Ci
sono persone molto perbene
che non sanno fare politica,
altri meno perbene che la
politica la sanno fare
Intervista
al Senatore Willer Bordon
gruppo misto
10.03.08
- Si candida a sindaco
di Roma. E una faccia,
in questo senso, nuova.
Sì,
in parte. Abito ormai a
Roma da oltre venti anni,
mia figlia è nata
a Roma. Quello che è
vero è che mi sono
occupato di più delle
grandi questioni nazionali
essendo stato varie volte
ministro. Per ben due anni
e mezzo sottosegretario
ai beni culturali e pensare
di fare il sottosegretario
ai beni culturali e non
occuparsi di Roma è
complicato anche se uno
lo volesse. Ministro dei
lavori pubblici proprio
nellanno del Giubileo
e, come era inevitabile,
mi sono occupato moltissimo
dei lavori giubilari. Per
laltro anno e mezzo,
sono stato ministro per
lambiente. Anche qua,
inevitabilmente, le problematiche
romane erano al centro della
mia attenzione. Dopodiché
è vero però
che sono nuovo. Tutti quelli
che si ripresentano a Roma
sono vecchi per Roma diciamo
la verità. Sono le
stesse facce che, di volta
in volta, seguono ora il
piano nazionale ora il piano
locale.
Lei
ha tutte le carte in regola
per essere eletto a sindaco
di Roma, ma cè
una leggenda metropolitana
che circola e che vuole
Veltroni e Rutelli imbattibili
per questa carica, cè
qualcosa di vero?
Leggenda
per leggenda, cè
anche unaltra che
leggenda. Dal 1970 quando
mi candidarono per la prima
volta, ero praticamente
al mio primo voto, a fare
il consigliere comunale
in cui fui vice sindaco,
non ho mai perso una elezione.
E come quando si sale
sul ring per combattere
in un incontro di boxe fra
due che non hanno mai perso,
uno dei due perderà
per la prima volta. Io penso
di non essere quello che
perderebbe in questo caso.
Il
Popolo della Libertà
ha una dislocazione europea
nel Partito Popolare Europeo,
il Partito Democratico che
non ne ha nessuna in Europa,
o ne ha troppe, come, secondo
lei si posizionerà?
Bisognerebbe
chiederlo agli attuali dirigenti
del PD. Quando stavamo lavorando
per costruire un Partito
Democratico un tantinello
più assomigliante
al grande sogno del Partito
Democratico ne stavamo discutendo.
Sinceramente non ho capito
come labbiano risolto.
Temo che rischieranno di
risolverlo in due maniere
o facendo quello che facemmo
qualche anno fa nelle ultime
europee quando ci presentammo
con lo stesso simbolo, lUlivo,
quandoognuno andò
nel gruppo che riteneva
opportuno che, sinceramente
può funzionare una
volta poi rischia di non
essere una cosa troppo seria,
oppure andando nel gruppo
del Partito Socialista Europeo
che sarebbe la sconfessione
di quei tanti, a cominciare
dalla mia amica Rosy Bindi,
Rutelli ecc., che avevano
detto mai nel Partito Socialista
Europeo.
Berlusconi
non manca di manifestare
la sua esuberanza in ogni
occasione. Ma si è
espresso con parole abbastanza
forti su Di Pietro nonostante
gli avesse proposto di fare
il ministro nel suo governo.
La gente non rischia di
non capire gli itinerari
della politica?
Guardi,
lei mi porta su un terreno
fin troppo a me favorevole
nel senso che, come lei
sa, ho dato le dimissioni
da senatore perché
ritenevo che lantipolitica
non fosse fuori ma nel Palazzo.
Manca ili senso della serietà
e della responsabilità
nei confronti delle istituzioni.
Purtroppo la classe cosiddetta
dirigente politica fa spesso
promesse che non mantiene.
Prende impegni che disattende,
dice una cosa per poi smentirla
radicalmente il giorno dopo.
Non prende un caffè,
la famosa frase di Fini
con Bossi non prenderei
mai nemmeno un caffè
poi ci ha condiviso anni
di governo e lo sta rifacendo
adesso e si potrebbe continuare
allinfinito anche
dalla parte del centrosinistra.
Ricordavo, quando mi dicevano
attenzione tu e Manzione
fate troppo le bizze, rispondevo
ricordando che Bertinotti
buttò giù
il governo Prodi, poi è
stato premiato ed è
diventato Presidente della
Camera.
Il
Partito Democratico, si
dice stando ai sondaggi,
stia recuperando.
Io
sono di una idea leggermente
diversa. E una campagna
elettorale partita subito
da parte di Veltroni e del
Partito democratico. Egli
ha anche il vantaggio della
novità in questo
il che gli permette, al
momento, di essere una sorta
di uomo solo al comando,
di lanciare con una certa
facilità parole dordine.
