Intervista
al
Senatore
Gustavo
Selva
Il
voto
degli
italiani
allestero
è
stato
inutile
e
dannoso
insieme.
09.03.07
-
Il
Senatore
Gustavo
Selva
è
membro
della
4°
Commissione
permanente
difesa,
membro
della
14°
Commissione
permanente
Politiche
dellUe,
membro
della
delegazione
parlamentare
italiana
presso
lAssemblea
parlamentare
della
NATO.
Lintervista
di
seguito
riportata,
segue
ad
un
articolo
del
Senatore
dal
titolo:
Quanti
errori
sugli
italiani
allestero.
Se
lUnione
sopravvive,
è
colpa
del
Polo".
Di
questo
articolo
riportiamo
ampi
stralci
in
corsivo
che
introducono
le
nostre
domande
ed
assortiscono
il
colloquio.
Lei
si
è
occupato
di
italiani
allestero
qualche
tempo
fa?
Sì,
tra
mille
lavori
che
ho
fatto,
anche
di
questo
mi
sono
occupato.
Sono
stato
corrispondente
dallestero
e,
per
una
breve
parentesi
tra
il
1957
al
59,
coordinatore
dellufficio
italiano
di
corrispondenza
di
quotidiani
e
di
settimanali
che
si
occupavano
di
italiani
allestero.
In
Canada,
nella
lontana
Australia,
nel
Regno
Unito,
naturalmente
in
Francia,
Germania
ma
soprattutto
nei
paesi
dove
era
presente
la
nostra
più
folta
rappresentanza,
vale
a
dire
America
Latina,
Canada
ed
Australia.
«Per
riconoscere
il
voto
agli
italiani
allestero,
secondo
me,
fu
un
errore
la
costituzionalizzazione
della
circoscrizione
estero,
sconosciuta
a
qualsiasi
altra
legge
fondamentale
ed
elettorale
di
paesi
europei.
Ma
di
questo,
Tremaglia,
fu
irremovibile
vedendo,
negli
italiani
allestero,
un
popolo
a
sé.
Da
tempo
non
era
più
così».
Lei
denuncia
molti
errori
sugli
italiani
allestero.
Prevede
di
abolire
il
voto
degli
italiani
allestero?
Visti
i
risultati
che
sono
stati
ottenuti,
io
non
credo
che
si
debba
attribuire
il
potere
agli
italiani
che
vivono
allestero.
Concedere
il
potere
addirittura
ad
un
solo
italiano
che
vive
allestero
dal
quale
dipende
un
intero
governo
è
un
assurdo.
«Mi
creda
lamico
Tremaglia
(e
per
una
volta
tanto
posso
dire
pure
il
camerata
perché
ho
letà
per
essere
stato
obbligato
anchio
a
fare
il
sabato
fascista
come
balilla
e
fino
ad
avanguardista)
che
mi
costa
un
notevole
disagio,
umano
e
politico,
lo
scrivere
delle
conseguenze
che
ha
avuto,
nella
prima
applicazione
la
legge
per
il
voto
degli
italiani
allestero».
Nobile
è
stata
sicuramente
la
volontà
di
Tremaglia
di
voler
dare
una
voce
agli
italiani
nel
mondo
ma
ne
ha
fatto,
però,
una
specie
di
patrioti
italiani
in
terra
daltri.
Quale
è
stata
la
conseguenza
di
tale
atteggiamento?
Ha
creato
innanzitutto
una
forte
differenza
tra
la
vecchia
e
la
nuova
immigrazione.
La
prima,
consisteva
in
una
rappresentanza
nostalgica
per
cui
lesperienza
del
fascismo
era
quasi
una
redenzione.
La
nuova
immigrazione,
però,
in
modo
particolare
in
Germania,
in
Francia,
in
Belgio,
ma
anche
in
America
Latina,
ha
assorbito,
prima
di
partire,
idee
e
programmi
politici
dei
partiti
italiani
ed
in
modo
particolare
dei
partiti
di
sinistra.
Di
tutto
questo
si
sono
accorti
i
DS
che,
quali
eredi
dei
comunisti,
avevano
sempre
fortemente
avversato
la
legge
elettorale
per
il
voto
degli
italiani
allestero.
Accortisi,
dicevo,
di
questa
prerogativa
a
loro
favorevole,
sono
diventati,
di
punto
in
bianco,
i
migliori
sostenitori
della
legge
di
Tremaglia.
«Tremaglia
organizzava
i
comitati
tricolore,
che
guardavano
alla
storia
del
passato
mentre
comunisti,
socialisti,
la
Acli,
i
sindacati,
con
laiuto
di
personale
subalterno
e
locale
dei
nostri
consolati,
si
organizzavano
nei
consigli
degli
italiani
allestero
diventati
di
fatto
i
gestori
delle
istituzioni
assistenziali
e
sociali
per
tutta
la
nuova
e
vecchia
emigrazione».
La
modifica
della
Costituzione,
purtroppo,
ha
reso,
questa
legge,
un
assoluto.
