Intervista
a
Teodoro
Buontempo
14.12.06
-
La
lingua
italiana
lingua
ufficiale
della
Repubblica.
Così
la
si
vuole
definire
nella
Costituzione.
L
on.
Teodoro
Buontempo
(AN)
ne
spiega
le
motivazioni.
Onorevole,
ma
se
si
vuole
sancire
nella
Costituzione
questo
principio,
significa
che
corriamo
qualche
pericolo?
Intanto,
si
deve
rilevare
il
fatto
che
se
cè
una
necessità
di
mettere
nella
Costituzione
che
la
lingua
ufficiale
di
questo
paese
è
l
italiano,
vuol
dire
che
c
è
un
problema
molto
serio.
Cioè,
la
lingua
italiana
sta
perdendo
il
suo
ruolo
e
la
sua
funzione
nel
nostro
paese,
sta
per
essere
soppiantata
da
un
linguaggio
composto
da
lingue
straniere.
Gli
italiani
nel
mondo
si
lamentano
perché
all
estero
mancano
scuole
che
insegnino
ai
loro
figli
la
cultura
e
la
lingua
italiana.
La
cosa
incredibile
è
proprio
questa
che
in
tutto
il
mondo,
se
si
fa
una
indagine,
si
scoprirà
che
c
è
una
richiesta
di
italiano
straordinaria
dalla
Cina
al
Nord
Europa.
LItalia
non
è
attrezzata.
La
storia
dei
corsi
di
italiano
tenuti
allestero
per
il
tramite
delle
ambasciate,
dei
consolati
e
degli
istituti
di
cultura,
non
funzionano.
In
un
paese
come
lInghilterra
per
esempio,
è
assurdo
che
non
esista
un
liceo
italiano
come
invece
esiste
in
Francia.
Esiste
un
scuola
che
si
chiama
European
scool
che
fa
parte
della
Comunità
Europea
e
che
è
presente
in
ogni
paese
dove
ci
sono
progetti
europei
creata
appositamente
per
i
figli
dei
dipendenti
della
Comunità
Europea.
Quello
sarebbe
un
bell
esempio
perché
manterrebbe
l
identità
del
proprio
paese.
In
Spagna
si
è
aperta
questa
scuola
europea,
ma
manca
la
sezione
italiana
perché
la
costituzione
della
sezione
dipende
dal
numero
degli
allievi
figli
dei
dipendenti
italiani.
Il
numero,
cioè
non
è
tale
da
consentirne
lapertura.
Io
feci
una
battaglia
per
farla
costituire
sostenendo
che,
se
mancavano
figli
di
dipendenti
italiani,
essi
avrebbero
potuto
iscriversi
pagando
la
retta.
E
assurdo
che,
per
la
mancanza
di
pochissime
unità,
si
rinunci
del
tutto
ad
aprire
una
sezione
tanto
importante
che
insegni
la
lingua.
Possibile
che
non
sia
stata
colta
questa
esagerazione
per
evitare
un
danno
tanto
grave?
Guardi,
non
è
solo
questione
di
corsi
perché
la
lingua
italiana
è
anche
cultura
e,
nei
paesi
dove
esistono
comunità
italiane,
questa
è
una
esigenza
fortissima.
Occorre,
però,
una
diversa
impostazione.
Lei
pensi
che
uno
studente
inglese,
quando
ha
studiato
tre
materie,
può
iscriversi
all
Università.
E
se
ha
tutte
A
(eccellenze)
in
quelle
tre
materie
egli
può
iscriversi
ad
Istituti
prestigiosi
come
Cambridge,
Oxford
oppure
la
London
Scool.
Il
nostro
studente,
invece,
così
come
quello
della
Comunità
Europea,
che
studia
dodici
materie,
non
accederà
mai
a
quelle
prestigiose
università
perché
in
Italia
non
diamo
mai
eccellenze
che
corrispondano
al
10.
Pensi
che
a
Londra,
per
i
nostri
connazionali,
non
esiste
una
scuola
italiana
eppure
esiste
una
enorme
comunità
di
origine
italiana.
Mentre
nel
mondo
si
sente
voglia
di
italiano,
sarà
per
la
nostra
storia,
per
le
antichità,
per
il
turismo,
noi
ignoriamo
i
nostri
concittadini
che
ne
avrebbero
diritto
e
che
lo
richiedono.
Ma
insomma,
lei
dice
che
se
questa
proposta
è
stata
avanzata,
significa
che
cè
un
problema.
Si
spieghi
meglio.
In
Italia
si
sta
adoperando
una
vera
e
propria
violenza
sulla
nostra
lingua.
Pensiamo
allinvasione
della
lingua
inglese
ed
al
suo
gergo
usato
sempre
di
più
nellitaliano.
Siamo
arrivati
al
punto
che
se
non
ci
esprimiamo
con
anglismi,
anche
quando
potremmo
esprimerci
tranquillamente
con
parole
italiane,
siamo
considerati
ignoranti
ed
out.
