Lonorevole
Romagnoli
(FI)
sul
CGIE
«Questo
così
comè
è
inutile.
A
questo
punto
passo
la
parola
ai
deputati
dellUnione
e
chiedo:
perché
deve
essere
utile?
Perché?
Quali
sono
le
risposte
che
il
CGIE
ha
dato
alla
comunità
italiana
allestero?»
Si
esprima
sulla
utilità
del
CGIE.
Il
dibattito
si
fa
stringente
negli
ultimi
tempi
Si
parla
di
CGIE
sì,
di
CGIE
no.
Molti
esponenti
Comites
sono
titubanti
sul
ruolo
che
dovrebbe
avere
il
CGIE
e,
in
considerazione
anche
del
fatto
che
oggi
in
Parlamento
ed
al
Senato
sono
presenti
dodici
deputati
e
sei
senatori,
non
hanno
tutti
i
torti.
Infatti,
proprio
per
questo
motivo,
il
ruolo
che
ha
sempre
svolto
il
CGIE,
cioè
di
congiunzione
tra
Comites,
associazioni,
patronati,
sindacati
e
Parlamento,
oggi,
con
la
presenza
in
loco
di
rappresentanti
degli
italiani
allestero,
viene
di
gran
lunga
sminuito.
Allora?
Lo
vuole
o
non
lo
vuole?
Il
CGIE
deve
essere
valorizzato
e,
per
fare
questo,
si
deve
intervenire
sugli
obiettivi,
bisogna
adoperare
dei
cambiamenti.
Cioè?
Se
il
CGIE,
nella
prossima
assemblea
plenaria
non
viene
migliorato
e
resta
cosi
comè,
non
vedo
per
quale
motivo
debba
restare.
Quindi
si
può
fare
a
meno
del
CGIE
Faccio
un
esempio
banale,
se
cè
un
problema
per
gli
italiani
allestero,
poniamo,
sulle
pensioni,
sulla
sanità,
sulloscuramento
della
Rai,
i
Comites
si
possono
mettere
in
comunicazione
direttamente
con
uno
dei
deputati
o
uno
dei
senatori
che
li
rappresentano.
Così
come,
ovviamente,
potrebbero
rivolgersi
ad
uno
qualunque
dei
rimanenti
parlamentari
esponendo
direttamente
le
proprie
istanze
alla
Camera
o
alla
Commissione
di
pertinenza.
Perché
passare
attraverso
il
CGIE?
Cosa
propone
allora
che
si
debba
fare?
Prima
di
tutto,
diminuire
notevolmente
il
numero
dei
suoi
consiglieri.
Non
esiste
che
ci
siano
5
consiglieri,
per
esempio,
per
la
Germania,
5
per
la
Francia,
3-4
per
il
Belgio,
2-3
per
la
Gran
Bretagna.
No,
basta,
a
mio
avviso,
un
solo
consigliere
eliminando
quelli
di
nomina
governativa.
Eliminare
anche
il
Consiglio
di
Presidenza
e
fare
del
CGIE
un
organo
molto
ristretto
come
numero
ma
attivo,
il
braccio
destro
della
Commissione
degli
italiani
allestero
che
è
una
sottocommissione
della
Commissione
Esteri.
Questo
è
il
ruolo,
a
parer
mio,
che
deve
avere
il
CGIE.
Se
non
verranno
apportate
le
necessarie
modifiche,
quando
ci
riuniremo
dal
2
al
6
di
ottobre,
rassegnerò
le
mie
dimissioni
dal
CGIE
in
quanto
non
penso
che
sia
giusto
prendere
in
giro
gli
italiani,
senza
contare
che
questa
enorme
istituzione
è
anche
molto
costosa.
Lei
dà
ragione
allon.
Razzi
quando
dice
che
il
CGIE
è
costoso
Sì,
così
comè,
è
inutile,
lho
ribadito
anche
a
Bruxelles.
Così
comè
è
inutile,
il
CGIE
è
utile
solo
se
diventa
veramente
operativo.
Da
due
anni
sono
consigliere
CGIE,
rappresentante
di
Spagna,
Grecia,
Turchia
ed
Israele,
a
tutti
i
miei
quesiti,
e
sono
stati
veramente
tanti,
il
CGIE
non
ha
mai
fatto
seguire
una
risposta.
E
un
organo
che
non
è
in
grado
di
dare
risposte.
Non
sarebbe,
tutto
sommato,
un
gran
danno
allora
se
fosse
abolito
Io
penso
che
non
sarebbe
un
grave
danno,
infatti,
per
motivi
tecnici
interni,
non
è
funzionante
dal
dicembre
2005
ad
oggi
27
settembre
2006
e
non
penso
che
gli
italiani
allestero
ne
abbiano
sentito
la
mancanza.
Presenterà
una
proposta
di
legge
insieme
allon.
Picchi
per
abolirlo?
Non
posso
fare
la
proposta
di
legge
per
abolirlo,
parliamoci
chiaro,
io
ho
combattuto
tanto
per
farne
parte.
Ho
fatto
lintera
campagna
elettorale
in
Turchia,
Grecia,
Spagna
ed
Israele
per
cui
sono
legato
anche
sentimentalmente
a
questa
organizzazione.
Abolirlo
no,
rivederlo,
modificarne
gli
obiettivi
per
renderlo
utile,
sì.
Tutti
i
parlamentari
dellUnione
eletti
allestero
sono
daccordo
a
tenere
il
CGIE.
Tutti
lo
reputano
una
istituzione
importantissima...
Ha
chiesto
loro
perché?
Abbiamo
chiesto
perché,
perché
fa
da
raccordo
tra
i
Comites
ed
i
deputati
e
senatori
eletti
allestero
presenti
a
Roma.
Fa
un
lavoro
di
sintesi
di
tutte
le
istanze
provenienti
da
parte
dei
Comites
Lon.
Picchi,
è
stato
eletto
senza
far
parte
né
dei
Comites
né
del
GCIE,
stessa
cosa
per
Rebuzzi,
non
faceva
parte
né
dei
Comites,
né
dei
CGIE.
Quindi
ci
sono
due
casi
viventi
di
deputati
eletti
anche
senza
CGIE.
Questo
così
comè
è
inutile.
A
questo
punto
passo
la
parola
ai
deputati
dellUnione
e
chiedo:
perché
deve
essere
utile?
Perché?
Quali
sono
le
risposte
che
il
CGIE
ha
dato
alla
comunità
italiana
allestero?
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
Direttore
www.lideale.it
Via
Veneto,
108
-
00187
-
Roma
Tel.
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Cell.
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