Intervista
all
onorevole
Paola
Goisis
Lega
Nord
Padania
25.05.07
-
Le
lucciole
per
le
vie
di
Padova
rivendicano
i
loro
diritti
di
lavoratrici
del
sesso.
L
on
Goisis,
sensibilissima
al
problema
sollevato
a
Padova
dalle
proteste
delle
mondane
contro
l
ordinanza
del
sindaco
Zanonato
di
erogare
multe
da
50
euro
ai
i
clienti
che
si
fermano
per
strada,
esprime
le
proprie
convinzioni
senza
remore.
Il
corteo,
svoltosi
il
16
maggio
scorso,
faceva
sfoggio
di
slogans
fate
l
amore
non
la
guerra
oppure
meglio
vendere
amore
che
false
promesse
elettorali".
In
Piazza
delle
erbe,
Kristal,
una
trans
brasiliana
e
leader
della
protesta
ha
gridato
rivendichiamo
i
nostri
diritti,
il
nostro
è
il
mestiere
più
antico
del
mondo.
Onorevole
Goisis,
come
la
mettiamo
con
la
protesta
delle
lucciole
avutasi
a
Padova?
E
un
fatto
grave
e,
per
certi
versi,
paradossale.
Le
prostitute
si
lamentano
contro
la
decisione
del
sindaco
Zanonato
di
multare
i
clienti
che
si
fermano
per
strada
con
le
auto
per
contrattare.
Esse
hanno
anche
denunciato
che
il
sindaco
si
rifiuta
di
riceverle.
Lei
è
favorevole
o
contraria
alla
decisione
del
sindaco
di
multare
i
clienti?
Non
solo
sono
favorevole,
ma
addirittura
io
sarei
anche
più
drastica
nei
confronti
dei
clienti.
Se
non
ci
fossero
i
clienti,
non
ci
sarebbero
le
prostitute.
Attribuisco
loro
una
colpa
primaria,
molto
grave
soprattutto
a
quanti
vanno
con
minorenni.
Ma
fatta
la
legge
trovato
linganno,
le
prostitute
hanno
pensato
ad
una
forma
di
indennizzo.
Già,
daranno
un
bollino
rosa
ai
clienti
che
saranno
stati
multati
a
causa
delle
soste
per
strada
e
questo
bollino
darà
loro
diritto
ad
una
prestazione
gratis.
Ecco,
questa
è
la
novità.
E,
come
dire,
un
sistema
per
andare
incontro
ai
clienti.
Poverini.
Non
serve
a
niente
allora?
Voglio
esprimere
la
mia
più
ferma
opposizione
anche
in
qualità
di
mamma,
insegnante
e
leghista.
Per
le
vie
di
Padova
si
prostituiscono
ragazze
minorenni
poco
più
che
bambine.
I
clienti
che
continuano
a
frequentarle
avallano
la
posizione
degli
sfruttatori,
ne
alimentano
il
mercato.
In
un
certo
senso,
sono
sfruttatori
a
loro
volta
se
vanno
con
ragazzine
di
14,
15
anni.
Questo
è
un
problema
serio
ma
come
risolverlo?
E
chiaro
che
è
una
questione
vecchia,
non
è
mai
stata
risolta.
Secondo
me
la
prostituzione
deve
essere
rimossa
dalle
strade
per
ridare
decoro
alle
nostre
città.
In
ogni
ora
del
giorno
e
della
notte,
a
partire
dalla
mattina,
per
le
vie
di
Padova,
vanno
in
giro
decine
di
prostitute.
Ai
bambini
che
chiedono
cosa
fanno
tutte
quelle
ragazze,
non
si
può
sempre
rispondere
che
aspettano
il
tram.
Riaprire
le
case
chiuse?
Sono
contraria.
Perché
le
case
chiuse
significano
ghettizzare
e
schiavizzare
ulteriormente
queste
donne,
queste
ragazze,
queste
bambine.
Sappiamo
tutti
che,
molto
spesso,
si
trovano
in
queste
situazioni
perché
costrette
o
ingannate
da
schiavisti
senza
scrupoli.
Significherebbe,
dunque,
emarginarle
ulteriormente
come
avveniva
una
volta,
erano
lì
in
quelle
case
e
vi
rimanevano
per
tutta
la
vita.
Destinare
aree
a
luci
rosse?
Sono
contraria
anche
a
questa
soluzione.
Nelle
città,
non
vi
sono
aree
dove
questo
potrebbe
essere
possibile.
A
Mestre
vi
sono
zone
a
luci
rosse
ma
sono
molto,
molto
fuori
dei
centri
abitati.
Come
si
fa
allora?
Chi
vuol
esercitare
la
prostituzione,
lo
faccia
in
casa
sua.
Naturalmente
presentando
dichiarazione
dei
redditi
e
pagando
le
tasse.
Le
faccio
una
domanda
provocatoria:
e
se
la
prostituzione
divenisse
reato?
Io
sarei
favorevole
considerare
la
prostituzione
reato
se
esercitata
per
strada.
Nella
mura
della
propria
casa,
ognuno
può
fare
quello
che
vuole.
Per
strada
no.
Salvatore
Viglia
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