Intervista
all
onorevole
Daniele
Farina
(Rifondazione
comunista
-
Sinistra
europea).
16.04.07
-
«Non
appartengo
ad
una
sinistra
che
qualcuno
definisce
radicale.
Questa
è
una
sinistra
del
buon
senso».
Le
metamorfosi
che
riguardano
i
DS
con
la
formazione
del
Partito
Democratico,
sono
da
considerarsi
un
fenomeno
fisiologico
della
sinistra,
oppure
si
tratta
di
calcoli
dopportunità?
Non
si
tratta
di
processi
fisiologici.
Sono
scelte
di
un
modello
di
riferimento
di
carattere
epocale.
Scelte
di
oltrepassamento
del
900
attraverso
una
rotta
che
scimmiotta
lesperienza
americana.
Guarda
al
bipolarismo.
In
questo
senso,
cè
preoccupazione
sui
risvolti
che
potrà
avere
relativamente
alla
riforma
della
nuova
legge
elettorale.
Accelera,
anche
a
sinistra,
la
formazione
di
aggregazioni
e
quindi,
per
converso,
è
chiaro
che
una
sinistra
che
qualcuno
etichetta
come
radicale
ma
che
io
credo
sia
di
buon
senso,
anchessa
tenderà,
specularmene,
a
formare
aggregazioni
più
ampie.
Una
volta
finito
con
i
DS,
si
ricomincerà
dalla
sinistra
radicale
passare
prima
al
Partito
Comunista,
poi
a
quello
che
è
rimasto
dei
DS,
per
poi
confluire
nel
PD
e
via
discorrendo,
è
un
processo
a
catena?
Non
credo
sia
un
processo
a
catena.
Piuttosto
potremmo
definirlo
un
processo
di
contemporaneità.
Non
per
niente
Rifondazione
Comunista
ha
aperto
un
cantiere
ancora
prima,
devo
dire,
in
tempi
non
sospetti,
aprendo
alla
società
attraverso
i
progetti
di
sinistra
europea.
Questo
cantiere
tende
a
mettere
in
relazione
la
sinistra
europea
e
quindi
anche
Rifondazione
al
suo
interno,
con
altre
forze
radicali
che
si
sono
costituite
ai
margini
di
Rifondazione.
In
particolar
modo,
possiamo
guardare,
sul
piano
della
rappresentanza,
i
comunisti
italiani
piuttosto
che
i
verdi
immagino,
ed
alla
sinistra
DS
fino
a
quando
non
entrerà,
e
se,
nel
Partito
Democratico.
Sono
processi
che
viaggiano
in
parallelo,
rispondono
ad
esigenze
diverse.
Alla
luce
del
primo
anno
al
governo,
pensa
che
una
sinistra
come
la
sua
sia
più
idonea
a
fare
opposizione
pura
o
sia,
invece,
anche
in
grado
di
governare?
Sembra
vi
siate
allineati.
Credo
che,
in
questanno
di
governo,
alcune
forze
della
maggioranza
abbiano
avuto
molto
ed
altre
meno.
Se
ad
essere
governisti,
significa
seguire
il
programma
dellUnione
allora,
penso,
sia
un
buon
passaggio.
Purtroppo,
in
questi
mesi,
si
è
evidenziato
uno
scostamento
forte
dellazione
di
governo
dal
programma
anche
se
sia
stato
sottoscritto
e
che
gli
italiani
hanno,
sostanzialmente,
votato.
Si
aspetta
qualche
altro
scivolone
del
governo?
No.
Io
aspetto
che
su
alcuni
punti
centrali,
faccio
due
esempi
che
sono
chiaramente
esplicitati,
uno
della
riforma
delle
attuali
leggi
sullimmigrazione,
la
Bossi-Fini,
e
laltro
con
labrogazione,
perché
questo
cè
scritto
sul
programma
dellUnione,
della
Fini-Giovanardi
sulle
droghe,
si
rispettino
gli
impegni.
Penso
che
sia
stato
annunciato
dai
ministri
competenti
affinché
arrivino
dei
segnali
alla
società
nel
solco
del
programma.
Se
questi
non
arrivassero,
chiaramente,
sarebbe
un
problema.
Non
dimentichiamoci
che,
sulla
materia
di
politica
economica,
mi
sembra
che
le
frizioni
esistenti
in
tempi
di
finanziaria,
persistano
tuttoggi.
Se
cadesse
questo
governo
consegnereste
il
governo
del
Paese
al
centrodestra
su
un
piatto
dargento
proprio
in
un
momento
di
grandi
difficoltà
di
coalizione
della
Cdl.
A
me
sembra
che
ogni
ipotesi
di
similitudine
con
la
precedente
caduta
di
Prodi,
non
sussista.
Anzi,
mi
sembra
che
questa
sinistra
che
qualcuno
etichetta
come
radicale
ma
che
io
continuo
a
definire
di
buon
senso,
abbia
fatto
sforzi
enormi
e
pagato
un
prezzo
anche
con
lacerazioni
non
semplici
con
la
sua
base
e
dentro
la
società.
Non
mi
sembra
che
le
altre
forze
dellUnione,
anche
quelle
che
si
definiscono
più
centrali
e
moderate,
stessero
facendo
lo
stesso
sforzo.
Pensiamo,
non
so,
allUdeur
di
Mastella
sulla
questione
del
DI.CO
che
pure
sono
tratteggiati
sul
programma;
pensiamo
allIdV
di
Di
Pietro
sulla
vicenda
dellindulto.
Solo
prendendo
a
modello
questi
due
esempi
che
le
ho
appena
citato,
si
capiscono
i
grandi
sforzi
che
stiamo
facendo.
Qualcuno,
però,
dovrebbe
sgomitare
un
po
meno.
Come
dire
portate
pazienza?
La
pazienza
si
porta
sino
a
che
è
utile.
E
evidente
che,
a
fronte
della
pazienza,
ci
siano
forze
che
stanno
tirando
fortemente
la
corda.
E
la
corda
non
è
un
collare!
Salvatore
Viglia
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