Ma in questo caso avviene
un fenomeno che si studia
proprio nella scienza della
politica. Quando lelettorato
è in una condizione
di depressione non lo si
avverte del tutto e quindi
le zone più limitrofe
sono tendenzialmente portate
a non dare indicazioni di
voto a non votare. Quando
invece si trovano in una
condizione di supereccitazione
come oggi sono quelle dellelettorato
di centrosinistra in generale
nel particolare il Partito
Democratico, si avvertono
molto di più. Me
dal punto di vista elettorale,
la differenza è molto
marginale. Si tratta soltanto
di elettori una parte dei
quali probabilmente non
avrebbe votato. Teniamo
presente, tra laltro,
che la vera e propria campagna
elettorale invece dallaltra
parte sta appena partendo.
Ricordiamoci di cosa seppe
fare negli ultimi quindici
giorni di campagna elettorale
la volta scorsa Silvio Berlusconi.
Io penso, da analista della
politica, che oggi la distanza
politico-culturale tra centrosinistra
e centrodestra sia ancora
molto ma molto ampia. Mi
interessa poco capire di
quanti punti sia il vantaggio
cosa che adesso non servirebbe.
I sondaggi danno la foto
di un trend in movimento,
serve sapere cosa succederà
il 13 aprile. Quello che
mi interessa capire è
che la distanza, al momento,
sembra incolmabile. Parlo
della Camera.
Grazie
per la lezione ma proprio
in qualità di analista
le voglio prospettare questo
scenario delle forze politiche
in campo: il Partito Democratico
ha occupato il centro politico
del paese quello che, per
intenderci, è appartenuto
alla vecchia DC, Casini
e la Rosa Bianca sono rimasti
spiazzati da questo posizionamento,
la desta rappresentata dal
Popolo della Libertà,
e la sinistra arcobaleno
a sinistra. E uno
scenario verosimile?
Un
po troppo di comodo
secondo me. Nel senso che
io non credo, con tutta
la buona volontà,
che oggi gli elettori identifichino
Veltroni ed il Partito Democratico
come il centro tradizionale.
Credo che lelettorato
lo posizioni in una zona
moderata ma sempre in quella
che una volta si chiamava
la sinistra. Noi abbiamo
questa idea del centro che
è una idea tutta
italiana. Negli altri paesi
esistono d left e right,
generalmente sinistra e
destra. Nel nostro sistema
la sinistra è in
alternativa. Ma esistono
sinistre governative. Certo
poi possono essere definiti
new center però,
sostanzialmente, sono le
due parti della mela. In
Italia da una parte cè
Berlusconi e dallaltra
parte cè Veltroni.
Due centri? Io non credo.
Sono semplicemente il centrodestra
ed il centrosinistra, un
po più moderato
Veltroni di Prodi, un po
forse più estremizzato
come centro Berlusconi da
Casini. Ma la sostanza non
è cambiata. Poi io
ho sempre avuto una idea
di tipo diverso che, oltre
al centrosinistra ed al
centrodestra, la gente vuole
o il cambiamento o la conservazione.
Si è rotta un po
le scatole di tutte queste
configurazioni molto comode
della politica quando poi
alla fine si accorge che
dopo la terza settimana
già non gli bastano
i soldi. Credo che oggi
la priorità sia quindi
cambiare per davvero o mantenere
tutto uguale.
Che
cosa imputa al governo Prodi?
Io
personalmente ho sempre
detto anche quando ero molto
critico, che Romano Prodi
avesse fatto tutto quello
che doveva fare nella condizione
data. Purtroppo la condizione
data era la condizione che
conoscevamo. Una condizione
in cui al Senato la maggioranza
era fragilissima e poi ad
un certo punto non cè
stata più ed è
stato sbagliato continuare
ad insistere anche quando
la maggioranza non era più
politica ma solo numerica.
Forse questo è stato
il fatto più grave
ma era una cosa che dipendeva
dalla frammentazione politica
e dallassurdità
di una coalizione fatta
in modo da mettere insieme
Diliberto e Dini. Oggi,
spezzato quel legame, ognuno
dice quello che pensa. Ci
si accorge che solo in Italia
era possibile mettere assieme
e governare politiche e
personalità così
diverse.
Nessuno
più comprerebbe unauto
usata da Mastella, neanche
lei la comprerebbe?
Sono
quelle domande che, secondo
me come dire, rischiano
di avere risposte banali
o scioccamente offensive.
Io credo che quello che
conta è dare un giudizio
della proposta politica
dopodiché possono
esistere persone molto perbene
che non sanno fare politica
e possono esistere persone
molto meno perbene ma che
la politica la sanno fare.
Io, il giudizio che do di
Mastella è che Mastella
sia stato un professionista
della politica di un tempo.
Lo dico con sincerità
ed anche con il rispetto
che si deve ad una persona
che, almeno in questa fase,
è saputa uscire con
una dignità di un
certo tipo. Spero che quella
fase in cui è stato
uno dei vertici, sia una
fase finita.
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