Intervista
allonorevole
Paola
Goisis
Lega
Nord
Padania
05.04.07
-
L
onorevole
Goisis,
dice
quello
che
pensa
e
scatena
le
razioni
della
sinistra.
Impermeabile
ad
ogni
offensiva,
innervosisce
per
la
sua
determinazione.
Ogni
volta
che
lei
parla
in
aula,
la
sinistra
si
scaglia
contro
di
lei,
oggi
giornata
campale?
Sicuramente,
specie
come
la
giornata
odierna
(3
aprile
per
chi
legge)
quando
si
è
voluto
far
passare,
in
modo
surrettizio,
una
riforma.
In
pratica,
la
vanificazione
della
legge
Bossi-Fini.
Con
una
semplice
comunicazione
fatta
da
un
datore
di
lavoro,
si
potrà
consentire
ad
un
extracomunitario
di
venire
a
lavorare
in
Italia.
Praticamente
non
occorrerà
più
il
permesso
di
soggiorno.
E
sufficiente
solo
la
famosa
comunicazione.
Non
è
possibile
no?
E
stata
addirittura
offensiva
con
quanti
vogliono
cambiare
la
Bossi-Fini
per
cui
la
reazione
è
stata
comprensibile.
Cosa
è
successo?
Ho
tacciato
la
sinistra
di
razzismo
per
due
motivi:
prima
di
tutto,
nei
confronti
di
noi
italiani
perché,
chi
viene
in
Italia
a
lavorare,
ci
fa
vivere
come
dei
sudditi.
Gli
extracomunitari
hanno
tutti
i
privilegi,
hanno
priorità
e
precedenze
nei
riguardi
degli
italiani,
si
pensi
allassegnazione
delle
case
popolari,
allassistenza
medica,
scolastica
e
così
via.
Insomma,
hanno
proprio
tutti
i
diritti
e
noi
veniamo
posti
in
secondo
piano.
E
lasciamo
stare
le
insofferenze
al
Crocifisso,
alla
religione
ecc.
Siamo
arrivati
al
punto
che
non
possiamo
nemmeno
protestare.
I
nostri
Vescovi,
il
nostro
Papa,
non
hanno
il
diritto
di
professare,
di
dire
e
parlare
di
dottrina
che,
subito,
vengono
accusati
di
ingerenza.
Stanno
cercando,
se
le
cose
continuano
in
questo
modo,
di
farci
abdicare
nei
riguardi
della
nostra
religione,
della
nostra
storia.
Il
secondo
motivo,
scommetto,
sia
stato
quello
che
ha
offeso
la
dignità
della
sinistra,
vero?
Credo
di
sì,
perché
essi
sono
razzisti
anche
nei
riguardi
degli
stessi
extracomunitari
di
cui
si
fanno
difensori.
La
sinistra
crede
che
questa
sua
disposizione,
possa
essere
considerata
come
solidarietà
vera
mentre
si
riduce
ad
una
solidarietà
penosa.
Se
basta
la
comunicazione
del
datore
di
lavoro
alla
Prefettura,
lo
sa
cosa
succederà
dopo
la
scadenza
del
contratto?
Non
tornano
mica
indietro
ed
allora
andranno
ad
impinguare
le
schiere
di
extracomunitari
nulla
facenti
che,
non
avendo
più
un
lavoro,
non
avendo
di
che
vivere,
senza
una
casa,
saranno
costretti
a
delinquere
e
a
ghettizzarsi.
Senza
contare
che,
poi,
vengono
sfruttati
dai
cosiddetti
caporali.
E,
poi,
la
cosa
che
ha
fatto
trasalire
i
banchi
della
sinistra,
è
stata
la
mia
affermazione:
«questi
extracomunitari,
come
se
non
bastasse,
fanno
venire
in
Italia
anche
le
loro
figlie
giovanissime
e
le
avviano
alla
prostituzione
per
il
vostro
piacere».
E
chiaro
che
voleva
essere
una
provocazione,
forte,
ma
una
provocazione
per
far
capire
quanto
sono
razzisti
anche
nei
riguardi
dei
loro
stessiprotetti.
Lei
non
ha
proprio
peli
sulla
lingua,
onorevole,
e
neanche
la
scalfiscono
le
offese
di
ritorno,
sembra
impermeabile.
E
poi?
Ho
continuato
dicendo:
«sappiate
che
queste
ragazze,
sono
soggette
ad
ogni
tipo
di
violenza.
Sono
picchiate
se
non
addirittura
uccise
quando
non
accettano
più
di
vivere
secondo
i
dettami
della
loro
religione
volendo
scegliere
di
vivere
alloccidentale».
Ma
se
siete
voi,
secondo
alcuni,
ad
essere
razzisti.
Noi,
siamo
chiari.
Vogliamo
una
legge
che
tuteli
noi
ma
che
tuteli
anche
loro.
Insomma,
reclamiamo
il
diritto
di
essere
padroni
in
casa
nostra!
Ad
Este,
per
esempio,
ho
ricevuto
delle
lamentele
da
parte
di
molte
italiane
che
cercano
lavoro
come
badanti.
Ebbene,
esse
sono
discriminate
nei
riguardi
delle
extracomunitarie.
Si
sentono
rispondere
dagli
sportelli
di
informazione
che
ci
sono
le
straniere
prima
di
loro.
Di
questo
passo
dove
andremo
a
finire?
Anche
in
quella
occasione,
in
pieno
Consiglio
Comunale
dove
sono
consigliere
di
minoranza,
ho
tacciato
di
razzismo
il
sindaco
appellandomi
agli
articoli
3
e
4
della
Costituzione
cioè:
uguaglianza
e
lavoro.
Le
proposte
in
alternativa,
prevedono
ingressi
di
extracomunitari
coperti
da
un
contratto
di
lavoro,
è
una
condizione
cioè,
va
bene
così?
Chiacchiere.
A
me
risulta
che
le
famose
carrette
del
mare,
arrivano
ancora,
eccome
se
arrivano!
E
senza
contratti
di
lavoro
garantito.
Che
dire
poi,
dei
sistemi
alternativi
per
poter
entrare
in
Italia
accampando
la
scusa
di
rifugiato
politico?
Anche
in
quel
caso,
con
una
semplice
dichiarazione
di
essere
un
perseguitato
politico,
si
entra.
Ma
si
entra
anche
per
ragioni
più
disparate.
Essi,
non
sono
neanche
obbligati
a
stazionare
nei
CTP.
In
ogni
caso,
per
completare
listruttoria
relativa,
occorrono
anni
ed
anni.
Nel
frattempo
chi
li
trova
più?
Quale
collega
della
maggioranza
si
è
risentito
su
tutti?
Salvo
errori,
mi
è
sembrato
Tolotti
dell
Ulivo
il
più
appassionato
alla
protesta
dovuta
alla
mia
provocazione.
Gli
ho
fatto
notare
che,
se
lui
non
era
un
frequentatore
di
prostitute,
non
si
capiva
perché
si
sentisse
chiamato
in
causa.
Gli
ho
sottolineato
che
parlavo
con
quanti
approfittano
di
queste
ragazzine
che
avranno,
si
e
no,
quindici
anni
e
che
era
una
vergogna.
Se
tanti
italiani
maschi
non
ci
andassero,
non
ci
sarebbe
questo
tipo
di
problema.
Ma
i
miei
sono
venuti
tutti
giù,
da
cavalieri
e
difensori.
E
stata
questa,
una
cosa
bella
da
parte
dei
miei
compagni
di
partito.
Salvatore
Viglia
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