Intervista
alla
senatrice
Franca
Rame
15:33,
27.03.07
-
ITALIA
-
In
occasione
della
conversione
in
legge,
con
modificazione,
del
decreto-legge
31
gennaio
2007,
n.
4,
recante
proroghe
della
partecipazione
italiana
a
missioni
umanitarie
e
internazionali
approvato
alla
camera
dei
deputati.
Questo
il
testo
integrale
della
dichiarazione
di
voto
della
Senatrice
Franca
Rame:
«Signor
Presidente,
membri
del
governo,
onorevoli
colleghi,
l
Italia
è
da
anni
impegnata
nelle
missioni
di
pace,
pace
e
guerra
hanno
lo
stesso
significato.
Guerre
con
munizioni
non
convenzionali
all
uranio
impoverito.
Centinaia
di
migliaia
di
vittime
civili
e
militari
sono
state
contaminate
in
Paesi
che
si
volevano
liberare:
Balcani,
Iraq,
Afghanistan.
I
nostri
soldati
sono
stati
esposti
senza
nessuna
precauzione
alle
contaminazioni.
Hanno
operato
in
quei
luoghi
con
la
stessa
divisa
che
indossavano
in
Italia,
a
mani
nude,
respirando
la
terra
sollevata
dai
carri
armati.
I
militari
americani
ed
inglesi,
portavano
tute
speciali,
maschere
e
guanti.
Sono
membro
della
Commissione
d
inchiesta
sull
uranio
impoverito.
Dati
forniti
dall
osservatorio
militare:
45
morti
quelli
che
si
conoscono;
515
gravemente
ammalati,
alcuni
terminali,
tumori,
leucemie
ecc.
completamente
abbandonati
dal
nostro
governo.
C
è
da
non
crederci!
Né
cure,
né
pensione,
famiglie
rovinate,
madri
impazzite.
Un
ultimissima
percentuale
di
militari
al
rientro
dall
Afghanistan,
dopo
i
risultati
alterati
delle
analisi,
sono
stati
operati
alla
tiroide
per
limitare
i
danni
della
contaminazione.
Che
futuro
avranno?
Questo
cinico
disinteresse
per
la
vita
umana,
fa
paura!
Oggi
si
chiede
un
sì
al
rifinanziamento
della
missione.
Il
no
è
nella
mia
testa,
nel
mio
sentire.
Ma
oggi,
ci
troviamo
con
le
bizzarre
e
contraddittorie
astenzioni
di
una
parte
dell
opposizione,
in
più,
non
posso
dimenticarlo,
ho
preso
un
impegno
con
i
molti
che
mi
hanno
votato:
sostenere
il
governo
Prodi.
Quindi
voto
sì
con
non
pochi
problemi
di
coscienza.
Chiedo,
però,
una
legge
europea
che
condanni
chi
utilizza
armi
inquinanti
a
pagare
i
danni
causati
a
civili,
militari
e
ambiente.
Cindy
Sheehan,
la
madre
americana
che
ha
perso
un
figlio
in
Iraq,
è
riuscita
a
mobilitare
gran
parte
dell
America
contro
la
guerra
di
Bush
per
il
petrolio.
Aspetto
il
giorno
in
cui
tutte
le
donne
del
Parlamento
italiano,
in
quanto
donne
e
madri,
si
ribellino
alle
guerre
che
i
governanti
hanno
nel
loro
DNA
votando
un
bel
no
alle
cosiddette
missioni
di
pace
una
pace
che,
per
ora,
non
ha
portato
né
liberazione
né
democrazia
ma
solo
miseria,
dolore
e
morte!
Di
una
certa
importanza
il
costo
della
missione
in
Afghanistan,
dal
2202
ad
oggi,
300
milioni
di
euro
a
semestre:
totale
3
miliardi
e
300
milioni,
280
milioni
in
aiuti
alla
popolazione.
Mi
auguro,
inoltre,
che
il
nostro
governo
si
impegni
per
la
liberazione
del
manager
di
emergency
sequestrato
dai
servizi
segreti
afgani
e
dell
interprete
di
Daniele
Mastrogiacomo.
Grazie».
Passato
anche
questo
momento
sull
Afghanistan.
Ha
votato
sì.
E
vero,
io
ho
votato
si
per
lAfganistan.
Ho
votato
non
potevo
votare
no.
