L'intervento
dell'on.
Farina
all'Osce
04.12.06
-
La
relazione
dellon.
Farina
allOcse,
membro
Commissione
Democrazia
Diritti
Umani
Questioni
Umanitarie.
Fulcro
dellintervento
dellon.
Farina
allOsce:
La
Corte
dei
Diritti
Fondamentali,
la
Convenzione
di
Ginevra
del
1951
ed
il
concetto
di
Stato-Nazione
tutto
francese.
Non
si
può
che
sottolineare,
dice,
l
obbligo
di
carattere
morale
assunto
ufficialmente
dallEuropa
nei
riguardi
di
quella
parte
dellumanità
ancora
soggetta
a
tribolazioni
e
discriminazioni
razziali
che
male
si
addicono
ad
un
continente
evoluto
e
civile.
Con
questa
consapevolezza,
allora,
abbiamo
il
dovere
di
tenere
presenti
le
condizioni
di
eguale
mortificazione
umana
alle
quali,
i
nostri
emigrati
italiani,
in
epoche
di
grandi
e
necessarie
emigrazioni,
andarono
soggetti
e
ne
patirono
le
violenze.
La
relazione
dellon,
Farina
ha
prescisso
dalla
retorica
ed,
in
toto,
la
si
può
definire
discorsiva
e
pacata.
Lo
Stato-Nazione
di
conio
francese,
secondo
lui,
è
il
prototipo
da
emulare
dal
momento
che
lanalisi
spassionata
della
storia
dellumanità,
non
può
che
sottolineare
quanto
essa
stessa,
sia
frutto
della
costituzione
di
intere
civiltà
passando
attraverso
la
sana
contaminazione
etnica
«esperienza
e
memoria
sono
dentro
di
noi»
ha
ammonito.
Lobiettivo
da
perseguire,
secondo
Farina,
è
scritto
nella
Carta
dei
Diritti
Fondamentali,
non
ancora
onorato
del
tutto,
quando
lUnione
Europea
ritenne
di
dover
elaborare,
in
quel
di
Nizza
nel
2000,
dove
gli
imperativi
categorici,
le
speranze
e
le
aspettative
sono
tutti
riposti
in
un
unico
auspicio
comprensivo
di
tanti
atti
susseguenti:
solidarietà
nella
convivenza
tra
molteplici
tradizioni,
culture
e
civiltà
diverse.
Emigrazione
sud
verso
sud,
non
diretta
ai
paesi
ricchi
ed
industrializzati
e
questo,
secondo
Farina,
ha
una
funzione
economica
fondamentale:
«il
trasferimento
di
fondi
dei
migranti
verso
i
loro
paesi
dorigine
rappresenta
molto
di
più
dellinsieme
degli
aiuti
allo
sviluppo
dei
paesi
ricchi»
ha
detto.
In
definitiva,
si
capisce
abbastanza
chiaramente,
che
lItalia,
al
cospetto
del
fenomeno
dellimmigrazione,
divenuto
problema,
deve
trovare
«capacità
di
attuare
svariati
processi
integrativi
dei
migranti»
dove
le
uniche
opzioni
da
evitare,
sono
quelle
della
repressione
sorda
e
cieca
quanto
non
dellespulsione
tout
court
«occorreranno
atti
di
straordinario
coraggio,
crescita
della
cultura
della
convivenza
per
intraprendere
processi
legislativi
innovativi»
ha
proposto.
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
Direttore
www.lideale.it
Via
Veneto,
108
-
00187
-
Roma
Tel.
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Cell.
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