Intervista
allonorevole
Guglielmo
Picchi
(FI)
12.01.07
-
Guglielmo
Picchi
è
stato
eletto
alla
Camera
dei
Deputati
nella
Circoscrizione
Estero
-
Europa
alle
elezioni
politiche
del
9-10
Aprile
2006
con
5362
voti
di
preferenza.
Dal
3
giugno
fa
parte
della
III
Commissione
Affari
Esteri
e
Comunitari
ed
é
membro
del
direttivo
del
gruppo
parlamentare
di
Forza
Italia.
«Sono
stanco
di
venire
a
lavorare
in
un
Parlamento
dove
la
maggioranza
impedisce
un
rapido
svolgimento
dei
lavori».
Dai
comunicati
stampa
che
sistematicamente
lancia,
traspare
una
certa
sua
impertinenza
contro
la
maggioranza.
E
lo
stile
della
sua
politica
oppure
è
dettato
dal
fatto
che
cerca
visibilità?
Semplicemente
determinato
dai
comportamenti
della
maggioranza
che,
non
essendo
daccordo
su
niente,
produce
solo
dichiarazioni,
e
provvedimenti
di
legge
che
sono
la
dimostrazione
della
mancanza
assoluta
di
un
programma
comune.
Eppure,
essi
si
sono
presentati
con
un
librone
di
281
pagine
ma
quando
si
tratta
di
tradurre
le
parole
in
leggi
ed
atti
parlamentari,
emergono
in
tutta
la
loro
evidenza
le
divisioni
interne
che,
di
fatto,
rallentano
lattività
legislativa
penalizzando
la
metà
del
Paese.
Tutto
questo
in
un
momento
in
cui
il
Paese
ha
assoluta
necessità
di
riforme.
I
miei
attacchi
sono
semplicemente
delle
prese
datto
di
situazioni
paradossali
ma
dannose
che
si
stanno
verificando
dentro
e
fuori
il
Parlamento.
E
per
la
bicamerale,
quindi
la
firmerà
volentieri
sapendo
che
cè
un
certo
favore
anche
da
parte
dellopposizione.
Le
problematiche
degli
italiani
allestero
meritano
una
visibilità
che,
in
questo
momento,
sono
assenti
in
Parlamento.
Ci
sono
già
degli
strumenti
parlamentari
come
il
Comitato
per
gli
italiani
allestero
che
devono
essere
attivati
nelle
Commissioni
Esteri
di
entrambi
i
rami
del
Parlamento.
Liniziativa
dellon.
Tremaglia
di
costituire
una
Commissione
Bicamerale,
è
sicuramente
lodevole
ma
non
può
fermarsi
a
rimanere
una
sterile
proposta.
E
necessario
che
essa
si
realizzi
e
ciò
può
verificarsi
solo
col
consenso
ed
il
favore
di
tutti
con
la
volontà
politica
da
parte
della
maggioranza
che,
attualmente,
conduce
i
giochi.
Una
firma
su
una
proposta,
resta
una
firma,
un
tentativo
velleitario
fine
a
sé
stesso
se
poi
non
viene
realizzata.
Credo
che,
prima
di
tutto
sia
necessario
raggiungere
laccordo
politico
su
quali
debbano
essere
i
compiti
e
le
funzioni
di
questa
Commissione
Bicamerale.
Un
accordo
tra
maggioranza
ed
opposizione,
nel
quale
anche
il
mio
appoggio
può
essere
determinante.
Però,
per
bocca
dellon.
Bucchino,
sembra
che
questo
accordo
sia
possibile.
Egli
si
è
dichiarato
disponibile
a
prendere
seriamente
in
considerazione
lipotesi
Bicamerale
per
porre
fine
al
perenne
vagare
dei
18
eletti
allestero.
Anche
se
ho
preso
atto
che
le
dichiarazioni
dellon.
Bucchino,
vanno
in
questa
direzione,
in
questo
momento,
non
mi
risulta
esserci
un
accordo
nei
gruppi
di
maggioranza
sulla
ipotesi
Bicamerale.
Ho
letto
anche
le
dichiarazione
dellon.
Bucchino
in
ordine
alloperato
del
Vice
Ministro
Danieli.
Dichiarazioni
che
confermano
anche
quanto
detto
in
precedenza
dal
mio
collega
e
compagno
di
partito
on.
Salvatore
Ferrigno
e
cioè
di
non
essere
mai
stato
chiamato
dal
Vice
Ministro
Danieli.
