Intervista
allonorevole
Daniela
Santanchè
12.04.07
-
Troppa
disattenzione
ai
fenomeni
sociali
di
integrazione
Lei
sembra
di
godere
dei
favori
sia
delle
donne
di
destra
sia
di
quelle
di
sinistra,
possiede
la
determinazione
delle
une
e
la
maniera
delle
altre.
Con
la
sinistra,
non
credo
proprio
di
azzeccarci
niente.
Però,
certo,
le
battaglie
che
sto
mettendo
al
centro
della
mia
attività
politica,
sembrano
essere
condivise
o,
comunque,
seguite,
da
quelle
donne
che
stanno
nellaltro
schieramento.
Per
il
resto,
sono
una
donna
di
destra
e
convinta
di
esserlo
con
delle
posizioni
molto
rigorose,
da
questo
punto
di
vista,
che
tutti
conoscono.
Ha
mostrato
coraggio
lanciando
un
allarme
al
Paese
tacciandolo
di
disattenzione
nei
riguardi
di
una
fenomenologia
che
tra
qualche
tempo
ci
travolgerà:
l
integrazione.
Sono
convinta
che
sia
la
sfida
del
futuro.
La
sfida
nostra
e
dei
nostri
figli
dove
viene
minacciata
la
nostra
sicurezza.
La
posta
in
gioco
è
alta.
Troppi
politici
sono
impregnati
di
politically
correct,
da
un
falso
buonismo
e,
in
questo
falso
buonismo,
ci
stanno
portando
a
quello
che
vedremo
tra
qualche
anno,
quando
sarà
troppo
tardi
per
poter
tornare
indietro.
Occorre
determinazione,
occorre
rigore.
Braccia
aperte
a
quanti
vengono
in
Italia
con
i
pilastri
della
legge
Bossi-Fni
senza
abbassare
la
testa.
Dobbiamo
mettere
la
centro
la
nostra
cultura,
le
nostre
leggi,
le
nostre
tradizioni
senza
cedimenti,
senza
soccombere.
Vedo,
in
giro,
molte
teste
abbassate.
Difende
le
donne
islamiche
dai
soprusi,
apparentemente
qualcuno
potrebbe
dire
che
la
Santanchè
ce
lha
con
lIslam.
No.
Lo
faccio
invece
proprio
perché
ho
fede
nellIslam
moderato,
nellIslam
riformista.
Mi
stanno
a
cuore
le
donne
islamiche.
La
mia
posizione
si
rivolge
soprattutto
alle
donne,
alle
madri
italiane
che
vogliono
garantire
ai
propri
figli,
ai
nostri
figli,
una
sana
integrazione
ed
una
pacifica
convivenza.
Non
è
che,
con
questo
modo
di
fare,
mi
riferisco
alluso
del
velo,
si
rischia
di
voler
aiutare
la
vecchietta
ad
attraversare
la
strada
anche
contro
la
sua
volontà?
No.
Quella
proposta
di
legge
che
tende
a
vietare
luso
del
velo
nelle
scuole,
è
una
legge
di
libertà.
Se
noi
non
liberiamo
le
donne,
sarà
sempre
più
difficile
parlare
di
integrazione.
Salvatore
Viglia
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