In
ogni
caso,
ho
chiesto,
per
il
tramite
del
mio
blog,
il
parere
dei
miei
elettori,
se
votare
o
non
votare
la
fiducia
sullAfganistan
e,
se
avessi
scelto
di
votare
sì,
se
mi
sarei
dovuta
dimettere
o
no
dalla
carica
di
Senatrice.
Ebbene,
i
miei
elettori
mi
hanno
incoraggiato
a
votare
la
fiducia
e
a
non
dimettermi.
Il
loro
parere,
per
me,
conta
molto.
Si
fa
presto
a
criticare,
fanno
presto
ad
aggredirti
quanti
avrebbero
preferito
il
no
per
il
solo
fatto
di
mandare
a
casa
il
governo.
Il
mio
senso
di
responsabilità
mi
ha
costretto
a
sostenere
il
governo
Prodi,
specialmente
in
questo
momento
in
cui
nessuna
alternativa
esiste
a
questo
centrosinistra.
Ho
votato
e
mi
è
costato
moltissimo,
tanto.
Sicuramente
sarò
diventata
anche
rossa
mentre
parlavo
ma
non
potevo
fare
diversamente.
Lappello
alle
donne
del
Parlamento
in
quando
donne
e
madri
è
stato
veramente
molto
appassionato.
Dovremmo
essere
tutte
noi
insieme
ad
urlare
gli
stop
a
situazioni
di
guerre,
a
missioni
di
pace
come
le
vediamo
oggi.
Occorre
il
cuore
della
mamma
per
fare
fronte
a
certe
situazioni
che
portano
solo
morte
e
malattie
ai
nostri
ragazzi.
Sino
ad
oggi,
le
famose
missioni
di
pace,
non
hanno
prodotto
che
dolore.
Le
mamme
piangono
i
loro
figli
che,
quando
riescono
a
portare
a
casa
la
pelle,
spesso,
troppo
spesso,
non
evitano
malattie
gravi
da
contaminazioni
per
luso
criminale
di
armi
non
convenzionali.
Lei
è
acquisita
alla
politica
parlamentare,
come
si
trova
in
questo
ambiente
tra
i
colleghi
di
lungo
corso?
Il
discorso
è
che
i
politici
non
ti
ascoltano.
Puoi
avere
anche
un
problema
importante,
chiedi
una
spiegazione
e
li
vedi
lì
davanti
a
te
disponibili.
Solo
che,
dopo
7-8
secondi,
escono
dal
corpo
e
pensano
ad
altro.
Le
racconto
un
episodio,
lei
capirà
cosa
voglio
dire.
Quella
mattina
ero
in
un
casino
perché
sono
arrivata
tardi
per
le
votazioni
in
aula
e
non
per
colpa
mia.
Ero
sconvolta
perché
io
sono
sempre
puntualissima.
Finita
l
aula,
ho
parlato
con
un
compagno
che
conosco
da
quando
era
piccolo.
Provavo
a
spiegargli
la
ragione
del
mio
ritardo,
poi,
ad
un
certo
punto,
non
c
era
più.
Davanti
a
me
c
era
il
suo
scheletro,
il
suo
corpo,
la
sua
cravatta,
ma
non
c
era
più,
non
mi
ascoltava
affatto.
Allora
mi
è
presa
un
ira
perché
questo
fatto
succede
sempre,
non
ti
ascoltano.
Ero
furibonda
e,
senza
cambiare
tono
ho
detto:
«sono
arrivata
in
ritardo
perché
ho
avuto
un
problema,
ho
sgozzato
mio
figlio,
l
ho
fatto
a
pezzetti
e
l
ho
messo
in
un
sacco
dell
immondizia
ma
la
mano
non
sapevo
dove
infilarla,
l
ho
messa
in
borsetta
sporcando
tutti
i
documenti»
dopo
questo,
sono
rimasta
zitta
e
lui
mi
ha
detto:
«bene,
bene».
A
momenti
l
ammazzo.
E
simpatica
alla
gente
comune
che,
in
qualche
modo,
è
incuriosita
da
lei
perché
dice
cose
elementari
ma
vere
al
tempo
stesso.
Io
ho
fatto
sempre
politica
ma
da
esterna
al
Senato,
mi
sono
trovata
in
questo
ambiente
al
quale
sono
completamente
allergica
e
non
scherzo.
