Intervista
al
Senatore
Alfredo
Biondi
(FI)
Il
senatore
Alfredo
Biondi
è
membro
della
4°
Commissione
permanente
Difesa,
membro
della
9°
commissione
permanente
Agricoltura
e
produzione
agroalimentare,
Vice
presidente
del
Collegio
di
Garanzia.
Ci
parla
della
sua
proposta
sui
DICO?
E
un
po
luovo
di
Colombo.
Io
sostengo
che
la
convenienza
sia
un
rapporto
interpersonale.
Se
questo
rapporto
interpersonale,
oltre
che
essere
voluto
dai
due
soggetti,
è
anche
sancito
in
un
atto
reciproco
di
volontà,
quindi
un
atto
giuridico,
un
contratto,
al
cospetto
di
un
notaio
che
è
pubblico
ufficiale,
ecco
che
le
relazioni
dichiarate,
di
fatto,
diventano
reciprocamente,
di
diritto
e
di
reciproca
garanzia
tra
i
due.
Non
si
scimmiotta,
non
si
simula
un
matrimonio
che
è
lunico
che
la
legge
prevede,
concordatario
o
civile,
allart.
29
della
Costituzione
tra
un
maschio
ed
una
femmina.
Mentre,
invece,
se
due
persone,
anche
dello
stesso
sesso,
intendono
vivere
insieme
per
motivi
che
non
interessano
dal
punto
di
vista
della
loro
sessualità,
perché
la
sessualità
ognuno
la
può
svolgere
quando
crede
e
nelle
ore
in
cui
è
disponibile,
questo
consente
di
dire
che
cè
una
certezza
che
i
due
vogliono
convivere.
Lo
Stato,
poi,
deve
collazionare
i
diritti
ai
singoli,
il
convivente
more
uxorio
deve
poter
andare
a
trovare
in
carcere
il
detenuto,
o
in
ospedale,
può
succedergli.
Si
possono
stabilire
delle
norme
che
riguardano
la
successione
in
maniera
che
la
quota
disponibile,
oltre
che
la
quota
legittima,
possa
essere
dilatata
in
mancanza
di
un
certo
numero
di
eredi
o
di
un
precedente
matrimonio.
Si
può
fare
tutto
quello
che
è
necessario
per
rendere
pubblico
quello
che
rimane
un
rapporto
civile
contrattuale
ma
rafforzato
dal
punto
di
vista
delle
garanzie.
Ma
perché
cè
questa
avversione
per
i
DICO?
Perché
i
DICO,
mi
permetto
di
dire,
hanno
detto
male
quello
che
va
detto
bene.
Quindi
dire,
per
esempio,
che
Mario
si
debba
recare
allanagrafe
dichiarando
di
convivere
con
Carolina
anche
se
lei
non
è
presente
ma
sarà
necessario
spedirle
una
raccomandata
con
ricevuta
di
ritorno,
è
un
pasticcio.
Hanno
voluto
evitare
ipocritamente
che
i
due
vadano
insieme
a
fare
una
dichiarazione
congiunta
per
evitare
di
dare
adito
alla
celebrazione
di
un
matrimonio,
come
dire,
anagrafico,
dove
gli
invitati
lanciano
loro
addosso
il
riso.
Sono
contrario
alla
ipocrisia.
Anche
il
matrimonio
è
un
contratto
però
io
ritengo
sia
un
contratto
pubblico
che
la
legge
e
la
Costituzione
prevede,
nel
quale
ci
sono
diritti
e
doveri
che
non
sono
eliminabili
se
non
con
il
divorzio
ma
sempre
con
gli
obblighi
residuali
nei
confronti
dei
figli
e
del
coniuge
più
debole.
Tutte
queste
cose
non
appartengono
alla
volontà
di
vivere
insieme
per
motivi
affettivi
o
anche
di
simpatia
o
solidarietà.
Ci
può
essere
un
rapporto
solidale
tra
due
o
più
persone,
ma
non
è
chiarito
bene
se
possa
esserci
una
staffetta
nella
convivenza.
