Anche
un solo deputato eletto
allestero che abbia
credito nel suo gruppo,
basterebbe
Intervista
allon. Massimo Romagnoli
Popolo della Libertà
07.03.08
- Lei ha formato la Confederazione
degli Imprenditori Italiani
in Europa, ha avuto collegamenti
con la Confederazione degli
Imprenditori Italiani nel
Mondo?
Certamente.
Tanto è vero che
mi sono incontrato con il
Presidente Zamberletti e
con il segretario generale
Luana Cotignoni Noè
con i quali siamo addivenuti
alla determinazione di una
nuova formulazione in collaborazione
con le Camere di Commercio
Italiane allestero.
Non si tratta di concorrenza.
Noi ci occupiamo solo ed
esclusivamente degli imprenditori
italiani che sono residenti
e che operano in Europa.
Mentre le Camere di Commercio
si occupano sia degli imprenditori
italiani sia degli imprenditori
esteri. Con alcune Camere
di Commercio, per esempio,
quella del Belgio e dellUngheria
ci siamo messi in contatto
per organizzare una collaborazione
su questo fronte. Successivamente
ho continuato a visitare
le comunità in quanto,
essendo deputato in carica,
è un mio dovere andare
a fare loro visita. Ho avuto
diversi incontri a Bruxelles
a Manchester a Colonia poi
ne faremo molti altri.
Massimo
Romagnoli nel momento in
cui parliamo (6 marzo) sta
per partire per uno dei
suoi viaggi, dove va?
In
questo momento sto per andare
ad Atene dove questa sera
sarò invitato ad
una trasmissione televisiva
nazionale da Max Triandafilopoulos.
Domani mattina sarò
ad Hannover nel pomeriggio
ad Amburgo, in serata sarò
a Berlino. Il giorno dopo
avrò degli incontri
con gli italiani a Norimberga
in serata nuovamente a Berlino.
Andrò in Svizzera
a Basilea, Lucerna, Olten,
Coira e lugano. Lunedì
10 sarò a Londra
e martedì a Manchester.
Gli
italiani allestero
sono al corrente dellintenzione
del Popolo della Libertà
di confluire, a livello
europeo, in quello Popolare
Europeo?
Penso
che uno degli scopi per
il quale si è formato
un partito unico tra Forza
Italia ed Alleanza Nazionale,
sia stato proprio questo
di costruire la grande casa
dei popolari europei anche
in Italia. Noi come Forza
Italia, eravamo già
nel Partito Popolare Europeo.
Adesso anche Alleanza Nazionale,
confluirà nel Partito
Popolare Europeo. Dobbiamo
prendere come esempio quei
paesi dove cè
una politica stabile che
assicura la governabilità,
penso alla Grecia ed alla
Spagna con la presenza di
due grossi blocchi. Un bipolarismo
dunque che in qualche modo
garantisca la governabilità
perché questo paese
non può essere sempre
schiavo di piccole formazioni
come è successo ultimamente
a Prodi. Non penso che Prodi
non volesse bene allItalia.
E stato costretto
a fare delle manovre sbagliate.
Per esempio sulle liberalizzazioni
dove ci trovava daccordo,
ha dovuto fare marcia indietro
perchè i partitini
piccoli della sinistra lo
minacciavano continuamente
di far cadere il governo.
Noi del centrodestra ci
siamo decisi a costruire
un unico partito come ha
fatto Veltroni con il Partito
Democratico. Con due grandi
formazioni, il PDL da un
lato ed il PD dallaltro,
chi vincerà governerà
per cinque anni. E
una svolta che finalmente
porterà il paese
alla governabilità
perché, in caso contrario,
chi ne paga le conseguenze,
sono i cittadini. Cè
una novità anche
per gli italiani allestero
che, finalmente sia il partito
di Veltroni sia il Popolo
della Libertà, hanno
inserito allinterno
dei loro programmi interessanti
attenzioni in loro favore
come la defiscalizzazione
delle pensioni e fondi allinformazione.
Su questo, ho presentato
un progetto di legge e Berlusconi
in persona mi ha promesso
che mi avrebbe aiutato a
portarlo a termine: aiutare
linformazione allestero
soprattutto quella telematica
della quale nessuno può
pensare di fare a meno specie
a livello mondiale. Gli
italiani si trovano sparsi
su tutta la terra ed il
mezzo telematico è
lunico che potrà
garantire la diffusione
delle notizie in tempo reale.
Dare dunque più forza,
in termini di risorse, e
di aiuti ai giornali telematici
che svolgono questa importante
funzione di informazione
per gli italiani allestero.
Non è bello che quando
si va in campagna elettorale,
parliamo di elezioni e gli
italiani non sanno neanche
che si vota. Questo è
un mio impegno personale.
Lei
sa che nel progetto di riforma
elettorale allestero
sarebbero eletti dodici
senatori e sei deputati
ribaltando i termini attuali.
Ciò perché
al Senato gli eletti allestero
sarebbero inutili. No crede
che se il centrodestra vincesse
dovrebbe occuparsi di rimettere
le cose nello status quo
ante?
Da
premettere che io stesso,
come tutto il centrodestra,
sono dellavviso che
il numero dei parlamentari
in generale deve essere
diminuito. Sono pochi i
parlamentari che lavorano.
Basta andare sul sito internet
dove le presenze sono pubbliche.
Cè da non sottovalutare
che i deputati allestero
sono veramente una rappresentanza
piccola. Per tutta lEuropa
ci sarebbero solo sei deputati.
Ma se si vuole ridurre il
numero dei deputati va bene
questo tipo di cambiamento
a patto che si dia più
valore e potere ai Comites
ed ai CGIE. Perché
la differenza di un parlamentare
eletto in Italia ed uno
eletto allestero è
che in Italia i parlamentari
sono coadiuvati dai consiglieri
comunali, provinciali e
regionali, quelli eletti
allestero non sono
coadiuvati da nessuno. Per
cui, se si dà valore
e quindi importanza anche
economica ai Comites sul
territorio che sono come
antenne di ogni singolo
deputato, questo potrebbe
andar bene. Il problema
non è il numero,
sei o dodici parlamentari.
Il problema è linformazione
che ogni singolo deputato
riesce ad avere su determinate
problematiche.
In
parlamento però contano
le sedie. Un conto sono
sei sedie, altro conto è
averne dodici quando si
va alle votazioni su provvedimenti
di legge.
Penso
che sia compito di ogni
singolo deputato farsi valere
allinterno del proprio
gruppo parlamentare. Mi
spiego. Noi del centrodestra,
a differenza dei parlamentari
del centrosinistra, non
abbiamo mai avuto problemi
quando volevamo presentare
interrogazioni, progetti
di legge, intervenire in
aula o in commissione. Cosa
che è successa ai
deputati del centrosinistra
che lhanno più
volte denunciato. Lo stesso
Cassola, Razzi, Narducci
ne hanno parlato. Hanno
più volte detto che
non avevano lo spazio adeguato
allinterno del proprio
partito. Questi sono programmi
politici, dipende dal partito
di appartenenza in quale
conto tiene gli italiani
allestero. Potrebbe
esserci anche un solo deputato,
non ne occorrono sei. Limportante
è che questo deputato
abbia una sua personalità
e la conoscenza del problema
da presentare al proprio
gruppo parlamentare.
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