Un
Comitato
Ombra
per
il
Partito
Democratico
06.06.07
-
Il
Comitato
dei
45
per
la
fase
costituente
del
Partito
Democratico,
è
stata
una
delusione.
Non
certo
per
la
qualità
dei
componenti,
ma
per
aver
disatteso
uno
dei
principi
fondanti
delle
nuova
idea:
il
rinnovamento.
Rinnovamento,
è
vero,
significa
ventata
nuova
di
personalità
che
pur
assortiscono
lelenco,
ma
rinnovamento
significa
anche
e
soprattutto
ringiovanimento.
A
partire
dal
linguaggio,
dalla
volontà
di
eliminare
la
contrapposizione
sorda
e
cieca
degli
schieramenti.
Rinnovamento
significa
non
commettere
più
vecchi
errori.
Rinnovamento
vuol
dire
cambio
generazionale
disposto
a
comprendere
le
ragioni
di
tutti
e
a
farsi
interprete
delle
istanze
dei
giovani.
Purtroppo
siamo
un
paese
di
vecchi.
Dove
vecchio
è
il
cinquantenne
che
cerca
lavoro
ma
non
il
politico
che
ha
una
carriera
probabile
e
possibile
sino
ad
oltre
gli
ottanta.
Letà
media
dei
componenti
del
Comitato
è
ben
al
di
sopra
dei
cinquanta.
Nessuno
al
di
sotto
dei
quaranta.
Eppure
ce
ne
sono
di
nomi
e
di
persone
in
gamba
da
poter
reclutare.
Siamo
alle
solite,
non
si
riesce
in
questo
paese,
checché
se
ne
dica,
ad
affidarsi
ai
giovani.
Forse
per
sfiducia,
o
forse
perché
questi
giovani
quarantenni,
che
in
realtà
dovrebbero
già
essere
considerati
anziani,
non
danno
limpressione
di
poter
essere
in
grado.
Come?
Dei
ragazzi
ai
vertici
di
un
partito,
di
un
nuovo
partito
nel
quale
il
centrosinistra
di
domani,
affiderà
il
destino
del
paese?
In
questo
Paese,
non
riusciamo
proprio
a
concepire
un
giovane
di
ventotto
anni
brillante,
amministratore
delegato
di
una
grande
azienda.
Saranno
anche
plurilaureati,
ma
a
ventotto
anni
uno
è
un
ragazzo
che
mangia
ancora
la
minestra
di
mammà.
Lerrore,
quindi,
commesso
dai
DS
e
Margherita,
sino
ad
un
certo
punto,
può
essere
comprensibile.
Ma
fino
ad
un
certo
punto.
Si
continua
ad
ammettere
che
si
è
sbagliato
a
non
attingere
tra
i
giovani
e
che
questi
si
facciano
avanti,
si
propongano,
saranno
accettati.
Come?
Urlando
in
pieno
convegno,
per
esempio,
«è
permesso?
Mi
faccio
avanti
lasciatemi
entrare»?
Innescando
una
polemica
a
questo
punto
con
i
vertici,
con
i
quadri
che
hanno
voluto
questo
parto
abnorme?
Non
si
offendano,
eppure
ce
ne
sarebbe
da
offendersi,
non
se
ne
abbiano,
eppure
ne
avrebbero
da
aversene,
i
giovani,
le
risorse
di
questo
ancora
fantomatico
PD:
si
facciano
avanti!
Al
momento,
così
come
sono
andate
le
cose,
non
resta
che
organizzarsi.
Organizzarsi
nella
creazione
di
un
Comitato
ombra
composto
da
quarantenni.
Un
Comitato
che
sappia
dimostrare,
se
non
anticipare
addirittura,
iniziative,
linee,
programmi
politici
al
Comitato
dei
grandi.
Un
Comitato,
beninteso,
che
potrebbe
decidere
anche
di
affidarsi
ai
vecchi
o
a
qualcuno
di
questi.
Ma
lavrebbe
deciso
una
compagnia
di
giovani.
Non
è
la
stessa
cosa!
In
questo
modo,
si
sarebbe
trovata
una
strada
per
farsi
avanti,
come
si
dice.