Sarebbe
lultimo
in
ordine
di
subentro
a
godere
i
benefici
di
questa
staffetta?
Invece,
un
contratto
si
estingue
nei
modi
che
il
codice
civile
prevede.
Nasce
per
questo
incontro
di
volontà
col
quale
intende
costituire,
modificare
o
estinguere
un
rapporto
giuridico.
Nel
caso
della
coppia
di
fatto,
non
si
intende
costituire,
ma
confermare
ciò
che
già
cè
in
quel
momento
e
si
estinguerà
nel
modo
che
il
codice
civile
prevede.
Per
questi
motivi
dico
che
stiamo
parlando
delluovo
di
Colombo
se
non
si
vogliono
imbrogliare
le
carte
in
tavola.
Questa
è
una
cosa
semplice.
E
se
al
governo
venisse
voglia
di
lavorare
sul
suo
testo
come
base
di
elaborazione
della
legge?
E
proprio
questo
che
temo.
Temo
che
questa
mia
etichetta
che
è
piaciuta,
lo
so
che
è
piaciuta,
venga
utilizzata
come
testo
base
di
partenza
per
attribuire,
magari,
allopposizione,
quello
che
poi
otterranno
con
la
loro
trasversalità
e
reciprocità
di
consensi
e
di
dissensi.
A
questo
io
non
mi
presterò.
Piuttosto
che
fare
questo,
sono
disposto
anche
a
ritirarlo.
I
disegni
di
legge
possono
essere
presentati
da
chiunque
e
possono
essere
fatti
propri
in
sintesi
dalla
Commissione.
Devo
dire
sinceramente
che,
il
modo
col
quale
laicamente
il
presidente
Salvi
ha
iniziato
la
relazione
e
poi
nella
proposta
che
farà,
mi
sta
bene.
Da
quanto
ho
capito,
nel
dibattito,
mi
pare
si
possa
esaminare
la
cosa
con
serenità.
Comunque
io,
su
questo,
ho
una
mia
posizione
personale,
non
del
partito.
Personale.
Cè
libertà
di
coscienza
ma
vedo
che
sta
diventando
un
tema
politico
ed
io
le
castagne
dal
fuoco
al
governo
con
le
mie
manine,
non
gliele
tolgo.
Lei
è
cattolico?
Non
la
condizione
affatto
la
posizione
della
Chiesa
sui
diritti
alle
coppie
di
fatto?
Sono
battezzato.
Non
sono
un
grande
osservante
però
non
mi
considero
un
ateo.
Tra
laltro,
sono
anche
amico
del
Cardinale
Bertone
ed
ho
grande
stima
di
Ruini.
Credo
che
il
Magistero
della
Chiesa
sia
una
cosa
importantissima
per
i
fedeli.
Questi
sono
di
due
tipi,
quelli
volontari
e
quelli,
diciamo
la
verità,
un
po
interessati
alla
fedeltà.
Io
sono
di
quelli
non
interessati.
I
principi
etici
della
Chiesa
io
li
rispetto
e,
per
quanto
possibile,
li
pratico
dal
punto
di
vista
della
non
sudditanza.
Sono
un
Cavouriano
di
formazione,
libera
Chiesa
in
libero
Stato.
Guai
se
qualcuno
impedisse
alla
Chiesa
di
dire
quello
che
intende
dire,
poi
il
governo
decida
come
deve
decidere.
La
sua
posizione
sui
DICO
è
analoga
a
quella
del
Presidente
Salvi?
Mi
trovo
daccordo
nel
dire
che
hanno
fatto
un
Dico
per
non
dire,
un
dico
ed
un
disdico,
un
qui
lo
dico
e
qui
lo
nego,
ci
sarebbe
da
ridere.
La
Bindi,
nonostante
la
sua
animosità,
è
anche
toscana,
quindi
abbastanza
spiritosa,
ha
detto:
più
che
DICO,
DIREI
che
è
una
cosa
che
un
giorno
potrebbe
tradursi
in
dicevo.
Salvatore
Viglia
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