Per
quanto
mi
riguarda,
ho
sempre
criticato
la
soppressione
del
Ministero
per
gli
italiani
nel
mondo,
ma
parimenti,
non
ho
nascosto
di
lamentare
che
la
nomina
di
Vice
Ministro
con
quella
delega,
doveva
essere
appannaggio
di
un
eletto
allestero
che,
più
di
chiunque
altro
avrebbe
potuto
rivestire
questo
ruolo.
Vi
sono
autorevoli
esponenti
della
maggioranza
che
avrebbero
potuto
ricoprire
la
carica
di
Vice
Ministro,
oltre
che
per
la
competenza
specifica,
anche
in
base
al
forte
consenso
elettorale
conseguito.
Detto
questo,
devo
ammettere
che
sono
deluso
dalloperato
del
Vice
Ministro
Danieli
in
questi
nove
mesi
di
legislatura
per
gli
italiani
allestero.
Dopo
nove
mesi
ancora
non
abbiamo
una
straccio
di
progetto
per
lorganizzazione
della
presenza
italiana
allestero.
Tante
parole
e
promesse
ma
pochi
fatti.
Lo
abbiamo
anche
riscontrato
dal
rapporto
semestrale
presentato
da
Danieli.
Si
parla
di
legge
sulla
cittadinanza,
di
Rai
International
ecc.
Prendo
atto,
per
esempio
che,
in
realtà,
ad
oggi,
non
sia
stato
fatto
niente
e
lesempio
è
la
legge
sulla
cittadinanza.
Era
un
provvedimento
che
poteva
essere
approvato
rapidamente
con
laccordo
di
tutti
i
gruppi.
Bastava
stralciarla
da
quello
sulla
cittadinanza
sugli
immigrati.
Purtroppo,
la
volontà
della
maggioranza
è
stata
quella
di
inserirla
nel
T.U.
relativo
anche
alla
cittadinanza
per
gli
immigrati.
Ravviso
un
modus
operandi
teso
a
portare
avanti
iniziative
spesso
connotate
da
personalismi
eccessivi
non
escluso
quello
del
Vice
Ministro
Danieli
come
lamentava
lon
Bucchino.
Daltronde,
se
un
autorevole
esponente
dellUnione
eletto
allestero,
si
scaglia
contro
il
proprio
Vice
Ministro,
questo
è
segno
di
un
malessere
che,
in
questa
coalizione,
è
presente
sin
dal
giorno
della
sua
nascita.
Si
pensi
ai
provvedimenti
in
approvazione
alle
missioni
militari,
ai
Pacs,
ai
DICO,
alloperato
del
governo
sulle
liberalizzazioni
e
tanti
altri
fatti.
Si
occupa
molto
di
politica
interna
svincolato
dal
cliché
dellitaliano
eletto
allestero.
E
indubbio.
Sono
stato
cooptato
nel
direttivo
del
mio
gruppo
parlamentare
e
non
solo
per
dare
voce
agli
italiani
allestero
ma
per
occuparmi
anche
di
politica
generale
italiana
in
senso
stretto.
Daltronde
è
un
dovere
da
parte
di
noi
eletti
allestero,
portare
avanti
iniziative
legislative
che
riguardano
altri
ambiti
che
vanno
ad
incidere
sulla
politica
nazionale.
Un
provvedimento
che
beneficia
il
sistema
paese,
beneficerà
indirettamente
anche
gli
italiani
allestero.
Stessa
cosa
vale
per
la
politica
estera,
termometro
importante
per
loperato
della
maggioranza.
Oggi,
in
Commissione
Esteri
(8
febbraio)
abbiamo
la
discussione
sul
finanziamento
della
missione
in
Afganistan.
Noi
dellopposizione,
teoricamente,
non
dovremmo
nemmeno
prendere
la
parola
perché
sosteniamo
il
rifinanziamento
della
missione
senza
se
e
senza
ma.
Assisteremo,
però,
al
solito
spettacolo
indecoroso
di
una
maggioranza
che
farà
opposizione
contro
sé
stessa.
Francamente,
questo
è
spiacevole.
Sono
stanco
di
venire
a
lavorare
in
un
Parlamento
dove
la
maggioranza
impedisce
un
rapido
svolgimento
dei
lavori
parlamentari.
E
inaccettabile
che
la
maggioranza
si
contraddistingua
per
incomprensioni
interne,
discussioni,
prese
di
posizione
e
distinguo
che
sono,
in
fin
dei
conti,
lesivi
della
dignità
di
chi
è
in
Parlamento
e
vuole
lavorare
per
il
bene
del
Paese.
La
nostra
posizione
è
chiara,
noi
vogliamo
il
rifinanziamento
della
missione.
Abbiamo,
invece,
qualche
perplessità
sul
Libano
perché
ancora
non
capiamo
cosa
stiamo
facendo
lì
oltre
al
ruolo
importante
di
pace.