Farsi
avanti
senza
remore
con
decisione,
con
la
determinazione
di
chi
dice:
«Noi
faremmo
questo»!
Una
iniziativa
di
questo
tipo
potrebbe
essere
un
buon
viatico,
un
mezzo
utile
e
propositivo,
non
di
scontro:
«avete
voluto
che
ci
facessimo
avanti?
Eccoci
qua».
Il
Comitato
dei
piccoli
che,
autolegittimandosi,
si
affiancasse
a
quello
dei
grandi
e,
senza
fare
polemiche,
o
meglio,
evitando
quelle
distruttive,
proponesse
e
dissentisse
dalle
decisioni
di
quello
dei
grandi.
La
«grande
avventura
democratica»,
come
lha
definita
Romano
Prodi,
rischia
di
essere
una
grande
avventura
e
basta.
Un
flop.
Parte
con
il
piede
sbagliato
perché
elude
uno
dei
fattori
fondanti
del
Partito
Democratico:
le
giovani
risorse.
Romano
Prodi,
ha
lasciato
intendere,
forse
chi
scrive
non
ha
saputo
intendere
non
è
escluso,
che
i
giovani
non
sono
abbastanza
vecchi
per
poter
essere
parte
integrante
del
Comitato
dei
45
quando
afferma:
«Sono
soddisfatto»
poiché
il
Comitato
è
composto
da
«personalità
importanti
ed
autorevoli».
In
altre
parole,
non
abbiamo
reputato
allaltezza
del
compito
il
materiale
umano
al
di
sotto
dei
quaranta
anni.
Certo
che
anche
un
transfugo
come
il
senatore
Follini
è
stato
denominato
autorevole.
Non
è
questo
un
errore?
Bindi,
Bersani
e
DAlema
sono
autorevoli
perché
ministri,
più
volte
ministri?
Bassolino,
Amato,
Del
Turco
e
Parisi,
sono
autorevoli
come
autorevolissimo,
a
questo
punto,
è
Dini?
Questa
è
una
squadra
di
autorevoli
che
non
ha
saputo
neanche
consolidare
le
proprie
posizioni
allinterno
dei
propri
partiti
di
appartenenza.
Figuriamoci
in
una
nuova
struttura
politica.
Non
è
vero
che
lesigenza
del
Partito
Democratico,
si
sia
sentita
proprio
per
la
deficienza
della
tenuta
dei
DS
e
della
Margherita?
Qualcuno
pensa
che,
viceversa,
in
strutture
di
partito
forti,
conoscendo
la
storia
e
le
tradizioni
di
questo
paese,
sarebbe
stato
necessario
avventurarsi
in
questo
percorso
del
PD
che
imbarca
acqua
da
tutte
le
parti
e
siamo
ancora
nella
fase
del
Comitato?
Il
Comitato
ombra
allora,
è
una
necessità.
Lo
si
costituisca
senza
aspettare
altro
tempo,
lo
si
proponga
a
decine
e
decine
giovani
dirigenti.
Che
insegnino
un
modo
nuovo
di
fare
la
politica.
Un
Comitato
la
cui
generazione
è
quella
del
computer,
della
sintesi
ideologica
vera
che
prescinde
dalle
retoriche
e
dai
populismi.
Un
Comitato
che
insegni
a
transigere,
proporre,
comprendere
anche
le
ragioni
degli
avversari
politici.
Il
giovani
possono
essere
rappresentati
solo
dai
giovani.
Ormai
lo
abbiamo
capito.
Nel
2009,
chi
andrà
alle
urne,
non
avrà
visto
in
piedi
il
muro
di
Berlino.
Il
problema
è
la
scuola,
il
costo
dei
libri,
le
tasse
Universitarie,
la
ricerca,
il
lavoro
precario,
il
miraggio
della
casa,
il
mutuo,
il
matrimonio,
addirittura
il
sogno
di
un
figlio.
Non
è
certo
con
la
sclerosi
degli
anziani,
dei
perpetratori
di
organigrammi
triti
e
ritriti
costellati
di
fallimenti
che
si
potrà
fondare
il
Partito
Democratico
che
si
va
predicando.
Salvatore
Viglia
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