Partito
Italiani allEstero:
a cosa servono i movimenti
e le associazioni allestero?
08.11.08 - Gli
italiani allestero,
dagli albori della prima
emigrazione, si sono sempre
organizzati in associazioni.
Daltronde è
la forma più elementare
e diretta per condividere
e solidarizzare.
Attualmente nel mondo se
ne contano veramente tante.
Alcune di queste hanno raggiunto
considerevoli dimensioni
specie in America Latina.
Ma a che servono?
A parte i fini e gli scopi
cui il loro Statuto invoglia
a perseguire, qual è
il ritorno in termini utilitaristici
e politici di un movimento
di italiani allestero
nei riguardi delle istituzioni
italiane?
Praticamente nessuno. Una
massa di persone consistente
nei numeri non serve ad
incidere sul governo italiano
in alcun modo. Non essendo
rappresentato in Parlamento
da un adeguato e proporzionale
numero di deputati, non
ha praticamente la possibilità,
non solo di imporre, ma
neanche di proporre alcunché.
Sappiamo tutti come funziona
la politica e cosa conti
più di ogni altra
cosa: la forza dei numeri,
il pacchetto elettorale
di cui qualcuno si faccia
latore. Più numeri
si posseggono, più
si ha la considerazione
dei politici. Chi è
a capo di un movimento tanto
folto, non fa altro che
farsi forte di un portafoglio
importante da sfruttare
con i politici locali, non
certo con quelli italiani.
Ciò non significa
che sia disdicevole, tuttaltro,
ma non serve a cavare ragni
da buchi italiani.
Semmai possono essere utilizzati
per risolvere problemi stanziali.
Se si considera poi che
questa massa di gente organizzata
è anche elettrice
nei luoghi di residenza,
si comprende quale sia la
portata e la forza che acquista
il movimento nel mutuo
soccorso che intercorre
tra politici e corpo elettorale.
Organizzazioni di questo
tipo servono solo nei luoghi
di residenza allestero
ed allinterno dei
loro confini. Mai essi potrebbero
sortire gli stessi risultati
fuori da una logica di partito
in Italia. E bene
che la gente sappia che
ad un forte e numeroso movimento
o associazione italiana
allestero, non corrisponde
affatto maggiore incisività
nella vita politica italiana.
La Circoscrizione Estero
ha voluto evitare proprio
questo e cioè che
questi milioni di italiani
allestero potessero
spostare milioni di voti
e quindi fare da ago della
bilancia politica negli
equilibri tra i partiti
esistenti. Lo stesso Tremaglia
avrebbe voluto un partito
unico ma gli fu impedito
di porlo in essere. Orbene,
una volta chiarito che i
movimenti e le associazioni
italiane allestero
sono utili solo sui territori
esteri ed in questo nulla
di male si riscontra, non
si vede per quale motivo
si debba avversare la costituzione
di un partito le cui finalità
sono altrettanto lecite
con una promessa in più:
avere la forza contrattuale
a livello di governo italiano.
Sta alla gente associata
e costituita in movimento
scegliere cosa le convenga
fare. Ambedue le opzioni
possono essere giuste con
la sola eccezione che chi
scegliesse il movimento
locale dichiarerebbe, in
questo modo, che non è
necessario votare per le
elezioni politiche italiane.
Non servirebbe a quel punto
né la Circoscrizione
Estero, né il voto
per corrispondenza, né
deputati e senatori italiani
eletti nel Parlamento italiano.
Queste considerazioni potrebbero
addirittura tentare qualcuno
di abolire il voto perché
praticamente inutile e dispendioso.
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=8784