ne possano aprire anche
altre specie per quei problemi
per i quali sarà
sufficiente un solo atto
amministrativo.
A
quali problemi si riferisce,
ne esistono altri risolvibili
ed altrettanto disattesi?
Per
esempio il rinnovo degli
accordi sulla sicurezza
sociale tra Italia e Canada
al quale si affianca anche
la stesura del nuovo codice
di sicurezza sociale tra
Italia e Cile. Il momento
è particolarmente
favorevole non solo perché
il ministro DAlema,
anche in tempi non sospetti,
aveva già risposto
ad una nostra sollecitazione
firmata da me e dallonorevole
Fedi di sbrigarsi a firmare
questo benedetto accordo.
Si pensi che la copertura
economica, in questo caso,
è irrilevante, si
parla di soli 700.000 euro.
Sono trascorsi più
di dieci anni dallaccordo
che, quasi immediatamente,
fu ratificato del governo
canadese. Ancora oggi quello
italiano non ha ratificato.
Direi che se riuscissimo
a portare a casa anche questo
sarebbe un ottimo risultato.
Nutro buone speranze anche
perchè nel calendario
delle prossime riunioni
del ministero degli affari
esteri cè la
ratifica, limpegno
o lo studio per la firma
di accordi bilaterali tra
lItalia ed altri paesi
di rilevanza economica storica,
geografica e politica molto
inferiori a quello che può
essere un accordo con il
Canada. Sono dunque fiducioso
che prima delle elezioni
si possa portare a casa
anche questa cosa qui.
Lei
non era intenzionato a ricandidarsi,
ora sembra abbia cambiato
idea, si ricandiderà?
Precisiamo.
Avevo espresso pubblicamente
la mia intenzione di non
ripetere lesperienza
da parlamentare almeno che
non fossero successi, in
questo periodo legislativo,
fatti straordinari di portata
grave come quella di una
interruzione così
precoce della legislatura.
Praticamente non sono trascorsi
due anni dalla nostra proclamazione.
Il lavoro vero, considerato
che sono stato proclamato
alla fine di aprile del
2006, poi ulteriori ritardi
dovuti alle contingente
di sistemazione istituzionali,
poi lestate, poi la
finanziaria, praticamente
noi abbiamo potuto lavorare
solamente il 2007. A me
sembra veramente un po
poco per gettare la spugna
e abbandonare anche perché
cosa dirò ai miei
elettori? Per cui mi sembra
un dovere mettere da parte
anche la parte della sfera
personale e familiare tentando
di continuare a lavorare.
La
preoccupazione delle intenzioni
del Canada di non far votare
gli italiani è superata
però siete sottoposti
a condizioni bizzarre, decisamente
particolari per quanto riguarda
la campagna elettorale.
Innanzitutto
sono grato e soddisfatto
della decisione del governo
canadese di permettere di
votare. Io so che il Canada
ha delle perplessità
storiche soprattutto sullelettorato
passivo. In questo caso
direi che ha giocato a favore
nostro il fatto che questa
legislatura è durata
talmente poco da essere
troppo vicini alle passate
elezioni. Il Canada forse
non se lè sentita
di negare la possibilità
concessa apena poco tempo
prima. Le perplessità
del Canada, intendiamoci,
sono ancora tutte in piedi.
Il Canada è uno Stato
sovrano, ci mancherebbe,
e per svolgere il voto degli
italiani occorre il suo
beneplacito. Per il momento
il Canada ha detto sì
ma non si tratta di una
concessione a vita. Ci sono
però dei paletti
inerenti le modalità
della campagna elettorale.
Il Canada, è un paese
multietnico, multiculturale,
questo è il fiore
allocchiello della
identità canadese
non ci sono solo gli italiani.
Il governo canadese non
ama che vengano fatte campagne
elettorali nel proprio paese.
Oggi lItalia, domani
potrebbe esserci la Cina,
poi lIndia ecc. Questo
potrebbe creare qualche
motivo di disturbo allindentità
e al carattere multietnico
di convivenza.
Quindi?
Quindi
nessun tipo di propaganda.
Noi non potremo tenere comizi
pubblici neanche nelle sedi
delle associazioni, dei
patronati, nelle Chiese,
nei cinema. Non potremo
affittare sale per riunioni,
non potremo nemmeno distribuire
pubblicamente materiale
propagandistico. Ci è
impedito tutto questo. Sarà,
poi, il nostro ambasciatore
a dettare quali saranno
le regole precise. Noi non
potremo comprare degli spazi
pubblicitari per la campagna.
Lunico modo di fare
campagna elettorale e propaganda
sarà per posta. Immagino
porta a porta praticamente
alle modalità canadesi,
via mail e via internet.
Punto e basta. Questo vuol
dire che io non potrò
andare ad incontrare, in
luogo pubblico, la comunità
di italiani della mia circoscrizione.
Queste sono le condizioni.
Il governo canadese ha anche
invitato le istituzioni
italiane, le ambasciate,
i consolati, a monitorare
la correttezza dello svolgimento
delle elezioni e a denunciare
anomalie e disubbidienze
fino alla esclusione del
candidato dalle liste elettorali.
Gli unici luoghi dove si
potrà fare campagna
elettorale saranno le sedi
istituzionali italiane come
Ambasciate, Consolati ed
Istituti italiani di Cultura
che sono considerati territorio
italiano. Queste sono le
condizioni che saremo tenuti
a rispettare.
Quale
sarà lesito
delle elezioni politiche
del 13 e 14 aprile 2008?
Sono
assolutamente convinto che
il Partito democratico del
quale faccio parte porterà
a casa, contrariamente a
quanto dicono i nostri avversari,
una bella vittoria anche
questa volta. Eda
sfatare, in maniera più
assoluta la leggenda che
deriva da una semplice sommatoria
matematica che il centrodestra
racconta dalle scorse politiche
e che li avrebbe visti vincitori.
Cioè che se il centrodestra
si fosse presentato unito
alle passate elezioni, avrebbe
vinto ovunque. Non è
affatto vero. Allepoca,
il centrodestra presentò
24 candidati facendo lesempio
del Canada e del centro-nord
America per la camera mentre
lUnione solo quattro.
Oggi, il centrodestra presenterà
non 24 ma solo 4 candidati.
Gli altri venti esclusi,
come reagiranno? Allora
ce la giocheremo in perfetta
contrapposizione bipartitica
ed io sono sicuro che porteremo
lo stesso a casa una bella
vittoria.
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