La
sua
applicazione,
cioè
la
legge
di
attuazione
elettorale,
ha
creato
dei
grandissimi
collegi
di
cui
gli
stessi
eletti
conoscono
ben
poco
creando
invece
delle
condizioni
personali
limite
come
nel
caso
del
Senatore
Pallaro,
diventare
addirittura
arbitri
della
vita
o
della
continuazione
della
vita
di
un
governo.
Verso
quale
sistema
propende
allora?
Sono
stato
sempre
favorevole
ad
una
legge
elettorale
come
quella
francese
simile
a
quella
usata
anche
in
altri
paesi.
Votare
il
presidente
della
Repubblica
come
nel
caso
della
Francia
che
è
anche
il
candidato
dei
francesi
che
votano
allestero.
Ma
lItalia
non
ha
una
elezione
diretta
del
presidente
della
Repubblica,
lo
stesso
primo
ministro
è
già
designato
stando
alle
nuove
leggi
elettorali.
Bisognava
puntare
su
questo
dato
di
fatto.
Si
sarebbe
dovuto
votare,
secondo
me,
per
i
collegi
dei
senatori
e
dei
deputati
da
cui
provengono,
in
cui
sono
nati
o
in
cui
hanno
interessi
reali,
coloro
che,
eventualmente,
vogliono
rientrare
in
Italia.
Ma,
affidare
a
delle
persone
che
spesso
non
parlano
nemmeno
litaliano,
decisioni
di
portata
nazionale,
mi
sembra
una
forzatura,
un
eccesso.
Tra
gli
altri
fatti
gravi,
cè
stato
quello
di
aver
concesso
la
cittadinanza
italiana
alla
prima
generazione,
cioè
a
quanti
abitavano
allestero.
Poi,
successivamente
anche
alla
seconda
generazione.
Devo
dire
la
verità,
mi
pare
francamente
un
ulteriore
errore
che
si
è
andato
ad
aggiungere
ai
brogli.
Mi
hanno
segnalato,
a
proposito
di
brogli,
schede
elettorali
nelle
quali
cera
la
cartolina
col
nome
di
Prodi
presidente.
E
questo
sempre
per
la
migliore
efficienza
dellUnione
dal
punto
di
vista
organizzativo.
Ora,
avendo
12
deputati
e
6
senatori
eletti
allestero
di
cui,
uno
soltanto,
è
stato
determinante
per
le
sorti
e
la
tenuta
del
governo,
vuol
dire
che
abbiamo
affidato
troppo
potere
a
questi
signori.
Essi
ne
hanno
approfittato
per
ottenere
qualche
elargizione,
ben
inteso,
legale,
a
favore
di
concittadini
allestero
di
cui,
però,
il
bisogno
potrebbe
non
essere
così
urgente.
«Ma
la
somma
dei
brogli
politici
si
è
raggiunta
il
famoso
martedì
della
fiducia
al
Senato
con
il
voto
del
senatore
Luigi
Pallaro
che
ha
contribuito,
col
suo
voto,
a
dimostrare
che
il
governo
Prodi
ha
la
maggioranza
di
un
voto
anche
senza
il
contributo
dei
senatori
a
vita:
condizione
che
Napolitano
aveva
messo
per
legittimare
politicamente
la
fiducia.
La
stampella
Pallaro,
è
un
accanimento
terapeutico
uomo
più
di
destra
non
si
può».
Se
Pallaro
è
di
destra,
come
dice
lei,
come
spiega
il
suo
orientamento
in
aula?
Questa
è
unaltra
anomalia.
Cè
chi
dice
che
Pallaro
potrebbe
aver
ricevuto
delle
pressioni
da
parte
del
governo
argentino
in
quanto,
come
imprenditore,
avrebbe
concessioni
governative.
Lui
ha
smentito
ed
io
credo
alla
sua
parola.
Se
si
dicesse
che
lei
ce
lha
con
gli
eletti
allestero?
E
impossibile
poter
pensare
che
una
persona
che
non
ha
a
che
fare
minimamente
con
lItalia,
che
non
legge
un
giornale
italiano,
che
guarda
appena
le
partite
di
calcio
alla
televisione,
possa
riuscire
a
capire
che
cosa
rappresenti
questo
voto
nel
meccanismo
di
ripartizione
del
consenso.
Essi
hanno
scarsa
conoscenza
del
nostro
sistema
politico.
E
gente,
la
maggior
parte
di
loro,
interessata
solo
al
sindacalismo
ed
allassistenza.
Premetto
che
ho
visitato
83
paesi
nei
5
anni
in
cui
sono
stato
presidente
della
Commissione
Esteri,
ho
avuto
modo
di
toccare
con
mano.
Degli
italiani
di
cui
Mirko
Tremaglia
parlava
che
avrebbero
portato
la
nuova
imprenditoria,
devo
dire
la
verità,
ne
ho
visti
pochissimi.
Qualche
unità.
Ne
ho
trovati
di
interessati,
per
esempio,
a
Caracas,
alle
elezioni
che
Chavez
non
voleva
concedere
perché
pensava
che
questi
avrebbero
votato
contro
di
lui.
