Intervista
a
Renzo
Arbore
14.11.06
-
Maestro
la
sua
esperienza
a
Rai
International.
Fu
costretto
a
mollare?
Fui
costretto,
un
po,
a
mollare,
in
quanto
ara
cambiato
il
direttore
generale.
Ma
soprattutto,
quel
direttore
generale
pensava
che
io
fossi
protetto
da
un
politico
che
era
avversario
del
politico
che
proteggeva
lui.
Insomma,
credo
che,
dietro,
ci
fossero
queste
cose
qua.
Comunque,
cera
il
fatto
che,
quel
direttore
generale,
non
aveva
approfondito
il
lavoro
che
stavamo
facendo
con
Roberto
Morione
che
è
stato
un
ottimo
direttore
di
Rai
International.
Tutti
noi
abbiamo
creduto
moltissimo
in
quella
missione.
A
me
ancora
è
rimasta
nel
cuore
Rai
International,
la
missione
e
le
comunità
di
italiani
sparse
per
il
mondo.
Ne
parlo
continuamente,
ne
ho
parlato
recentemente
da
Bonolis
che
mi
ha
interrogato
proprio
sulle
comunità
italiane
allestero.
Sono
andato
a
suonare
nei
posti
dove
le
comunità
italiane
hanno
affollato
ed
affollano
i
miei
concerti.
Sono,
grazie
a
Dio,
molto
amato
da
loro.
Personalmente,
li
stimo,
li
amo
moltissimo
perché
li
ho
visti
partire,
perché
sono
andato
a
trovarli.
Mi
affascina
il
fatto
che
noi
abbiamo
sposato
culture
diverse,
come
è
successo
in
Brasile,
come
è
successo
in
Venezuela,
Uruguay,
USA,
Australia.
Sono
andato
ovunque,
sono
appena
ritornato
dal
Brasile
(per
chi
legge
14
novembre),
si
vede
dallabbronzatura?
Ho
incontrato
persone
della
comunità
di
San
Paolo.
Stiamo
organizzando
dei
concerti
quindi
tornerò.
Devo
dire
che
per
Rai
International
sono
stato
un
tramite
importante
soprattutto
in
certi
paesi.
Mi
piacerebbe
che
Rai
International
avesse
anche
una
funzione
promozionale
per
il
nostro
paese.
Promozionale.
Cioè
non
solo
consolatoria
nei
confronti
degli
italiani
nel
mondo
e
degli
emigranti,
ma
che
mostrasse
una
Italia
moderna
che
fosse
utile
anche
agli
stranieri.
Per
esempio,
in
Brasile,
i
brasiliani,
vedono
Rai
International
perché
sono
appassionati
di
calcio,
vedono
il
nostro
calcio,
sono
fanatici.
Questo
può
essere
un
grimaldello
perché
in
Brasile
tutti
hanno
il
satellite.
Persino
nelle
favelas,
vedono
Rai
International.
Se
vedessero
anche
le
bellezze
del
nostro
paese
invece
di
vedere
soltanto
cucina
e
folclore,
sarebbe
molto
positivo,
sarebbe
auspicabile
inserire
anche
cose
serie
nei
programmi.
Rai
International
ha
molti
problemi,
le
sue
trasmissioni
sono
scadenti,
pensi,
che
anche
i
notiziari
sono
registrati
per
mancanza
di
personale
e
di
fondi.
La
finale
del
campionato
del
mondo,
molti,
non
lhanno
potuta
seguire
alla
TV.
Io
so
che
ci
sono
varie
difficoltà
in
alcuni
paesi
dove
qualche
volta
addirittura
il
segnale
non
arriva
neanche.
Per
esempio,
in
Brasile,
per
tre
giorni,
Rai
International
non
si
è
vista
perché
il
segnale
non
arrivava.
Immagino
quelli
che
volevano
informarsi,
compreso
noi.
Però,
io
adesso,
i
problemi
contingenti,
non
li
conosco.
L
ho
vista
in
questa
occasione,
poi
non
so.
Che
funzioni
aveva
allinterno
di
Rai
International?
Avevo
la
funzione
di
testimonial
e
di
direttore
artistico.
Avevo
inventato
la
rubrica
di
opere
di
melodramma
curata
da
Simona
Marchini,
la
rubrica
di
cucina
fatta
dal
direttore
di
un
mensile
molto,
molto
importante
che
si
chiama
Tavola
dove
avevo
lanciato
la
family
kitchen,
la
cucina
in
famiglia.
Io
stesso
facevo
una
rubrica
prima
della
finestra
dei
goals,
non
mi
ricordo
come
si
chiamava,
ma
era
una
rubrica
di
corrispondenza
diretta,
una
specie
di
parla
il
programmista
nella
quale
annunciavo
i
programmi
di
Rai
International
e
della
Rai
che
si
sarebbero
visti
e
commentavo
anche
le
lamentele
del
pubblico.
Facevo
da
testimonial.
Varie
cose
abbiamo
fatto.
Certo,
eravamo
in
salita,
stavamo
decollando,
ma
avevamo
grandi
difficoltà.
In
alcune
aree
importanti,
come
Manahattan
non
si
potevano
piazzare
i
satelliti
perché
si
doveva
vedere
solo
la
televisione
quinz
a
Brooklin.
Insomma
una
serie
di
difficoltà.
Non
so
se
sono
state
superate.
Mi
dica
lei
sono
state
superate?
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
Direttore
www.lideale.it
Via
Veneto,
108
-
00187
-
Roma
Tel.
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Cell.
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