Il
Partito
Democratico
e
la
fantapolitica
22.05.07
-
La
fusione
tra
DS
e
Margherita,
ha
sancito
la
realizzazione
del
nuovo
centro.
La
novità
ha
posto
non
pochi
problemi
e
perplessità
soprattutto
su
due
questioni
nodali:
la
laicità
dello
Stato
ed
il
posizionamento
in
Europa
di
una
compagine
così
assortita,
fare
o
non
fare
parte
del
Pse
europeo.
Senza
scrollarsi
di
dosso,
neanche
per
un
attimo,
il
politichese
impregnato
di
demagogia,
Rutelli
ha
dato
già
una
risposta
sebbene
sibillina,
al
secondo
quesito:
«Non
ho
dichiarato:
mai
col
Pse»
intendendo
aver
detto
invece:
«mai
nel
Pse»,
cosa
assai
diversa.
Insomma,
due
partiti,
da
un
lato,
i
DS
meno
comunisti
e,
dallaltro,
la
Margherita,
meno
democristiani.
Comunque
la
si
voglia
mettere,
è
un
evento
importante
che
non
può
passare
inosservato.
Soprattutto
per
gli
effetti
esterni
e
di
riflesso.
Si
pensi
al
fallimento
dell
idea
di
Pier
Ferdinando
Casini
della
creazione
di
un
grande
centro.
Così
come
la
delusione
di
Mastella
che
ci
credeva
tanto.
Vedersi
soffiare
il
centro,
che
era
la
sua
minaccia,
sotto
il
naso
.
A
patto
che
non
si
decida
di
accettare
l
esistenza
di
due
centri
che,
anche
da
un
punto
di
vista
geometrico,
non
trovano
accoglienza
né
nella
matematica,
né
nella
logica.
Casini,
avendo
rifiutato
Berlusconi,
con
chi
stipulerà
alleanze?
Non
si
sa.
Mastella,
come
un
asino
tra
i
suoni,
allibito
e
stordito
al
cospetto
del
progetto
Partito
Democratico
già
realizzato,
aspetta
che
gli
venga
un
idea.
Senza
contare
l
adesione
di
Follini
che,
a
questo
punto,
è
data
per
scontata.
Per
cambiare
definitivamente
volto
alla
politica
italiana,
sarebbe
suggestivo
che
il
Cavaliere
chiedesse
di
farvi
parte.
«Siamo
pronti
a
larghe
intese»
parole
sue
uscendo
dal
congresso
DS.
Ci
è
piaciuto
credere
che
egli,
almeno
per
un
momento,
avesse
pensato
di
aderire
al
progetto
PD.
Perché
no?
Scaricato
ormai
dalla
Lega,
abbandonato
da
Casini
e
la
sua
Udc,
diffidato
da
Fini
a
riproporre
le
larghe
intese,
potrebbe
pensare
di
entrare
definitivamente
nella
storia
di
questa
Repubblica
con
una
decisione
veramente
titanica.
I
DS
non
sono
più
comunisti
ma
centristi
di
nuova
forgia,
i
democristiani
della
Margherita,
meno
democristiani
e
più
duttili
ai
cambiamenti,
più
versatili
dei
fondamentalisti
dell
Udc,
quindi.
Un
Partito
Democratico
con
DS,
Margherita
e
Forza
Italia,
diventerebbe
una
forza
concepita
per
governare
a
lungo.
Riposizionerebbe
An
alla
destra
dello
schieramento
e
costringerebbe
al
ricompattamento
i
partiti
della
sinistra
compresi
i
fuoriusciti
dai
DS.
Il
resto,
frattaglie
che,
con
una
legge
elettorale,
a
questo
punto,
convenientemente
severa
negli
sbarramenti,
sarebbero
costrette
a
decidere
una
collocazione
fuori
dalle
retoriche.
Potremmo
giurare
su
un
Partito
Democratico
con
Forza
Italia.
Una
soluzione
che
farebbe
entrare
il
Paese
nella
vera
seconda
Repubblica.
Fantapolitica?
Forse,
ma
stimolante.
Siamo
sicuri
che
uno
come
Berlusconi,
sarebbe
capace
di
una
scelta
del
genere.
Invece,
farà
il
Partito
Unico
Delle
Libertà,
con
chi?
Con
Fini
che
non
crede
sia
possibile
dall
oggi
al
domani
per
non
dire
che
non
lo
vuole
affatto?
Con
chi?
Con
Bossi
che
non
si
fida
dei
partiti
unici?
Con
chi,
con
Casini
e
l
ossessione
delle
sue
radici
democristiane?
Con
l
IdV
di
Di
Pietro?
Forse
con
i
Verdi?
Non
resta
che
Mastella:
il
classico
pezzo
in
più
che
ritroviamo
quando
rimontiamo
il
motore
della
nostra
auto:
non
sappiamo
a
cosa
serviva,
dove
stava
e
dove
dobbiamo
metterlo.
Salvatore
Viglia
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