Abbiamo
qualche
riserva
soprattutto
sul
modo
con
cui
siamo
arrivati
a
questa
missione
e
sul
suo
stesso
svolgimento.
Non
si
è
avuto
riscontro
alcuno
di
quei
monitoraggi
delle
missioni
militari
allestero
che
la
maggioranza
tenne
programmare.
Le
missioni
umanitarie
e
militari
dellItalia
allestero,
vengono
continuamente
minate
da
quelli
che
si
dicono
pacifisti
ad
ogni
costo,
prescindendo
da
una
analisi
specifica
caso
per
caso.
Anchio
credo
nella
pace
come
valore,
certo,
ma
sono
altrettanto
consapevole
che
il
mezzo
per
realizzarla
sia
differente
da
quel
pacifismo
assoluto
dettato
dalla
sinistra
radicale.
Dalla
situazione
generale
della
politica
italiana,
cosa
si
aspetta
nel
breve
periodo?
Mi
aspetto
che,
prima
o
poi,
questa
esperienza
di
governo,
termini.
Non
è
possibile
andare
avanti
in
questo
modo.
Anche
ieri
(7
febbraio)
la
maggioranza
è
andata
sotto
su
provvedimenti
che
non
erano
nemmeno
tanto
caratterizzati
politicamente.
Cè
una
dinamica
dialettica
fortissima
allinterno
dei
gruppi
di
maggioranza,
questo
può
solo
far
presagire
che,
su
qualche
provvedimento,
alla
fine,
questa
esperienza
governativa,
terminerà.
Neanche
la
Cdl
versa
in
buone
acque
però.
Quali
gli
scenari
allora?
Lo
scenario
futuro
non
è
facile
da
prevedere.
Per
quanto
riguarda
la
Cdl,
la
situazione
è
molto
più
semplice.
Innanzitutto,
non
abbiamo
tanti
attori
protagonisti.
Attualmente,
solo
lUdc
tenta
un
distinguo
forse
soprattutto
per
la
voglia
di
visibilità
e
di
protagonismo
di
uno
dei
suoi
leaders.
Ma
sin
tanto
che
non
si
minaccia
di
passare
dallaltra
parte
dichiarando
di
voler
rispettare
il
mandato
degli
elettori,
credo
che
i
neocentristi
siano
palesemente
schierati
nel
centrodestra.
Alla
manifestazione
di
Roma
erano
presenti,
per
esempio,
tantissimi
elettori
dellUdc,
ed
aggiungerei
anche
qualche
moglie
di
parlamentare
dellUdc,
per
cui,
mentre
nel
centrodestra
esiste
un
sentir
comune,
un
insieme
di
valori
che
identificano
una
visione
della
politica
e
del
mondo
che
unisce
lelettorato,
a
livello
di
partiti,
abbiamo
ancora
dei
distinguo.
Sappiamo,
però,
che
prima
o
poi,
i
partiti
dovranno
render
conto
ai
propri
elettori
e
certificare
lunità
di
fatto
del
centrodestra.
In
Italia
abbiamo
lunico
caso
in
cui
la
sinistra
massimalista
è
al
governo.
Non
ricordo
né
nella
Spagna
di
Zapatero,
né
in
Francia,
né
in
Germania,
né
in
Gran
Bretagna,
che
vi
siano
formazioni
comuniste
di
nome
e
di
fatto,
al
governo.
Credo
debba
essere
una
esperienza
che
la
sinistra
italiana
o
il
centro
sinistra
italiano
debba
superare
in
fretta
per
rimettere
queste
forze
là
dove
è
il
loro
posto,
allopposizione.
Alcuni
atteggiamenti
tenuti
dentro
e
fuori
laula
da
parte
della
sinistra,
sono
spesso
lesive
della
dignità
del
Parlamento
e
non
consona
alla
funzione
che
ricoprono.
Non
si
può
essere
al
tempo
stesso
partito
di
lotta
e
di
governo.
Non
si
può
andare
nelle
piazze
a
bruciare
le
bandiere
israeliane,
senza
contare
quelle
americane.
Perché
si
brucia
una
bandiera
israeliana?
Cè
forse,
a
sinistra,
un
tentativo
antiebraico?
Ciò
pone
degli
interrogativi
che
è
bene
che
la
sinistra
di
governo
sia
netta
e
chiara
nel
condannare.
Il
problema
è
che,
siccome
la
sinistra
di
governo,
in
questo
momento,
si
appoggia
su
certi
parlamentari
facenti
parte
di
quella
frangia
radicale,
tende
a
minimizzare
certi
atteggiamenti
piuttosto
che
a
censurarli.
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
Direttore
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