Da
un
mese
ho
una
congiuntivite.
Il
mio
corpo
mi
da
dei
segnali,
mi
lancia
dei
campanelli
d
allarme
come
frequenti
giramenti
di
testa
per
cui
corro
in
infermeria
e
mi
faccio
fare
una
iniezione.
Non
sono
abituata
al
compromesso,
non
sono
avvezza
ad
andare
contro
coscienza
per
cui
somatizzo
questo
malessere
interiore.
In
una
Commissione
che
non
nomino,
avevo
deciso
di
votare
contro,
ero
decisa.
Con
quel
voto
contro
avrei
potuto
aprire
una
crisi.
Nel
momento
che
si
aspettava
di
mettere
la
scheda
nell
urna,
mi
sono
detta:
«Sono
un
arrogante,
una
presuntuosa,
cosa
credo
di
fare
con
questo
mio
no?»
e
votai
si.
Uscii
piangendo
perché
avevo
votato
contro
coscienza,
ma
non
conoscevo
bene
le
conseguenze
di
un
mio
no.
Allora
questo
significa
che
sono
proprio
piccola,
non
ho
esperienza
e
quindi
non
posso
neanche
essere
sicura.
Quando
si
trattò
di
votare
lindulto?
Votai
con
la
Lega
ed
An
ma
poi
ci
furono
anche
altri
di
noi
che
votarono
contro.
Aveva
ragione
Di
Pietro
a
dire
che
un
indulto
fino
a
tre
anni
era
uno
scandalo
perché
si
sono,
di
fatto,
liberati
artefici
di
nefandezze,
quelli
che
in
galera
non
c
erano
e
non
ci
andranno
mai.
Una
posizione
sbagliata
scelta
dall
Unione
d
accordo
con
Pecorella
perché
altrimenti
non
sarebbe
stato
possibile
presentarla.
Quella
legge
è
una
pazzia.
Io
che
ero
in
mezzo
all
Unione,
mi
sono
trovata
in
grande
disagio.
Ma
come
si
fa
a
mettere
d
accordo
tutti
questi
cervelli
e
queste
diverse
anime
tra
tante
ideologie?
Come
si
fa?
Lei
è
famosa
per
essersi
scandalizzata
per
i
super
stipendi
dei
super
managers
pubblici,
l
ha
sottolineato
più
di
una
volta.
Guardi,
è
tanto
che
lo
ripeto
che
neanche
più
mi
ricordo
dove.
Ma
voglio
fare
riferimento
ad
un
servizio
apparso
qualche
tempo
fa
sull
Espresso,
sulle
pensioni
di
questi
extraparlamentari.
C
era
un
trafiletto
di
uno
che
diceva:
«perché
non
facciamo
un
referendum
popolare?»
ecco,
io
vorrei
lanciare
questo
referendum.
Ultimamente
mi
sto
interessando
di
raccogliere
una
sottoscrizione
per
gli
ammalati
da
uranio
impoverito
che
non
hanno
nessun
riconoscimento,
neanche
le
medicine
gli
paga
lo
Stato.
Spero
che
la
gente
mi
venga
dietro.
Ogni
tanto
muore
qualche
soldato
a
seguito
della
contaminazione
dall
uranio
impoverito.
La
cosa
più
importante
è
dare
una
mano
a
questi
familiari.
Poi,
devo
fare
un
ascensore
per
una
bimba
che
è
malatissima
i
cui
familiari
non
hanno
possibilità
e
non
ce
la
fanno
a
portarla
fuori
a
causa
di
tutte
le
cose
elettriche
di
cui
ha
necessità
tra
cui
il
respiratore
artificiale.
Lei
da
Senatrice
guadagna
come
gli
altri,
un
bel
po
di
soldini.
Prendo
15.000
euro
al
mese.
Mille
li
do
al
partito.
Poi,
cosa
devo
fare
con
i
soldi?
Con
i
soldi
del
Nobel
che
ha
preso
Dario,
abbiamo
messo
su
il
Comitato
Nobel
per
i
disabili.
Con
gli
incassi
dei
nostri
spettacoli,
più
di
una
volta,
abbiamo
aiutato
i
lavoratori
senza
lavoro
a
difendersi
nelle
vertenze.
Se
uno
non
mette
a
disposizione
di
chi
ne
ha
bisogno
il
suo
impegno,
allora
che
fa?