«Tremaglia
è
lunico
parlamentare
italiano
che
possa
dire
di
avere
dato
il
nome
a
due
riforme
costituzionali
per
eleggere
nel
nostro
parlamento
dodici
deputati
e
sei
senatori.
Tremaglia
li
voleva
apartitici
rappresentanti
degli
italiani
che
hanno
speso
la
loro
vita
nelle
attività
professionali,
onorando
il
nome
dellItalia.
Ricorso
che
nel
progetto
di
legge
elettorale
che
Mirko
Tremaglia
avrebbe
privilegiato
era
quello,
mai
presentato,
di
una
lista
unica
di
italiani
senza
partito».
Lei
è
convinto
che
ci
sarà
una
correzione
per
il
voto
degli
italiani
allestero?
In
occasione
della
riforma
della
legge
elettorale,
bisognerà
mettere
mano
anche
a
questa.
Confermo
che
lunica
riforma
costituzionale
forte
della
nostra
Costituzione,
sia
stata
quella
per
il
voto
degli
italiani
allestero.
Ha
ragione
Tremaglia
a
dichiararsi
onorato
di
aver
fatto
una
cosa
così.
Ma
credo
che
i
risultati
che
questa
riforma
ha
realizzato
siano
scadenti
e
che
lo
stesso
Tremaglia
sia
pronto
a
riconoscerlo.
Tremaglia
pensava
ad
una
sorta
di
gran
listone
unico
in
cui
fossero
rappresentati
tutti.
Ma
si
sono
ben
guardati,
quelli
della
sinistra,
per
le
ragioni
che
ho
enumerato
in
precedenza,
a
concedere
questo
vantaggio
agli
avversari
rinunciando
alla
loro
migliore
organizzazione
per
poter
incidere
meglio
sullesito
elettorale.
Poi,
ha
commesso
un
altro
errore,
quello
di
essersi
ostinato
a
non
volere
laccordo
con
la
Cdl
sperando
e
puntando,
con
un
certo
orgoglio
anche
giustificato,
sul
suo
nome.
Invece
tutti
sappiamo
cosa
è
accaduto.
La
modifica
della
legge
sul
voto,
può
arrivare
anche
senza
un
nuovo
passaggio
costituzionale?
Può
essere
cambiata
tutta
la
legge.
Si
può
togliere
ed
aggiungere
il
voto
di
preferenza,
per
esempio.
Ritengo
che
si
dovrebbero
formare
liste
di
partito
chiuse
ed
anche
le
denominazioni
dei
partiti
dovrebbero
avere
gli
stessi
nomi
che
hanno
in
Italia
in
modo
da
non
confondere
la
gente.
Molti
mi
chiedevano
dove
fosse
finita
la
lista
di
Alleanza
Nazionale.
Inoltre,
bisogna
fare
in
modo
da
impedire
che
lattivismo
di
sinistra,
possa
incidere
ed
orientare
il
voto.
Creda
a
me
che
sono
Emiliano-Romagnolo
e
conosco
bene
questi
meccanismi
di
ricerca
del
consenso
della
sinistra.
Come
quanti
si
sono
offerti
di
aiutare
gli
anziani
e
le
casalinghe,
a
votare.
Ciò
al
dice
lunga
sulle
modalità
e
sulla
regolarità
dello
svolgimento
delle
votazioni.
Il
voto
degli
italiani
allestero,
è
stata
lunica
novità
di
questa
Repubblica
dalla
1948
ad
oggi,
è
stata
più
inutile
o
più
dannosa?
Più
che
novità,
la
definirei
eccezionalità
perché
siamo
i
soli
in
Europa.
Chi
può
essere
interessato
agli
affari
politici
italiani?
O
colui
il
quale
ha
molti
parenti
in
Italia
e
quindi
vuole
aiutarli
seguendo
una
linea
direttrice
che
i
parenti
stessi
gli
consigliano,
o
chi
pensa
di
ritornare
in
Italia
un
bel
giorno.
Viene
di
pensare
ad
un
problema
risolvibile
con
la
conoscenza
del
sindaco
che
magari
può
concedere
oppure
negare
una
certa
autorizzazione
ecc.
Ma
per
il
resto
che
dire?
In
Australia,
in
Africa
del
Sud,
al
Polo
Nord,
che
interesse
può
avere
un
italiano
che
vive
lì?
Linteresse
glielo
si
procura
e
glielo
procura
lattivismo
pressante
allestero
ancor
più
che
in
Italia.
Attivismo
che
è
fatto
da
professionisti
della
politica,
da
gente
fa
solo
politica,
dal
sindacato
o
dallassociazionismo.
Il
voto
degli
italiani
allestero
è
stato
inutile
e
dannoso
insieme.
Nel
senso
che,
anche
se
non
fossero
stati
così
determinanti,
come
è
stato
il
caso
Pallaro,
altrettanto
poco
determinanti
sarebbero
stati
per
modificare
le
condizioni
delle
comunità
italiane
fuori
dal
territorio
nazionale.
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
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