Intervista
al
Sen.
Maurizio
Eufemi
(Udc)
Il
Senatore
Eufemi
è
membro
della
VI
Commissione
permanente
finanza
e
tesoro
15.06.07
-
Lei
si
occupa
di
una
legge
sul
mobbing.
Questo
argomento
è
davvero
molto
importante
e
sentito.
Si
è
cominciato
dai
primi
giorni
di
legislatura
a
dimostrazione
di
una
scelta
politica
che
era
maturata.
Il
provvedimento
viene
già
dalla
scorsa
legislatura
ritenendo
che
la
questione
del
mobbing
sia
una
questione
molto
delicata
e
che
va
affrontata
con
la
massima
determinazione.
E
un
fenomeno
mondiale
non
solo
italiano.
Ha
assunto
una
dimensione
ormai
molto
forte
se
pensiamo
che
sono
dieci
milioni
in
Europa
i
mobbizzati,
secondo
le
ultime
statistiche.
In
Italia,
le
vittime
sono
un
milione.
Colpisce
soprattutto
la
popolazione
femminile,
le
fasce
alte
delle
figure
professionali
e
causa
conseguenze
gravi
anche
sul
piano
sanitario.
Questi
forti
disagi
causati
dal
mobbing,
si
trasformano
presto
in
una
vera
e
propria
malattia.
Si
riconosce,
dunque,
al
mobbing,
le
conseguenze
di
tale
atteggiamento
persecutorio?
Lampiezza
del
fenomeno,
impone
la
necessità
di
intervenire
con
una
azione
che
approdi
ad
un
riconoscimento
ufficiale
e
normativo.
La
questione
più
delicata
è
laspetto
sanzionatorio.
Ora,
senza
sanzioni,
la
legge
sul
mobbing,
sarebbe
inefficace.
Lasciare
tutto
allaspetto
contrattualistico
e
basta
significa
rischiare
di
fare
un
buco
nellacqua
a
causa
dei
tempi
lunghissimi
con
la
conseguente
impossibilità,
da
parte
del
lavoratore,
di
essere,
in
qualche
modo,
tutelato.
La
previsione
di
una
sanzione
scoraggia
quei
comportamenti
che
possono
andare
fuori
le
righe.
Quando
si
parla
di
sanzioni,
però,
le
cose
si
complicano?
Ci
sono
delle
resistenze.
E
ovvio
che
ci
siano
di
fronte
ad
una
legge
così
importante.
Io
ritengo
che
debba
essere
portato
avanti,
trovare
un
punto
di
equilibrio,
una
soluzione
che
dia
una
indicazione
di
fondo,
di
una
attenzione
verso
questo
disagio
nel
lavoro.
Con
il
mobbing,
anche
altre
condotte
persecutorie
vengono
poste
in
essere.
Sì,
cè
il
bossing
che
è
una
azione
rivolta
soprattutto
da
rappresentanti
sindacali
nei
confronti,
per
esempio,
di
chi
ha
o
riveste
una
qualifica
professionale
elevata.
Sono
tutti
aspetti
che
devono
essere,
in
qualche
modo,
considerati.
Ritengo
che
in
questa
legislatura
si
possa
portare
avanti.
Nella
scorsa
legislatura
abbiamo
fatto
dei
convegni,
dei
dibattiti
e
confronti.
Oggi,
questa
cosa
è
più
matura
proprio
in
ragione
di
una
maggiore
sensibilità
per
questi
problemi.
Quali
sono
i
punti
forti
della
proposta
di
legge?
Dato
che
le
proposte
di
legge
sono
tante,
si
richiede
lelaborazione
di
un
testo
unico
cercando
di
trovare
un
punto
di
equilibrio.
Questo
è
essenziale.
Lattenzione
è
tanta
ma
cè
anche
una
grande
volontà
di
portare
avanti
un
progetto
che
si
realizzi
in
una
legge
efficace
anche
dal
punto
di
vista
sanitario.
Infatti,
in
questo
campo,
liter
è
lunghissimo
ed
estenuante.
Non
tutti
hanno
la
forza
e
la
determinazione
di
arrivare
ad
una
sentenza
da
parte
del
giudice
del
lavoro,
da
parte
della
magistratura.
Quando
si
raggiunge
questo
risultato,
spesso,
è
troppo
tardi.
Largomento
si
presta
anche
ad
essere
strumentalizzato.
Certo,
bisogna
andare
con
i
piedi
di
piombo.
Capisco
le
cautele
che
ci
sono
da
parte
imprenditoriale.
Comprendo
tutto,
però,
il
fenomeno
è
talmente
generalizzato
e
vistoso
che
va
affrontato
con
la
dovuta
forza.
Sembra
ormai
esserci
unampia
letteratura
in
merito,
fare
una
legge
non
dovrebbe
essere
poi
così
difficile.
Esistono
studi
molto
approfonditi,
anche
di
carattere
europeo.
Alcuni
paesi
sono
molto
più
avanti
di
noi.
Non
dimentichiamo
che
in
Germania,
la
Wolkswagen
è
stata
la
prima
impresa
nella
quale
ci
si
è
confrontati
su
questo
argomento.
Tempi?
Dipende
dal
Comitato
ristretto.
Per
adesso
siamo
nella
fase
delliniziativa
legislativa.
Salvatore
Viglia
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