La
proposta
di
sancire
nella
Costituzione
italiana
litaliano
lingua
ufficiale
del
paese,
si
giustifica
anche
in
considerazione
di
un
altro
aspetto,
perché
nasconderlo:
lidea
di
regionalizzare
listruzione.
Questa
è
una
verità,
cè
una
forte
spinta
nel
paese
verso
questa
tendenza
sostenuta
anche
da
proposte
di
riforma
fatte
da
ambedue
gli
schieramenti
di
destra
e
di
sinistra.
Se
aggiungiamo
alla
invasione
dellinglese,
anche
questa
ultima
eventualità
rappresentata
dai
dialetti
che
sono,
per
carità,
una
cosa
positiva,
tra
le
due
spinte
rischiamo
che
l
italiano
diventi
una
lingua
arcaica,
dei
poveretti,
in
politica,
in
affari,
nella
moda,
nel
cinema.
La
lega
Nord
con
lon.
Cota
dice:
«Inserire
litaliano
come
lingua
ufficiale
in
Costituzione,
non
ha
senso
senza
aver
fatto
prima
il
federalismo»
e
lon.
Alessandri
ha
ricaricato:
«Si
vuole
favorire
la
lingua
araba
invece
che
la
nostra
per
non
penalizzare
gli
immigrati.
E
una
vergogna»!
Voglio
subito
dire
che
la
Lega
sbaglia
perché
valorizza
tutto
ciò
che
ha
un
legame
con
la
terra
e
madre
natura,
cultura,
storia,
tradizione,
cucina,
dialetto,
che
sono
una
ricchezza,
per
carità,
rischiando
di
alterare
quelli
che
sono
i
valori
nazionali.
Un
processo
di
questo
tipo
sarebbe
solo
un
impoverimento.
Credo
che
luomo
delle
valli
tanto
caro
alla
Lega,
se
non
conosce
l
italiano,
resta
l
uomo
delle
valli,
un
uomo
finito.
Fuori
dalla
valli
è
un
uomo
fuori
dal
mondo.
Allora
è
bene
che
egli
conservi
la
propria
cultura
e
la
propria
identità,
gli
odori
della
vaccheria,
ma
nello
stesso
tempo,
gli
si
deve
far
capire
che
chi
fa
parte
di
una
nazione,
deve
saper
parlare
italiano.
Lon.
Franco
Russo
di
Rifondazione
comunista
ha
detto:
«Questa
ufficialità
risponde
semplicemente
a
ciò
che
molti
deputati
vogliono,
ossia
il
famoso
segnale
identificativo».
Da
questa
parte,
la
posizione
non
mi
meraviglia.
I
comunisti
seguono
una
dottrina
che
nega
ogni
senso
di
nazione.
Adesso
loro
fanno
i
bravi
quando
vedono
il
tricolore
anche
per
via
delle
pregresse
polemiche
con
la
Lega,
Bertinotti,
si
reca
ai
monumenti
che
rappresentano
il
sacrificio
dei
nostri
soldati
per
dovere
istituzionale
ecc.
Ma
essi
sono
nemici
di
tutto
ciò
che
possa
rappresentare
la
forza
di
una
nazione
perché
lideologia
marxista
si
basa
sulla
distruzione
delle
nazioni
e,
quindi,
il
fatto
che
si
voglia
rafforzare
lidentità,
li
disturba
perché
essi
ne
perseguono
la
cancellazione.
Non
ho
mai
visto
i
comunisti
fare
delle
manifestazioni
in
onore
di
qualche
nostro
soldato
caduto
in
qualche
parte
del
mondo
in
missioni
di
pace,
o
per
onorare
un
poliziotto
caduto
nellesercizio
delle
sue
funzioni
nellatto
di
acciuffare
qualche
criminale.
Le
loro
manifestazioni
inneggiano
a
Lenin,
Mao
per
finire
a
Castro.
Loro
hanno
dei
riferimenti
ideologici,
modelli
di
società
e,
per
realizzarle,
hanno
bisogno
di
smantellare
ogni
identità
preesistente.
Crede
che
un
giovane
perbene,
di
sani
principi,
dove
la
vergogna,
per
lui,
è
ancora
un
valore,
possa
mai
diventare
comunista?
Lideologia
comunista
tende
proprio
ad
indebolire
i
valori
nazionali
per
reclutare
più
facilmente
nuovi
adepti.
Ormai
pensano
a
legiferare
a
favore
dei
delinquenti,
sembra
non
esserci
più
spazio,
nelle
loro
proposte,
per
il
cittadino
comune.
Se
si
paga
le
tasse,
se
non
si
infrange
la
legge,
allora
si
viene
puniti,
se
invece
qualcuno
è
un
ex
detenuto,
o
un
ex
tossicodipendente,
un
ex
carcerato,
un
ex
spacciatore
allora,
con
la
scusa
del
reinserimento
nella
società,
si
finisce
per
accordare
loro
ogni
sorta
di
privilegio.
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
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