Linformativa
urgente
del
Governo
sulla
politica
nel
settore
delle
telecomunicazioni
con
particolare
riferimento
alla
vicenda
Telecom
28.09
.06
-
La
partita
in
aula
si
è
chiusa
10
a
1
per
lopposizione
«Per
me,
in
particolare,
sarebbe
anche
sconfessare
parte
della
mia
storia
professionale
»
ha
detto
per
ben
9
volte
Romano
Prodi
Dal
momento
in
cui
il
Presidente
del
Consiglio
ha
messo
piede
nellemiciclo,
si
è
visto
subito
che
era
in
giornata
no.
Il
passo
lento,
indeciso,
dal
viso
traspariva
tensione
e
nervosismo.
Dopo
il
breve
preludio
di
circostanza,
a
parte
qualche
mugugno
dai
banchi
del
centrodestra
ad
affermazioni
del
tipo
«non
sono
stato
mai
messo
a
conoscenza
di
alcun
piano
Telecom
Italia»,
laula
non
ha
registrato
alcun
segno
di
reazione.
Il
tono
solenne
della
dizione,
la
seriosità
del
momento
enfatizzato
sino
allestremo,
non
hanno
certo
aiutato
lon.
Prodi,
neanche
nella
lettura
pura
e
semplice.
In
un
tratto
addirittura,
ha
sentito
la
necessità
di
fermarsi
per
costringersi
a
leggere
bene
e
meglio.
Quando
il
Presidente
del
Consiglio
si
è
difeso
dalle
accuse
dei
giorni
addietro
mosse
dal
centrodestra
tacciandolo
di
voler
rispolverare
quella
politica
dirigista
ormai
abbandonata
dagli
anni
novanta,
si
è
sentito
subito
il
preludio
della
protesta.
Dopo
cinque
minuti
è
arrivato
il
primo
autogol:
«Per
me,
in
particolare,
sarebbe
anche
sconfessare
parte
della
mia
storia
professionale
».
La
frase
ha
avuto
un
effetto
dirompente
in
aula.
Dai
banchi
dellopposizione
si
è
levato
un
applauso
scrosciante,
di
sberleffo
ovviamente.
Lantifona
era
riferita
a
quella
storia
professionale
risalente
ai
suoi
trascorsi
all
RI.
Sta
di
fatto
che
non
ha
potuto
continuare
il
suo
discorso
«Faccio
appello
alla
serietà
democratica
di
ciascuno
di
voi,
faccio
appello
ai
capi
gruppo
di
farsi
carico
di
consentire
il
proseguimento
del
discorso
del
Presidente
del
consiglio»
ha
redarguito
Fausto
Bertinotti.
Quando
è
ritornato
il
silenzio,
Prodi
ha
potuto
ricominciare
da
dove
era
stato
interrotto:
«Per
me,
in
particolare,
sarebbe
anche
sconfessare
parte
della
mia
storia
professionale
».
Apriti
cielo.
Due
a
zero.
Ancora
applausi
a
scena
aperta.
Questa
storia
si
è
ripetuta
per
ben
nove
volte.
Alla
quinta
ripetizione
gli
applausi
sono
diventati
bipartizan,
anche
il
centrosinistra
finalmente
ha
voluto
fare
qualcosa
per
aiutare
il
Presidente
del
Consiglio
ad
uscire
da
tunnel
nel
quale
si
era
cacciato.
Impacciato,
claudicante
ed
insicuro.
Prodi
era
in
uno
stato
di
prostrazione
psicofisica
che
ha
costretto
il
Presidente
Bertinotti,
alla
nona
ripetizione
«Per
me,
in
particolare,
sarebbe
anche
sconfessare
parte
della
mia
storia
professionale
»,
a
sospendere
i
lavori
per
cinque
minuti
evitando
che
il
Presidente
del
Consiglio
andasse
al
tappeto.
Eppure,
il
Presidente
della
Camera,
aveva
invitato
Prodi
ad
andare
avanti,
come
per
suggerirgli
di
non
ripetere
più
quella
frase
che
aveva
preso
i
connotati
di
una
provocazione
masochistica.
Praticamente,
alle
15
e
20
circa,
quando
è
stata
disposta
la
sospensione,
il
discorso
poteva
definirsi
ormai
chiuso
anche
se
solo
allinizio.
La
seconda
parte
non
avrebbe
apportato
alcuna
novità,
nessuna
cosa
nuova,
normale
amministrazione,
prevedibile
ed
accademica.
Certo,
nessuno
in
aula
si
aspettava
che
Prodi
avesse
potuto
dire
cose
diverse
da
quelle
dette.
Quando
i
lavori
sono
ripresi,
dopo
che,
pericolosamente,
aveva
ripreso
da
dove
aveva
lasciato
cioè
«Per
me,
in
particolare,
sarebbe
anche
sconfessare
parte
della
mia
storia
professionale
»,
egli,
ha
terminato
il
suo
intervento.
Basti
pensare
che
tutto
il
centrosinistra
non
ha
saputo
o
non
ha
voluto,
o
meglio,
non
se
l
è
sentita,
di
applaudire
quasi
mai.
In
solo
due
occasioni,
la
prima
allaffermazione
«Occorrono
assetti
di
governo
delle
imprese
più
stabili
e
trasparenti»,
la
seconda,
alla
fine
del
discorso.
Gli
interventi
a
seguire,
hanno
visto
in
Fini
e
Fassino
i
marcatori
di
un
gol
a
testa.
Tra
questi
si
son
fatti
sentire
Giordano
solo
per
«quanto
è
costato
a
Tronchetti
Provera
lacquisto
di
Telecom?»
e
Tremonti,
con
la
sua
classica
ironia
caustica
ma
pedissequa
anche
un
po
monotona
dimostrando
di
saper
sbagliare
un
gol
a
porta
vuota
«lei
signor
presidente
del
consiglio
ha
una
particolare
vocazione
sensale
ad
orchestrare
affari»
ha
osato.
Il
gol
della
bandiera,
per
il
centrosinistra,
lo
ha
siglato
il
segretario
DS
quando
ha
urlato
che
«lunico
governo
portatore
di
conflitti
di
interesse
è
stato,
per
cinque
anni,
il
centrodestra».
Ma
Fini,
con
un
intervento
preciso,
documentato,
cinico,
stile
Antonio
Di
Pietro
pubblico
ministero
prima
maniera,
non
ha
perdonato
il
Presidente
del
Consiglio.
Gli
ha
spiattellato,
nero
su
bianco,
la
sequela
dei
fatti
e
delle
dichiarazioni
giorno
per
giorno
a
partire
dagli
inizi
della
vicenda
Telecom
sino
ad
oggi.
Non
è
stato
una
buona
performance
quella
del
Presidente
Prodi.
Fortuna
ha
voluto
che
non
si
fosse
iscritto
l
on.
Berlusconi
a
parlare
perché,
quelle
sono
occasioni
in
cui
il
Cavaliere
riesce
ad
essere
implacabile.
La
relazione
è
risultata
scontata,
formale,
dovuta
e
senza
alcun
piglio,
non
all
altezza
di
un
capo
di
governo.
E
stata
una
delusione
piena
di
perplessità.
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
Direttore
www.lideale.it
Via
Veneto,
108
-
00187
-
Roma
Tel.
06
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Cell.
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