Che
faccio?
Accumulo
soldi
in
banca?
Per
il
lavoro
di
senatrice
che
faccio,
lavoro
tre
giorni
alla
settimana.
Signora,
se
la
metà
dei
parlamentari
facesse
come
lei,
come
sarebbe
bello.
Non
bisogna
fare
confusione
perché
ci
sono
quelli
di
Rifondazione
che
danno
il
55%
del
loro
stipendio
e
qualcuno
deve
restituire
i
denari
avuti
per
la
campagna
elettorale.
C
è
qualcuno
dei
Senatori
che
rimane
con
tremila
euro
al
mese
ed
ha
famiglia
e
figli
da
mantenere,
tanto
per
fare
un
esempio.
Io
non
ho
nessuno
da
mantenere.
Percepisco
una
pensione
di
artista
di
1000
euro
al
mese,
in
più
percepisco
tutti
i
diritti
d
autore
dall
estero
perché
400
compagnie
nel
mondo
recitano
i
nostri
testi.
Ho
molte
entrate,
questi
15.000
euro
al
mese
li
metto
a
disposizione
di
chi
può
averne
bisogno.
Cosa
ne
faccio?
Neanche
a
dire
di
rifiutare
lo
stipendio.
Lo
sa
che
non
si
può
rifiutare
lo
stipendio?
Sono
contenta
di
avere
questa
pulsione
verso
il
prossimo.
Conosco
tanti
cattolici
ma
pochi
cristiani,
pochissimi.
Dico
sempre,
a
Dio,
«non
so
se
ci
sei».
Ho
dei
gran
dialoghi
con
Lui,
ma
se
ci
sei,
sei
un
gran
lazzarone
perché
quando
tu
vedi
un
uomo
che
si
avvicina
ad
un
bambino
di
18
mesi,
come
ha
denunciato
il
prete
di
Noto
e
lo
violenta
sessualmente,
mandagli
un
fulmine!
I
rapporti
con
Fassino,
come
mai
si
è
presentata
con
l
IdV?
Neanche
nei
momenti
di
grande
esaltazione
ho
desiderato
qualcosa.
Non
ho
fatto
niente
per
avere
quello
che
ho.
Leoluca
Orlando
me
lo
propose.
Io
gli
risposi
che
era
fuori
di
testa
e
che
non
ero
capace.
Io
ero
un
attrice
e
che,
alla
mia
età,
era
ora
di
tirare
i
remi
in
barca.
Infatti,
sto
passando
tutto
a
mio
figlio
perché
devo
fare
i
conti
anche
con
questa
cosa,
domani
potrei
essere
morta.
Cosa
fecero
dunque
furbescamente?
Fecero
girare
la
notizia
e
la
gente
mi
invogliava
ad
accettare.
Io
non
ho
fatto
niente
per
prendere
una
barca
di
voti.
Quando
Dario
mi
ha
detto
che
ero
arrivata
prima
in
Piemonte,
mi
sono
seduta
sul
divano
ed
ho
pianto
tre
ore
perché
non
mi
ritenevo
capace.
All
inizio
non
rilasciavo
interviste
né
partecipavo
a
programmi
per
paura
di
sfigurare.
A
Fassino
lo
conosco
da
tanto
tempo
e
devo
dire
che
egli
è
l
uomo,
la
persona,
all
interno
della
sinistra,
che
io
stimo
di
più.
Quando
sbaglia,
io
glielo
dico
ma
è
una
persona
che
io
stimo
moltissimo.
La
moglie,
senatrice
anch
essa,
sul
conto
della
quale
qualcuno
si
abbandona
a
commenti
sbagliati,
è
una
che
milita
da
anni
ed
anni
con
una
gran
testa,
coltissima
e
preparatissima.
Parla
con
suo
marito
delle
sue
posizioni?
Certo,
anche
con
Jacopo
Ma
la
gente
si
lamenta
di
questo
governo,
eccome
se
si
lamenta.
La
gente
si
lamenta,
è
vero.
Il
livello
delle
lamentele
è
rimasto
quello
di
quando
governava
il
centrodestra
di
Silvio
Berlusconi.
Sembra
non
essere
cambiato
niente.
Però,
non
mi
sembra
giusto
omettere
di
dire
le
cose
buone
che
questo
governo
sta
facendo.
Salvatore
Viglia
<<
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